Carnevali segreti nei borghi più belli d’Italia

Nei borghi italiani il Carnevale diventa rito collettivo e identitario condiviso.

a cura della Redazione

Lontano dai grandi cortei mediatici, il Carnevale italiano ritrova la sua anima nei piccoli centri storici. Nei Borghi più belli d’Italia la festa non è spettacolo da osservare, ma rito collettivo che coinvolge l’intera comunità. Tra maschere, roghi simbolici e danze antiche, piazze e vicoli diventano palcoscenici condivisi.

Bagolino e la memoria alpina

A Bagolino, nel Bresciano, il Carnevale Bagosso conserva un impianto rituale documentato già dal XVI secolo. I Bälärì danzano con zoccoli chiodati seguendo coreografie complesse, accompagnati dai Sonädùr e dalle Màscär, figure simboliche che raccontano il mondo contadino e il rovesciamento dell’ordine quotidiano. I costumi tradizionali, il Ceviòl maschile e la Guenel femminile, rendono questa celebrazione un unicum nel panorama italiano, trasformando il borgo in una dimensione sospesa tra storia e identità.

Bosa e il teatro collettivo del Carrasegare

In Sardegna, a Bosa, il Carrasegare ’Osincu è un racconto corale che modifica il ritmo del paese. Le maschere, con il volto annerito dal sughero bruciato e gli abiti indossati al rovescio, percorrono le case cantando versi improvvisati. Il momento più intenso arriva con S’Attìttidu, il lamento per la morte simbolica del re del Carnevale, culminando nel rogo finale del fantoccio. Ironia e teatralità si fondono in una ritualità che coinvolge emotivamente l’intera comunità.

Novara di Sicilia e il Gioco del Maiorchino

In Sicilia il Carnevale si intreccia al Gioco del Maiorchino, riconosciuto patrimonio culturale immateriale. Il Teatro Comunale diventa sala da ballo e centro sociale, mentre per le strade si svolge il torneo del lancio della forma di formaggio lungo un percorso urbano. Contraddanza, schiticchiu e convivialità celebrano il legame tra festa, territorio e tradizione gastronomica.

Tra roghi e tuffi: Santa Fiora e Moneglia

Sul Monte Amiata, a Santa Fiora, il Carnevale Morto mette in scena la malattia e il funerale simbolico del personaggio carnevalesco, tra lettura del testamento e rogo finale. A Moneglia, invece, il Carnevale della Zucca unisce il mare d’inverno al tuffo collettivo del Cimento della Zucca e alla sfilata di carri e maschere. Due modi diversi di vivere una stessa energia rituale.

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