Anne Hathaway: modello di bravura e attivismo

Anne Hathaway si dimostra non solo un’attrice straordinaria e instancabile, ma anche un modello di attivismo, profondo e necessario

© Michael Loccisano/GettyImages

Il ritorno in tv: WeCrashed

È l’epoca d’oro dei podcast e delle storie vere, e Anne Hathaway e Jared Leto portano sul piccolo schermo proprio uno di questi racconti: “WeCrashed” sarà in onda con i primi tre episodi il 18 marzo su AppleTV+. La miniserie si basa proprio su “WeCrashed: The Rise and Fall of WeWork”, podcast che, come anticipa il titolo, racconta della rapida ascesa e relativamente rovinosa caduta della coppia Adam e Rebekah Neumann, fondatori della compagnia WeWork.

Ma che cos’è nello specifico questa azienda e perché la sua storia è interessante, tanto da essere portata in tv? WeWork è una società immobiliare commerciale made in USA che fornisce spazi di lavoro condivisi flessibili per startup tecnologiche, oltre a servizi per altre imprese. In pratica, ad un prezzo accessibile si può affittare uno spazio per lavorare, completo di postazione attrezzata, internet e insonorizzazione; utile per le giovani aziende che all’inizio vogliono risparmiare sull’affitto e la gestione di un ufficio.

La particolarità di questa compagnia, però, è che prima del 2019 era considerata un unicorno, come vengono definite nel mondo finanziario le aziende, non ancora quotate in Borsa, con una valutazione di mercato oltre al miliardo di dollari. Ma proprio quell’anno WeWork decide di entrare in Borsa e per farlo deve rendere noti i suoi dati finanziari, mostrando in questo modo le grosse perdite subite, a fronte dei copiosi ricavi, già dal 2016, anno della sua incredibile ascesa.

Il debutto e il successo

Anne Hathaway debutta, ancora adolescente, nella serie televisiva “Get Real” nel 1999; il suo primo ruolo al cinema arriva due anni più tardi nel film Disney “Pretty Princess”; qui interpreta Mia Thermopolis, ignara erede al trono di Genovia, ruolo che poi riprenderà nel sequel “Principe azzurro cercasi” nel 2004. Nello stesso anno, mostra anche le sue doti canore in “Ella Enchanted”. Gradualmente inizia a interpretare personaggi più complessi e maturi: è la protagonista di “Havoc – Fuori controllo” (2005) e affianca Heath Ledger e Jake Gyllenhaal ne “I segreti di Brokeback Mountain”. Il 2006 è l’anno de “Il diavolo veste Prada”, film che ne consacra successo e fama; seguono, tra gli altri, “Becoming Jane”, “Agente Smart” e “Rachel sta per sposarsi”, per cui è candidata all’Oscar come miglior attrice protagonista. 

Nel 2010 interpreta la Regina Bianca in “Alice in Wonderland” di Tim Burton (sarà presente anche nel sequel “Alice attraverso lo specchio”), e in “Amore & altri rimedi”, per cui riceve la candidatura ai Golden Globe. Due anni più tardi è Catwoman ne “Il cavaliere oscuro – Il ritorno” di Christopher Nolan e Fantine ne “Les Misérables”; per questo ruolo vince i premi Oscar e Golden Globe come migliore attrice non protagonista. Tra le altre pellicole della sua carriera, ricordiamo “Interstellar” (2014), “Ocean’s 8” (2018) e “Le streghe” (2020).

La sua vita, però, è anche impegno fuori dal set. Nel giugno 2016, infatti, viene nominata ambasciatrice globale di buona volontà dalla UN Women, agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei diritti e dell’uguaglianza delle donne; questo incarico arriva dopo l’impegno con la Nike Foundation per combattere contro il matrimonio infantile e il documentario “Girl Rising”, incentrato sull’importanza dell’educazione femminile.

Anne Hathaway si dimostra così non solo un’attrice straordinaria e instancabile, ma anche un modello di attivismo, profondo e necessario.

di Maria Giulia Gatti

Lascia un commento

Your email address will not be published.