<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Russia &#8211; Gilt Magazine</title>
	<atom:link href="https://www.giltmagazine.it/tag/russia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 May 2023 20:57:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.2</generator>

<image>
	<url>https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/03/cropped-giltmagazine-favicon-32x32.jpeg</url>
	<title>Russia &#8211; Gilt Magazine</title>
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>È passata la prima settimana di guerra in Ucraina, cos’altro dobbiamo aspettarci?</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/attualita/e-passata-la-prima-settimana-di-guerra-in-ucraina-cosaltro-dobbiamo-aspettarci/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/attualita/e-passata-la-prima-settimana-di-guerra-in-ucraina-cosaltro-dobbiamo-aspettarci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariangela Frascati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 10:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[incertezza]]></category>
		<category><![CDATA[Kherson]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giltmagazine.it/?p=88471</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La guerra in Ucraina non si ferma e noi dobbiamo imparare ad affrontare paure e incertezze</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/attualita/e-passata-la-prima-settimana-di-guerra-in-ucraina-cosaltro-dobbiamo-aspettarci/">È passata la prima settimana di guerra in Ucraina, cos’altro dobbiamo aspettarci?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/guerra-in-ucraina.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>A più di sette giorni dall’invasione russa dell’Ucraina la situazione si fa sempre più tesa e difficile. Il 24 febbraio cominciava ufficialmente l’invasione dei territori ucraini da parte delle truppe russe, un avvenimento che nessuno si aspettava e che forse solo pochi immaginavano. La città ucraina di <strong>Mariupol</strong> è sotto assedio, stremata e senz’acqua, <strong>Kherson</strong> è ufficialmente caduta sotto il controllo delle forse russe e a <strong>Kiev</strong> si attende l’arrivo delle truppe nemiche.</p>



<p>Probabilmente la guerra in Ucraina non sta andando come Putin aveva pianificato. Le sue truppe non si aspettavano una resistenza militare e civile e questo ha decisamente rallentato l’avanzata russa. L’approccio inizialmente cauto delle truppe russe, infatti, si è presto trasformato in una serie di attacchi pesanti rendendo la situazione sempre più drammatica.</p>



<p>Pensavamo che la paura di questi ultimi anni stesse per passare, pensavamo che fosse finalmente arrivato il momento della rinascita, della ripresa, del riscatto, e invece adesso abbiamo ancora (più) paura, siamo ancora fragili, disorientati, disillusi. Cambiamento e incertezza sono il filo conduttore di questi ultimi anni, in cui niente assomiglia più a ciò che consideravamo <em>normale.</em></p>



<p>La guerra fa paura ma la connessione globale di cui disponiamo oggi su più fronti rappresenta il pregio e al tempo stesso il difetto della modernità: questa interconnessione ci permette di sentire vicino ciò che, di fatto, non è letteralmente di fianco a noi. Come diceva Michael Foucault già cinquant’anni fa, “è moderno chi può domandarsi cosa fanno oggi cinesi e islandesi”, e noi che oggi ci chiediamo cosa fanno russi e ucraini, possiamo davvero definirci moderni? Abitiamo una modernità che sa tanto di arretratezza, di mancanza di comprensione, di comunicazioni sbagliate. Una modernità che non si merita di essere chiamata tale perché ricca di pregiudizi, soprusi, ingiustizie. Una modernità che continua a sollevare problemi più che proporre soluzioni, che preferisce mettere la polvere sotto il tappeto pur di garantire il nostro livello di benessere. Abbiamo imparato a coltivare l’egoismo, terrorizzati dall’idea di perdere i nostri privilegi di cittadini. Cosa ci restituisce, dunque, questa modernità? Crisi, inflazione, epidemie, malcontento, disoccupazione, guerra.</p>



<p>Ci piace immaginare la vita come un processo costante e continuo, che dall’esterno si muove verso l’interno. Succede qualcosa fuori di noi e, per contrappasso, qualcosa cambia anche dentro di noi. Si è parlato a lungo in letteratura del concetto secondo cui si associa il trauma collettivo al cambiamento, come se solo un forte shock abbia il potere di smuovere le corde che sono in noi facendo così rinsavire la società ingiusta ed egoriferita, per portare a galla comportamenti esemplari e virtuosi.</p>



<p>Nella nostra società, di shock ce ne sono stati parecchi, la paura ha lasciato il passo alla gioia della libertà, abbiamo fatto la lista dei buoni propositi da seguire finché il tempo, puntuale come sempre, è arrivato per ricordarci che non è cambiato proprio nulla.</p>



