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	<title>cina &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Giappone–Cina: tensione dopo il nuovo scontro su Taiwan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 13:39:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Giappone-Cina--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Giappone-Cina--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Giappone-Cina--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Giappone-Cina--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Giappone-Cina-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Cresce la tensione tra Giappone e Cina, con ripercussioni geopolitiche, economiche e regionali crescenti.</p>
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<p>Le relazioni tra Tokyo e Pechino tornano al centro dell’attenzione internazionale, segnate da dichiarazioni dure e movimenti militari mirati. Negli ultimi giorni la crisi si è intensificata dopo le parole della premier giapponese Sanae Takaichi e le reazioni immediate della Cina. Una situazione che rischia di modificare gli equilibri geopolitici dell’Indo-Pacifico, con possibili ricadute economiche globali.</p>



<p><strong>Le parole che hanno fatto esplodere la crisi</strong></p>



<p>La premier giapponese ha definito un’eventuale aggressione cinese a Taiwan come una “minaccia esistenziale” per il Giappone, lasciando intendere che Tokyo potrebbe intervenire militarmente in caso di escalation. Le dichiarazioni hanno provocato una risposta durissima da parte di Pechino, che ha accusato il Giappone di interferire nella sua “questione interna” e di mettere a rischio la stabilità regionale.</p>



<p><strong>La reazione immediata della Cina</strong></p>



<p>Pechino ha emesso un avviso ai cittadini cinesi contro il viaggio in Giappone e ha interrotto una serie di contatti diplomatici di alto livello. Le autorità cinesi hanno inoltre intensificato le operazioni della China Coast Guard nelle acque delle isole contese Senkaku/Diaoyu, segnando un passaggio dalla tensione verbale a un segnale operativo sul campo.</p>



<p><strong>Ripercussioni economiche già visibili</strong></p>



<p>Il primo settore colpito è stato il turismo: le azioni legate ai viaggi, alla ristorazione e al retail giapponese hanno registrato un netto calo, penalizzate dall’assenza del flusso cinese e dall’incertezza generale. Le aziende nipponiche con forte esposizione al mercato cinese osservano con attenzione l’evoluzione della crisi, temendo effetti a catena sulle esportazioni e sulle partnership commerciali.</p>



<p><strong>Un equilibrio regionale sempre più fragile</strong></p>



<p>La tensione tra le due potenze asiatiche si inserisce in un contesto geopolitico in cui Taiwan rappresenta il punto più sensibile dell’intera area. Con gli Stati Uniti legati al Giappone da un’alleanza militare storica, ogni frizione rischia di amplificarsi su scala internazionale. Gli analisti concordano: più la crisi persiste, più aumentano i rischi di incidenti navali, provocazioni e ulteriori irrigidimenti diplomatici.</p>
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		<title>Il crollo del ponte Hongqi in Cina: un nuovo allarme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 13:29:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ponte Hongqi]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Crollo-ponte--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Crollo-ponte--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Crollo-ponte--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Crollo-ponte--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Crollo-ponte-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il crollo del ponte Hongqi rivela la fragilità infrastrutturale delle regioni montuose cinesi.</p>
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<p>Un cedimento improvviso in una delle aree montuose più delicate della Cina riaccende il dibattito sulla sicurezza delle grandi opere. L’11 novembre 2025 una sezione del nuovo Hongqi Bridge, nella provincia del Sichuan, è collassata trascinando con sé parte della strada adiacente. Fortunatamente non si registrano vittime, ma le cause e le implicazioni del crollo sono già al centro di un’indagine nazionale.</p>



<p><strong>Un ponte nuovo crollato in pochi mesi</strong></p>



<p>Il ponte Hongqi, parte della China National Highway 317, era stato completato solo da pochi mesi prima del cedimento. Una sezione dell’infrastruttura e l’area di avvicinamento sono collassate nella valle sottostante, nonostante la struttura fosse stata chiusa al traffico il giorno precedente per alcune anomalie rilevate dagli addetti ai lavori. La giovane età dell’opera rende l’episodio ancora più critico.</p>



<p><strong>Il ruolo decisivo della frana</strong></p>



<p>Secondo le prime ricostruzioni, a innescare il crollo sarebbe stato lo scivolamento del versante montano adiacente al ponte. Crepe, movimenti del terreno e deformazioni del pendio erano già stati osservati nelle ore precedenti, spingendo le autorità a bloccare preventivamente il passaggio dei veicoli. Le analisi preliminari suggeriscono che il cedimento sia legato a una forte instabilità geologica, più che a un errore costruttivo diretto.</p>



