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	<title>oro &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>oro &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Cibo, cinema e lusso: i macarons e Maria Antonietta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 09:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti & Food]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il cibo ha sempre svolto un ruolo importante nel mondo del cinema, ricoprendo funzioni non sempre comprensibili di primo acchito ma dai significati profondi. Cibo come mezzo di comunicazione, cibo come ostentazione di ricchezza o ancora cibo come momento di convivialità e riavvicinamento nei rapporti interpersonali. Nel caso del film “Marie-Antoinette” di Sofia Coppola del 2006, il cibo viene utilizzato per esprimere la ribellione di un’adolescente costretta alla vita di corte, che non si ritrova assolutamente adeguata al destino che hanno scelto per lei e che dimostra il suo bisogno di eccedere nella più famosa scena eccellentemente interpretata dall’attrice Kirsten</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/cibo-cinema-e-lusso-macarons-e-maria-antonietta/">Cibo, cinema e lusso: i macarons e Maria Antonietta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_macarons.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il cibo ha sempre svolto un ruolo importante nel mondo del cinema, ricoprendo funzioni non sempre comprensibili di primo acchito ma dai significati profondi. Cibo come mezzo di comunicazione, cibo come ostentazione di ricchezza o ancora cibo come momento di convivialità e riavvicinamento nei rapporti interpersonali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso del film “Marie-Antoinette” di Sofia Coppola del 2006, il cibo viene utilizzato per esprimere la ribellione di un’adolescente costretta alla vita di corte, che non si ritrova assolutamente adeguata al destino che hanno scelto per lei e che dimostra il suo bisogno di eccedere nella più famosa scena eccellentemente interpretata dall’attrice Kirsten Dunst con sottofondo “I Want Candy”.</p>
<p style="text-align: justify;">Pezzo forte della scena è la scorpacciata di dolci che fa la giovane regina insieme ad un gruppo di amiche tra gioielli preziosi, abiti broccati e calzature da sogno dell’epoca. La scena che simboleggia la vita fatta di eccessi rappresenta la ragione della malevolenza che popolo francese iniziò a serbare nei confronti della regnante di origine austriaca, portandola fino alla ghigliottina.</p>
<p style="text-align: justify;">Si narra che il dolce preferito da Maria Antonietta fossero i macarons e in effetti quale dolce francese per eccellenza poteva meglio incarnare il senso del lusso da lei tanto amato?</p>
<p style="text-align: justify;">Ne esiste una moltitudine di gusti ma noi vi vogliamo proporre questa versione deluxe che prevede, tra gli altri ingredienti, l’utilizzo di un prestigioso prodotto del mondo d’Oltralpe, anch’esso amato dalla regina Maria Antonietta: lo champagne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ingredienti per 36 macarons dorati allo champagne:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">3 albumi lasciati riposare in frigorifero per 3-4 giorni</p>
<p style="text-align: justify;">215 g zucchero a velo</p>
<p style="text-align: justify;">125 g mandorle tritate</p>
<p style="text-align: justify;">30 g di zucchero a velo</p>
<p style="text-align: justify;">Polvere d’oro alimentare</p>
<p style="text-align: justify;">50 cl champagne</p>
<p style="text-align: justify;">25 cl acqua</p>
<p style="text-align: justify;">225 g zucchero</p>
<p style="text-align: justify;">1 bustina vanillina</p>
<p style="text-align: justify;">1 albume</p>
<p style="text-align: justify;">50 g zucchero a velo</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Preparazione</span></p>
