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	<title>Palazzo Reale milano &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<title>Palazzo Reale milano &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 18:08:54 +0000</pubDate>
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<p>Non è una mostra che chiede di essere spiegata, ma attraversata con attenzione. Le forme del desiderio, ospitata a Palazzo Reale, restituisce l’opera del fotografo Robert Mapplethorpe nella sua dimensione più rigorosa e complessa: quella di un autore che ha fatto della forma una questione etica prima ancora che estetica.&nbsp;</p>



<p>A distanza di anni le sue immagini non smettono di interrogare lo sguardo contemporaneo, non tanto per ciò che mostrano, quanto per il modo in cui lo fanno. Qui il desiderio non è mai esibizione o provocazione fine a se stessa, ma una forza strutturante, un principio compositivo che attraversa corpi, fiori e ritratti con la stessa disciplina formale.</p>



<p><strong>Il corpo come architettura&nbsp;</strong></p>



<p>Nel lavoro di Mapplethorpe il corpo non è mai un semplice soggetto, ma una costruzione visiva precisa, quasi architettonica. I nudi maschili e femminili che compongono il percorso espositivo sono trattati come volumi plastici, isolati dal contesto e restituiti a una dimensione astratta, fuori dal tempo.</p>



<p>La luce, netta e controllata, scolpisce i muscoli e le superfici, mentre il fondo nero annulla ogni distrazione, concentrando lo sguardo sulla struttura della posa. Nulla è lasciato al caso: ogni curva, ogni tensione, ogni linea del corpo è parte di una grammatica visiva rigorosa, che richiama il classicismo scultoreo pur restando profondamente contemporanea. In questa costruzione formale, l’erotismo non è mai esplicito: è inscritto nella forma stessa, nella sua perfezione controllata.</p>



<p><strong>Desiderio come tensione formale</strong></p>



<p>Il desiderio, nell’universo di Mapplethorpe, non racconta storie e non cerca empatia. È una forza silenziosa che attraversa l’immagine, una tensione trattenuta che si manifesta attraverso l’equilibrio tra controllo e pulsione.&nbsp;</p>



<p>Le fotografie più iconiche — dai corpi neri, potenti e monumentali, fino alle immagini più apertamente erotiche — sono sempre governate da una disciplina visiva che sottrae la scena allo scandalo e la consegna a una dimensione quasi rituale.</p>



<p>Mapplethorpe non indulge mai nell’eccesso: anche quando il soggetto potrebbe suggerirlo, la forma interviene a ricondurre tutto a una misura. È proprio in questa distanza emotiva, in questa freddezza apparente, che le immagini trovano la loro forza. Non cercano consenso: chiedono tempo e attenzione.</p>



<p><strong>Fiori, ritratti, superfici</strong></p>



<p>Accanto ai corpi, i fiori occupano un ruolo centrale nella narrazione visiva della mostra.&nbsp;Calle, orchidee, tulipani vengono isolati, ingranditi, trasformati in presenze quasi monumentali.&nbsp;Anche qui il desiderio si manifesta per sottrazione: il fiore diventa una superficie sensuale, una metafora della fragilità e della tensione vitale.</p>



<p>I ritratti seguono la stessa logica compositiva. Da Patti Smith alle figure dell’underground newyorkese, i soggetti vengono fotografati frontalmente, privati di contesto, fissati in un tempo sospeso.&nbsp;</p>



<p>Mapplethorpe non racconta l’identità: la cristallizza. Il volto diventa una forma, uno spazio di concentrazione visiva in cui lo sguardo è chiamato a sostare, senza distrazioni narrative.</p>



<p><strong>Classicismo e contemporaneità</strong></p>



<p>Uno degli aspetti più sorprendenti della mostra è la sua attualità. In un’epoca dominata da immagini rapide, sovrapposte, spesso consumate in pochi secondi, la fotografia di Mapplethorpe appare quasi radicale nella sua richiesta di lentezza. Il suo classicismo — fatto di simmetrie, contrasti netti, composizioni essenziali — non appartiene al passato, ma si impone come una scelta controcorrente.</p>



<p>Le sue immagini non cercano di essere “attuali”: lo sono per rigore, per coerenza, per la capacità di resistere al tempo. Guardarle oggi significa confrontarsi con un’idea di fotografia come atto consapevole, come costruzione che richiede silenzio e attenzione.</p>



