Hugh Jackman: eclettico più che mai

Hugh Jackman non si limita più a ruoli spettacolari, ma esplora territori narrativi differenti, alternando intrattenimento, riflessione e sperimentazione

di Maria Giulia Gatti

Al cinema con un gregge di pecore investigatrici

Stando agli ultimi progetti, Hugh Jackman ha dimostrato una notevole capacità di reinventarsi, andando ben oltre l’immagine iconica costruita con i blockbuster e scegliendo progetti sempre più eterogenei. Tra cinema, teatro e produzioni dal taglio autoriale, il suo percorso recente si arricchisce di titoli che stanno già attirando l’attenzione di pubblico e critica.

Uno dei progetti più insoliti è senza dubbio “The Sheep Detectives” (“Pecore sotto copertura”, in italiano), un titolo che, già dal nome, suggerisce un mix originale tra mistero e ironia; si tratta di un mystery comedy diretto da Kyle Balda e basato sul romanzo del 2005 “Three Bags Full”  (“Glennkill – Un giallo di pecore”) di Leonie Swann.

Ambientato in una fattoria nella campagna inglese, Jackman è il pastore George Hardy, che trascorre il suo tempo leggendo romanzi gialli al suo gregge di pecore, fingendo che queste seguano le storie.

Nel cast anche Nicholas Braun, Nicholas Galitzine, Molly Gordon, Hong Chau, Emma Thompson insieme alle voci di Julia Louis-Dreyfus, Bryan Cranston, Chris O’Dowd, Regina Hall, Patrick Stewart, Bella Ramsey e Brett Goldstein. Nei cinema dal 7 maggio.

Cinema e teatro: due binari paralleli

Di tono completamente diverso è “The Death of Robin Hood”, progetto che rilegge in chiave più cupa e realistica la figura leggendaria dell’eroe di Sherwood. In questo contesto, Jackman potrebbe confrontarsi con un ruolo più maturo e sfaccettato, lontano dalle versioni più romantiche del personaggio; si tratta, infatti, di un Robin Hood invecchiato, che si ritrova a fare i conti con il suo passato di crimini e omicidi mentre è nelle mani di una donna misteriosa dopo essere stato gravemente ferito. Insieme a lui, Jodie Comer, Bill Skarsgård nei panni di Little John, Murray Bartlett e Noah Jupe. L’uscita del film è prevista il 19 giugno.

Ma nella vita dell’attore australiano c’è anche il teatro; in particolare, negli ultimi due anni, parliamo di off-Broadway con “Sexual Misconduct of the Middle Classes”, un’opera del 2020 intensa e provocatoria, scritta da Hannah Moscovitch. Questo progetto evidenzia ancora una volta il legame di Jackman con il palcoscenico e con storie più intime e psicologicamente complesse; la trama segue uno scrittore e stimato docente universitario dopo il suo terzo divorzio, tormentato dal disprezzo per se stesso, fino a quando si accorge di provare attrazione per una sua studentessa: una ragazza con un cappotto rosso. La ragazza si rivela essere una sua grande ammiratrice e, guarda caso, abita proprio nella sua stessa strada.

Nel complesso, questi progetti raccontano un attore in continua evoluzione. Hugh Jackman non si limita più a ruoli spettacolari, ma esplora territori narrativi differenti, alternando intrattenimento, riflessione e sperimentazione. Un approccio strategico che conferma come Jackman resti, anche oggi, una delle figure più rilevanti e dinamiche del panorama cinematografico internazionale.

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