<p style="text-align: justify;">Mescolate lo zucchero a velo e le mandorle finemente macinate in un robot da cucina e setacciatele su un foglio di carta oleata. Montate gli albumi a neve, iniziando con un cucchiaio di zucchero, finché non iniziano a “scrivere”, aggiungete poi il resto dello zucchero e continuate alla massima velocità. È importante che utilizziate albumi lasciati riposare nel frigorifero qualche giorno prima della realizzazione della ricetta per ottenere un risultato migliore, se gli albumi non si montassero perfettamente, potrete rimediare aggiungendo un pizzico di sale o qualche goccia di succo di limone.</p>
<p style="text-align: justify;">Cospargete gradualmente gli albumi montati con la polvere di zucchero e mandorle precedentemente preparata e mescolate con una spatola in silicone. La miscela dovrà risultare lucida e liscia. Preparate un foglio di carta forno su una teglia e preparate piccole cupole di 2 cm ciascuna con la sac à poche con la bocchetta liscia a intervalli regolari e sfalsati. Cospargete con un setaccio fine un po’ di polvere d&#8217;oro sulle cupole. Lasciate riposare su una placca da forno a temperatura ambiente per almeno 20 minuti o meglio ancora per una notte intera, questo passaggio è molto importante per la lievitazione dei macarons una volta infornati. Cuocete in forno per 18 minuti a 125 °C ( 20 &#8211; 25 minuti per macarons più grandi).</p>
<p style="text-align: justify;">Passate ora alla preparazione della farcitura allo champagne, preferibilmente il giorno precedente. Fate bollire lo champagne, l’acqua, lo zucchero e la vaniglia e lasciate sobbollire circa 20 minuti e poi lasciate volontariamente ridurre. Poi lasciate raffreddare completamente. Montate gli albumi a neve con 50 g di zucchero, mescolate delicatamente lo sciroppo e champagne inserire nella sorbettiera o in alternativa lasciare in freezer per almeno 2 ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Tolti i macarons dal forno, lasciateli raffreddare qualche minuto e toglieteli dalla placca, unite le 2 estremità con una noce di ganache allo champagne e colorate le calotte con la polvere d’oro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfiziosi e luccicanti, posizionateli su un’alzatina in vetro e portateli a tavola a fine pasto, qualche amica vi chiederà certamente se si tratta di ciondoli d’oro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>di Laura Dallera</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Cibo, cinema e lusso: i macarons e Maria Antonietta</span></strong></h2>
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		<title>Cruciani &#8211; La fortuna è d&#8217;oro. Ma in limited edition</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 18:01:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Connubio tra Cruciani e Damiani: il bracciale diventa prezioso.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fortuna-è-d’oro_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Ne abbiamo sentito tanto parlare, l&#8217;abbiamo visto e rivisto annodato ai polsi nei colori più svariati&#8230;Come un portafortuna, acquistato per esprimere un desiderio o per sancire un legame&#8230;è il braccialetto in pizzo macramè. Sì, esatto, proprio quello&#8230;quello che ha fatto un “boom” colossale l&#8217;estate scorsa.</p>
<p>L&#8217;ideatore è il tanto citato <strong>Cruciani</strong>, e anche fin qui, nulla di nuovo. La novità consiste nella <em>liaison</em> tra il marchio e la <strong>gioielleria Damiani</strong>.</p>
<p>Che insieme hanno realizzato un <strong>bracciale con lo stesso design dell&#8217;originale, ma&nbsp;impreziosito da oro bianco, giallo o rosa</strong>. Un&#8217;idea vincente, visto che nelle boutique Cruciani i <em><strong>primi quattromila pezzi della&nbsp;limited edition&nbsp;sono tutti esauriti</strong></em>.</p>
<p>Ma le fashion victim non si abbattino: sono già stati prodotti altri esemplari. Buona caccia a tutte.</p>
<p><a href="http://www.braccialetticruciani.it/" target="_blank" rel="noopener">www.braccialetticruciani.it</a><br />
