“Alzati e corri, direttora”, il giallo ironico di Silvia Volpi

2 Maggio 2019 • Books, Lifestyle

Con grande ironia e felice leggerezza, Silvia Volpi ha scritto un giallo delizioso, spumeggiante, tutto al femminile, da leggere con il sorriso sulle labbra

«Morotti, questo omicidio sa di femmina. Lo senti il profumo?» Boia dè, se lo sento… pensa Tommaso senza muovere le pupille da quelle di lei.
La direttora ritrae tutto il corpo e si mette in posizione eretta e composta sulla scrivania.
«Ora smetti di scantucciarmi lo scrimolo e vai a lavorare»

Elsa Guidi, quarantasette anni, un marito affettuoso ma distratto, due figli adolescenti che la fanno disperare quanto basta, tutte le mattine si alza e corre: il modo migliore per iniziare la giornata è infilarsi le scarpe da running quando ancora tutti dormono e avviarsi nel quartiere lungo le vie silenziose di Pisa. In realtà, questo momento tutto per sé è una scusa per annusare l’aria in città prima di tutti. Da un paio d’anni Elsa è a capo della “Piazza”, il quotidiano con sede sul Lungarno di fronte alla chiesa di Santa Maria della Spina. La “direttora” comanda a bacchetta tutti e non le manda a dire a nessuno, a partire dalla riunione delle dieci, in cui affida i vari pezzi della giornata.

Il suo bersaglio preferito è Tommaso Morotti, “il Moro”, cronista di nera con gli occhi dolci e le spalle larghe. Trentatré anni, livornese, è arrivato da qualche mese al giornale ma ha già creato non poco scompiglio. Innanzitutto nella vita di Paola, segretaria della Guidi, vittima dei suoi occhi neri e dei suoi modi gentili ma impertinenti. Quando, in una bella mattina di primavera, un giovane elettricista precipita dal terrazzo di un condominio in centro, la direttora non ci pensa due volte a scatenare il suo segugio migliore e a chiedergli di raccontare la storia della persona dietro quel corpo sul selciato: un bravo giornalista deve arrivare al cuore del lettore.

Le cose si complicano però quando al giornale vengono recapitate un paio di buste anonime apparentemente legate al suicidio dell’uomo. Intervistando alcuni negozianti della zona, il Moro si accorge che qualcosa non torna. Direttora e nerista, in corsa contro il tempo per battere la concorrenza sulla notizia, si buttano a capofitto nell’indagine, non senza punzecchiarsi in continuazione. Chi arriverà per primo alla verità?

Un personaggio energico, autoritario e intrigante, che sa il fatto suo e non si lascia intimorire da nulla

“Il naso è parte integrante della scrittura, è uno dei talenti che un narratore deve possedere. La capacità d’intuire, di approfondire, di risolvere viene poi affidata a un personaggio che si muove nella storia. Credo che in un giornale fra il cronista e la notizia succeda qualcosa di simile”.

Scrive Silvia Volpi nella sua biografia che per lei la scrittura è una goduria pazzesca, come lo è leggere questo romanzo. “La Piazza” è metafora della piazza quotidiana in cui accadono incidenti, eventi, avvenimenti di cronaca nera. Il tutto però è raccontato con molta leggerezza: non vi sono scene drammatiche, ma i personaggi si muovono ad un ritmo incalzante e veloce, così com’è la vita di un giornale. La trama risulta essere mai banale. Il plot giallo è efficace: cattura e stuzzica il cervello con intelligenza e sagacia e offre un distinto ma sinergico spazio sulla scacchiera delle indagini sia alle forze dell’ordine che ai giornalisti.

“Risente precise nelle orecchie le parole della dottoressa Ponimonte al telefono: “Andiamo tutte e due alla ricerca della verità, scaviamo e indaghiamo per poter procedere. Ciascuno al proprio posto.”

“Pensate a questo. Se una notizia riesce a nutrire gli strati più profondi del lettore, la sua sensibilità, il suo cuore, l’anima insomma, vuol dire che quella notizia è fatta a punta, buca, entra, penetra, raggiunge.”

Alzati e corri, direttora è accattivante, così come lo è la protagonista, Elsa Guidi, la direttora

“La Guidi ha negli occhi l’acume di una lince, la determinazione di una leonessa. Emana energia come se avesse la spina di una centrale elettrica attaccata ai polsini della camicia.”

Elsa Guidi è un turbine, sempre un passo avanti a tutto e tutti, a partire dalla quotidiana corsa al mattino presto, unico momento della giornata in cui resta con se stessa, un ricarico di energia che la porta ad essere nelle ventiquattr’ore giornalista professionista. È un personaggio potente e autoritario, ma improntato al gioco di squadra, perché sa che così le cose funzionano, in una redazione, in casa, nella vita. E funzionano benissimo, infatti, anche i personaggi accanto, dal cronista di nera Tommaso Morotti, alla segretaria Paola, al marito Pierpi. E così anche Pisa, inedita e pur riconoscibile, nuova sebbene non snaturata, controcanto e soprano, cornice e quadro.

“Corre e pensa che a volte la sua Pisa sia particolarmente trasparente, come una pelle sottile che lascia intravedere il cuore.”

 

di Ilaria Nassa

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