<p><strong>La disciplina dello sguardo</strong></p>



<p>La mostra di Palazzo Reale restituisce Robert Mapplethorpe nella sua essenza più autentica: non come provocatore, ma come costruttore di forme. Il desiderio, nelle sue immagini, non è mai disordine, ma tensione trattenuta, equilibrio fragile tra istinto e controllo.</p>



<p>In un presente visivo saturo e veloce, il suo lavoro continua a imporsi per sottrazione, rigore e precisione.&nbsp;</p>



<p>Non chiede di essere spiegato, ma guardato davvero.&nbsp;</p>



<p>E forse è proprio questa, oggi, la sua forza più radicale.</p>
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		<title>Art Déco. Il trionfo della modernità: una mostra a Palazzo Reale per celebrare il centenario di uno stile che ha segnato il Novecento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 12:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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<p>Nel 2025, il Palazzo Reale di Milano celebra il centenario dell&#8217;Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes, che nel 1925 a Parigi lanciò ufficialmente lo stile Art Déco. La mostra Art Déco. Il trionfo della modernità, curata da Valerio Terraroli, si svolgerà dal 27 febbraio al 29 giugno 2025 e offrirà uno sguardo esclusivo su un’epoca che ha segnato un radicale cambiamento estetico e culturale, con un focus particolare sull&#8217;Italia, che ha giocato un ruolo fondamentale nell’affermazione di questo stile.</p>



<p><strong>Il boom dello stile déco: tra arte, design e industria</strong></p>



<p>L&#8217;Exposition del 1925 ha segnato l&#8217;inizio di una nuova era per le arti decorative, facendo nascere l&#8217;Art Déco, un mix perfetto di artigianato di alta qualità e produzione industriale. Questo stile ha conquistato rapidamente l&#8217;Europa nel periodo del dopoguerra, caratterizzandosi per la sua eleganza, il lusso e l&#8217;innovazione. La mostra al Palazzo Reale racconta come l’Italia, con i suoi artisti e designer come Gio Ponti, Tomaso Buzzi, Paolo Venini e Vittorio Zecchin, abbia portato il suo inconfondibile tocco creativo all’evento di Parigi, affermandosi come uno dei principali protagonisti internazionali.</p>



<p><strong>Eleganza e lusso: l&#8217;art déco in tutte le sue forme</strong></p>



<p>Con circa 250 opere in esposizione, la mostra offre una panoramica straordinaria di oggetti e opere che hanno definito l&#8217;epoca: porcellane, vetri, maioliche, sculture decorative, arredi, gioielli, abiti haute couture e molto altro. Ogni pezzo racconta la storia di un’epoca che celebrava il bello e il raffinato, ma anche la velocità e il progresso, con la moda, l&#8217;architettura, i trasporti di lusso e il design che hanno trasformato l’ambiente domestico e pubblico.</p>



<p>Un&#8217;attenzione particolare è riservata alla moda, con abiti e accessori che rappresentano la metamorfosi della figura femminile, emancipata e dinamica, liberata dai corsetti. Grazie ai prestiti provenienti da Palazzo Morando, i visitatori potranno ammirare alcune delle creazioni più iconiche di quell&#8217;epoca.</p>



<p><strong>Lusso e progresso, ma anche fragilità</strong></p>



<p>Gli anni Venti furono un periodo di grande entusiasmo, ma anche di contraddizioni. Mentre le città si trasformavano in centri di lusso e mondanità, le aree rurali rimanevano arretrate e il consumismo mascherava le difficoltà economiche e sociali. La mostra non si limita a celebrare l&#8217;estetica del periodo, ma invita anche a riflettere sulle sue fragilità e sui segnali di instabilità che avrebbero condotto agli eventi che segnarono la fine del decennio.</p>



<p>Con l&#8217;uso di tecnologie multimediali, filmati d’epoca, fotografie e materiali d&#8217;archivio, la mostra restituisce l’atmosfera di un’epoca sospesa tra il desiderio di rinnovamento e l’incertezza del futuro.</p>



<p><strong>Collaborazioni di prestigio per una mostra di respiro internazionale</strong></p>