<p>Gli shock che abbiamo subito hanno lasciato il vuoto dentro di noi, ma il vuoto serve a ben poco se non viene sapientemente colmato. Ogni vuoto esiste solo se lo sappiamo attivare, leggere, consegnandogli un valore costruttivo per le nostre vite. Il vuoto è un potenziale pericoloso ma necessario se usato come spazio libero, aperto a nuove visioni, generoso, consapevole. Oggi questa guerra scava ancora di più nel vuoto che c’è in noi, nutrendo le nostre paure e le nostre fragilità in un senso di incertezza lungo e diffuso. Per questo l’unico vuoto che dobbiamo continuare a combattere è quello che crea una distanza abissale tra noi e l’<em>altro</em>, nell’attesa di <em>rinascere, perché nascere non basta mai a nessuno</em>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/attualita/e-passata-la-prima-settimana-di-guerra-in-ucraina-cosaltro-dobbiamo-aspettarci/">È passata la prima settimana di guerra in Ucraina, cos’altro dobbiamo aspettarci?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/attualita/e-passata-la-prima-settimana-di-guerra-in-ucraina-cosaltro-dobbiamo-aspettarci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa succede in Ucraina: anche le donne si preparano all’attacco</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/attualita/cosa-succede-in-ucraina-anche-le-donne-si-preparano-allattacco/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/attualita/cosa-succede-in-ucraina-anche-le-donne-si-preparano-allattacco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariangela Frascati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 08:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[autodifesa]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[donbass]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne-soldato]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[mosca]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giltmagazine.it/?p=86603</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>L’equilibrio tra Russia e Ucraina è sempre più incerto. Le truppe russe oltrepassano il confine del Donbass e le donne ucraine non si fanno cogliere impreparate</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/attualita/cosa-succede-in-ucraina-anche-le-donne-si-preparano-allattacco/">Cosa succede in Ucraina: anche le donne si preparano all’attacco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Le-donne-Russia-Ucraina.copertina-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Sull’orlo di una guerra?</strong></p>



<p>La <strong>Crisi Ucraina</strong> fa tremare il mondo. Le immagini da Kiev dimostrano che l’invasione russa è possibile e che l’Europa è sull’orlo di una <strong>guerra</strong>. Il continuo potenziamento militare russo ai confini dell&#8217;Ucraina è motivo di grave preoccupazione.</p>



<p>I rapporti tra <strong>Mosca</strong> e <strong>Kiev</strong> si fanno sempre più tesi e la guerra è divenuta ormai un pericolo alle porte per i civili. Gli uomini, ma anche le <strong>donne</strong>, sono pronti a imbracciare i fucili e unirsi all’esercito per difendere il proprio Paese.</p>



<p>Donne di ogni età vengono addestrate a rispondere a un possibile scontro: imparano a sparare, a riconoscere una mina e a proteggere gli edifici strategici. Le donne ucraine sanno molto bene cosa significhi combattere, soprattutto perché le tensioni con la Russia non sono scoppiate in tempi recenti ma si tratta di un conflitto nato tra il 2013 e il 2014.</p>



<p>Dopo diversi anni le tensioni tra i due paesi si sono inasprite nuovamente, in quanto parte dell’Ucraina vorrebbe essere assorbita dal mondo occidentale europeo, decisione non condivisa dal Presidente russo, desideroso, invece, di ampliare la sua influenza sul paese.</p>



<p>La popolazione ucraina ha dunque imparato a convivere con la paura di un’invasione da parte delle truppe russe, per questo anche le donne hanno scelto di difendere la propria patria in ogni modo e con ogni mezzo necessario.</p>



<p><strong>Un corso di formazione rivolto alle donne</strong></p>



