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	<title>champagne &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Sheket: un esclusivo locale multietnico nella Roma capitolina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 10:15:18 +0000</pubDate>
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<p>Nel cuore di <b>Roma</b>, al <b>numero 33 di via delle Botteghe Oscure</b>, Palazzo Caetani ospita <b>Sheket</b>, uno dei locali più raffinati della nostra capitale. <b>Chic</b>, <b>esclusivo</b> <b>ma di respiro internazionale</b>, entrare da Sheket significa immergersi nell’atmosfera del Grande Gatsby moderno. Quasi un ossimoro, pensando al suo nome: dall’ebraico, “Sheket” significa “silenzio”.</p>
<p>Il suo background fa subito parlare: il locale nasce, infatti, dalla collaborazione di tre personalità affermate nel mondo della ristorazione romana. Per il proprietario, Izhak Nemni, si tratta della terza attività, dopo i ristoranti Baccano e La Zanzara. Riccardo Sargeni è direttore artistico e Gianluca Sette (già partner di Cohouse Pigneto, Terrazza di San Pancrazio e Voodoo Bar) opera in qualità di pr.</p>
<p><b>Aperitivo, cena e dopocena</b>: Sheket riserva per ogni momento della serata un’esperienza unica e totale. Per iniziare, un’ampia offerta di cocktail, e si continua fino a tarda notte con <b>artisti live e dj set memorabili</b>.</p>
<h3>Il design ibrido e ricercato di Alfredo Cianchetta</h3>
<p>Da Sheket, la classe non manca. Il <b>designer Alfredo Cianchetta</b> ha arredato gli interni con <b>pezzi unici</b>, ispirandosi all’immaginario estetico di Wes Anderson. I divanetti in velluto e le luci soffuse, provenienti da lampade in stile giapponese, creano un ambiente accogliente e dai toni caldi, tendenti al rosa. Le pareti policrome sono ricche di specchi dalle cornici dorate, che donano al locale una particolare <b>raffinatezza</b>. L’architettura del luogo è stata rispettata e valorizzata nei suoi elementi già esistenti, come l’elegante lampadario nella sala centrale. Antico e nuovo si mescolano, così, in un <b>ambiente moderno</b>, dove culture diverse s’incontrano.</p>
<h3>Una cucina creativa e multietnica</h3>
<p>Anche la cucina non conosce limiti: il menù si compone di <b>piatti multietnici</b> rivisitati in chiave contemporanea, alla mercé dello <b>Chef Marco Milani</b>. Le sue ricette sono rinomate per l’eterogeneità degli ingredienti, ispirati a tradizioni culinarie internazionali, che danno vita a <b>squisite combinazioni di gusto</b>. Ogni piatto è minuziosamente curato nei suoi dettagli poiché, da Sheket, <b>la</b> <b>creatività per il palato</b> <b>va di pari passo con l’armonia dell’occhio</b>.</p>
<p>Il “momento aperitivo” è accompagnato da snack internazionali e da una raffinata selezione di sushi rolls, tartare e cruditè di pesce. La cena, invece, non può avere inizio senza gli immancabili gyoza cinesi, cotti al vapore e scottati. A seguire, uno sfizioso grill di carni tipiche dell’Asia e dell’America Latina, che offre spiedini peruviani, yakitori di pollo e churrasco di agnello. Per concludere, non manca un’allettante selezione di dessert, tra cui spicca il frutto orientale più “in” del momento: lo yuzu giapponese.</p>
<h3>Qualità ed esclusività: il bar</h3>
<p>Scegliere un <b>cocktail</b> non è mai semplice. Allo Sheket club lo è ancora meno. Qui, gusto e passione incontrano <b>ingredienti freschi ed esclusivi</b>, per una vasta scelta di <b>homemade drinks</b>, ideata per accontentare ogni tipo di palato. La selezione di cui si serve è da record: spirits introvabili, whisky da ogni paese, gin, tequila, rum e tanto altro.</p>
<p>Tutti gli alcolici sono esposti in un monumentale bancone a parete, alto sei metri, davanti al quale il capo barman, <b>Matteo Dedde</b>, è sempre all’opera. La lista per i clienti è suddivisa in tre sezioni. I <b>“Pre dinner”</b> sono proposte ideali per accompagnare l’aperitivo. I <b>“Fresh anytime”</b> sono, invece, consigliati durante tutto il corso della serata. A concludere, <b>“Our classic”</b>: drink classici e immortali, rivisitati secondo lo spirito creativo del personale di Sheket.</p>
<h3>Vini &amp; Champagne</h3>
<p>Per gli amanti dei <b>vini </b>e degli<b> champagne</b>, il locale offre una <b>carta pregiata</b>. Le bottiglie sono solo di <b>ottima qualità</b>, alcune di nicchia, e la scelta è veramente ampia. Tra i primi spiccano il raro e aromatico Viognier Indépendants, gli eleganti Jermann e il Sassicaia, fino a un porto Don Pedro Ximenes del 1987. Fra gli Champagne, si distingue l’eccellenza del sapido e fresco Salon Delamotte.</p>
<h3>Da Sheket, le sere si animano di black music e dj set</h3>
<p><b>Da mercoledì a sabato</b>, Sheket è il cuore pulsante della Roma capitolina fino a <b>notte</b> <b>inoltrata</b>. Ogni appuntamento vede la presenza d’<b>importanti personalità internazionali </b>che si alternano sul <b>palco</b> e al <b>dj set</b>. Il mercoledì apre le danze la serata “Velvet”, dominata da nomi della scena romana alla consolle. Il giovedì “It’s so good” è dedicato alla new disco, con dj internazionali del calibro di Soul Clap. Il venerdì è “No guest list” e il sabato “Extra cheese”.</p>
