DESIGNBYGEMINI: il nuovo volto Millenial del Design

10 Aprile 2019 • Bloggers

Abbiamo intervistato Giulia ed Elena Sella, tra le protagoniste della Milano Design Week 2019 con la loro Rainbow Social Room per Atelier Emé. Ideatrici e fondatrici di DESIGNBYGEMINI, un format in cui convivono armoniosamente Moda, Social Media e Design. Ci hanno raccontato com’è nato il loro brand e i loro progetti per il futuro.

Com’è nato DesignByGemini? Da cosa avete preso ispirazione?

È nato quattro anni fa come blog personale, che serviva ad unirci in un momento nel quale eravamo distanti. Abbiamo fatto esperienze all’estero, una a Sao Paulo e una a New York, e questo ci ha permesso di rimanere in contatto e di condividere le nostre esperienze. Abbiamo preso ispirazione dalle nostre passioni, che poi è la nostra professione: Design e Architettura.

Come descrivereste DesignByGemini?

È un format che ci consente di creare delle installazioni di design Instagram oriented. Abbiamo unito il nostro lavoro con il mondo della comunicazione.

Com’è nato il vostro concept?

Volevamo creare un ambiente suggestivo che ci permettesse di inglobare tutte le nostre passioni e che ci consentisse di prendere spunto da diversi ambiti. Le nuove tendenze della moda ci servono molto per scegliere i colori: rosa, rosso e fluo.

Su che tipo di comunicazione avete puntato? Cosa volete trasmettere attraverso i vostri progetti?

Puntiamo molto sul Visual Merchandising, quindi cerchiamo di riprodurre ambienti che permettano di creare una vera e propria esperienza a 360 gradi.

Avete fondato DesignByGemini nel 2015. Come si è modificato nel tempo?

In realtà è sempre in continua evoluzione. Tutti quello che abbiamo creato è nato sempre in modo molto spontaneo, questo ci ha permesso di non avere troppi limiti. Il nostro turning point è stato due anni fa grazie a SuperStudio. Ci piace lasciarci contaminare da più mondi. Il design si presta tanto a questo tipo di contaminazione, quindi cerchiamo di sfruttare questa caratteristica per aprirci a nuovi modi di creare e di comunicare. In sostanza cerchiamo di sdrammatizzare e di rendere fruibile il nostro mondo accademico.

Avete un approccio innovativo moderno ed internazionale, a cosa lo applicate?

Cerchiamo di portare un po’ quello che ci piace da un punto di vista architettonico e di design nel nostro lavoro. Abbiamo la fortuna di aver studiato all’estero in due grandi città che da questo punto di vista sono il massimo. La nostra meta preferita a cui sempre ci ispiriamo è Miami. Infatti la nostra tendenza di creare ambienti freschi e colorati deriva principalmente da questo.

Durante la Milano Design Week di quest’anno sarete presenti con una social room a tema rainbow in collaborazione con Atelier Emé. Com’è nata questa partnership?

È nato tutto l’anno scorso durante una cena organizzata da loro, a cui ci hanno invitate. Abbiamo avuto modo di raccontare quello che facevamo e da quel momento hanno deciso di legarsi a noi.

Con quali altri brand vorreste collaborare? Qual è il vostro sogno?

Diciamo che il nostro obiettivo è quello di poter realizzare delle capsule con diversi brand. Ci piacerebbe creare un concept che possa essere uno strumento di marketing.

Come gestite il team? Quali sono i vostri ruoli?

Abbiamo una PR che gestisce il nostro brand awareness, poiché con il tempo siamo diventate anche il volto di alcuni brand. Noi gestiamo la parte più pratica. Siamo fortunate perché abbiamo sempre una stessa visione, siamo sempre d’accordo sul concept dei nostri progetti. Giulia su occupa molto di più dei progetti in sé, io (Elena) invece mi occupo molto di più della comunicazione.

Progetti per il futuro?

Non possiamo ancora rivelare nulla, poiché sono trattative che non si sono ancora concluse. Però possiamo dire che presto apriremo un nostro studio, che sarà aperto a tutto. Abbiamo pensato di creare un ambiente che possa essere un punto di incontro non solo lavorativo, ma anche sociale.

Un ringraziamento speciale a Giulia ed Elena Sella, fondatrici di DesignbyGemini, per la disponibilità e gentilezza!

 

di Amanda Lucia Fagiasi

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