<p>Di recente la <strong>ONG della Guardia delle donne ucraine</strong> ha avviato un corso di formazione per le donne per imparare <strong>l’autodifesa</strong> e la sopravvivenza nella città in caso di conflitto armato. La Guardia delle donne ucraine è una vera e propria rete di resistenza che insegna alle donne a coordinarsi e ad agire in caso di <strong>emergenza</strong>. La formazione prevede un addestramento suddiviso in blocchi per riconoscere un pericolo, valutare le proprie risorse, creare un piano d’azione per ogni possibile scenario e capire come agire per la propria sopravvivenza.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/attualita/cosa-succede-in-ucraina-anche-le-donne-si-preparano-allattacco/">Cosa succede in Ucraina: anche le donne si preparano all’attacco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/attualita/cosa-succede-in-ucraina-anche-le-donne-si-preparano-allattacco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eleganza e powerful. Ecco Joe Bastianich</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/interview/eleganza-e-powerful-ecco-joe-bastianich/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/interview/eleganza-e-powerful-ecco-joe-bastianich/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 20:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[agricola]]></category>
		<category><![CDATA[americano]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[carriera]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
		<category><![CDATA[eleganza]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[joe]]></category>
		<category><![CDATA[masterchef]]></category>
		<category><![CDATA[provenienza]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giltmagazine.it/?p=11748</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Imprenditore del mangiar bene, giudice di MasterChef e...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/eleganza-e-powerful-ecco-joe-bastianich/">Eleganza e powerful. Ecco Joe Bastianich</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Lui è l&#8217;imprenditore del mangiare bene. Il carisma e la sensualità, la passionalità e la riservatezza, il carattere e la determinazione. L&#8217;ironia e la sfacciataggine, ma condita con una buona dose di gentilezza. Un mix esplosivo di Italia e America (“Quando da bambino tornavo in Friuli”, ama ricordare, “sentivo un collegamento col territorio, con le persone e con la sensibilità Italiana”). L&#8217;eleganza tout cour. Powerful all&#8217;ennesima potenza. Lui è Joe Bastianich. Lo abbiamo conosciuto come giudice del talent show “MasterChef” (edizione italiana e Usa), ma lui è molto molto di più. Venticinque ristoranti tra i migliori al mondo, tre aziende vinicole nel Belpaese, una in Argentina. È stato coautore con David Lynch del libro Vino Italiano and Vino Italiano Buying Guide. Nel 2005 è stato riconosciuto come &#8220;Outstanding Wine and Spirits Professional&#8221; dalla James Beard Foundation e dalla rivista Bon Appétit. Nel 2008 è stato insignito con l&#8217;amico Batali del premio “Outstanding Restaurateur Award” dalla James Beard Foundation. Nel 2012 ha pubblicato la sua autobiografia, “Restaurant Man”, in cui si mette a nudo, raccontando gioie e dolori della sua professione.</p>
<p><strong>Imprenditore del mangiar bene. Si ritrova in questa definizione?<br />
</strong>Beh, non sono uno chef, non sono un cameriere, gestisco ristoranti, produco vino, scrivo libri e faccio MasterChef&#8230;</p>
<p><strong>Ci vuole parlare della sua azienda?<br />
</strong>La mia azienda agricola in Friuli si chiama Joe Bastianich; poi ci sono La Morra a Magliano, in Maremma Toscana, e la Brandini ad Alba in Piemonte.</p>
<p><strong>Lei vive negli Stati Uniti. Come mai aziende in Italia?<br />
</strong>Io sono figlio di immigrati italiani. Durante la seconda Guerra mondiale loro hanno lasciato indietro tutto, hanno abbandonato tutto: vigneti, ristoranti&#8230; i tempi erano così difficili. Io mi sento sempre molto legato alle mie origini italiane, che sto cercando di recuperare sin dai primi anni Novanta. Ecco perché ho scelto di aprire aziende qui in Italia.</p>
<p><strong>Quando è lontano dal nostro Paese ne sente la nostalgia?<br />
</strong>Io ho la più bella vita del mondo: abito quattro mesi in Italia, quattro mesi a New York, quattro a Los Angeles, poi faccio giri in Asia (<em>sorride,</em>&nbsp;<em>ndr</em>). Meglio di me, dunque&#8230; Detto questo, è proprio vero: quando sono a New York mi manca l&#8217;Italia e quando sono qui mi manca New York. È un classico.</p>
<p><strong>Ma lei si sente&#8230;<br />
</strong>100% americano.</p>
<p><strong>Ma cosa ha dentro di sé di italiano?<br />
</strong>Sicuramente la cultura del cibo e del vino fanno parte del mio vivere. L&#8217;artigianalità italiana la sento molto dentro di me. L&#8217;unica fregatura dell&#8217;Italia sono gli italiani, perché sono complessi.</p>
<p><strong>Ai suoi figli ha fatto conoscere l&#8217;Italia?<br />
</strong>Certo. Li porto qui ogni anno in vacanza.</p>
<p><strong>Crede che seguiranno le sue orme?<br />
</strong>(<em>sorride</em>) Il mio sogno sarebbe che diventassero uno viticoltore, uno ristoratore e un altro architetto&#8230;</p>
