Famiglia perfetta cercasi

Famiglia perfetta cercasi. Questo film di Paolo Genovese, uscito nelle sale il 29 novembre, racconta la storia di Leone: uomo ricco, potente e solo  interpretato da un eccezionale Sergio Castellitto), che non avendo una famiglia propria se ne inventa una.

Per il giorno di Natale affitta una compagnia di attori, composta dalla finta moglie Carmen (Claudia Gerini), dal finto fratello Fortunato (Marco Giallini) e la compagna Sole (Carolina Crescentini), la nonna e tre figli, tutti pagati per recitare un severissimo copione scritto dallo stesso Leone. A interrompere la commedia arriva Alicia (Francesca Neri), un’affascinante donna appena lasciata dal suo amante, che capita per caso a casa del protagonista perché ha la macchina in panne e sta cercando aiuto. Davanti ai suoi occhi l’idillio di una famiglia perfetta, unita e affettuosa: una perfezione destinata però a sgretolarsi, intaccata dalla realtà. I due pseudo figli pian piano si innamorano, Carmen e Fortunato sono agitati dalla reciproca gelosia e la vita reale si insinua nella finzione turbandone i delicati equilibri.

Viene da chiedersi “Che senso ha costruire tutto questo se è così fragile?”. E cos’è più fragile? La realtà o la finzione? La risposta ce la regala lo stesso Leone, in un momento di saggezza: “La famiglia non è fatta per nessuno ma nella vita bisogna buttarsi, non si può stare fermi”. Leone non è che l’esempio di un uomo che ha rinunciato all’amore e che ora è pronto a fare i conti con il proprio passato. Questa è l’occasione per svelare i suoi rimpianti o per cancellarli definitivamente, quasi fosse un’analisi di se stesso, che porta il protagonista alla consapevolezza di aver perso qualcosa (la famiglia per quanto imperfetta sia è un grande dono), ma che allo stesso tempo lo rassicura della sua scelta. Ognuno decide di vivere la vita che più gli si addice, motivo per cui il finale del film vede opporsi due possibilità diverse: da una parte Leone, rimasto in compagnia di Alicia nella casa dove ha trascorso il suo Natale in affitto, dall’altra Fortunato che invita la moglie ad abbandonare la finzione, chiedendole espressamente di andare a vivere la realtà della loro famiglia, la loro scelta di vita, sulle note di una canzone (Nothing real but love) che è un inno alla realtà dell’amore in ogni sua forma, sia esso nei confronti di se stessi o degli altri.

 

(di Marina De Faveri)

 

 

 

 

 

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