<a href="http://www.damiani.com/" target="_blank" rel="noopener">www.damiani.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Sara Bianchini</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/jewels/la-fortuna-e-doro-ma-in-limited-edition/">Cruciani &#8211; La fortuna è d&#8217;oro. Ma in limited edition</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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		<title>Zoya &#8211; Unghie a 18 karati per un inverno prezioso</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/beauty-e-wellness/unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 10:50:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Zoya propone la manicure gioiello ed è subito beauty mania.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso_3-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Qualsiasi outfit sceglieremo d’indossare fra le innumerevoli proposte invernali, sarà un dettaglio a renderlo unico, come sempre. Le borse sono bellissime quando sorrette da mani sofisticate, gli anelli ancora più preziosi quando accompagnati da unghie curate.</p>
<p>Ecco perché&nbsp;<strong>Zoya</strong>, brand di smalti venduti nelle migliori spa e nei più sofisticati centri estetici al mondo, lancia un cofanetto davvero prezioso in&nbsp;<strong>limited edition,</strong><strong>&nbsp;</strong>dedicato a una donna carismatica, ricercata ed elegante: è&nbsp;<strong>Gilty Pleasure</strong>&nbsp;per una manicure a&nbsp;<strong>18 karati</strong>. Uno scrigno di velluto che al suo interno racchiude uno smalto nero e uno bianco, insieme a un esclusivo <em><strong>top coat con fiocchi d’oro da 18K</strong></em>, per mani illuminate da assoluta preziosità.</p>
<p>Altra novità Zoya è la&nbsp;collezione&nbsp;<strong>Ornate</strong>&nbsp;dal colore corposo e pieno, le cui tinte risultano perfette per le occasioni mondane che la stagione ci riserva: argento, oro, prugna, lampone, metallo e nero, risplendenti riflessi glitter dall’effetto <em>shimmer!<br />
</em><br />
Nati nel 1986, gli smalti Zoya sono stati i primi in America a non contenere formaleide, DPB e toluene, ossia tutte quelle sostanze tossiche e cancerogene che spesso rendono pericolosi i cosmetici che tanto amiamo. Grazie al sistema Color Lock System, inoltre, gli smalti Zoya hanno una durata davvero infallibile. Insomma, colore prezioso e salute delle unghie per un beauty treatment davvero esclusivo.</p>
<p><strong><em>Gilty Pleasure</em></strong>: 50 euro<br />
<strong><em>Collezione Ornate</em></strong>: 14 euro<br />
<a href="http://www.zoyacolors.com/" target="_blank" rel="noopener">www.zoyacolors.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Gaia Ginevra Pignataro</em></strong>)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/beauty-e-wellness/unghie-a-18-karati-per-un-inverno-prezioso/">Zoya &#8211; Unghie a 18 karati per un inverno prezioso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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		<title>Millefoglie di cioccolato dorato con mousse allo yogurt</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 15:40:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Polvere dorata su strati di cioccolato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Oro-su-un-millefoglie-di-mousse_6-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Inverno. Non un semplice inverno, ma un inverno ricco, elegante e di prestigio anche nel cibo&#8230; perché per viziarsi si parte anzitutto dal cibo.</p>
<p>Cos&#8217;è che ci dà la carica? Il cioccolato, ovviamente… e più del cioccolato? Il cioccolato con la panna… Ma se siamo e vogliamo essere estremamente chic, di certo non ci accontenteremo di una semplice e blasonata tazza fumante di cioccolata con panna? Vogliamo stupire i nostri ospiti con lo scintillio tipico del periodo natalizio? Allora esageriamo ed ecco qui la mia idea per voi:&nbsp;un millefoglie di cioccolato dorato con mousse allo yogurt (dicendovi <em>&#8216;mousse allo yogurt&#8217;</em> vi faccio sentire a posto con la coscienza, invece&#8230;è carica di panna, ma&nbsp;<em>&#8220;shhhh è un segreto!&#8221;</em>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> INGREDIENTI</strong> (foto 1)<br />