<p>Il filo rosso del weekend è l’immancabile <b>black music</b>, declinata in tutti i suoi sottogeneri. Anche qui, i nomi importanti non mancano: Joshua Jack, Chelsea Como e Lydia Lyon sono fra le personalità più affermate sulla scena black del momento. Alle <b>esibizioni live</b> di venerdì, segue il ritmo dettato dai dj italiani di maggior tendenza. Il sabato chiude la settimana con la serata hip – hop e le performances dei più famosi rapper romani e internazionali.</p>
<p>Nel centro di Roma, Sheket è affermato per la sua raffinata e alta qualità. Chic, esclusivo, cosmopolita e creativo: non si potrebbe desiderare nulla di più!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Chiara Pellini</i></b></p>
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		<title>HyperNature di Perrier-Jouët al Salone del Mobile 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 08:48:18 +0000</pubDate>
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<p><b>Perrier-Jouët</b>, iconica maison di champagne riconosciuta per la qualità dei suoi Cuvée, dove primeggia la continua ricerca di perfezione, finezza ed eleganza, in occasione del <b>Salone del Mobile 2019</b> di Milano espone l’inedita ed eccentrica installazione <b>HyperNature</b> a <b>Palazzo Clerici</b>, realizzata dall’artista <b>Bethan Laura Wood</b>.</p>
<h3>La Maison di champagne incontra la designer britannica Bethan Laura Wood</h3>
<p><b>Bethan Laura Wood</b> è tra le designer più promettenti al mondo, e la maison Perrier-Jouët non poteva che sceglierla per realizzare un progetto dedicato alla natura e alla sua energia: <b>HyperNature</b>.</p>
<h3>Il viaggio artistico trova l’Art Nouveau</h3>
<p>La libertà creativa, l’ispirazione tratta dalla natura, la volontà di invitare il bello nella vita, sono valori che il marchio Perrier-Jouët ritrova nell’<b>Art Nouveau</b>. L’artista britannica Bethan Laura Wood ha infatti riscontrato un’affinità proprio con questo movimento, e si è ispirata ai suoi dettagli architettonici, decorativi ed artigianali, per iniziare il suo viaggio d’ispirazione artistica.</p>
<h3>Perrier-Jouët, Art of the Wild</h3>
<p><b>HyperNature</b> è una vivida interpretazione di <b>Art of the Wild</b>, dove facendo eco a questa natura la creazione di Wood per la maison Perrier-Jouët si presenta attraverso un’installazione che assume le sembianze di un albero, le cui curve sono libere nella forma e nei colori delle foglie. Qui è trasmesso e si percepisce tutto il savoir-faire che da sempre contraddistingue Perrier-Jouët.</p>
<h3>HyperNature: #Champagnexperience</h3>
<p>HyperNature invita lo spettatore ad un nuovo rituale di degustazione, unico e coinvolgente: la <b>champagne experience</b>, in cui i flute vengono colti direttamente dai rami dell’installazione, come se si stesse cogliendo un’uva dalla vite.</p>
<p>La <b>Design Week 2019</b> ci offre dunque un’esperienza sensoriale magica ed emozionante. Non resta che che far visita a Palazzo Clerici dal 9 al 14 aprile per lasciarsi incantare dal mondo fantastico proposto dall’artista Bethan Laura Wood e per degustare le raffinate bollicine della maison Perrier-Jouët.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Simona Cambareri</i></b></p>
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		<title>Cibo, cinema e lusso: i macarons e Maria Antonietta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 09:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti & Food]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il cibo ha sempre svolto un ruolo importante nel mondo del cinema, ricoprendo funzioni non sempre comprensibili di primo acchito ma dai significati profondi. Cibo come mezzo di comunicazione, cibo come ostentazione di ricchezza o ancora cibo come momento di convivialità e riavvicinamento nei rapporti interpersonali. Nel caso del film “Marie-Antoinette” di Sofia Coppola del 2006, il cibo viene utilizzato per esprimere la ribellione di un’adolescente costretta alla vita di corte, che non si ritrova assolutamente adeguata al destino che hanno scelto per lei e che dimostra il suo bisogno di eccedere nella più famosa scena eccellentemente interpretata dall’attrice Kirsten</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/cibo-cinema-e-lusso-macarons-e-maria-antonietta/">Cibo, cinema e lusso: i macarons e Maria Antonietta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il cibo ha sempre svolto un ruolo importante nel mondo del cinema, ricoprendo funzioni non sempre comprensibili di primo acchito ma dai significati profondi. Cibo come mezzo di comunicazione, cibo come ostentazione di ricchezza o ancora cibo come momento di convivialità e riavvicinamento nei rapporti interpersonali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso del film “Marie-Antoinette” di Sofia Coppola del 2006, il cibo viene utilizzato per esprimere la ribellione di un’adolescente costretta alla vita di corte, che non si ritrova assolutamente adeguata al destino che hanno scelto per lei e che dimostra il suo bisogno di eccedere nella più famosa scena eccellentemente interpretata dall’attrice Kirsten Dunst con sottofondo “I Want Candy”.</p>