<p>Per rendere possibile questa straordinaria rassegna, il Palazzo Reale ha collaborato con alcuni dei principali musei italiani e internazionali, tra cui il Museo Richard-Ginori di Sesto Fiorentino, il Museo delle Ceramiche di Faenza, e il Musée des Années 30 di Parigi, per offrire una visione completa e autentica dell’Art Déco. Questi prestiti, insieme alla partecipazione di musei milanesi come Palazzo Morando e il Castello Sforzesco, arricchiscono la narrazione e permettono ai visitatori di entrare in contatto con una delle epoche più affascinanti e creative del Novecento.</p>



<p><strong>Un viaggio in un mondo di bellezza, eleganza e modernità</strong></p>



<p>La mostra Art Déco. Il trionfo della modernità è molto più di una celebrazione estetica: è un’opportunità per esplorare un’epoca di grande creatività e innovazione, ma anche di tensioni e incertezze. Un’epoca che, tra il lusso, la moda e il progresso, ha profondamente cambiato la nostra idea di bellezza, eleganza e design. Un viaggio che ci invita a riflettere su un periodo unico, sospeso tra due guerre, e a scoprire come l’arte e la cultura abbiano influito sulla vita quotidiana, dal cinema all’architettura, dalle arti decorative alla moda.</p>



<p>Non perdere l&#8217;occasione di immergerti in un’epoca affascinante e di scoprire come l&#8217;Art Déco abbia segnato il percorso dell&#8217;arte e del design, lasciando un’eredità che ancora oggi continua a influenzare la nostra visione del mondo.</p>
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		<title>Milano celebra George Hoyningen-Huene: la grande mostra dedicata al maestro della fotografia di moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 15:00:52 +0000</pubDate>
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<p>Milano si prepara ad accogliere, dal 21 gennaio al 18 maggio 2025, una delle mostre fotografiche più attese dell’anno: “George Hoyningen-Huene. Glamour e avanguardia”. In esposizione a Palazzo Reale, è dedicata al grande fotografo russo, maestro della fotografia di moda, che ha saputo esprimere l’estetica delle arti visive classiche e del Surrealismo nelle sue creazioni.</p>



<p>La mostra raccoglie oltre 100 scatti iconici che seguono l’evoluzione del fotografo dagli inizi parigini negli anni &#8217;20 fino al periodo a Hollywood nei decenni successivi.</p>



<h2><strong>Gli inizi a Parigi e la collaborazione con gli artisti del Surrealismo</strong></h2>



<p>All&#8217;inizio della sua carriera si trasferisce a Parigi, dove diventa rapidamente uno dei fotografi più richiesti dell’epoca. La sua abilità e il suo stile unico gli hanno permesso di essere una figura centrale nel panorama artistico dell’epoca. A Parigi l&#8217;artista ha strotto amicizie con alcuni tra i più grandi artisti surrealisti del tempo, tra cui Salvador Dalí, i quali hanno influenzato profondamente la sua estetica.</p>



<h2><strong>Un fotografo di moda che ha rivoluzionato il suo tempo</strong></h2>



<p>Hoyningen-Huene non è stato solo un maestro della fotografia di moda, ma anche un innovatore di quel settore: l’arte visiva si fondeva nei suoi scatti con elementi surrealisti, trasformando le immagini in vere e proprie opere d’arte.</p>



<p>I ritratti delle modelle e delle star del cinema hanno contribuito alla fama di Hoyningen-Huene, che in quegli anni rappresentava uno dei punti di riferimento per la fotografia di moda, prima in Europa e successivamente anche negli Stati Uniti.</p>



<h2><strong>Dall’Europa a Hollywood: un’eredità artistica senza tempo</strong></h2>



<p>A metà degli anni &#8217;30 si è trasferito a New York per dirigere la redazione di Harper’s Bazaar, portando con sé la sua visione unica. Negli anni successivi si è stabilito poi a Hollywood, dove ha immortalato le celebrità del cinema in scenari magici e lussuosi. Oltre a ritratti di star come Chaplin, ha contribuito ai lavori per &#8220;A Star is Born&#8221;, diffondendo la sua estetica anche nel mondo del cinema.</p>



<p><strong>L’arte del fotografo che ha lasciato un’eredità indelebile</strong></p>