<p><strong>Lei è una persona molto determinata, ostinata, che sa il fatto suo. Si rispecchia nella definizione “il temibile/terribile Bastianich”?<br />
</strong>Non so. So che gestisco le cose in una maniera molto diretta, poco italiana, poco politica. Sono sicuramente vero, reale e per questo dico le cose in modo diretto; vado dritto. Per molti le cose che dico sono cattive, ma alla fine è solo la verità. E si sa, la verità fa male&#8230;</p>
<p><strong>A MasterChef quanto è terribile davvero e quanto recita?<br />
</strong>Io sono vero sempre. Se no sarei un attore del cinema a Hollywood, sarei Brad Pitt e sarei sposato con Angelina Jolie. Invece non sono un attore, sono il giudice di un reality format che si chiama MasterChef. Tutto ciò che si vede è vero al 100%.</p>
<p><strong>Lei è sempre elegante, non ha mai nulla fuori posto. È preciso, curato. Quasi perfetto&#8230;<br />
</strong>Mia mamma mi ha evidentemente insegnato bene (<em>ride</em>). Seguo quello che lei mi ha trasmesso: mi ha insegnato a ballare, a vestirmi bene e ad avere rispetto per gli altri. Con queste tre cose si va avanti&#8230;</p>
<p><strong>Lei si piace, vero? Se si guarda allo specchio, intendo&#8230;<br />
</strong>Si si, certo (<em>ride</em>). Lo dico seriamente, ma anche con una certa ironia, che poi l&#8217;ironia è la cosa più bella, fondamentale nella vita. Senza ironia saremmo sfiniti, finiti, sfottuti, perduti&#8230; Visto quanti termini? Ecco cosa ti puoi aspettare da MasterChef. Più vocabolario di Joe Bastainich (<em>sorride</em>): ogni anno aggiungo venti parole.</p>
<p><strong>Lei è un personaggio molto powerful, o sbaglio?<br />
</strong>Sì. Powerful: molto potente. Sì, mi sento così. Nel senso che se tu non ti senti una potenza personale nessuno ti vedrà mai così, ti prenderà sul serio. L&#8217;emozione deve venire da dentro, deve iniziare da se stessi. Io mi sento potente, competente, bravo. Voglio trasmettere tutto questo in tutte le cose che faccio: produco vino, gestisco un ristorante, faccio Master Chef. Senza quel sentimento&#8230;sarebbe tutto difficile, se non impossibile.</p>
<p><strong>Parliamo un po&#8217; di cucina: quale ingrediente non deve mai mancare in un piatto perché sia eccellente?<br />
</strong>Il sale. E l&#8217;amore.</p>
<p><strong>L&#8217;amore&#8230;ma per chi lo riceve o di chi fa il piatto?<br />
</strong>Tutti e due&#8230;deve essere un po&#8217; come fare l&#8217;amore&#8230;un mix così&#8230;</p>
<p><strong>Qual è il piatto che ritiene si sposi perfettamente con il suo vino?<br />
</strong>Il mio vino principale è il Vespa Bianco Friulano. Io vado sempre sui primi: gli agnolotti, i tortellini, insomma le paste italiane, molto fresche, molto ricche.</p>
<p><strong>Ultima domanda: conta di più aver studiato o aver talento?<br />
</strong>La cosa più importante nella vita è quando la preparazione incontra l&#8217;opportunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Silvia Tironi</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/eleganza-e-powerful-ecco-joe-bastianich/">Eleganza e powerful. Ecco Joe Bastianich</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/interview/eleganza-e-powerful-ecco-joe-bastianich/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mostra dalle uova d&#039;oro, le creazioni di Peter Carl Fabergé</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/mostra-dalle-uova-doro/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/mostra-dalle-uova-doro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 20:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[collezione]]></category>
		<category><![CDATA[committenza]]></category>
		<category><![CDATA[diamanti]]></category>
		<category><![CDATA[dono]]></category>
		<category><![CDATA[duchessa]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[fabergé]]></category>
		<category><![CDATA[imperatore]]></category>
		<category><![CDATA[impero]]></category>
		<category><![CDATA[lusso]]></category>
		<category><![CDATA[maison. artigianalià]]></category>
		<category><![CDATA[oro]]></category>
		<category><![CDATA[preziosi]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>
		<category><![CDATA[reggia]]></category>
		<category><![CDATA[regno]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[sabaudo]]></category>
		<category><![CDATA[sorpresa]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>
		<category><![CDATA[venaria]]></category>
		<category><![CDATA[zar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giltmagazine.it/?p=10148</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Fabergé impreziosisce la Reggia di Venaria. Gli Zar tornano in Savoia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/mostra-dalle-uova-doro/">Mostra dalle uova d&#039;oro, le creazioni di Peter Carl Fabergé</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Novembre è alle porte e la moda suggerisce linee austere, preziose e forme ovoidali, dai volumi ampi. Perché allora non dedicare il ponte dei Santi, visitando la mostra che da fine luglio impreziosisce la <strong>Reggia di Venaria,</strong> alle porte di Torino?<br />