<p><strong>Una regione vulnerabile e strategica</strong></p>



<p>Il Sichuan, area soggetta a frane e attività sismica, rappresenta uno dei territori più complessi per la realizzazione di infrastrutture. Il ponte Hongqi aveva una funzione strategica, collegando aree interne della Cina verso il Tibet. Il crollo ha interrotto la circolazione lungo la Highway 317, mettendo in luce quanto la morfologia del territorio renda fragile anche le opere più moderne e avanzate.</p>



<p><strong>Le indagini e le preoccupazioni future</strong></p>



<p>Le autorità cinesi hanno avviato verifiche approfondite per determinare quanto la progettazione e i controlli effettuati abbiano considerato adeguatamente i rischi geologici dell’area. Sebbene la causa principale sembri dovuta alla frana, l’opinione pubblica e gli esperti sottolineano la necessità di standard ancora più rigorosi per le infrastrutture in zone montuose. Il crollo rilancia il dibattito sulle grandi opere e sulla tutela delle comunità locali.</p>
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		<title>DeepSeek: l’intelligenza artificiale cinese con views da record</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1-768x461.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1-768x461.jpeg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1-300x180.jpeg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1-480x288.jpeg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Deepseek, la nuova piattaforma cinese di AI che sta conquistando il Mondo nonostante le costrizioni del governo cinese</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1-768x461.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1-768x461.jpeg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1-300x180.jpeg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1-480x288.jpeg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/download-35-1.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Un successo che ha sorpreso persino la Silicon Valley, con ripercussioni evidenti sul mercato tecnologico: Nvidia ha registrato un crollo storico in borsa, perdendo quasi 600 miliardi di dollari in un solo giorno. Ma cosa rende DeepSeek così rivoluzionaria?</p>



<p>Il cuore del progetto è il modello R1, un&#8217;architettura open source che si pone come alternativa ai sistemi occidentali dominanti. Secondo la startup, DeepSeek ha raggiunto livelli di prestazione simili a quelli di OpenAI con un utilizzo significativamente inferiore di chip specializzati. Questo elemento ha acceso il dibattito sulle reali capacità delle aziende cinesi nel settore dell&#8217;AI, ridimensionando l&#8217;idea che l&#8217;Occidente abbia un vantaggio incolmabile.</p>



<p>DeepSeek offre tre modalità principali: un chatbot conversazionale, una funzione di ricerca web e la modalità DeepThink, che introduce capacità di ragionamento più avanzate. Gli utenti possono interagire con il sistema per ottenere risposte precise, esplorare contenuti online e ricevere spiegazioni dettagliate sui processi logici utilizzati dall&#8217;AI. Tuttavia, nonostante la sua impressionante fluidità nella lingua cinese e la capacità di generare contenuti articolati, il chatbot presenta limitazioni significative dovute alla censura imposta dal governo di Pechino. Come altre piattaforme digitali cinesi, DeepSeek evita di trattare argomenti ritenuti sensibili, reindirizzando gli utenti verso tematiche neutre come matematica e programmazione quando vengono sollevate questioni politiche o storiche. Ad esempio, evita sistematicamente argomenti come le proteste di Piazza Tiananmen del 1989, la persecuzione degli uiguri e le questioni relative ai diritti umani in Cina. In questi casi, l’AI rifiuta di rispondere o devia la conversazione con frasi come: &#8220;Mi dispiace, questo è al di fuori del mio ambito attuale. Parliamo di qualcos&#8217;altro&#8221;.</p>



<p>Inoltre, DeepSeek adotta una narrativa allineata con le posizioni ufficiali del governo cinese su questioni geopolitiche. Ad esempio, descrive Taiwan come &#8220;una parte inalienabile del territorio cinese&#8221; e si oppone fermamente a qualsiasi forma di attività separatista per l&#8217;indipendenza di Taiwan. Queste restrizioni sollevano preoccupazioni riguardo alla libertà di informazione e all&#8217;affidabilità dei contenuti generati dall&#8217;AI, soprattutto per gli utenti internazionali che cercano prospettive imparziali su argomenti delicati.</p>



<p>Nonostante questi vincoli, la rapidità di crescita e l&#8217;accessibilità gratuita del servizio lo rendono una minaccia concreta per concorrenti come OpenAI, il cui modello premium ha un costo mensile di 20 dollari. Inoltre, a differenza dei colossi occidentali, DeepSeek ha scelto di rendere pubblici alcuni aspetti cruciali della sua tecnologia, come i &#8220;pesi&#8221; dei modelli e le &#8220;catene di pensiero&#8221;, offrendo agli sviluppatori un livello di trasparenza inedito nel settore.</p>