<p style="text-align: justify;">Pezzo forte della scena è la scorpacciata di dolci che fa la giovane regina insieme ad un gruppo di amiche tra gioielli preziosi, abiti broccati e calzature da sogno dell’epoca. La scena che simboleggia la vita fatta di eccessi rappresenta la ragione della malevolenza che popolo francese iniziò a serbare nei confronti della regnante di origine austriaca, portandola fino alla ghigliottina.</p>
<p style="text-align: justify;">Si narra che il dolce preferito da Maria Antonietta fossero i macarons e in effetti quale dolce francese per eccellenza poteva meglio incarnare il senso del lusso da lei tanto amato?</p>
<p style="text-align: justify;">Ne esiste una moltitudine di gusti ma noi vi vogliamo proporre questa versione deluxe che prevede, tra gli altri ingredienti, l’utilizzo di un prestigioso prodotto del mondo d’Oltralpe, anch’esso amato dalla regina Maria Antonietta: lo champagne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ingredienti per 36 macarons dorati allo champagne:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">3 albumi lasciati riposare in frigorifero per 3-4 giorni</p>
<p style="text-align: justify;">215 g zucchero a velo</p>
<p style="text-align: justify;">125 g mandorle tritate</p>
<p style="text-align: justify;">30 g di zucchero a velo</p>
<p style="text-align: justify;">Polvere d’oro alimentare</p>
<p style="text-align: justify;">50 cl champagne</p>
<p style="text-align: justify;">25 cl acqua</p>
<p style="text-align: justify;">225 g zucchero</p>
<p style="text-align: justify;">1 bustina vanillina</p>
<p style="text-align: justify;">1 albume</p>
<p style="text-align: justify;">50 g zucchero a velo</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Preparazione</span></p>
<p style="text-align: justify;">Mescolate lo zucchero a velo e le mandorle finemente macinate in un robot da cucina e setacciatele su un foglio di carta oleata. Montate gli albumi a neve, iniziando con un cucchiaio di zucchero, finché non iniziano a “scrivere”, aggiungete poi il resto dello zucchero e continuate alla massima velocità. È importante che utilizziate albumi lasciati riposare nel frigorifero qualche giorno prima della realizzazione della ricetta per ottenere un risultato migliore, se gli albumi non si montassero perfettamente, potrete rimediare aggiungendo un pizzico di sale o qualche goccia di succo di limone.</p>
<p style="text-align: justify;">Cospargete gradualmente gli albumi montati con la polvere di zucchero e mandorle precedentemente preparata e mescolate con una spatola in silicone. La miscela dovrà risultare lucida e liscia. Preparate un foglio di carta forno su una teglia e preparate piccole cupole di 2 cm ciascuna con la sac à poche con la bocchetta liscia a intervalli regolari e sfalsati. Cospargete con un setaccio fine un po’ di polvere d&#8217;oro sulle cupole. Lasciate riposare su una placca da forno a temperatura ambiente per almeno 20 minuti o meglio ancora per una notte intera, questo passaggio è molto importante per la lievitazione dei macarons una volta infornati. Cuocete in forno per 18 minuti a 125 °C ( 20 &#8211; 25 minuti per macarons più grandi).</p>
<p style="text-align: justify;">Passate ora alla preparazione della farcitura allo champagne, preferibilmente il giorno precedente. Fate bollire lo champagne, l’acqua, lo zucchero e la vaniglia e lasciate sobbollire circa 20 minuti e poi lasciate volontariamente ridurre. Poi lasciate raffreddare completamente. Montate gli albumi a neve con 50 g di zucchero, mescolate delicatamente lo sciroppo e champagne inserire nella sorbettiera o in alternativa lasciare in freezer per almeno 2 ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Tolti i macarons dal forno, lasciateli raffreddare qualche minuto e toglieteli dalla placca, unite le 2 estremità con una noce di ganache allo champagne e colorate le calotte con la polvere d’oro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfiziosi e luccicanti, posizionateli su un’alzatina in vetro e portateli a tavola a fine pasto, qualche amica vi chiederà certamente se si tratta di ciondoli d’oro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>di Laura Dallera</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Cibo, cinema e lusso: i macarons e Maria Antonietta</span></strong></h2>
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		<title>&#8216;Cuore di gelatina di champagne rosé con bolle di ribes&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 19:39:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti & Food]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Per San Valentino una ricetta d’amore al Cuvée Rosé</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/MUMM-Ricetta-Damore_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Un cuore di gelatina, solido e vibrante, puro e netto senza sbavature, allegro e ludico, razionale e istintivo, concreto e onirico. Una ricetta d&#8217;amore che G.H. Mumm dedica ai sentimenti; una ricetta incentrata sulla Cuvée Rosé e sull&#8217;aspetto più gioioso: ‘cuore di gelatina di champagne rosé con bolle di ribes’.</p>