<p>La mostra offre anche una riflessione sul suo impatto artistico globale. Le sue composizioni giocano con la luce e gli sfondi per creare immagini dal forte valore emotivo. Questa retrospettiva milanese rappresenta un’occasione per apprezzare la visione innovativa di uno dei fotografi più influenti del secolo scorso. <br>Con la sua arte, Hoyningen-Huene è stato capace di lasciare un’impronta indelebile nel mondo della moda e dell’arte visiva.</p>
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		<title>SalvArti: l&#8217;arte che rinasce a Palazzo Reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 13:46:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Straordinaria, preziosa e simbolica: SalvArti, l’arte sottratta dalla malavita</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/salvarti-larte-che-rinasce-a-palazzo-reale/">SalvArti: l&#8217;arte che rinasce a Palazzo Reale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>A partire dal 3 dicembre 2024, Milano ospita una mostra davvero unica, che unisce bellezza, cultura e legalità: SalvArti – Dalle Confische alle Collezioni Pubbliche, al Palazzo Reale. Un&#8217;occasione imperdibile per scoprire oltre 80 opere di arte contemporanea, confiscate alla criminalità organizzata e ora restituite alla comunità. E non si tratta solo di quadri e sculture, ma di storie di riscatto, speranza e, naturalmente, di grande arte.</p>



<p><strong>Un tesoro nascosto</strong></p>



<p>Dalle opere di de Chirico e Sironi fino a quelle di Andy Warhol, Salvador Dalí e Christo, questa mostra raccoglie capolavori che sono stati sottratti dalla criminalità e ora finalmente visibili al pubblico. Un viaggio che attraversa il Novecento e i primi anni Duemila, passando attraverso movimenti iconici come la Metafisica, la Transavanguardia e la Pop Art. Il tutto raccontato attraverso dipinti, sculture e grafiche che ci parlano di un&#8217;arte che non solo incanta, ma che ha anche un valore profondamente simbolico: il ritorno della bellezza al suo posto, lontano dalle mani della criminalità.</p>



<p><strong>Arte e Legalità: un mix vincente</strong></p>



<p>Questa non è solo una mostra, ma un vero e proprio messaggio. SalvArti è un progetto che celebra la legalità e il ruolo fondamentale dell&#8217;arte nel recupero di beni sottratti alla malavita. Grazie a un lavoro coordinato tra il Ministero della Cultura, l&#8217;Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati e le forze dell&#8217;ordine, queste opere sono state finalmente restituite al pubblico, dopo essere state sequestrate in operazioni contro il riciclaggio internazionale e la criminalità organizzata. La mostra diventa così un simbolo del potere dell&#8217;arte di rinascere e di resistere, non solo ai cambiamenti estetici, ma anche a quelli sociali.</p>



<p><strong>Da Milano a Reggio Calabria: un&#8217;esposizione in movimento</strong></p>



<p>Milano è solo la prima tappa di questo viaggio che continuerà a Reggio Calabria dall’8 febbraio 2025. Un percorso che porterà queste opere in giro per l&#8217;Italia, regalando a chiunque la possibilità di scoprire questi capolavori. E una volta che la mostra finirà a Milano, molte di queste opere troveranno casa in importanti musei italiani, come la Pinacoteca di Brera e la Galleria Nazionale di Roma, continuando a vivere nel patrimonio culturale del nostro Paese.</p>



<p>La mostra è aperta dal 3 dicembre al 26 gennaio, con ingresso gratuito. È una splendida occasione per fare una passeggiata nell’arte e riflettere sul suo ruolo nella nostra società. Palazzo Reale, nel cuore di Milano, è il posto giusto per immergersi in questa esperienza unica. E se pensi che sia un evento solo per gli esperti d’arte, ti sbagli! SalvArti è per tutti: per chi vuole scoprire qualcosa di nuovo, per chi ama la bellezza e per chi crede nel potere della cultura come strumento di cambiamento.</p>