<p>L&#8217;ascesa di DeepSeek segna un punto di svolta nel panorama dell&#8217;intelligenza artificiale globale, ponendo la Cina in una posizione sempre più competitiva. Il suo successo dimostra che la sfida tra Oriente e Occidente nell&#8217;AI è appena iniziata e che il dominio tecnologico non è più un&#8217;esclusiva delle aziende americane. La domanda ora è: riuscirà DeepSeek a mantenere il suo slancio o le restrizioni cinesi limiteranno il suo impatto internazionale?</p>
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		<title>Milano Fashion Week: il fascino della donna che seduce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 10:04:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Milano Fashion Week" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La Milano Fashion Week fa il suo tanto atteso ritorno. Tutti in pole position per assistere agli show più glamour della fashion industry...e non solo!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Milano Fashion Week" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Milano-Fashion-Week-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Milano Fashion Week 2020</h3>
<p>La <b>Milano Fashion Week</b>, la settimana più sensuale dell’anno, fa il suo tanto atteso ritorno. Tutti in pole position per assistere agli show più glamour della fashion industry e non solo. Moda, arte e cultura si fondono per un disegno comune all’insegna della bellezza. Una novità importante da sottovalutare, quella del lancio della campagna di sensibilizzazione contro il Coronavirus, che costruirà un ponte tra l’Italia e la Cina.</p>
<h3>Non solo moda</h3>
<p>La Milano Fashion Week 2020 vi aspetta dal 18 al 24 febbraio, iniziando con <b>Gucci</b> per poi terminare la domenica con <b>Armani</b>. La moda è di certo protagonista, ma c’è anche molto altro. Le passerelle prendono vita e i musei aprono le porte. In programma 2 presentazioni su appuntamento e <b>34 eventi tra arte</b>, <b>moda</b> e <b>cultura</b>. Anche quest’anno è stata rinnovata la collaborazione tra il <b>Comune di Milano</b> e la <b>Camera Nazionale della Moda</b> Italiana, promotrice degli eventi in calendario. Una Milano poliedrica, pronta alla commistione tra le arti, questo il sogno comune. È prevista quindi l’apertura alla moda di diversi luoghi d’arte e della cultura milanese, con la finalità di promuovere il patrimonio culturale e rendere la città ancor di più una meta ambita, moderna, globalizzata.</p>
<h3>Milano abbraccia la Cina</h3>
<p><b>“China, we are with you”</b>, questo il nome della campagna realizzata dalla <b>Camera Nazionale della Moda Italiana</b> a favore di una maggiore inclusione e sensibilizzazione in merito al tema più discusso di questo periodo: il <b>Coronavirus</b>. Non si costruiscono muri, ma ponti. La Cina seguirà in <b>live streaming</b> la Milano Fashion Week 2020. Un segno di vicinanza per le numerose difficoltà che il mondo asiatico sta affrontando. Un migliaio di cittadini cinesi e addetti del settore non potranno essere presenti a Milano e quindi<b> seguiranno</b> <b>le sfilate dal web</b>. Un bellissimo modo per sfruttare l’utilità del progresso tecnologico e per veicolare un bel messaggio di sostegno. La moda unisce e sempre unirà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Elena Strappa</i></b></p>
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		<title>Piaget inaugura l’anno cinese del topo con Altiplano Zodiac</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 10:16:00 +0000</pubDate>
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<h3>Un segnatempo moderno e prezioso</h3>
<p>L’esclusiva creazione ideata da Piaget è un prezioso segnatempo caratterizzato da un quadrante molto particolare su cui è immortalato l’ambizioso animale che si vuole celebrare, il topo. Il quadrante è in <b>smalto cloisonné Grand Feu</b>, impreziosito da una lunetta con 78 diamanti incastonati e una cassa in oro bianco che contiene un movimento ultrapiatto; entrambe rendono il <b>segnatempo</b> estremamente <b>moderno e originale</b>.</p>
<p>La smaltatura è realizzata dalla maestra <b>Anita Porchet</b>, vera esperta di questa tecnica. Ciò permette di conferire all’orologio una particolare <b>luminosità eterea</b>, e inoltre, grazie all’utilizzo di questa arte prendono vita <b>giochi di luce</b> e sfumature che creano delicate nuances di grigio che enfatizzano e danno vita al disegno del topo, evocando tutti i valori di cui lo stesso è portatore.</p>