<p>Una ricetta semplice e maliziosa, di grande magia scenica da servire in flûte capovolte; una dichiarazione originale di come l’intimità si nutra della capacità di sovvertire le convenzioni con fantasia e gioia.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8216;Cuore di gelatina di champagne rosé con bolle di ribes&#8217;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Ingredienti:</em></strong></p>
<ul>
<li><em>1 dl succo di ribes</em></li>
<li><em>1 dl di champagne G.H. Mumm Rosé</em></li>
<li><em>1 dl d&#8217;acqua</em></li>
<li><em>3 g d&#8217;agar</em></li>
<li><em>ribes per la decorazione</em></li>
</ul>
<p><strong><em>Preparazione:</em></strong></p>
<p>Versare gli ingredienti in un pentolino e lentamente portare a ebollizione. Raggiunta la consistenza desiderata, versare il composto nelle flûte e unirvi i ribes interi. Lasciare raffreddare 30 minuti e servire con lo champagne. Il ribes è stato scelto non solo per la potenza narrativa del suo colore, ma soprattutto per esaltare il bouquet di questa cuvée, champagne di grande verve, una delle massime espressioni di rosé al mondo. Un naso raffinato di frutta fresca a tendenza acida dove gli aromi di mele Golden, lime, fiori di zagara sono bilanciati da una nota di ribes e mirtilli maturi che si avverte solo una volta deglutito.</p>
<p>Per prolungare il piacere G.H. Mumm propone il coffret “Rosé In Coppia’, in cui la Cuvée ‘flirta’ con 2 flûte. Lo sguardo è catalizzato dal colore, un rosa buccia di cipolla, intenso e di carattere, preludio di un’esperienza aromatica e gustativa che vale la pena vivere.</p>
<p>Servito ghiacciato a 4° sarà un eccellente aperitivo. Per il brindisi la temperatura perfetta è 6°; 8° per essere degustato a tutto pasto abbinato a pietanze sapide e succulenti: a questa temperatura esprime tutta la sua complessità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Champagne Protocoles” &#8211; www.ghmumm.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Una curiosità</strong></em></p>
<p>G.H. Mumm produsse il suo primo rosé nel 1830 attraverso un procedimento particolare: l’unione di vini bianchi e dei migliori vini rossi provenienti dal Grand Cru di Bouzy senza dubbio uno dei fiori all’occhiello del patrimonio vinicolo della Maison, paragonato ai migliori cru di Borgogna. Il risultato è elegante e raffinato, un colore tendente al rame con sfumature brillanti, scintillante nel bicchiere.</p>
<p>Il Pinot Noir è predominante e conferisce forza, carattere, colore e regala un’eccezionale persistenza. Il Pinot Meunier dona equilibrio, vivacità e note fruttate e permette allo Chardonnay di esprimere la sua finezza ed eleganza. Una Cuvée fresca, intensa e intrigante, da scoprire. Il bassissimo dosage permette di garantire un equilibrio profondo.</p>
<p><strong><em>Vitigni:</em></strong></p>
<ul>
<li><em>60% Pinot Noir</em></li>
<li><em>22% Chardonnay</em></li>
<li><em>18% Pinot Meunier</em></li>
</ul>
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		<title>Champagne esclusivi per feste frizzanti e eccellenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 07:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti & Food]]></category>
		<category><![CDATA[bere]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Bollicine in limited edition per brindisi davvero unici.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Champagne-esclusivi-per-feste-frizzanti_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Lo <strong>Champagne</strong> è il vero protagonista della tavola a Natale e Capodanno, e per questo bisogna sceglierlo con la dovuta attenzione. Ogni anno si è incerti su quale bottiglia sia adatta per il regalo o per il cenone perfetto.</p>
<p>Tante sono le limited editions e le confezioni create dalle maison vinicole italiane e francesi, tutte pensate per rendere eleganti ed esclusivi i brindisi più importanti dell’anno!<br />
In occasione del cinquantesimo anniversario della saga di <strong>James Bond</strong>, <strong>Bollinger</strong> ha proposto una speciale versione dello champagne preferito dall’agente segreto di sua Maestà: Grande Année 2002 “licence to chill”. Solo chi sa il codice può aprire il silenziatore che contiene la prestigiosa bottiglia!<br />
L’arte è ciò che contraddistingue l&#8217;edizione limitata dal fascino senza tempo, che <strong>Dom Pérignon</strong> ha creato con <strong>David Lynch</strong>, artista, regista, visionario poliedrico; la collezione “<strong>Dom Pérignon by Lynch</strong>” presenta due confezioni, la Dom Pérignon Millesime 2003 e la Dom Pérignon Rosé Millesime 2000.</p>
<p>Così lussuosa da essere diventata subito la punta di diamante della maison <strong>Moët &amp; Chandon</strong>, per portare luce e classe, arriva la “<strong>Collection Pointe de Diamant</strong>”, con due pezzi: uno è il più esclusivo e inarrivabile <strong>Jérobam Impérial</strong> (solo 4 esemplari in totale, completamente rivestiti da una maglia dorata), chi se lo aggiudica può personalizzare e incidere la targa in ottone sulla bottiglia; l’altro è il <strong>Moët &amp; Chandon Imperial</strong> riproposto in un’elegante scatola dorata che la rende adatta per un regalo speciale.<br />