<p>Non perdere l’occasione di vedere arte che ha una storia da raccontare. SalvArti è una mostra che ti farà vedere l&#8217;arte sotto una luce tutta nuova.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti-1.jpg" alt="" class="wp-image-129614" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/SalvArti-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Giuseppe Migneco, Venditore di pesce, 1972 &#8211; olio su tela, 70 × 55 cm, Reggio Calabria, Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” | Enrico Baj,  Profilo (Serie “Personaggi e decorati”), 1964,  olio e assemblage su tela damascata (inserti di ricami a filo metallico e plastica), 46,5 x 56,5 cm.<br> Destinazione: Milano, Pinacoteca di Brera, sede di Palazzo Citterio, Ministero della Cultura<br>Arnaldo Pomodoro, Disco &#8211; Con Sfera, 1986-2003, bronzo dorato, diametro 52 cm; cm 17 spessore ed. 8/8 Destinazione: Roma, Museo delle Civiltà, Ministero della Cultura |  <br>Gianni Dova, Apparizione II, seconda metà del XX secolo, olio su tela, 40 × 30 cm, Reggio Calabria, Palazzo della Cultura, “Pasquino Crupi”</figcaption></figure>
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		<title>Goya: La ribellione della ragione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 14:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/10/Goya-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/10/Goya-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/10/Goya-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/10/Goya-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/10/Goya.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>In mostra a Palazzo Reale di Milano dal 31 ottobre 2023 al 3 marzo 2024</p>
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<p><strong>La fama di Goya&nbsp;</strong></p>



<p>Francisco José de Goya y Lucientes (1746-1828) ha contribuito con la sua opera all’arte spagnola del XVIII e XIX secolo. Goya all’inizio della sua carriera artistica propose opere ispirate ai temi tradizionali; nel tempo si spinse verso temi sociali e più intimi. Non è mai stato un pittore creativo improvvisato, piuttosto ha sempre ragionato a lungo prima di iniziare un’opera. Lo stampo delle sue creazioni è sicuramente illuminato, infatti la ragione si mescola a espressività ed emotività.&nbsp;</p>



<p><strong>Il progetto promosso dal Comune di Milano</strong></p>



<p>“Goya. La ribellione della ragione” racconta attraverso dipinti, incisioni e matrici in rame, il mondo di Goya, la sua esperienza della Storia, le sue attitudini, la sua personalità, il suo pensiero e la sua ideologia, proponendo al visitatore le opere che descrivono al meglio il suo percorso artistico. Goya riesce a risultare allo stesso tempo un artista appartenente al passato e al presente, moderno ma radicato nel suo tempo. Ogni opera è frutto di esperienze, sentimenti e vicende sperimentate dal pittore e tutti veritieri.</p>
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		<title>Omar Galliani con Diacronica a Palazzo Reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 14:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Dal 13 luglio al 24 settembre 2023 Omar Galliani presenta al Palazzo Reale di Milano la mostra monografica “Diacronica”. Il tempo sospeso in cui spiccano sia opere inedite che pezzi storici</p>
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<p><strong>Passato, presente e futuro</strong></p>



<p>Oltre 100 opere, alcune recentissime, altre capolavori già esposti dalla fine degli anni Settanta ad oggi: questa è <strong>Diacronica</strong>, la mostra firmata dal grande maestro del disegno <strong>Omar Galliani</strong> e presentata a <strong>Palazzo Reale</strong>, che indaga i grandi temi della vita e dell’uomo. L’esposizione, curata da Flavio Caroli, si presenta come un viaggio non cronologico ma che comunque permette al visitatore di percepire il divenire delle opere nel tempo e lo carica di suggestioni e di emozioni in un’esperienza estremamente immersiva.&nbsp;</p>



<p>La poetica di Galliani prende ispirazione da molteplici ambiti della realtà, come il cinema, la moda, l’arte, immagini casuali della quotidianità o ancora viaggi per il mondo. Già il titolo della mostra è significativo per comprendere l’universo esplorato dall’artista: “Diacronica” in linguistica indica lo studio delle lingue nel loro sviluppo storico, mentre il sottotitolo “Il tempo sospeso” allude alla forza resiliente dell’artista che, nonostante operi in un contesto sempre più digitalizzato, mantiene viva l’essenza fisica e la bellezza dell’opera d’arte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-1.jpg" alt="" class="wp-image-108837" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>A sinistra: Omar Galliani, Grande disegno italiano, 2005, matita su tavola, cm 500&#215;630. Courtesy the Artist | A destra: Omar Galliani, Omar Roma Amor, 2012, matita su tavola, cm 315&#215;400. Courtesy the Artist</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-2.jpg" alt="" class="wp-image-108840" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/Omar-Galliani-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Omar Galliani, Baci rubati / Covid 19, 2020, carboncino e grafite su tela, cm 300&#215;500</figcaption></figure>