200 gr. di cioccolato fondente<br />
250 ml. di panna liquida freddissima (altrimenti non monterà bene)<br />
1 vasetto di yogurt bianco<br />
Polvere d’oro alimentare (come se piovesse)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PROCEDIAMO</p>
<p>Fate fondere a bagnomaria il cioccolato (foto 2); stendete un foglio di carta forno e una volta che il cioccolato sarà completamente fuso, aiutandovi con un cucchiaio create dei dischetti (foto 3), io mi sono divertita prendendo delle formine a stella (foto 4) e versandovi il cioccolato fuso (foto 5).<br />
Sappiate, però, che questa forma richiede attenzione quando dovrete staccare il cioccolato a fine ricetta (le punte sono molto delicate e il rischio di romperle è piuttosto alto).<br />
Lasciate raffreddare e solidificare. Una volta pronte, prendete la povere d’oro alimentare e aiutandovi con un pennellino o con uno spazzolino spruzzate i dischetti o le stelline creando l’effetto che preferite; potete completamente ricoprirle o lasciare un effetto più leggero (foto 6 e 7).</p>
<p>A questo punto potete passare alla preparazione della mousse: montate per bene la panna con la frusta, incorporate lo yogurt e mescolate ancora (foto procedimento uno, due e tre). Quando avrete ottenuto la vostra mousse, aiutandovi con una <em>sac-a-poche</em>, iniziate a creare il vostro millefoglie (foto 8, 9, 10, 11, 12).<br />
Se fate le stelline di misura diversa è molto carino metterle perfettamente una sopra l’altra, con i dischetti; potete scegliere se fare una torretta o se inclinarli, come ho fatto io.</p>
<p>Vedrete che figurone con i vostri ospiti; non abbiate paura di osare con l’oro, se no, che Natale è?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Lucrezia Centonze</em></strong>)</p>
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		<title>Il Rosario Nardelli è per sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 13:12:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Il-Rosario-Nardelli-è-per-sempre_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Il-Rosario-Nardelli-è-per-sempre_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Il-Rosario-Nardelli-è-per-sempre_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Il-Rosario-Nardelli-è-per-sempre_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Il-Rosario-Nardelli-è-per-sempre_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Gioiello Made in Italy in oro, diamanti e pietre.</p>
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<p>L’anello Rosario diventa ancora più prezioso e sofisticato: realizzato in <strong>oro, bianco, giallo o rosa</strong>, con una piccola <strong>croce in diamanti</strong>, si arricchisce di una cascata di <strong><em>black diamond</em>, rubini o zaffiri</strong> .<br />
L’intramontabile simbolo di fede e di legame infinito è disponibile in ben sette diverse versioni, tutte realizzate dalla maestria degli orafi <strong><em>made in Italy</em></strong> , per soddisfare anche i gusti delle donne più esigenti.</p>
<p>Piccolo capolavoro di oreficeria, dal design elegante e raffinato, il nuovo Rosario è pronto a brillare al dito delle fortunate che lo indosseranno.<br />
<a href="http://www.nardelligioielli.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">www.nardelligioielli.it</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Federica Livio</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nomination sceglie di festeggiare a Firenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 22:33:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Nozze d'argento con un gioiello tra i gioielli.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Nomination-a-Firenze_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><strong>Nomination</strong>&nbsp;compie&nbsp;<strong>25 anni</strong>&nbsp;e sceglie di festeggiare nella sua città, culla di storia artistica e di arte orafa,&nbsp;<strong>Firenze</strong>, con una&nbsp;<strong>nuova boutique</strong>&nbsp;in&nbsp;<strong>via Porta Rossa 21</strong>. La volontà del marchio è appunto quella di espandersi sia all’estero, sia sul mercato nazionale.</p>