Anche in Italia si possono trovare frizzanti eccellenze, per esempio in Franciacorta.<br />
La famosa cantina <strong>Ca’ del Bosco</strong> ha da poco presentato, in una serata ufficiale a Milano, la <strong>Vintage Collection: </strong>un’unica raffinata confezione racchiude Brut, Dosage Zéro e Satin dell’annata 2008 (le bottiglie si possono comprare anche separatamente). Il nuovo packaging, in cui predomina il nero, simbolo di eleganza, è il filo conduttore per le tre bottiglie: da stappare per ognuna delle tre occasioni, la notte della Vigilia, Natale e Capodanno!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Giulia Cestaro</em></strong>)</p>
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		<title>Bere a Merano WineFestival&#8230;fa del bene</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/events/bere-a-merano-fa-del-bene/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 20:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il ricavato del “Wine Festival” ai terremotati di L'Aquila ed Emilia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>In alto i calici. In onore delle popolazioni vittime dei terremoti di L&#8217;Aquila ed Emilia Romagna. Sarà&nbsp; una<strong><em> &#8216;charity edition&#8217;</em> </strong>quella del <strong>Merano WineFestival</strong> in programma <em>dal 9 al 12 novembre</em>; un&#8217;edizione che, giunta al suo<em><strong> 21° anno di età</strong></em>, sarà ricordata per il prestigioso calendario di degustazioni che propone terroirs e annate d’eccezione tutti destinati alla beneficenza.</p>
<p>Molte le novità, svariate le conferme. Prima grande new entry è senza dubbio <strong>Ian Domenico D’Agata</strong>, responsabile per l’Italia dell<em><strong>’International Wine Cellar di Stephen Tanzer</strong></em>, redattore per Le Figaro e Regional Chairman per Decanter WWA, che da quest&#8217;anno coordinerà le degustazioni&nbsp; per la manifestazione; accanto a lui ci sarà l’esuberante Luca Gardini, a soli 31 anni&nbsp; il migliore sommelier d’Italia, d’Europa e del mondo. A lui spetterà guidare una doppia straordinaria “verticale”: quella di <strong>Masseto</strong>, nelle annate 1995 – 1998 – 2001 – 2002 – 2006 – 2007 – 2008 – 2009 e quella del<strong> Barolo Monprivato di Mascarello Giuseppe e Figlio</strong> del 1985, 1989, 1996, 2001 e 2004.<br />
Uno dei vini più quotati al mondo, solo sette ettari di vitigno in una collina che, grazie alle particolari condizioni climatiche, ha permesso al Merlot di esprimersi in tutta la sua forza, il terroir del Masseto <em>(“Masseto Alto”, “Masseto Centrale”, “Masseto Junior”),</em> si compone di un mosaico tanto complesso quanto le ricche sfaccettature che riflette nel vino. Il <strong><em>Barolo dei Mascarello</em></strong> è invece legato più alla tradizione, con un connubio perfetto tra austera classicità e altissima qualità.</p>
<p>A “sfidare” la verticale di Masseto sarà la prima mondiale di quella <strong>dell&#8217;Amarone Romano Dal Forno</strong>, proposto nelle annate 1990 – 1993 – 1996 – 2000 &#8211; 2003. Presenzierà alla degustazione lo stesso re della <strong>Valpolicella</strong> (Dal Forno, ndr), per raccontare cinque annate di un vero e proprio nettare: da 100 chili di uva si ottengono infatti solo 15 litri di Amarone.<br />
Prima italiana assoluta anche per i <strong>Riesling provenienti dai Grand Cru Rangen</strong> (suolo vulcanico tra i 330-480 metri s.l.m., viene considerato come il sito migliore d’Alsazia per il vitigno) <strong>e Brand</strong> (produce in biodinamica vini da uve biologiche ricercati da collezionisti di tutto il mondo) di Francia e Germania. La degustazione prevede una comparativa tra i due Riesling nelle annate 1988 –<br />
1989 – 1990 – 1994 – 2001 – 2005 – 2008 e sarà co-guidata da <strong>Ian D’Agata, Panos Kakaviatos</strong> (giornalista di Decanter, ndr) e <strong>Olivier Zind Humbrecht</strong> (proprietario del marchio, ndr).<br />
Eccezionale la degustazione delle sette annate 1959 – 1964 – 1971 – 1990 – 1996 – 2001 – 2010 di <strong>Berncastler Doctor Rieslin Auslese</strong> dell’azienda<em><strong> Weingut Wi. Dr. H. Thanisch</strong> </em>(Germania), considerato uno dei dieci Crus più importanti nel mondo: solo 3,26 ettari tra i più costosi, insieme a Montrachet, Romanée-Conti e pochissimi altri ancora. Alla degustazione prenderanno parte D’Agata, la giornalista esperta enologa, <strong>Janna Rjipma</strong> e la proprietaria dell&#8217;azienda vinicola, <strong>Barbara Rundquist-Muller</strong>.</p>
<p>Sarà guidata invece da <strong>Panos Kaviakanos</strong> (giornalista Decanter) e dall&#8217;immancabile padrone di casa la degustazione di <strong>Charnes-Chambertin e Mazoyéres-Chambertin Grand Crus,</strong> verticale comparativa 2009, 2008, 2007, 2006, 2005 della <strong>Domaine Taupenot-Merme</strong>. Situati nel cuore del terroir prestigioso della Borgogna, questi vini affondano le loro radici a Morey Saint Denis.<br />