<h3>Altiplano Zodiac rispecchia l’estrema qualità Piaget</h3>
<p>Questo prezioso capolavoro, così come tutti i pezzi delle precedenti collezioni Piaget, è completamente eseguito a mano dai minuziosi e fidati <b>artigiani</b>, che da sempre combinano la loro passione per i segnatempo con il loro grande talento per raggiungere in ogni creazione la massima <b>espressione di eccellenza</b>. Unendo così l’attenzione per il concetto di <b>handmade</b>, fortemente sostenuto dall’azienda, alla cura nei minimi dettagli di ogni rifinitura dell’orologio, si ottiene e garantisce l’estrema qualità di questo nuovo esclusivo orologio, omaggio alla grande ricchezza e al simbolismo della <b>cultura asiatica</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Martina Girola</i></b></p>
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		<title>Fabergé celebra l&#8217;anno del topo e il Capodanno Cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 14:24:02 +0000</pubDate>
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<p>“Se inizierò a parlare d’amore e di stelle, vi prego: abbattetemi”. Perdonerà Charles Bukowski se ci si addentra nella comprensione dello <b>Zodiaco Cinese</b> e se, quindi, parliamo di stelle. Anche se sembra un affare meno trascendentale dove l’Oriente, tanto spirituale quanto terreno, riesce nel combinare stelle e topi. Non importa quanto la cronaca di oggi (impossibile ignorarla), attanagli l’Oriente con contagi e messe all’angolo virologiche, sarà un <b>anno di resistenza</b> e di riuscita; I topi “esistono senza chiedere il permesso, sono odiati, braccati, perseguitati. Vivono in una tranquilla disperazione nella sporcizia. Eppure, sono in grado di mettere in ginocchio l&#8217;intera civiltà” (Banski).</p>
<h3>L’abbondanza orafa e leggendaria</h3>
<p>Nessun errore di valutazione. La storica casa di gioielleria russa <b>Fabergé</b> rende omaggio a questo animale e presenta l’ultimo di una serie di medaglioni <b>Palais Tsarskoye Selo</b> rossi per celebrare il <b>Capodanno Cinese</b> che annuncia, appunto, l’<b>anno del topo</b>. Inconfondibili i tratti delicati. Gentile tocco del materico. Chiara percezione del prezioso nel rosso medaglione Palais Tsarskoye Selo. Ovviamente a forma di uovo, dove i diamanti sono incastonati in<b> oro giallo 18 carati</b>. Nel credere cinese il topo è simbolo di ricchezza, fertilità, e del gentile. Niente più di un <b>uovo</b> incarna ricchezza e fertilità; la perfezione è affidata alle maestranze orafe, che realizzano l’opera <b>interamente a mano</b>.</p>
<h3>Antiche radici dell’omaggio orafo</h3>
<p>L’omaggio orafo al Capodanno cinese ha radici lontane, vecchie di 100 anni, quando la corte reale del Siam incarica l’artigiano Francois Birnbaum di preziosi per l&#8217;anno del maiale nel 1911. La mente dietro a tanta maestria orafa, <b>Peter Carl Fabergé</b>, nasce nell&#8217;Anno del Cavallo, portandone in grembo l’energia tradizionale e l&#8217;indipendenza; anche se il suo senso di malizia lega con la leggenda del ratto, che diventa il primo degli animali dello zodiaco. Secondo la credenza, l&#8217;imperatore di Giada decreta che la sequenza dei segni si decida con l’ordine in cui gli animali sarebbero arrivati al suo partito. <b>Rat</b> induce Ox a lasciarsi cavalcare sulla schiena, per poi saltar giù e tagliare il traguardo davanti a lui. L’arguzia e il modo persuasivo di Rat lo rendono perfetto per questo omaggio Fabergé.</p>
<p>Così Fabergé celebra il topo associandolo all’oro. Lo zodiaco cinese, di 12 anni, scorre attraverso i cinque elementi del legno, fuoco, terra e acqua, raggiungendo l’<b>oro</b> nel 2020. Per questa ragione l’antica gioielleria russa decide di estendere la <b>collezione Zodiaco</b>, e di  presentare nel 2020 tutti gli animali. Prendono così vita medaglioni Palais Tsarskoye Selo rossi con cavallo, serpente, coniglio, bue, capra, drago e tigre. Fabergé decide di consegnare il topo alla gloria, con luccichii e diamanti, sicuro di averli racchiusi con cura in uova d’oro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Camilla Stella</i></b></p>
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		<title>Capodanno cinese, l’anno del topo al ristorante Bon Wei</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 13:07:28 +0000</pubDate>
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<p>Il Capodanno Cinese ha inizio. E come si può restare indifferenti di fronte ad un evento tanto importante? Per poter concepire a pieno la sua maestosità, ci affidiamo al grande chef <b>Zhang Guoqing</b>, del ristorante <b>Bon Wei</b>.</p>