<p>La boutique si sviluppa all&#8217;interno del palazzo che fu bottega di <strong>Bernardo Cennini</strong>, orafo cesellatore del XV secolo, discepolo di <strong>Lorenzo Ghiberti</strong>, con un concept affidato allo <strong><em>Studio 63</em></strong>, che ne esalta la raffinatezza attraverso il minimalismo degli spazi e la sobrietà dei dettagli. Linee rette ed essenziali, con punte cromatiche di giallo e bianco che illuminano il total black degli arredi modulabili laccati lucidi, per enfatizzare le collezioni dei gioielli.</p>
<p>All’evento i flash dei fotografi hanno immortalato <strong>Paolo Gensini</strong>, fondatore e presidente onorario di <strong>Nomination</strong>, e i <strong>figli Antonio</strong>, amministratore delegato, e <strong>Alessandro</strong>, responsabile marketing; <strong>Dario Nardella</strong>, il vicesindaco della città, accompagnato dal presidente del Consiglio comunale, <strong>Eugenio Giani</strong>. Le madrine erano <strong>Fiona May, Daniela Morozzi </strong>e<strong> Natalie Kriz</strong>.</p>
<p>(di <em><strong>Paola Redaelli</strong></em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mostra dalle uova d&#039;oro, le creazioni di Peter Carl Fabergé</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/mostra-dalle-uova-doro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 20:41:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Fabergé impreziosisce la Reggia di Venaria. Gli Zar tornano in Savoia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Mostra-dalle-uova-doro_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Novembre è alle porte e la moda suggerisce linee austere, preziose e forme ovoidali, dai volumi ampi. Perché allora non dedicare il ponte dei Santi, visitando la mostra che da fine luglio impreziosisce la <strong>Reggia di Venaria,</strong> alle porte di Torino?<br />
Esposte troviamo le <strong><em>Uova Fabergé</em></strong>, creazioni risalenti al 1884 per mano dell’orafo degli zar di Russia<strong>, Peter Carl Fabergé</strong>. Il gioiello a forma di uovo fu creato per rispondere all’esigenza di <strong>Alessandro III</strong> di rispettare la tradizione ortodossa, che nel giorno di Pasqua vuole che lo Zar regali un Uovo alla Zarina e all’Imperatrice madre.<br />
Tredici esemplari unici, mai esposti prima, occupano elegantemente le<strong> 10 Sale delle Arti</strong>. Tra queste, si trovano ben <strong>nove uova-gioiello imperiali</strong>, realizzate in oro, pietre preziose e materiali pregiati, e <strong>cinque </strong>volute<strong> da committenti privati</strong>, quali la <strong><em>duchessa di Marlborought, </em></strong><em>l’americana</em><strong><em> Consuelo Vanderbilt </em></strong><em>e la famiglia di industriali russi</em><strong><em> Kelch</em></strong>.<br />
Si aggiunge <strong>la sorpresa di un Uovo imperiale,&nbsp;</strong>oggi disperso: uno splendido cuore rosso smaltato e ornato di diamanti, al cui interno si cela un trifoglio verde con le miniature imperiali. Sono esposti, inoltre, il primo Uovo imperiale, già menzionato, <strong>l’<em>Uovo con Gallina </em>del 1885</strong>, ma anche il penultimo, <strong>l’<em>Uovo con la Croce di San Giorgio </em>del 1916</strong>. Quelle del 1917, invece, non giunsero mai a corte per le note tragiche vicende storiche e lo sterminio dell’intera famiglia imperiale.<br />