Appannaggio della Cantina di San Michele Appiano sarà la degustazione di<strong> Sauvignon St. Valentin</strong>, da 25 anni una grande star nel panorama dei vini bianchi. Dal 1977 il cantiniere responsabile è<strong> Hans Terzer</strong>, già nominato Winemaker dell’anno, creatore di un vino che si posiziona nell’élite enologica mondiale.</p>
<p>Degna di particolare nota la verticale guidata da<strong> Helmuth Köcher</strong> in persona, che ci accompagnerà in sei tra le annate più quotate degli anni 2000 di<strong> Sassicaia,</strong>&nbsp; il vino della mitica<strong> Tenuta San Guido di Bolgheri</strong>. Una verticale tutta dedicata, dunque, al più famoso vino italiano, un vero e proprio mito dell’enologia per tutti gli appassionati.<br />
E sempre per rimanere in terre nostrane (ci verrà perdonato un po&#8217; di sano campanilismo), ecco anche la verticale di <strong>Magnum Giulio Ferrari</strong>, che partirà dall’annata 1987 e sarà guidata alla presenza della proprietà, la<strong> famiglia Lunelli</strong>. Dello spumante Giulio Ferrari e della sfida finita in parità con il celeberrimo <strong>Dom Perignon</strong>, d&#8217;altra parte, è cosa ben nota: un’icona del Made in Italy, questo spumante è ottenuto con selezionatissime uve Chardonnay raccolte nel vigneto di Maso Pianizza, una radura ricavata in mezzo ad un bosco all’altezza ideale di 500-600 metri. Un Cru capace di vincere la sfida contro il tempo.<br />
Fra gli spumanti si aggiunge una nuova preziosa verticale di <strong>Dosage Zéro – Ca&#8217; Del Bosco</strong> &#8211; verticale delle annate 1976 &#8211; 1983 – 1989 – 1993 – 1998 – 2001 – 2008. Straordinaria sboccatura (dégorgement) à la volée di sette annate di un Franciacorta senza aggiunta di liqueur d&#8217;expédition. L&#8217;annata 1976 è la prima annata di Franciacorta Dosage Zéro prodotta nella storia di Ca&#8217; del Bosco. È una rarità e sarà sboccata à la volée, direttamente in sala. Il Dosage Zéro 2008 della Vintage Collection, invece, è un’annata nuova in commercio.</p>
<p>Dal momento che la prossima edizione del Merano WineFestival promette uve da capogiro provenienti da tutto il mondo, ecco che arriva<strong> dal Sudafrica</strong> la degustazione<strong> Lady May Glenellyin De Costance Klein Constantia</strong>, una orizzontale con annate 2008 di <em>Bourdeaux Crus Classè: Leoville Barton, Cos d’Estournel, Pichon-Longueville Comtesse de Lalande, Rauzan-Segla, Malescot-St-Exupery e Domaine de Chevalier</em>. Con la guida professionale di <strong><em>Jörg Pfützner</em></strong>, rinomato sommelier e wine taster per SAA Wine Awards e per la Platters Guide del Sudafrica, il vino di punta dell’azienda Glenelly sfiderà i “grandi” vini di Bordeaux, premier cru, 3rd growth e super seconds growth. A seguire <strong>Vin De Constance</strong> degustazione verticale delle annate 1992, 1996, 2000, 2004, 2006 e 2007 – azienda<strong> Klein Constantia del Sudafrica</strong>. Già ai tempi di Napoleone il Vin de Constance, vinificato dalle uve Muscat à Petits Grains, era considerato tra i migliori vini del mondo.<br />
Unica la degustazione di <strong>Grappa UE® &#8211; Acquaviti d&#8217;uva Monovitigno®</strong> riserva d’eccezione<strong> Nonino Distillatori</strong>: per la verticale sono state estratte dalle cantine invecchiamento padronale le Riserve Grappa Monovitigno® Merlot 7 anni e UE Cru Monovitigno® Moscato Vallagarina 7 anni, non in commercio.</p>
<p>Le “bollicine-emozionali” non potevano certo non fare capolino in quel di Merano: ecco dunque che per chiudere il Merano Wine Festival, indubbiamente la più esclusiva e prestigiosa tra le manifestazioni vinicole italiane, è stata organizzata una serata all&#8217;insegna dello Champagne Marguerite Guyot. Nella splendida cornice <em><strong>del Kallmünz Restaurant</strong></em>, saranno infatti i cinque petali del <em>“bouquet d’émotions” creato da Florence Guyot</em> &#8211; uno per ogni Champagne, uno per ogni emozione &#8211; a concludere le intense giornate di assaggi e degustazioni di altissimo livello della rassegna meranese. A presentare i suoi cinque Champagne ci sarà Florence Guyot: le bollicine della Guyot accompagneranno il menu degustazione creato per l’occasione da<strong> Luigi Ottaiano</strong>, uno tra gli chef&nbsp; più originali e innovativi. Di formazione musicale, concertista, ha scelto di esprimere la sua sensibilità e la sua arte attraverso la gastronomia, dando vita a una cucina fondata sulla tradizione mediterranea, sulla ricerca di materie prime d’eccellenza e sulla creazione di connubi con tutto il mondo (Il costo della serata è di 100 euro a persona. Prenotazione al numero 0473212917, 0473239802).</p>
<p>In alto i calici. Che bere a Merano..fa del bene.</p>
<p>Informazioni:<br />
<em><strong>Merano Wine Festival</strong></em><br />
9 al 12 novembre 2012<br />
<a href="http://www.meranowinefestival.com/it/merano-winefestival/degustazioni" target="_blank" rel="noopener">http://www.meranowinefestival.com/it/merano-winefestival/degustazioni</a> (per la prevendita delle bottiglie)<br />