<p><strong>Focus: alcune opere esposte</strong></p>



<p>Quello di Omar Galliani è un mondo sospeso, spirituale e al contempo estremamente ancorato a suggestioni reali. Ciò è evidente fin dall’immagine guida dell’esposizione “De rerum natura” (2020), il cui titolo fa riferimento al celebre poema del latino Lucrezio e che riproduce una donna e un colibrì, simboli di unione tra cielo e terra, tra spirituale e fisico. Tra le altre opere principali possiamo citare “La principessa Lyu Ji nel suo quindicesimo anno di età”, ispirata a una leggenda cinese e che raffigura ciò che resta della fanciulla: scarpette e coltelli, rose e forbici.</p>



<p>Realizzata durante il periodo del lockdown è invece l&#8217;installazione “Baci Rubati / Covid 19”, composta da ben 60 disegni che rappresentano i baci non dati caratteristici di questo recente e tragico periodo di distanziamento sociale. Impossibile infine non notare il trittico “Riflessi” del 2022-23, opera dedicata alla luce e alla sua relazione col paesaggio. Omar Galliani ha quindi creato un universo estremamente suggestivo, in cui passato, presente e futuro sono in stretto contatto e in cui immergersi completamente: da non perdere!</p>
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		<title>La reggia allo specchio: la mostra a Palazzo Reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2023 13:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[La reggia allo specchio]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Da sabato 1 luglio a domenica 3 settembre la mostra è aperta al pubblico</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/la-reggia-allo-specchio-la-mostra-a-palazzo-reale/">La reggia allo specchio: la mostra a Palazzo Reale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Installazioni magnifiche</strong></p>



<p>Cinque installazioni scultoree dialogano con lo spazio circostante ricercando costantemente equilibrio. Un percorso fatto di inganno e fantasia in cui i riflessi sia delle architetture rappresentate, sia dei visitatori diventano parte integrante dell’opera. La mostra si rifà alla sapienza miseria antica, nonché all’indagine sull’inconscio molto in voga nel Novecento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio.jpg" alt="" class="wp-image-108333" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>XHIXHA. La reggia allo specchio Palazzo Reale, 2023, veduta della mostra Ph. Lorenzo Palmieri</figcaption></figure>



<p><strong>Helidon Xhixha</strong></p>



<p>L’artista da sempre coltiva uno stile iconico di scultura caratterizzato dalla manipolazione di acciaio inox riflettente, tramite cui riesce a realizzare sculture astratte maestose e magnifiche. Le sue iconiche collezioni in acciaio inox sono esposte in collezioni pubbliche e private, e il suo valore di artista ha raggiunto una posizione di spicco nel mondo dell’arte ed è apprezzatissimo dal pubblico contemporaneo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-1.jpg" alt="" class="wp-image-108334" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/La-reggia-allo-specchio-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Roccia del Mediterraneo photo courtesy Studio XHIXHA</figcaption></figure>
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		<title>Oltre la soglia &#8211; Leandro Erlich a Palazzo Reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Apr 2023 15:15:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Palazzo Reale dal 22 aprile al 4 ottobre 2023 ospita la straordinaria mostra di esposizione ad opera del sovversivo artista argentino Leandro Erlich</p>
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<p><strong>L&#8217;artista&nbsp;</strong></p>



<p>Classe 1973, <strong>Leandro Erlich</strong> nasce a Buenos Aires e diventa sempre più famoso per le sue grandi installazioni, grazie alle quali il pubblico si relaziona e interagisce in prima persona con l&#8217;opera d&#8217;arte stessa.</p>



<p>Le sue opere in poco tempo diventano uniche e popolari, rappresentando un&#8217;assoluta novità nel mondo dell&#8217;arte e unendo creatività, emozione, divertimento e visioni uniche.</p>