Esposte troviamo le <strong><em>Uova Fabergé</em></strong>, creazioni risalenti al 1884 per mano dell’orafo degli zar di Russia<strong>, Peter Carl Fabergé</strong>. Il gioiello a forma di uovo fu creato per rispondere all’esigenza di <strong>Alessandro III</strong> di rispettare la tradizione ortodossa, che nel giorno di Pasqua vuole che lo Zar regali un Uovo alla Zarina e all’Imperatrice madre.<br />
Tredici esemplari unici, mai esposti prima, occupano elegantemente le<strong> 10 Sale delle Arti</strong>. Tra queste, si trovano ben <strong>nove uova-gioiello imperiali</strong>, realizzate in oro, pietre preziose e materiali pregiati, e <strong>cinque </strong>volute<strong> da committenti privati</strong>, quali la <strong><em>duchessa di Marlborought, </em></strong><em>l’americana</em><strong><em> Consuelo Vanderbilt </em></strong><em>e la famiglia di industriali russi</em><strong><em> Kelch</em></strong>.<br />
Si aggiunge <strong>la sorpresa di un Uovo imperiale,&nbsp;</strong>oggi disperso: uno splendido cuore rosso smaltato e ornato di diamanti, al cui interno si cela un trifoglio verde con le miniature imperiali. Sono esposti, inoltre, il primo Uovo imperiale, già menzionato, <strong>l’<em>Uovo con Gallina </em>del 1885</strong>, ma anche il penultimo, <strong>l’<em>Uovo con la Croce di San Giorgio </em>del 1916</strong>. Quelle del 1917, invece, non giunsero mai a corte per le note tragiche vicende storiche e lo sterminio dell’intera famiglia imperiale.<br />
Infine, tra gli altri, il prezioso <strong><em>primo Uovo donato alla nuova Zarina Alexandra, il Bocciolo di rosa del 1895, e poi quelli del 1911, il romantico Uovo con l’Albero di lauro</em></strong> che racchiude un usignolo, <strong><em>e il celebrativo dei 15 anni del regno dello Zar</em></strong>, dove sono riprodotti i ritratti della famiglia imperiale e i principali episodi della loro vita. Chiude la <strong><em>curiosa storia delle 54 Uova imperiali</em></strong>: dalla Rivoluzione del 1917 alla musealizzazione di alcune di esse, a Mosca, fino al collezionismo mondiale di oggi e al loro mito nel cinema e nella letteratura.<br />
<strong><em><br />
</em></strong>Fu così che ebbe inizio, nella notte dei tempi, la tradizione annuale delle uova pasquali, veri e propri capolavori leggendari, ornati da pietre preziose e platino. La realizzazione di ciascun pezzo era un segreto gelosamente custodito, e sempre con una sorpresa all&#8217;interno, lussuosa, simbolica e celebrativa di avvenimenti storici e familiari particolari. La lavorazione durava tutto l’anno e il <strong>primo esemplare fu l’Uovo con gallina, regalato appunto all’Imperatrice Maria Feodorovna, nel 1885</strong>.<br />
L’usanza venne portata avanti da <strong>Nicola II</strong> (1894-1917). <strong><em>L’Uovo più spettacolare venne realizzato nel 1896</em></strong>, nell’anno della solenne incoronazione di Nicola II a “<em>Zar di tutte le Russie</em>”<strong><em>.</em></strong> Per l’occasione la sorpresa dell’Uovo, realizzato in smalto giallo e decorato con aquile bicefale, fu la carrozza (<em>ndr. </em>in scala) dei sovrani in oro, platino, smalto rosso, diamanti, rubini e cristallo di rocca, sovrastata dalla corona imperiale. Durante i fasti ricchissimi per celebrare l’evento (che fu anche l’ultima esibizione pubblica dell’antico sfarzo della famiglia Romanov), partecipò, tra i re e i principi europei, anche il <strong>giovane Vittorio Emanuele III di Savoia</strong>, all’epoca principe ereditario di casa Savoia, che ci lasciò una testimonianza scritta e documentata:<br />
“<em>Tutte le feste erano immense, grandiose ogni oltre dire. La cosa più interessante per me è stato il banchetto solenne dopo l’Incoronazione, al quale gli Imperatori sedevano sui troni e tenevano la corona in testa; le vivande giungevano scortate da Ufficiali colle spade sguainate ed i Sovrani erano serviti dai Grandi dell’Impero: ogni volta che lo Zar beveva gli araldi alzavano le mazze e le trombe suonavano dei mezzi squilli, mentre le artiglierie tuonavano a spessissimi colpi; insomma un vero regno delle fate”.</em><br />