<a href="http://www.meranowinefestival.com/" target="_blank" rel="noopener">http://www.meranowinefestival.com</a> (per la prevendita dei biglietti)<br />
Le grandi verticali si terranno nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 Novembre ed avranno un costo che varia da 80 a 100 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“A piedi nudi&#8230;a casa dell’artista”</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/a-piedi-nudi-a-casa-dellartista/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 22:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_gedda-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_gedda-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_gedda-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_gedda-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_gedda.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Maison  Champagne Jacquessone 'accompagna' Gedda a Mosca.</p>
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In occasione dell’evento <strong><em>“A piedi nudi&#8230;a casa dell’artista”,</em></strong> Gedda ha presentato nel suo atelier i progetti destinati all’evento russo: si tratta di&nbsp;<strong><em>Just</em></strong><em>&nbsp;</em><strong><em>One Piece</em></strong>, una serie di oggetti di uso quotidiano elevati a pezzi di design grazie all’ecletticità di <strong>Gedda</strong> e&nbsp;<strong>Art Apple</strong>, un’installazione alta due metri composta da <strong>50 sculture</strong> rappresentanti il frutto proibito per eccellenza.&nbsp;Mentre il primo progetto sarà esposto alla&nbsp;<em><strong>Central House of Artist</strong></em><strong>e,</strong> portato in seguito alla&nbsp;<em><strong>Altagamma Gallery</strong></em>, <strong>Art Apple</strong> sarà presente nelle strade coinvolgendo tutta la città di Mosca.<br />
Non è la prima volta che la nota <em>Maison francese&nbsp;</em><em>Champagne Jacquesson</em>&nbsp;si avvicina al mondo dell’arte: lo <strong>scorso giugno 2012</strong> ha, infatti, collaborato con Gedda&nbsp;in occasione della mostra&nbsp;<em><strong>Tribute to Marilyn</strong></em>, dedicata al ricordo della diva americana <strong>Marilyn Monroe</strong>.<br />
Anche in questa occasione la Maison è stata al fianco dell’artista presentando ai suoi ospiti la storia e la filosofia alla base dello <em>champagne preferito da Napoleone</em>&nbsp;(che nel <strong>1810</strong> conferì alla Maison la <strong>medaglia d&#8217;oro per &#8220;la Beauté et la Richesse de ses Caves&#8221;</strong>), e il suo progetto unico. Dal <strong>2000</strong>, <em>Jacquesson</em> concentra, infatti, le migliori uve nella produzione di un unico vino, il migliore per l’annata di riferimento:&nbsp;<strong><em>la Cuvée numerata</em></strong>.<br />
La&nbsp;<strong><em>Cuvée n.735</em></strong><em>, annata 2007</em>, è l’ultima attualmente distribuita e degustata insieme agli ospiti, durante la presentazione alla stampa in anteprima internazionale.<br />
<strong>La Maison Jacquesson</strong>, fondata nel 1798, è una delle grandi realtà della regione Champagne: la sua produzione è realizzata con metodi di elaborazione non industriali, dedicati ai più alti standard di qualità e conta annualmente circa 350.000 bottiglie di Champagne. I prestigiosi vini della Maison si posso trovare nelle enoteche di nicchia e nelle carte vini dei più rinomati ristoranti e sono distribuiti da&nbsp;<strong>Pellegrini S.p.A.</strong>, azienda commerciale attiva da oltre un secolo nella distribuzione sul territorio italiano di prodotti vitivinicoli e distillati di alta qualità.<br />
Informazioni<br />
<a href="http://www.alessandrogedda.it/">www.alessandrogedda.it</a><br />
<a href="http://www.champagnejacquesson.com/">www.champagnejacquesson.com</a><br />
<a href="http://www.pellegrinispa.net/">www.pellegrinispa.net</a><br />
<a href="http://www.moscowdesignweek.ru/en/">www.moscowdesignweek.ru/en/</a><br />
(di <strong><em>Marta Lualdi</em></strong>)</p>
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		<title>Marguerite Guyot, un bouquet d&#8217;emozioni</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/marguerite-guyot-un-bouquet-demozioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 17:21:50 +0000</pubDate>
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<p>Di grande espressività aromatica, eccezionale persistenza e magnifica eleganza, la <strong>Cuvée Extase Blanc de Blancs Grand Cru</strong> rappresenta il <em>“petalo d’oro”</em> della <strong>margherita a cinque petali</strong>, simbolo della <strong>Maison Marguerite Guyot</strong>. Ogni suo petalo assume, infatti, il colore dell’emozione che vuole rappresentare.</p>
<p><em>“Questo riconoscimento mi rende molto felice”,</em> ha dichiarato <strong>Florence Guyot</strong>, titolare della Maison, <em>“e non lo considero un successo personale ma di tutti coloro che hanno creduto in me: da Johan Casters, che mi ha aiutata nel sapiente assemblaggio delle uve, al team di artisti e professionisti grafici che hanno saputo interpretare le emozioni che scaturivano dalle mie bollicine, realizzando l&#8217;abito su misura per Marguerite Guyot: il logo, le etichette e la firma”.</em></p>
