Aldo Mondino – Artista nomade per Milano

 
Dal 5 giugno al 5 luglio 2013 la Fondazione Mudima, a 23 anni dall’ultima mostra di Aldo Mondino nei suoi spazi, ripropone l’opera intensa e accattivante dell’artista torinese. A cura di Achille Bonito Oliva e in collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino l’esibizione presenta una significativa selezione di opere, discordanti per ciò che riguarda tecniche, approcci e modus operandi ma coerenti nell’illustrare la grandezza poetica ed espressiva dell’artista.
L’ingresso della fondazione milanese è segnato dalla presenza di Ittiodromo una potentissima installazione del 1967 che accosta uno scivolo per bambini a un vero pesce di grandi dimensioni lasciatovi sgocciolare sulla superficie. A testimonianza del periodo trascorso dall’artista a Parigi dal 1959 al 1960, anni in cui frequenta l’École du Louvre, si ritrova negli spazi espositivi la scultura in bronzo Tour Eiffel, vero e proprio assemblage dei più disparati oggetti del suo studio a formare un ironico omaggio al simbolo della capitale francese, insieme alla scultura bronzea Arabesque.
I temi del gioco e dell’infanzia sono ricorrenti nella sua ricerca, oltre alla relazione col pubblico, per l’artista uno strumento attivo e fondamentale di partecipazione all’opera. L’elemento ludico e relazionale è del resto presente in tutta la sua produzione: Mondino usa materiali extra-pittorici, spesso effimeri e talvolta edibili che, come ha lui stesso dichiarato: “sono il frutto di quella dimensione miope, di quella distanza che mi fa vedere da lontano un oggetto che da vicino diventa un altro…”.
A testimonianza di questo pensiero troviamo le installazioni realizzate con la pasta di caramella, col cioccolato o con lo zucchero, come nello spettacolare Muro del Pianto, fatto di zucchero e costruito nel cortile di Mudima, nell’ambiente interamente ricoperto di marshmallows realizzato nella piscina al piano interrato o nell’installazione a pavimento Raccolto in preghiera, un enorme tappeto di preghiera fatto da decine di granaglie diverse. In dialogo con quest’ultimo, su una grande parete, sono esposti i celebri Tappeti realizzati su eraclite, un materiale usato nell’edilizia, in colori accesi e brillanti: sovrapposti e accostati conferiscono alle sale del percorso la girandola di colori di un fantasmagorico suk medio-orientale.
Tutte queste contaminazioni e suggestioni conferiscono all’intera mise en scène un sapore surreale, che non mancherà di coinvolgere e affascinare anche il visitatore meno informato sulla carriera e la poetica dell’illustre Aldo, costantemente mobile nei suoi riferimenti e nel gioco della sfida ai luoghi comuni. La pittoricità e i materiali che suggeriscono un’alterità divertita, il segno occidentale e il motivo decorativo orientale: tutti questi fattori si susseguono e intersecano in un ritmo cadenzato di citazioni e rimandi che ci portano altrove, in una terra di nessuno o forse di tutti dove poter vivere con pienezza le contraddizioni dell’essere.
Citando il testo del curatore della mostra, Achille Bonito Oliva, “[Mondino] ha uno sguardo nomade che può cogliere il movimento del mondo rispettandone la distanza ed il ritmo…”. L’esibizione rivela un estratto  fondamentale dell’universo dell’artista, svelando agli occhi dello spettatore la perfetta bellezza dell'(apparente) inconciliabilità tra mezzi e poetiche espressive differenti.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Mudima Edizioni, con testi di Achille Bonito Oliva, Gianluca Ranzi e una selezione di testi di Aldo Mondino.
 
Aldo Mondino. Nomade a Milano
a cura di Achille Bonito Oliva
Fondazione Mudima | Via Tadino 26, Milano
5 giugno5 luglio 2013
dal lunedì al venerdì 11.00 – 13.00 e 15.00 – 19.30.
ingresso libero
tel. 02 29 40 96 33
info@mudima.net
 
(di Roberta Donato)

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