Let them talk: il libro di Cesare Cremonini

3 Dicembre 2020 • Books, Lifestyle

Let them talk”, il libro di Cesare Cremonini dove la musica si converte in racconti che creano un punto di incontro con chi legge. Disponibile dal 1° dicembre, il libro edito da Mondadori ha come copertina un’opera grafica di Aldo Drudi e una postfazione firmata da Michele Monica.

Le storie di sé e degli altri

Let them talk”, in italiano “Falle Parlare”, si riferisce proprio alle sue canzoni. Canzoni che, dice Cremonini, vengono al mondo soprattutto durante incontri con vite devastate e raccontano di queste vite. Secondo l’artista è proprio parlando con persone vissute e piene di dolore, ma anche di gioia, che nascono i discorsi migliori. Tipico del cantante è alleggerire la pesantezza, prendere la vita con filosofia. Il che avviene nel momento in cui ci si riconosce simili a chi scrive, parla o canta, ognuno nella propria fragilità. Ed è proprio per questo che nasce il libro di Cremonini, per far rispecchiare i lettori nel suo mondo, “Anche tu, come me”.

I “sé” in contraddizione di Cremonini

Fino ad oggi il cantante è sempre stato come fumo tra le dita, inafferrabile e leggero. Comunicando con la musica, fatta di mille metafore che fanno in modo di mantenere un approccio ironico e poetico sulla vita. In “Let them talk” lo vediamo invece condividere il suo lato d’ombra che, in contrasto con il lato di luce, ha dato vita alle sue canzoni. In contraddizione sono anche le parti del suo carattere. Lui che da bambino era molto introverso ma allo stesso momento amava esibirsi fin dai tempi in cui lo faceva in camera dei suoi genitori. Adesso ad esibirsi saranno le sue storie che, parola dopo parola, racconteranno una parte diversa di Cremonini.

Alla fine del libro una postfazione di Michele Monica che racconta la carriera dell’artista bolognese dagli inizi fino ad oggi. Ed è proprio oggi, tempo in cui è necessario mettere a nudo tutte le proprie debolezze per sentirci vicini, che nasce “Let them talk”. Il libro di Cremonini, disponibile dal 1° dicembre, arriva nel periodo giusto. Un periodo storico fatto di distanziamenti sociali e paura, in cui c’è il bisogno di trovare un punto di incontro con l’altro, di riconoscerci simili anche (e soprattutto) nelle fragilità, di sapere che ci siamo.

 

di Elisa Maulini

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