<p>Il ristorante Bon Wei nasce da un’antica passione per la cucina tradizionale cinese, portato avanti dalla conduzione familiare e dall’unione con lo chef <b>Yike Weng</b>. Riscopre i piatti tipici delle regioni principali di tutta la Cina, allontanandosi dunque dalla tradizionale tavola cantonese; vanto del locale è infatti la carta delle <b>specialità regionali</b>, presente dal 2015.</p>
<p>L’immagine del locale è stata affidata all’architetto Carlo Samarati, che grazie al suo lavoro è riuscito a trasmettere l’idea e lo stile di una <b>Cina contemporanea</b>, permettendo di allontanare l’anima del locale dagli elementi etnici folkloristici, come lanterne e dragoni, molto diffusi in Italia. Al Bon Wei scopriamo dunque una Cina nuova, le cui scelte culinarie sono state premiate su diverse guide, Michelin inclusa, a dimostrare che anche la cucina cinese può essere alta e rinomata.</p>
<h3>Un menù ad hoc per un evento lunare</h3>
<p>Nella notte fra il 24 ed il 25 Gennaio siamo entrati ufficialmente nell’anno del topo; chi è nato sotto questo segno zodiacale è caratterizzato da furbizia ed intelligenza. L’<b>anno del topo</b> al Bon Wei si festeggia dal 24 Gennaio al 9 Febbraio 2020, con un menù studiato appositamente per il Capodanno cinese. Lo chef Zhang Guoqing propone una degustazione riguardante la Cina contemporanea ed un abbinamento ai vini di Cuzziol GrandiVini.</p>
<p>Questo menù esce decisamente dagli schemi, senza dimenticare però le leggende del passato; si apre con la <b>Zuppa di Sabbia Dorata</b>, un brodo di carne che nasconde uno <b>shao long pao</b> ripieno di granchio, bisque di abalone e tuorlo d’uovo d’anatra. In compagnia alle prime portate troviamo le bollicine dello <b>Champagne Bruno Paillard</b>. Ad augurare agli ospiti un 2020 ricco e fortunato, ci penserà una scatolina rossa contenente una pralina di cioccolato che reca inciso l’ideogramma del topo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Giovanna Somma </i></b></p>
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		<title>MonteNapoleone District celebra il Capodanno Cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 13:06:17 +0000</pubDate>
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<p>Il Capodanno è ormai passato da circa un mese, abbiamo già aperto bottiglie di champagne alla mezzanotte, fatto scoppiare qualche botto per le vie della città, e forse abbiamo fatto anche in tempo a spuntare qualche buon proposito dell’anno nuovo. Ma siamo pronti a ricominciare il rito del 31 dicembre? <b>MonteNapoleone District</b>, per il secondo anno, festeggia e accoglie il <b>Capodanno Cinese</b>, conosciuto anche come Festa di Primavera, una delle più importanti festività tradizionali. L’associazione ha in programma una serie di appuntamenti che dal <b>24 gennaio</b> al <b>9 febbraio</b> animeranno le vie del distretto non solo di Milano, ma anche di Roma.</p>
<h3>L’anno del Topo: fiducia, intuizione e generosità</h3>
<p>Per tutta la durata dell’evento, le boutique dei <i>global luxury brand</i> allestiranno le vetrine a tema, presenteranno progetti artistici che richiamano la <b>cultura asiatica</b>, e realizzeranno prodotti personalizzati per la clientela cinese, al primo posto tra i turisti a Milano che amano fare shopping nel Quadrilatero della Moda. Insieme a degustazioni di tè cinesi, verranno omaggiate le famose <b>buste rosse</b>, che secondo la tradizione cinese è un colore di <b>buon auspicio</b>, elemento fondamentale per salutare l’anno passato ed accogliere quello nuovo. Il 2020 è <b>l’anno del Topo</b>, primo segno dello zodiaco cinese, e per questo verranno proposte capsule collection ispirate all’animale, comunemente associato all’<b>intuizione</b>, alla <b>generosità</b> e alla versatilità, ritenuto in tempi antichi protettore di <b>prosperità materiale</b>.</p>
<h3>Living in Shanghai: la mostra fotografica di Aldo Fallai</h3>
<p>In collaborazione con il Comitato Moda e Creatività Italia-Cina e con il supporto del People’s Government of Jing’An District, sarà allestita la mostra fotografica <b>Living in Shanghai </b>dell’artista <b>Aldo Fallai</b>. Ciò che ha spinto il celebre fotografo a realizzare questi straordinari ed emozionanti scatti è la volontà di individuare <b>similitudini e differenze della cultura cinese con quella italiana</b>. L’elemento in comune tra due città così lontane è la <b>dinamicità</b>, secondo l’artista. Con lo sguardo del turista sorpreso per ciò che lo circonda, si è immerso per le vie di Shanghai, assimilando usi e costumi e racchiudendo nello spazio delimitato di una stampa, un’immensa <b>curiosità</b> che permette al passante di immaginarne l’<b>atmosfera</b>. Maestro dell’immagine di moda, è rimasto sorpreso per la cura, la qualità e lo stile che la metropoli cinese esprime.</p>