Infine, tra gli altri, il prezioso <strong><em>primo Uovo donato alla nuova Zarina Alexandra, il Bocciolo di rosa del 1895, e poi quelli del 1911, il romantico Uovo con l’Albero di lauro</em></strong> che racchiude un usignolo, <strong><em>e il celebrativo dei 15 anni del regno dello Zar</em></strong>, dove sono riprodotti i ritratti della famiglia imperiale e i principali episodi della loro vita. Chiude la <strong><em>curiosa storia delle 54 Uova imperiali</em></strong>: dalla Rivoluzione del 1917 alla musealizzazione di alcune di esse, a Mosca, fino al collezionismo mondiale di oggi e al loro mito nel cinema e nella letteratura.<br />
<strong><em><br />
</em></strong>Fu così che ebbe inizio, nella notte dei tempi, la tradizione annuale delle uova pasquali, veri e propri capolavori leggendari, ornati da pietre preziose e platino. La realizzazione di ciascun pezzo era un segreto gelosamente custodito, e sempre con una sorpresa all&#8217;interno, lussuosa, simbolica e celebrativa di avvenimenti storici e familiari particolari. La lavorazione durava tutto l’anno e il <strong>primo esemplare fu l’Uovo con gallina, regalato appunto all’Imperatrice Maria Feodorovna, nel 1885</strong>.<br />
L’usanza venne portata avanti da <strong>Nicola II</strong> (1894-1917). <strong><em>L’Uovo più spettacolare venne realizzato nel 1896</em></strong>, nell’anno della solenne incoronazione di Nicola II a “<em>Zar di tutte le Russie</em>”<strong><em>.</em></strong> Per l’occasione la sorpresa dell’Uovo, realizzato in smalto giallo e decorato con aquile bicefale, fu la carrozza (<em>ndr. </em>in scala) dei sovrani in oro, platino, smalto rosso, diamanti, rubini e cristallo di rocca, sovrastata dalla corona imperiale. Durante i fasti ricchissimi per celebrare l’evento (che fu anche l’ultima esibizione pubblica dell’antico sfarzo della famiglia Romanov), partecipò, tra i re e i principi europei, anche il <strong>giovane Vittorio Emanuele III di Savoia</strong>, all’epoca principe ereditario di casa Savoia, che ci lasciò una testimonianza scritta e documentata:<br />
“<em>Tutte le feste erano immense, grandiose ogni oltre dire. La cosa più interessante per me è stato il banchetto solenne dopo l’Incoronazione, al quale gli Imperatori sedevano sui troni e tenevano la corona in testa; le vivande giungevano scortate da Ufficiali colle spade sguainate ed i Sovrani erano serviti dai Grandi dell’Impero: ogni volta che lo Zar beveva gli araldi alzavano le mazze e le trombe suonavano dei mezzi squilli, mentre le artiglierie tuonavano a spessissimi colpi; insomma un vero regno delle fate”.</em><br />
Troverete anche <strong>350 preziosissimi capolavori prodotti dalla fabbrica orafa di San Pietroburgo</strong>, oggi appartenenti alla collezione della <em>Link of Times Foundation </em>di <strong>Mosca</strong>. Le opere svelano con la loro bellezza i segreti dei maestri orafi della <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Maison Fabergé</span></em></strong> nella lavorazione dei metalli e pietre preziose, oro, argento, cristallo di rocca, diamanti e perle, e soprattutto degli smalti trattati con procedimenti particolari tali da conferire sfumature di colori meravigliosi e cangianti. Aperta nel 1842 a San Pietroburgo, l’azienda si ingrandì fino a contare quattro sedi in Russia e una a Londra con oltre 500 dipendenti per rispondere alle raffinate e altolocate committenze di tutta Europa. Con la Rivoluzione d’Ottobre, la famiglia Fabergé lasciò la Russia e Carl, ultimo dirigente della fabbrica di famiglia, morì a Losanna nel 1920. Oggi l’originaria <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Maison Fabergé </span></em></strong>di San Pietroburgo, dopo alterne vicende e passaggi di proprietà, ha ripreso la produzione delle Uova sui disegni originali trovati negli archivi di Stato. Questa mostra fa una summa del repertorio di oggetti decorativi e accessori di rappresentanza: dalle cornici per le sacre icone agli orologi, dai set da scrivania alle scatole da sigarette, alle fibbie, borsette e gioielli per signora.<br />