<p>Tutti i suoi lavori sono frutto di una ricerca artistica profonda, dietro alla quale si cela sempre un concetto che l&#8217;artista vuole esprimere. Ormai sono milioni i visitatori nel mondo che sono stati conquistati dalle creazioni di Erlich: se ne sono contati infatti ben 600.000 a Tokyo e 300.000 a Buenos Aires; quest&#8217;anno l&#8217;artista sarà per la prima volta in Italia, e più precisamente a Milano. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-3.jpg" alt="" class="wp-image-106315" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Leandro Erlich &#8211; Bâtiment (2004) | Leandro Erlich &#8211; Changing rooms (2008) ©Kioku Keizo, Morti Art Museum</figcaption></figure>



<p><strong>Retrospettiva&nbsp;</strong></p>



<p>Una mostra affascinante e accattivante, dove viene messa in discussione la banale visione della vita quotidiana. I protagonisti delle opere, infatti, sono gli spettatori stessi, che vengono circondati da elementi che si possono trovare tutti i giorni nella quotidianità: finestre, case, barche, palazzi, specchi e altri oggetti di arredamente che ricreano in modo giocoso delle dinamiche di visione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-1.jpg" alt="" class="wp-image-106313" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Leandro-Erlich-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Leandro Erlich &#8211; The cloud (2012)<br>Digital ceramic ink printed on ultra-clear glass, wooden case, and LED lights<br>Dimensions variable and different &#8211; ©Kioku Keizo, Morti Art Museum &#8211; Courtesy Galleria Continua</figcaption></figure>



<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;artista è quello di dare un punto di vista alternativo alla vita, ricordando che si può trovare qualcosa di unico e prezioso anche in tutto ciò che ci circonda quotidianamente.</p>



<p>La mostra è promossa da <strong>Generali Valore Cultura </strong>con il sostegno di <strong>VeraLab</strong> e <strong>Mercato Centrale</strong> Milano, <strong>Urban Vision</strong> e <strong>Outpump</strong> sono media partner;<strong> Frecciarossa</strong> Treno Ufficiale è partner per la mobilità.</p>
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		<title>I cento anni di Helmut Newton a Palazzo Reale a Milano</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/i-cento-anni-di-helmut-newton-a-palazzo-reale-a-milano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 10:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Palazzo Reale e Marsilio Arte, in collaborazione con la Helmut Newton Foundation di Berlino, producono Helmut Newton. Legacy</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/i-cento-anni-di-helmut-newton-a-palazzo-reale-a-milano/">I cento anni di Helmut Newton a Palazzo Reale a Milano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Corpi di donne e uomini scattati in bianco e nero che raccontano di seduzione, potere e provocazione, nell’epoca delle grandi rivoluzioni. Dopo essere stata posticipata a causa della pandemia, la mostra che ricorda il centenario dalla nascita del fotografo <strong>Helmut Newton</strong> avrà finalmente luogo a Palazzo Reale da venerdì 24 marzo 2023.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-1.jpg" alt="" class="wp-image-104940" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Helmut Newton &#8211; © Helmut Newton Foundation<br>A sinistra: Autoritratto. Monte Carlo, 1993<br>A destra: Fashion. Melbourne, 1955</figcaption></figure>



<p><strong>Milano in fermento</strong></p>



<p>Milano si prepara alla <strong>Art Week</strong>, che si terrà dall’11 al 16 aprile, offrendo al pubblico mostre e attività legate all’arte moderna e contemporanea, e a giocare d’anticipo sono <strong>Palazzo Reale</strong> e <strong>Marsilio Arte</strong> che, in collaborazione con la <strong>Helmut Newton Foundation</strong> di Berlino, producono <strong>Helmut Newton. Legacy</strong>, con la promozione del <strong>Comune di Milano-Cultura</strong>.</p>



<p><strong>Helmut Newton. Legacy</strong> inizia il suo viaggio espositivo italiano da Milano, dove sarà fino al 25 giugno 2023, per poi spostarsi a Roma e successivamente a Venezia, il prossimo anno. Rinviata 3 anni dopo, il destino riunisce metaforicamente due figure della storia della fotografia di moda, e non solo, nel capoluogo meneghino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-2.jpg" alt="" class="wp-image-104941" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Helmut Newton &#8211; © Helmut Newton Foundation<br>A sinistra: Amica. Milan, 1982<br>A destra: Mansfield, British Vogue. London, 1967</figcaption></figure>