<h3>La Cina ci apre al futuro delle transazioni elettroniche</h3>
<p>Se è vero che la popolazione cinese vede Milano come una delle mete favorite, è anche vero che Milano è contenta di accogliere numerosi turisti cinesi, e non solo, alla ricerca soprattutto di shopping e lifestyle, ma anche di luoghi in cui storia, tradizione, creatività e innovazione si fondono. Proprio per intercettare i sogni e i bisogni delle nuove generazioni cinesi, MonteNapoleone District presenta il forum <b>La Cina apripista nel futuro delle transazioni elettroniche</b>, in collaborazione con la fondazione Italia- Cina. I brand, al giorno d’oggi, devono infatti conoscere i nuovi canoni e linguaggi della popolazione orientale, che entra prepotentemente nella società dei consumi con regole proprie.</p>
<p>I giovani utilizzano lo <b>smartphone </b>per effettuare prenotazioni, per spostarsi, per socializzare e per fare acquisti. <b>Rodrigo Cipriani Foresio</b>, General Manager Alibaba Group e County Manager Alipay South Europe, parlerà di come <b>l’evoluzione tecnologica</b> in Cina abbia portato all’uso dello smartphone e della <b>moneta digitale</b>. MonteNapoleone District si augura che ci possa essere una grande affluenza di turisti cinesi e non, nonostante il terribile problema che nell’ultimo periodo sta popolando i telegiornali: si tratta del così chiamato corona virus.</p>
<p>Dal 24 gennaio 2020, con MonteNapoleone District è possibile immergersi nell’atmosfera di Shangai camminando per le vie di Milano. Per maggiori informazioni, visita il sito <a href="http://www.montenapoleonedistrict.it">www.montenapoleonedistrict.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Alice Arosio</i></b></p>
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		<title>Nian – Le origini del Capodanno cinese e la passione per la Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 13:05:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Cina" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>L’editore Cina in Italia ha l'obiettivo di trasmettere la cultura cinese e di insegnare gli ideogrammi ai più piccoli attraverso simpatici libri illustrati</p>
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<p>In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente interesse, economico e culturale, nei confronti di uno degli stati più grandi e potenti del mondo: la <b>Cina</b>. Già nell’800 ci fu il proliferare delle “chinoiserie”, ovvero di oggetti, soprammobili e arredamenti che imitano lo stile e le decorazioni orientali, molto raffinate e in voga.</p>
<p>Le cose da allora non sembrano essere cambiate, anzi; ristoranti, negozi e festival cinesi si moltiplicano ovunque, rispondendo così alla grande richiesta di “esotismo” del popolo occidentale. Insomma, questa “cino-mania” è completamente dilagante, soprattutto per quanto riguarda le tradizioni culinarie e la <b>scrittura tradizionale cinese</b>. Ma come riuscire a imparare le basi di questa antica e meravigliosa arte?</p>
<h3>“Far conoscere all’Italia la vera Cina”: la mission dell’editore Cina in Italia</h3>
<p>L’editore <b>Cina in Italia</b>, attivo dal 2001, attraverso la <b>collana INCINQUE</b> si propone il nobile obiettivo di trasmettere la cultura cinese e di insegnare gli ideogrammi ai più piccoli attraverso simpatici libri illustrati. Dopo la lettura di uno di questi libri, il lettore avrà imparato 5 caratteri cinesi, di cui saranno approfondite le origini, la storia e l’evoluzione tramite illustrazioni e semplici spiegazioni. Al termine di ogni racconto, grazie ad una piccola sezione, potrete esercitarvi nella scrittura dei caratteri seguendo il corretto ordine dei tratti. Leggendo ogni mese un libro della collana, si potranno imparare 60 caratteri cinesi l’anno: iniziando la lettura all’età di 5 anni, a 10 anni il lettore conoscerà 300 ideogrammi, l’equivalente di uno studente cinese di prima elementare.</p>
