“Il barone rampante” a teatro: una storia con tanto da insegnare

Diretto da Riccardo Frati, approda sulla scena “Il barone rampante”, romanzo di Italo Calvino scritto 65 anni fa, ambientato in una fiabesca Liguria di fine Settecento

In occasione del centenario della nascita di Italo Calvino, il Piccolo Teatro Grassi di Milano mette in scena, dal20 gennaio al 5 febbraio, in prima assoluta, Il barone rampante. Lo spettacolo, così come la cura dell’adattamento del romanzo, è una nuova produzione diretta da Riccardo Frati

Il resto della produzione 

Le scene sono firmate da Guia Buzzi, i costumi da Gianluca Sbicca, le luci da Luigi Biondi, la composizione musicale e il sound design è curato da Davide Fasulo. In scena troviamo una compagnia di sette attori eterogenea per età: Mauro Avogadro, Giovanni Battaglia, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Marina Occhionero, Francesco Santagada. Tutti loro insieme al regista danno vita e sostanza a questo meraviglioso progetto. 

I romanzi della formazione personale 

Non è il primo romanzo che il regista Riccardo Frati porta a teatro; dopo Il Piccolo Principe, allestito per ERT, infatti, spiega che ha deciso di continuare a portare a teatro opere che hanno segnato la sua formazione personale. Con questa nuova opera, il regista ha voluto esplorare e approfondire il tema delle relazioni e dei rapporti interpersonali che, in un momento storico come quello presente, per molti versi sembra antitetico. 

Per Riccardo Frati, la sfida principale di portare il romanzo in teatro è quella di rintracciare linguaggi e poetiche per comunicare al pubblico la leggerezza – e l’acume – della fantasia di Calvino, ed è proprio per questo che durante il processo di adattamento ha scelto di rimanere il più fedele possibile alle parole, allo sviluppo e ai personaggi del romanzo per restituire con precisione il linguaggio e il mondo di Calvino.

Un romanzo per tutti che insegna tanto 

Anche se non sembra, Il barone rampante, scritto 65 anni fa, è un romanzo per tutti, e che a tutti può insegnare qualcosa nel suo piccolo: pieno di spunti interessanti, si passa dal comprendere la relazione con l’autorità, complessa a qualunque età, al rapporto dell’uomo con l’ambiente. Si può dire che si tratta di un testo “politico”, nel senso ecumenico del termine, un racconto nel quale ciascuno di noi può ritrovare se stesso

Uno dei passaggi fondamentali è lo sguardo alto e distante sulle cose, grande idea del libro che individua nello stare sugli alberi del giovane aristocratico Cosimo, nell’epoca tempestosa della Rivoluzione Francese, il modo per vedere finalmente la realtà.

Grazie alle figure centrali del romanzo, come quella di Biagio, il fratello minore del protagonista nonché narratore della vicenda, Calvino ci invita a riflettere sul rapporto tra l’infanzia e la memoria, sulla necessità di tornare indietro nel nostro percorso di vita e rivivere quei primi momenti in cui abbiamo scritto i primi capitoli della storia della nostra esistenza. 

Maggiori informazioni sullo spettacolo

Lo spettacolo si terrà dal 20 gennaio al 5 febbraio 2023 presso il Piccolo Teatro Grassi in via via Rovello 2, Milano. 

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19:30 // mercoledì e venerdì, ore 20:30 (salvo mercoledì 1 e venerdì 3 febbraio, ore 15 e 20:30

di Sara Buzzoni

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