Preraffaelliti: una rivoluzione fatta di Amore e Desiderio

19 Giugno 2019 • Art, Lifestyle

Preraffaelliti: a Palazzo Reale sarà possibile visionare per la prima volta il genio e la passione della Confraternita più rivoluzionaria del XIV secolo

Stesa su un lenzuolo d’acqua, ricoperta di fiori, con lo sguardo sofferto e il volto pallido di chi troppo ha sofferto. È l’immagine più famosa di Ofelia, personaggio femminile nell’Amleto di Shakespeare, dipinta da John Everett Millais nella metà del 1800. In questo dipinto il personaggio femminile e la natura si fondono in un tutt’uno. La natura, l’amore, il desiderio e la morte qui sono la stessa cosa.

È possibile ammirare questo dipinto, insieme ad altri, presso Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, a Milano. La mostra, Preraffaelliti. Amore e Desiderio, è dedicata proprio al noto movimento di fine Ottocento, il Preraffaellismo, che fu rivoluzionario all’epoca e di grande ispirazione ancora oggi. La mostra è prodotta e promossa dal Comune di Milano, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, in collaborazione con Tate Britain e curata da Carol Jacobi, Curator of British Art.

La voglia di ridefinire e di abbattere gli schemi convenzionali dell’Epoca Vittoriana

Il Preraffaellismo fu una rivoluzione giovanile: sette studenti decisero di fondare a Londra la Confraternita dei Preraffaelliti, un movimento artistico che fosse da specchio ai cambiamenti dell’epoca. Immersi in un mondo che stava ridefinendo l’assetto delle città, dell’economia e della politica, anche le stesse relazioni umane e sentimentali stavano prendendo nuova forma. Da qui, il bisogno e la necessità di andare contro gli schemi e l’ordine costituito.

I leader del movimento furono Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais e William Holman Hunt. I soggetti dipinti venivano non solo ripresi dalla letteratura e dai miti, ma anche dalla Bibbia. L’intento era quello di dare una nuova immagine a questi episodi, di modo che le scene, immerse in una natura realistica, fossero molto più vicine ai fruitori.

L’ispirazione, quindi, era la vita moderna, grazie alla quale era possibile rendere le scene realistiche e i soggetti profondamente caratterizzati psicologicamente. Vi era l’intento di rappresentare in chiave moderna i temi politici e sociali dell’epoca (l’immigrazione, i nuovi assetti politici, la cura e l’educazione dei figli), ma anche – e forse soprattutto – ridefinire e rappresentare in una nuova veste i rapporti sentimentali.

Desiderio politico e sociale di ridefinire la cultura e le relazioni

Infatti, nessun membro della confraternita ebbe mai una relazione sentimentale convenzionale: sfidando la concezione vittoriana dell’epoca, l’amore e il desiderio furono vissuti liberamente, così da permettere perfino alle donne che vi facevano parte di avere margini di libertà. Le donne come soggetto artistico diventavano sulla tela vere e proprie femme fatale: rappresentate come forze potenti, misteriose e (auto)distruttive. I Preraffaelliti furono i primi artisti a dare nuova vita all’immaginario femminile, ancorato all’epoca all’ideale di santa e vergine.

Dal 19 giugno al 6 ottobre 2019 è possibile per la prima volta a Milano ripercorrere la storia di amore e desiderio della Confraternita che è stata capace di cambiare per sempre l’immaginario artistico europeo.

 

di Ilaria Nassa

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