<p>Lo scorso dicembre è uscito, a cura di Hu Lanbo e con la traduzione di Giulia Carbone, il terzo volume di questa collana di fiabe cinesi, intitolato “<b>Nian – L’origine del Capodanno cinese</b>”, che racconta la leggenda del terribile mostro Nian, che ogni anno saliva dalle profondità dell’oceano per nutrirsi degli abitanti di un villaggio. Ma un giorno un bambino coraggioso, stanco dell’ingiustizia, ha deciso di sfidare il mostro. Riuscirà il fanciullo a sconfiggere Nian?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Alessandra Baio</i></b></p>
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		<title>Fondazione Prada presenta due mostre dal sapore orientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 13:05:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Fondazione Prada" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Fondazione Prada dedica i suoi spazi a due mostre, The Porcelain Room e Storytelling, dimostrando che Occidente e Oriente sono uniti da un legame indissolubile</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Fondazione Prada" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/Fondazione-Prada-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Fino al 28 settembre 2020, <b>Fondazione Prada</b> dedica i suoi spazi a due mostre, <b>The Porcelain Room</b> e <b>Storytelling</b>, dimostrando che Occidente e Oriente sono uniti da un legame indissolubile.</p>
<h3>L’incontro tra Occidente e Oriente</h3>
<p>È il 1271 e il veneziano Marco Polo si prepara a compiere una delle più grandi esperienze e scoperte per l’umanità. Scrittore, ambasciatore, viaggiatore e mercante, Marco Polo viaggia per l’Oriente attraverso la via della seta, per un totale di vent’anni, raggruppando le sue memorie all’interno del libro “il milione”. Arriva addirittura in Cina, da lui soprannominata Catai, che descrive come “terra di grande mercatantia e d’arti e avì molta seta: quivi si fanno molti drappi di seta e d’oro” e ancora “da qui vengono le più care cose , come pietre preziose e perle”.</p>
<h3>Fondazione Prada e l’Oriente</h3>
<p>La conoscenza tra Occidente e Oriente viene approfondita nel corso degli anni; le due culture si influenzano a vicenda e coesistono. Facciamo ora un salto in avanti. Siamo a Milano, nel 2020, e possiamo assistere alla presentazione di  Fondazione Prada di due grandi mostre dedicate al mondo orientale. La prima è <b>The Porcelain Room – Chinese Export Porcelain</b>, a cura di Jorge Welsh e Luísa Vinhais; esplora il contesto storico, la finalità e l’impatto delle porcellane cinesi da esportazione. La seconda è <b>Storytelling</b>, una mostra personale del pittore cinese Liu Ye presso la galleria Nord nella sede di Milano.</p>
<h3>The Porcelain Room</h3>
<p><b>The Porcelain Room</b> riunisce esempi di porcellane realizzate tra il XVI e il XIX secolo per diversi mercati, gruppi sociali e religiosi. Nonostante le <b>ceramiche cinesi</b> fossero conosciute al di fuori della Cina già durante la dinastia Tang (618-907) e avessero raggiunto l’Europa all’inizio del XIV secolo, la loro esportazione aumentò raggiungendo ogni regione del mondo dopo l’apertura delle rotte marittime verso est da parte dei portoghesi, nel 1513. Durante la dinastia Ming il mercato di esportazione divenne sempre più fiorente, inizialmente con il commercio delle porcellane celadon e smaltate blu. Quando gli europei iniziarono a scambiare e commissionare le porcellane per importarle in Occidente, queste diventarono la prima merce venduta a livello globale.</p>
<h3>La mostra</h3>
<p>The Porcelain Room, che si svolge al 4° piano della Torre, raccoglie oltre <b>1.700 porcellane cinesi da esportazione</b> e sottolinea il loro valore creativo rivelando la raffinata lavorazione a un pubblico più vasto, non formato da soli esperti. La scelta di allestire The Porcelain Room in uno degli spazi della Torre, innesca un <b>dialogo tra antico e contemporaneo</b>, un confronto tra raccolte di oggetti provenienti da universi culturali differenti. Suddiviso in tre sezioni, l’allestimento è concepito come una stanza nella stanza, una struttura rivestita di velluto marrone che include diverse vetrine espositive e uno spazio intimo decorato in oro.<br />
“<b>First orders</b>” è un termine abitualmente attribuito alle prime commissioni di porcellane cinesi da parte dei portoghesi dopo il loro arrivo in Cina, e questi esemplari attualmente esistenti sono molto rari, soltanto 150 oggetti sono sopravvissuti fino ai nostri giorni. Oltre 45 esempi sono stati selezionati per questa mostra, in prestito dalle principali collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, e rappresentano l’intera gamma di prime commissioni europee.<br />
