Jane Richard Philips si racconta a Gilt

Jane Richard Philips è una giovane amazzone d’origine Svizzera, ha fatto dell’equitazione l’essenza della sua vita distinguendosi nel mondo. La passione verso i cavalli non le è stata trasmessa da nessun membro della sua famiglia, è esplosa in lei all’età di tredici anni e da quel momento in avanti ha dedicato tutti i suoi giorni alla crescita professionale. Nell’ambiente equestre è considerata una star e si distingue oltre che per gli ottimi risultati agonistici, anche per la sua sconfinata gentilezza. È ambasciatrice Longines e rappresenta pienamente l’eleganza che contraddistingue questo noto marchio.

Per i lettori di Gilt si racconta in questa intervista.

 

Sei una delle amazzoni più promettenti al mondo, quando e come ti sei avvicinata al mondo equestre?

“I cavalli erano la mia grande passione già da giovanissima, ho incominciato a praticare questo sport in Svizzera dove è incominciata la mia carriera nei concorsi di maggior livello, prima come Junior e poi come Young Rider. Ho studiato economia e dopo ho pensato di volermi dedicare maggiormente all’equitazione perché era l’ambito che mi dava più soddisfazione, così è diventata la mia professione. Più avanti ho conosciuto mio marito qua in Italia (anche se lui è belga d’origine) ed è per questo che oggi vivo in questo paese”.

 

Come ti trovi in Italia?

“Per me l’Italia è molto bella ed è un bel paese in cui vivere. Io e mio marito siamo contenti di poter fare il nostro mestiere qua. In Italia ci sono molte opportunità per chi pratica questo sport, molte gare belle dal livello più basso al livello più alto. Prendo ad esempio il prestigioso concorso di Piazza di Siena”.
Rappresenti l’eleganza Longines dal 2003, l’unica amazzone a ricoprire questo ruolo. Che rapporto hai con l’eleganza e con il lusso?

“Come suggerisce lo slogan Longines (“Elegance is an attitude”), io penso che la cosa più importante sia proprio l’immagine che noi amazzoni e cavalieri rappresentiamo nel mondo. L’abbigliamento che indossiamo si sposa perfettamente con la raffinatezza degli orologi Longines che sono versatili: sportivi ed eleganti allo stesso tempo, per questo adatti ad ogni circostanza”.

 

Sei sposata con un noto cavaliere (Ignace Philips), anch’esso attivo sul circuito internazionale, ma so che è anche il tuo tecnico. È difficile gestire un rapporto come il vostro?

“Mi rendo conto che sembra essere una cosa più particolare rispetto alla norma, ma in realtà abbiamo il piacere di poter condividere la stessa passione per i cavalli quotidianamente, far crescere i giovani cavalli e seguire gli allievi secondo le loro esigenze: sia quelli che praticano questo sport come hobby, sia chi ha maggior ambizione e desidera sviluppare questa vocazione in termini più seri. Ogni giorno io e mio marito ci aiutiamo a vicenda per andare avanti e per crescere, non è sempre facile, però uno aiuta l’altro ed è una cosa bellissima. Per come la vedo io, meglio di così non poteva capitare”.

 

C’è un momento che ricordi come il più bello della tua carriera?

“Si, un momento molto bello è stato con la mia cavalla Zechina, mi sono classificata al quarto posto nella finale di Coppa del Mondo a Ginevra, ero a casa mia in Svizzera e per questo è stata un’emozione ancora più grande. Tra l’anno scorso e quest’anno ho guadagnato tanti piazzamenti importanti con il mio miglior cavallo: Pablo de Virton. Insieme ci siamo qualificati quest’anno per i campionati del mondo in Normandia, concludendo il percorso di gara con zero penalità ed è stata un’emozione molto forte”.

 

E’ la seconda volta che partecipi ai campionati del mondo. Hai provato sensazioni differenti?

“Questa volta è stata molto particolare anche per il fatto che il concorso era allestito in uno stadio calcistico ed era forte l’impatto con così tanto pubblico e così tanti ostacoli nuovi da affrontare in un ambiente così diverso”.

 

Come si svolge una tua giornata tipo?

“Come prima cosa porto nostro figlio Noah all’asilo e poi inizio il mio lavoro in scuderia. Monto i cavalli che vanno allenati e io e mio marito facciamo lezione a nostri allievi; ne abbiamo di tutti i livelli e siamo molto felici di poter condividere con loro questa passione”.

 

Ti capita di dover fronteggiare qualche timore durante le gare? Adotti una tecnica di concentrazione in particolare per gestire l’emozione?

“Potermi concentrare bene per le grandi gare è fondamentale per me, più sono concentrata, migliore è il risultato. Le debolezze le ho come tutti, ma provo a superarle e ad essere più forte dei loro. Come amazzone, mi sento di dire che non si ha la stessa sicurezza in sella ad ogni cavallo, con alcuni mi sento più sicura, mentre con altri lo sono molto meno, ma questo è proprio il punto sul quale bisogna lavorare per superare il timore”.

 

Progetti e desideri per il futuro?

“Progetti ne ho tanti tra i quali parteciperò alla Coppa del Mondo e al “Global Champions Tour”. Come sogno ho le Olimpiadi”.

 

di (Hilary Haaron Tiscione)

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