Troverete anche <strong>350 preziosissimi capolavori prodotti dalla fabbrica orafa di San Pietroburgo</strong>, oggi appartenenti alla collezione della <em>Link of Times Foundation </em>di <strong>Mosca</strong>. Le opere svelano con la loro bellezza i segreti dei maestri orafi della <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Maison Fabergé</span></em></strong> nella lavorazione dei metalli e pietre preziose, oro, argento, cristallo di rocca, diamanti e perle, e soprattutto degli smalti trattati con procedimenti particolari tali da conferire sfumature di colori meravigliosi e cangianti. Aperta nel 1842 a San Pietroburgo, l’azienda si ingrandì fino a contare quattro sedi in Russia e una a Londra con oltre 500 dipendenti per rispondere alle raffinate e altolocate committenze di tutta Europa. Con la Rivoluzione d’Ottobre, la famiglia Fabergé lasciò la Russia e Carl, ultimo dirigente della fabbrica di famiglia, morì a Losanna nel 1920. Oggi l’originaria <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Maison Fabergé </span></em></strong>di San Pietroburgo, dopo alterne vicende e passaggi di proprietà, ha ripreso la produzione delle Uova sui disegni originali trovati negli archivi di Stato. Questa mostra fa una summa del repertorio di oggetti decorativi e accessori di rappresentanza: dalle cornici per le sacre icone agli orologi, dai set da scrivania alle scatole da sigarette, alle fibbie, borsette e gioielli per signora.<br />
L’evento espositivo della Venaria è anche l’occasione per <strong><em>rievocare i rapporti tra la corte dei Romanov e la corte dei Savoia, dalla visita del figlio e della nuora di Caterina la Grande, i cosiddetti “Conti del Nord” che nell’aprile del 1782 frequentarono proprio la Reggia di Venaria durante il loro famoso Gran Tour, fino al soggiorno dell’ultimo zar, Nicola II, in Piemonte, nell’aprile del 1910, quando venne ricevuto al Castello di Racconigi</em></strong> dalla corte e dai rappresentanti del governo italiano. Sono presentati, attraverso immagini fotografiche e apparati scenografici, i protagonisti del tempo e l’immenso territorio della grande madre Russia.<br />
Non vi sembra già di vivere le sensazioni e gli umori di quei tempi, luoghi e personaggi? Se andrete alla <strong>Reggia di Venaria (entro il 9 novembre)</strong> sarete ancora più ammaliati dal sentimento sfarzoso a cavallo fra l’Otto e il Novecento.<br />
&nbsp;<br />
<span style="text-decoration: underline;">Mostra<strong><em> Fabergé alla Venaria. Il gioielliere degli ultimi Zar</em></strong></span><br />
Visita alla mostra e alla reggia tutti i giorni dalle 9 alle 17.<br />
Mercoledì, sabato e domenica fino alle 20 (il mercoledì sera solo su prenotazione, allo 011 4992333<br />
Lunedì, a eccezioni di festivi che seguiranno l&#8217;orario domenicale, sempre chiusa.<br />
Ingresso per la mostra e i giardini della reggia:<br />
10 euro intero<br />
8 euro ridotto per gruppi min. 12 persone, over 65 anni e convenzionati<br />
4 euro per ragazzi 8-18 anni<br />
Se invece vuoi visitare anche la Reggia e l&#8217;altra mostra &#8220;I quadri del Re&#8221;, i prezzi per ogni categoria, di cui sopra, raggiungono i 20, 15 e 8 euro, rispettivamente.<br />
(di <strong><em>Azzurra Zaglio</em></strong>)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/mostra-dalle-uova-doro/">Mostra dalle uova d&#039;oro, le creazioni di Peter Carl Fabergé</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/mostra-dalle-uova-doro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Born in Russia &#8211; Made in Italy</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/interview/born-in-russia-made-in-italy/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/interview/born-in-russia-made-in-italy/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2012 19:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento]]></category>
		<category><![CDATA[accessori]]></category>
		<category><![CDATA[Dolce & Gabbana]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
		<category><![CDATA[solaris]]></category>
		<category><![CDATA[stile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giltmagazine.it/?p=8228</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Grinko e Cocchetti, intervista doppia ai fondatori.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/born-in-russia-made-in-italy/">Born in Russia &#8211; Made in Italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore-grinko-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><strong>Sergei Grinko</strong> e <strong>Filippo Cocchetti</strong>, compagni nella vita e soci fondatori del brand <strong><em>Sergei Grinko S.R.L.</em></strong><br />
L&#8217;inizio di tutto, ma proprio tutto, è il 24 Luglio 2008, &#8220;<em>coup de foudre in Dubai</em>&#8220;.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Filippo</span></strong>: &#8220;Ci conoscemmo in un locale. Io allora esercitavo la libera professione come avvocato, mentre Sergei era direttore artistico per la parte accessori haute couture e lifestyle di <em><strong>Memoir</strong></em>, mega concept store di lusso a Dubai.&#8221;</p>