<p>Conosciutisi grazie a <strong>Vogue Paris</strong>, in cui condivisero lavoro e successo diventando testimoni degli anni più sovversivi e glamour della storia, <strong>Guy Bourdin</strong> e <strong>Helmut Newton </strong>condividono oggi la città di Milano, che li omaggia con due mostre distinte e separate.&nbsp;</p>



<p><strong>Da Berlino alla conquista del mondo</strong></p>



<p>Il fotografo che si è impresso nel nostro immaginario con il look dello Smoking da donna firmato <strong>Yves Saint Laurent</strong> o <strong>Elsa Peretti</strong> con orecchie da coniglio sui tetti di New York, ha una storia poco conosciuta. Anglicizzato dopo gli anni vissuti in Australia, dove fuggì perché ebreo, <strong>Helmut Neustädter nacque a Berlino il 31 ottobre 1920</strong> da una ricca famiglia proprietaria di una fabbrica di bottoni. Sin dall’infanzia mostra la sua attinenza per la fotografia, che divenne ben presto il suo mestiere e che dalla sua fuga lo condusse in giro per il mondo, fino in Australia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-3.jpg" alt="" class="wp-image-104942" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Helmut-Newton-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Helmut Newton &#8211; © Helmut Newton Foundation<br>A sinistra: Shoe, Walter Steiger. Monte Carlo,1983<br>In centro: Elsa Peretti as a Bunny. New York, 1975<br>A destra: Rue Aubriot, Yves Saint Laurent, French Vogue. Paris, 1975</figcaption></figure>



<p>Non ci fu rivista che non vide i suoi scatti, <strong>Vogue, Harper’s Bazaar, GQ, Marie Claire, Elle</strong>, insieme a Newton seppero raccontare il nuovo ruolo della donna nella società. Il suo stile erotico e provocatorio vedeva sempre protagoniste donne giunoniche, mascoline e sicure nella loro nudità. Una comunicazione forte che conquistò anche Parigi e le più grandi griffe di moda che lo scelsero per le campagne pubblicitarie, come <strong>Chanel, Thierry Mugler, YSL, Wolford</strong> e, oltre il mondo della moda, <strong>Swarovski e Lavazza</strong>.</p>



<p>250 fotografie, riviste, documenti e video che in <strong>Helmut Newton. Legacy</strong>, accompagnate da materiali di archivio e dichiarazioni del fotografo, mostreranno ai visitatori quella che fu la rivoluzione che questo indiscusso talento fece nei suoi anni.</p>
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		<title>Bill Viola: il genio della videoarte debutta a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 18:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Dal 24 febbraio al 25 giugno 2023 il Palazzo Reale di Milano ospita l’esposizione artistica di Bill Viola</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/bill-viola-il-genio-della-videoarte-debutta-a-milano/">Bill Viola: il genio della videoarte debutta a Milano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Capolavori contemporanei</strong></p>



<p>Vengono esposti quindici capolavori di arte contemporanea che hanno preso forma grazie alla sperimentazione della videoarte. Viene espresso un nuovo linguaggio, nonché repertorio artistico, che miscela musica elettronica, performance art e film sperimentali. Le opere di <strong>Bill Viola</strong> si rivolgono alla vita, alla morte, all’uomo singolo e al suo rapporto con l’ambiente, all’importanza della natura e del rispettarla. Il viaggio è il pilastro fondamentale di ogni sua creazione e la sua ispirazione più intima.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-1.jpg" alt="" class="wp-image-102570" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Bill-Viola-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>La mostra milanese</strong></p>



<p>Ai visitatori viene questa volta offerto un vero e proprio percorso di contemplazione di immagini che sprigionano luci, suoni e colori in grado di creare momenti di introspezione e riflessione profonda. Tra le opere più gettonate, i video <em>Passions</em>, che catturano gli stati emotivi dello spettatore, <em>Ocean Without a Shore</em>, che esprime il momento di transizione tra vita e morte, e <em>The Raft</em>, che sottolinea l’importanza della collaborazione e solidarietà umana per sopravvivere alle catastrofi, per citarne alcune.</p>
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