L’evento espositivo della Venaria è anche l’occasione per <strong><em>rievocare i rapporti tra la corte dei Romanov e la corte dei Savoia, dalla visita del figlio e della nuora di Caterina la Grande, i cosiddetti “Conti del Nord” che nell’aprile del 1782 frequentarono proprio la Reggia di Venaria durante il loro famoso Gran Tour, fino al soggiorno dell’ultimo zar, Nicola II, in Piemonte, nell’aprile del 1910, quando venne ricevuto al Castello di Racconigi</em></strong> dalla corte e dai rappresentanti del governo italiano. Sono presentati, attraverso immagini fotografiche e apparati scenografici, i protagonisti del tempo e l’immenso territorio della grande madre Russia.<br />
Non vi sembra già di vivere le sensazioni e gli umori di quei tempi, luoghi e personaggi? Se andrete alla <strong>Reggia di Venaria (entro il 9 novembre)</strong> sarete ancora più ammaliati dal sentimento sfarzoso a cavallo fra l’Otto e il Novecento.<br />
&nbsp;<br />
<span style="text-decoration: underline;">Mostra<strong><em> Fabergé alla Venaria. Il gioielliere degli ultimi Zar</em></strong></span><br />
Visita alla mostra e alla reggia tutti i giorni dalle 9 alle 17.<br />
Mercoledì, sabato e domenica fino alle 20 (il mercoledì sera solo su prenotazione, allo 011 4992333<br />
Lunedì, a eccezioni di festivi che seguiranno l&#8217;orario domenicale, sempre chiusa.<br />
Ingresso per la mostra e i giardini della reggia:<br />
10 euro intero<br />
8 euro ridotto per gruppi min. 12 persone, over 65 anni e convenzionati<br />
4 euro per ragazzi 8-18 anni<br />
Se invece vuoi visitare anche la Reggia e l&#8217;altra mostra &#8220;I quadri del Re&#8221;, i prezzi per ogni categoria, di cui sopra, raggiungono i 20, 15 e 8 euro, rispettivamente.<br />
(di <strong><em>Azzurra Zaglio</em></strong>)</p>
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		<title>L&#8217;arte orafa profuma di Mediterraneo &#8211; Il maestro Gerardo Sacco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 20:31:58 +0000</pubDate>
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<p>Il successo del brand è legato all&#8217;originale intuizione del maestro di riproporre le antiche tecniche di lavorazione dell&#8217;oro e dell&#8217;argento in chiave contemporanea, con un&#8217;intelligente scelta di mercato che ha saputo coniugare la grande distribuzione all’abile lavorazione artigianale. Insomma, come Sacco stesso spiega, il segreto del suo successo è una <em>mezcla </em>di <em>“tanta curiosità, impegno, onestà ed un pizzico di pazzia nell’osare”.</em></p>
<p>Ogni singola creazione di Sacco si rende unica per la personalità e la ricercatezza, attraverso un amalgama di elementi che vanno dal patrimonio storico-artistico della Magna Grecia alla tradizione cattolica e pagana del Sud. <em>“Da sempre fonte d’ispirazione delle mie creazioni sono la storia, l’arte e la cultura del Mediterraneo”</em>, spiega il maestro,<em> “con i suoi miti e le sue leggende. Attraverso l’arte contadina cerco di rendere attuali gli utensili di una cultura ricca di tradizioni da preservare”.</em></p>
<p>Un campionario originalissimo di arberesche, cammei e coralli, perle e pietre preziose, <em><strong>“Croci di Polsi</strong></em><strong>”</strong> – le croci uncinate della Calabria ortodossa – e minuscoli <strong><em>Pupi siciliani</em> </strong>– riproposti in ciondoli per abbellire collane e braccialetti. L’effetto finale è un vorticoso crogiolo tra passato e presente, di gusto e bellezza.</p>
<p>Un gioiello Sacco è un gioiello mai banale e pensato per impreziosire donne di carattere. Attrici di fama internazionale, da Liz Taylor a Isabella Rossellini, da Elena Sofia Ricci a Monica Bellucci a Maria Grazia Cucinotta, hanno scelto e scelgono di indossare i gioielli dell&#8217;orafo calabrese nella vita di tutti i giorni e nelle occasioni importanti. Testimonial d&#8217;eccezione, dunque, anche se per il maestro le migliori <em>“sono le tante donne che da sempre acquistano i miei gioielli e ne esaltano la preziosità grazie alle loro molteplici sfumature fisiche e caratteriali.”</em></p>