<p><strong>&#8220;Sergei, ha una formazione tecnico culturale moda imbarazzante, dal <em>Technological fashion College</em> di Khabarovsk,&nbsp;fino alla specializzazione presso la prestigiosa <em>Central Saint Martins</em> di Londra. Ciò che rapisce di più, però, sono le sue esperienze, la commistione impressionante di culture input e influenze raccolte girando il mondo, abitandolo, vivendolo, lavorandoci.&nbsp;Londra, Parigi, Nord Africa, Emirates, Italia senza dimenticare l&#8217;origine russa dello stilista.&nbsp;Una storia, quella con Filippo Cocchetti, di condivisione, di scelte, in cui Lei, nonostante il grande successo negli Emirates, decide di accogliere l&#8217;invito a seguirlo in Italia.&#8221;</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sergei</strong></span>: &#8220;Mi sono reinventato di nuovo. A Dubai facevo <em>haute couture</em>, lì non hai limiti: nessun limite di budget soprattutto, che tradotto significa nessun freno alla fantasia. Lì volendo tutto è realizzabile, producibile, commercializzabile, vendibile.&nbsp;Venendo qui ho dovuto <em>&#8220;calmierare&#8221;</em>, ho imparato e capito che le proporzioni non sono le stesse e ovviamente ho virato <em>dall&#8217;haute couture al pret à porter</em>&#8220;.</p>
<p><strong>&#8220;Un successo direi se consideriamo l&#8217;ascesa incontrastata in pochissime stagioni del brand fino all&#8217;inserimento nel calendario ufficiale delle sfilate di <em>Milano Moda Donna.</em>&nbsp;La sua collezione per questo inverno 2012/13,&nbsp;<em>&#8220;Mele che cadono nel cielo&#8221;</em>,&nbsp;è stata una rivelazione. È&nbsp;riuscito in una sola collezione a unificare più trend, poi consacrati come quelli di stagione.&nbsp;Capi rigorosi, taglienti, decisi…militari, un richiamo vivido e limpido all&#8217;allure austero anni &#8217;40, come mostra anche lo short movie, <em>&#8220;Inspyred Story&#8221;</em>, da cui è tratta anche la vostra campagna pubblicitaria.&#8221;</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Filippo</strong></span>: &#8220;È&nbsp;un genio, un artista vero&#8221;.</p>
<p><strong>Grinko minimizza e sposta l&#8217;accento.</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Sergei</span></strong>: &#8220;Sì, da questa collezione A/I 2012/13 mi sono concentrato maggiormente sulle silhouette, piuttosto che sull&#8217;accessorio, che però ho iniziato a unificare al capo, tendenza che rivedrete anche nella prossima stagione estiva che andremo a presentare.&#8221;</p>
<p><strong>&#8220;Sergei, mi da un&#8217;anticipazione su ciò che vedremo in passerella il 25 settembre per la P/E 2013?&#8221;</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sergei</strong></span>:<strong><em> &#8220;SOLARIS&#8221;.</em></strong> Questo il nome della prossima collezione, ispirato al film fantascientifico sovietico del &#8217;72 e tratto dall&#8217;omonimo romanzo di <strong><em>Stanislaw Lem</em></strong>, dove l&#8217;unica forma di comunicazione tra gli &#8220;ospiti&#8221; e gli umani pare essere l&#8217;arte, la cultura, la moda, o almeno ciò da cui partire per imparare a parlare tutti la stessa lingua e conoscerci.&#8221;</p>
<p><strong>&#8220;Colori predominanti?&#8221;</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sergei</strong></span>: &#8220;Lavanda, verde acqua, su tanto nero e, anche qui, gli accessori &#8220;entrano e rientrano nel capo singolo d&#8217;abbigliamento&#8221;.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Filippo:</span></strong> &#8220;Le svelo un&#8217;altra anteprima.&nbsp;In passerella vedrete la nostra prima <strong>Capsule Collection Shoes</strong>, &#8220;<strong><em>Sergei Grinko for Packerson&#8221;</em></strong>, in collaborazione con il celebre marchio fiorentino della <strong>famiglia Brotini</strong>, che ha voluto Sergei per un tocco distintivo e glamour alle loro calzature, espressione da sempre di alta qualità artigianale e tradizione made in Italy.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sergei</strong></span>: &#8220;Dodici pezzi in cui ho unito fashion, glamour e artigianalità con un pizzico di sporty.&nbsp;Ovviamente il tacco è di rigore, diciamo un 14?&#8221;</p>
<p><strong>E sorride. Stiamo per concludere, ma ai loro <em>Grazie</em>&nbsp;ci tengono Sergey e Filippo che insieme sintetizzano</strong>: &#8220;Il primo e sentitissimo grazie va al nostro <strong>team</strong>, all <strong>made in</strong> Italy, anzi in <strong>Brescia</strong>.&nbsp;Collaboratori e professionisti che si sono prestati senza compensi, che hanno condiviso la nostra visione, sposato le nostre idee, investito e creduto nel progetto.&nbsp;A <strong>Domenico Dolce e Stefano Gabbana</strong> che non hanno esitato a investire su di noi, offrendoci un corner tutto nostro in Via&nbsp;Spiga 2, da perfetti sconosciuti quali eravamo.&nbsp;A <strong>Mario Boselli</strong> (Presidente della Camera della Moda Italiana, ndr.), che da subito ci ha spronato, incoraggiato e sostenuto.&#8221;</p>
