Loredana Bertè: il diritto di essere folle, diversa e libera

Loredana Bertè

Dopo oltre 10 anni di silenzio, Loredana Bertè è tornata. Carica più di prima, la Bertè ha da poco pubblicato, con un titolo che la dice lunga, il suo nuovo album “LiBertè”. Un disco curato in ogni minimo dettaglio, dai testi – aggressivi ma profondi – alla parte grafica, e che ha portato l’artista italiana a collaborare con grandi autori come Fossati e Curreri. In occasione della sua tappa a Milano con il LiBertè Tour, Gilt ha avuto il piacere di farle qualche domanda.

LiBerté” è il titolo del suo nuovo album. Libertà da cosa o da chi? 

Liberté è il mio manifesto, la mia rivendicazione al diritto di essere folle, diversa e libera. Perché la libertà è un diritto inalienabile, difficile da conquistare in questa società in cui domina l’indifferenza.

Un lavoro che arriva dopo anni di silenzio discografico. Cosa ha da dirci di nuovo Loredana?

Precisamente dopo 13 anni. Io pubblico dischi solo quando ho qualcosa da dire, ho curato personalmente anche la copertina e la parte grafica insieme al team grafico dei Visiva. Effettivamente l’album nasce dalla mia urgenza di riscrivere una parte diversa della mia vita, una sorta di rinascita personale ed artistica.  

I brani di quest’ultimo disco li ha scritti in prima persona con il contributo di grandi autori, fra cui Ivano Fossati, Gaetano Curreri e molti altri. Come avete lavorato insieme?  

È stata una bella emozione ritrovarmi a lavorare con Fossati dopo 30 anni, mi mancava artisticamente e personalmente, gli abbiamo mandato una mail e così ci siamo ritrovati. Anche Curreri l’ho voluto fortemente in questo disco, erano anni che lo inseguivo. Con Ilacqua abbiamo lavorato a quattro mani, partendo sempre da dei miei spunti autobiografici tranne che per “Anima Carbone”, che mi è stata proposta da lui inizialmente con un titolo e testo differenti che io poi ho stravolto, rendendola più mia.

«Niente potrà farmi più male finalmente…» recita la traccia omonima dell’album. Sembra quasi sia riuscita a sconfiggere qualcosa che la turbava…

Non credo che le persone possano cambiare radicalmente, quel che è sicuro è che oggi sono un po’ più serena avendo trovato un team di persone, a partire dalla mia manager e dalla mia agenzia, che mi hanno guidata e che mi fanno sentire più al sicuro e quindi più libera di esprimermi artisticamente. E’ un sodalizio che dura da quasi 10 anni, direi che siamo una squadra rodata ormai.

Fra poco, il 27 novembre, tornerà a Milano al Teatro Nazionale. Cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo tour?

Il palco è la mia vita, la mia valvola di sfogo, sul palco sono sempre e solo me stessa. Il LiBerté Tour sarà incentrato sul nuovo album, sarà un concerto molto rock con una produzione audio-luci molto bella a voler incorniciare le sonorità del nuovo disco. Ovviamente non mancheranno i miei pezzi “storici” da Sei bellissima a Non sono una signora.

La redazione ringrazia Loredana Bertè per la sua grande disponibilità.

 

di Gaia Lamperti

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