<p><em>“Questo elegantissimo prodotto da Chardonnay”,</em> (ndr. che ha fatto assegnare alla Maison Marguerite Guyot <strong><em>“4 scatti e secchio”,</em></strong> ossia il massimo punteggio realizzabile, a giustificazione del riconoscimento attribuito)<em>“unisce toni minerale a note di mandarino e mela. Sapido e strutturato. Chiude gessoso”</em>, hanno sottolineato gli esperti <strong>Carlo Bertilaccio</strong> e <strong>Maurizio Valeriani.</strong></p>
<p>Gli <strong>Champagne Marguerite Guyot</strong>, si diceva, nascono nella <strong>valle della Marna</strong>, vero cuore della Champagne, da un’idea di <strong>Florence Guyot</strong>, che da anni è tra le protagoniste sulla scena italiana delle bollicine francesi. Un’idea che ha radici nella sua famiglia: frutto di un armonico assemblaggio di cultura italiana e francese, Florence ha respirato fin dall’infanzia, a Lione, i profumi dell’antica cava di proprietà del suo trisnonno e si è ispirata al nome floreale della nonna, <strong>Marguerite</strong>, vissuta nell’epoca dell’<strong><em>Art Noveau</em></strong>, per dare vita al suo progetto: <strong><em>cinque etichette, ovvero cinque “petali” uniti a comporre il fiore di Flo, la margherita.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.champagnemargueriteguyot.com/" target="_blank" rel="noopener">www.champagnemargueriteguyot.com</a></p>
<p>(di <em><strong>Azzurra Zaglio</strong></em>)</p>
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		<title>David Lynch firma Dom Pérignon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2012 21:51:09 +0000</pubDate>
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Nell&#8217;ambito del progetto, intitolato <em>The power of creation </em>e atteso per il prossimo dicembre, Lynch ha curato anche il design di una serie di bottiglie della nota marca di champagne, prodotte in edizione limitata, e l&#8217;allestimento di un party tenutosi ai Milk Studios di Hollywood a fine giugno.<br />
Ma quella con il Dom Pérignon non è la prima collaborazione di Lynch con il mondo della pubblicità. Il regista di <em>Velluto blu</em> ha infatti diretto, nel corso della sua lunga carriera, diversi spot pubblicitari: da quelli per i profumi di Calvin Klein e Gucci, a quello per la Playstation, fino ad arrivare a una campagna d&#8217;informazione sul tumore al seno. In tutti questi casi Lynch è sempre rimasto fedele alla sua cifra distintiva: la predilezione per atmosfere misteriose e sospese che l&#8217;ha reso un regista di culto osannato da milioni di fans in tutto il mondo.<br />
&nbsp;<br />
(di <em><strong>Monica Giambersio</strong></em>)</p>
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		<title>Veuve Cliquot &#8220;La Grande Dame&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:27:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Veuve Cliquot]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/01/Cliquot_Visore2-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/01/Cliquot_Visore2-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/01/Cliquot_Visore2-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/01/Cliquot_Visore2-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/01/Cliquot_Visore2-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Un grande e pregiato champagne che rende omaggio a Madame Cliqout Ponsardin, la "Veuve Cliqout"</p>
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<strong>“La Grande Dame”</strong> nasce nel 1988 grazie all’assemblaggio di otto storici vitigni Grand Cru &nbsp;nei villaggi di &nbsp;Verzy, Verzenay, Ambonnay, Bouzy, Aÿ, Avize, Oger, Le Mesnil-sur-Oger. Vengono successivamente prodotti i vintage 1995, 1996 e 1998 e i vintage Rosé 1995 e 1998.<br />
Al palato, “<strong>La Grande Dame”</strong> svela sapori generosi, fruttati e una consistenza profonda, vellutata. Ideale equilibrio di freschezza e potenza. Il retrogusto è puro, lungo, come eterno. Gli abbinamenti consigliati sono crostacei, molluschi, pesce alla griglia, pesce crudo. Ideale per gli aperitivi.<br />
Le bollicine di questo champagne sono cariche della verve e dello spirito di questa donna straordinaria, che osò sfidare il blocco Napoleonico per introdurre l’allora neonato champagne in Russia, decretandone il successo tra l’aristocrazia. Questo capolavoro è l’indiscusso simbolo della sua ricerca della qualità per degustare al meglio <strong>“La Grande Dame”&nbsp; </strong>vi suggeriamo il raffinato set da viaggio nato dalla partnership tra Veuve Cliquot e <strong>Riva</strong>. Con la <strong>Cruise Collection</strong> è possibile infatti avere un cruise bar firmato <strong>Veuve Cliquot</strong> realizzato su misura dai migliori artigiani francesi con gli stessi materiali dei motoscafi <strong>Riva.</strong>&nbsp; Perfetto per godersi un flute a bordo di uno yacht.</p>
<p><strong><em>Irene Coggi</em></strong></p>
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