<p><strong>&#8220;Li ascolto e suggerisco anche un grazie per loro stessi che hanno saputo riconoscere prima e puntato poi su un&#8217;estrosa e capace genialità e sul loro sogno.&nbsp;Si sono autoprodotti, autofinanziati, hanno autoinvestito e oggi, a nemmeno un lustro dal loro incontro e dalla nascita della Sergei Grinko S.R.L., registrano un trend del 200% di incremento del fatturato, su base annua.&#8221;</strong></p>
<p>La moda italiana è viva e loro lo sono più che mai.&nbsp;Geniali, estrosi, talentuosi, giovani, under 40. La moda italiana è ancora la più ammirata, copiata e invidiata del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>http://www.sergeigrinko.com<br />
<iframe title="Sergei Grinko Inspyred Story - Short Fashion Movie - 2013 Fall Winter Season Preview" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/DzHdftOrOUY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>(di <strong><em>Federica Piacenza</em></strong>)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/born-in-russia-made-in-italy/">Born in Russia &#8211; Made in Italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/interview/born-in-russia-made-in-italy/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La città del futuro in mostra alla Biennale</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/la-citta-del-futuro-in-mostra-alla-biennale/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/la-citta-del-futuro-in-mostra-alla-biennale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 23:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[codici]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[hi-tech]]></category>
		<category><![CDATA[i-city]]></category>
		<category><![CDATA[QR]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giltmagazine.it/?p=8193</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>In Laguna la realtà composta da codici QR scansionabili.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/la-citta-del-futuro-in-mostra-alla-biennale/">La città del futuro in mostra alla Biennale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore1_città-del-futuro.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><div>
Salendo al secondo piano del&nbsp;<strong><em>padiglione russo&nbsp;</em></strong>alla&nbsp;<strong>Biennale</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Venezia</strong>&nbsp;si compie un balzo nel futuro. L&#8217;enorme cupola palladiana dell&#8217;edificio, così come le altre stanze, è interamente ricoperta di&nbsp;codici QR:&nbsp;i tablet consegnati all&#8217;ingresso permettono di scansionarli, esplorare virtualmente i paesaggi e i progetti che sono stati selezionati per la mostra e accedere alle informazioni. Un viaggio nel quale immagini e video appaiono in sequenza casuale ad ogni attivazione del codice QR corrispondente, ricostruendo ogni volta nuove sequenze logiche e narrazioni sempre diverse.<br />
No, non si tratta del set di un nuovo film di spionaggio, bensì del prototipo di&nbsp;<strong><em>&#8220;Skolkovo&#8221;</em></strong>, la&nbsp;<strong>&lt;i-city&gt;</strong>&nbsp;progettata e realizzata dal cabinetto di architettura&nbsp;<strong>SPEECH Tchoban&amp;Kuznetsov</strong>, in collaborazione col curatore del padiglione russo,&nbsp;<strong>Sergei Tchoban,</strong>&nbsp;e col Direttore della Biennale,&nbsp;<strong>David Chipperfield</strong>. Il progetto è ancora in fase di elaborazione; scopo di questa&nbsp;&lt;i-city&gt;,&nbsp;che si pensa di costruire in Russia, è creare un ambiente di massimo comfort, adattando la moderna tecnologia alla vita urbana. Il visitatore si trova immerso in una&nbsp;nuova dimensione, dove ogni servizio e informazione è a sua diretta disposizione: i suoi interlocutori non saranno più media e istituzioni, ma la tecnologia.<br />
Calzante simbolo della società contemporanea,&nbsp;<em>&#8220;Skolkovo&#8221;</em>&nbsp;è dunque una realtà in apparenza formattata, impersonale, indecifrabile, che però nasconde un universo completamente differente, incitandoci a compiere quello sforzo diimmaginazione&nbsp;necessario ad ogni crescita.</div>
<p>(di <em><strong>Chiara Lavagetto</strong></em>)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/la-citta-del-futuro-in-mostra-alla-biennale/">La città del futuro in mostra alla Biennale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/la-citta-del-futuro-in-mostra-alla-biennale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