La <b>seconda sezione</b> comprende un’ampia selezione di oggetti di uso quotidiano che raffigurano forme naturali e sorprendenti, come animali, frutta e vegetali, e intende esplorare l’impatto e l’esotismo delle stoviglie cinesi create per i mercati occidentali. Questi oggetti furono realizzati intorno al 1760 al fine di comporre straordinari servizi da tavola utili ad intrattenere gli ospiti durante le cene organizzate dalle famiglie nobili.<br />
La <b>terza parte</b> rende omaggio alla tradizione delle sale di porcellana, le magnifiche installazioni create nei palazzi e nelle case aristocratiche europee nel XVII e XVIII secolo composte da porcellane cinesi e specchi, pannelli smaltati e decorazioni in legno intarsiato d’oro. Stanze straordinarie furono create in tutta Europa, e degli esempi più rappresentativi sono stati conservati fino ai giorni nostri, come il soffitto del Santos Palace di Lisbona e la sala di porcellana del Castello di Charlottenburg di Berlino.</p>
<h3>La seconda mostra, Storytelling</h3>
<p>Fondazione Prada presenta anche <b>Storytelling</b>, dell’artista<b> Liu Ye</b>. A  Milano i suoi dipinti generano un contrasto cromatico e materico con le pareti di cemento e l’architettura industriale di Fondazione Prada. La dislocazione geografica contribuisce a focalizzare l’attenzione sull’abilità di Liu Ye nel creare un universo pittorico personale, che non si inserisce in nessun movimento artistico specifico. Liu Ye trova ispirazione nella letteratura, nell’arte e nella cultura popolare del mondo occidentale e orientale, dando vita ad atmosfere che evocano introspezione, purezza e sospensione.</p>
<h3>“Ogni opera è un mio autoritratto”</h3>
<p>A proposito della sua produzione, Liu Ye ha sottolineato che “<b>ogni opera è un mio autoritratto</b>”. In una combinazione di fonti ed elementi diversi, nelle sue tele si possono identificare diverse forze creative: memoria, osservazione, immaginazione e formazione artistica. Le opere sono pervase da una sorta di ambiguità sospesa tra due mondi: <b>realtà e invenzione</b>. Nel corso del suo percorso, Liu Ye ha sviluppato un universo personale, al contempo accessibile e impenetrabile, che si potrebbe descrivere come una realtà soggettiva. La natura autobiografica dell’opera assume connotazioni diverse alla fine degli anni Novanta, quando l’artista lascia l’Europa per tornare nel suo paese natale. La sua arte è un mezzo per investigare e scoprire se stesso, in un contesto fondato sullo scambio reciproco tra produzione artistica e vita quotidiana. “Sebbene non sia mai diventato un artista astratto, ciò che mi interessa è rendere essenziale il carattere narrativo e tendere alla semplificazione”, dichiara Liu Ye. Il suo immaginario non evolve secondo un sistema lineare o logico, ma si basa sul contrasto, come in un collage di forme e linguaggi diversi</p>
<h3>Chi è Liu Ye</h3>
<p><b>Liu Ye</b> nasce nel 1964 a Pechino, città dove vive e lavora. Studia pittura murale alla Central Academy of Fine Arts e design industriale alla School of Arts &amp; Crafts di Pechino. Consegue un master in Arti Figurative all’Academy of Fine Arts di Berlino. Quattro anni dopo è Artist in Residence alla Rijksakademie di Amsterdam. Tra le mostre personali e collettive più recenti vanno citate: <i>Liu Ye: Storytelling</i>, Prada Rong Zhai, Shanghai (2018); <i>57a Biennale di Venezia VIVA ARTE VIVA </i>a cura di Christine Macel (2017); <i>Mondriaan and Liu Ye</i>, Mondriaanhuis, Amersfoort (2016); <i>The World in 2015</i>, Ullens Center for Contemporary Art, Pechino (2015); <i>Re-View</i>, mostra inaugurale del Long Museum West Bund. Shanghai (2014); <i>Through All Ages</i>, mostra  inaugurale del Long Museum, Shanghai (2012).</p>
<h3>Solidarietà e cultura</h3>
<p>Il periodo che la Cina e l’Asia in generale stanno affrontando ultimamente non è semplice. Le ultime notizie hanno decisamente messo in “cattiva luce” una nazione, una cultura e una società intera. Grazie a Fondazione Prada la Cina riesce ad avere un suo riscatto culturale, mostrandoci tutta la sua bellezza, grazia e armonia. Con la speranza in un futuro più roseo, accogliamo volentieri queste  due mostre, simbolo di una civiltà che riesce a risplendere anche nei momenti più bui.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Lorena Corti</i></b></p>
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