Serena Brancale trasforma tutto in musica

“SACRO” è il nuovo album di Serena Brancale: un progetto tra jazz, soul e world music con Gregory Porter, Richard Bona e altri artisti.

a cura della Redazione

A quattro anni dall’ultimo progetto, Serena Brancale torna con SACRO, un album che non cerca definizioni ma le supera.

Non è solo un disco.
È un punto di incontro.

Tra generi, culture, linguaggi. Tra jazz, soul, R&B e world music, tutto si mescola senza perdere coerenza. Anzi, trovando una forma nuova, personale, immediatamente riconoscibile.

Un’identità che si espande

La musica di Serena Brancale non è mai stata statica.
È ricerca, evoluzione continua, bisogno di esplorare.

SACRO nasce esattamente da questo: dalla volontà di lasciare spazio a tutte le sue anime. Quelle più intime e quelle più aperte al mondo. Quelle radicate nella tradizione e quelle proiettate verso sonorità internazionali.

Dopo l’esperienza al Festival di Sanremo con Qui con me e il successo di Serenata con Alessandra Amoroso — diventata una delle hit più forti degli ultimi anni — questo nuovo capitolo segna un ulteriore passo avanti.

Non più solo interprete.
Ma artista totale.

Un disco che parla tutte le lingue

Dentro SACRO non ci sono semplici featuring. Ci sono incontri.

Quelli con artisti italiani e internazionali che non entrano nel disco per accompagnare, ma per costruire. Gregory Porter porta la profondità del soul e del jazz, Richard Bona aggiunge una dimensione globale, Omara Portuondo introduce una memoria musicale senza tempo.

E poi c’è la contemporaneità: Sayf, Alborosie, Pamela. Voci diverse che si intrecciano creando un equilibrio tra passato e presente.

Il risultato è un album che non ha confini.
E non ne ha bisogno.

Il Sud come energia, non come nostalgia

Tra i momenti più forti del progetto c’è Al mio paese, il nuovo singolo con Delia e Levante.

Un brano che non guarda indietro, ma trasforma le radici in movimento. Sa di casa, di estate, di notti lunghe e libertà. Non è nostalgia. È energia.

È il Sud raccontato per quello che è davvero: vivo, contemporaneo, aperto.

Lascia un commento

Your email address will not be published.