<p>Indossare un gioiello dell&#8217;artista calabrese è, in verità, un&#8217;esperienza indimenticabile. Gli orecchini della<strong><em> linea “Paste vitree</em></strong>”, ad esempio, attraverso la rifrazione della luce illuminano il viso della donna e le restituiscono una naturale eleganza che la rende interprete di un passato nobile e profondo. Di questo stesso passato, la “Croce di Polsi” è forse il simbolo più importante, quello che Sacco ama di più: <em>“Sono personalmente legato al Santuario di Polsi e un po’ a tutta la Locride, terra da sempre martoriata dalla presenza della ‘ndrangheta &#8211; sottolinea l&#8217;orafo &#8211; ma capace soprattutto attraverso la sua forza e la sua spiritualità di presentare un volto diverso della Calabria. Un volto fatto di sacro e di lavoro onesto. Da qui la volontà di rendere preziosa una croce agli occhi di tutti, povera nella materia, ma ricchissima nello spirito”.</em> La croce dell’antico monastero alle pendici dell’Aspromonte è come una mappa che ridisegna le linee spazio temporali: la rappresentazione di un passato in cui prima la Magna Grecia e poi la Calabria furono la cerniera tra Oriente e Occidente; ma anche paradigma di un presente che si fa interprete di un mondo in continuo divenire, e di un melting pot &#8211; in questo caso &#8211; luminosissimo come un gioiello di Gerardo Sacco.</p>
<p>(di<strong><em> Rosa Gioffrè</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gucci Timepieces, è tempo di Rinascente</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 22:39:39 +0000</pubDate>
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<p>Saranno in scena i&nbsp;<strong><em>maestri orologiai</em> </strong>di<strong> Gucci <em>Timepieces</em></strong>, mani segnate d&#8217;esperienza, movimenti precisi e minuziosi, intenti alla creazione di diversi modelli icona della maison fiorentina. Il&nbsp;focus sarà sulle collezioni <em><strong>&#8220;Bamboo&#8221;</strong></em> (disegnata dal direttore creativo,&nbsp;<strong>Frida Giannini</strong>) e <em><strong>&#8220;1921&#8221;</strong></em>&nbsp;(il cui nome richiama l&#8217;anno di nascita del marchio<strong> Gucci</strong>) che faranno da padroni di casa nel rappresentare l&#8217;eccellenza del design e dei prodotti <em>Gucci Timepieces</em>.</p>
<p>Frutto di un matrimonio felice tra la griffe toscana, <strong>Gucci</strong>, da sempre simbolo portante della moda italiana, e la società svizzera,&nbsp;<strong>Severin Montres,</strong>&nbsp;leader nel settore orologiero,&nbsp;<strong>Gucci Timepieces </strong>festeggia i suoi primi<strong> 40 anni</strong><strong>&nbsp;</strong>di successo, <em>scandendoli</em> piacevolmente insieme ai propri clienti.</p>
<p>È con l&#8217;<strong>Artisan Corner orologeria</strong> che si intende rendere visibili agli occhi di ciascuno le delicate fasi di montaggio eseguite dagli esperti maestri orologiai, nonché la purezza e la qualità dei prodotti utilizzati, le note portanti della pregiata artigianalità di ogni creazione.<br />
Sopra a un tavolo da lavoro originale la morbidezza del pellame incontra l&#8217;oro, il bamboo si unisce all&#8217;acciaio, e lo scorrere del tempo diviene elegante, prezioso.</p>
<p>(di<strong> <em>Federica Ciarini</em></strong>)</p>
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		<title>Opulenza d’autunno</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 20:41:37 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_2Opulenza-dautunno-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_2Opulenza-dautunno-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_2Opulenza-dautunno-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_2Opulenza-dautunno-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_2Opulenza-dautunno.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Opposti che si attraggono. Bianco e nero. Maschile e femminile. L’uomo e la donna. Universi diversi che non possono fare a meno dell’altro. La nostra “attenzione beauty”, per quest’autunno appena iniziato, si concentra sui profumi per lei e per lui che, seppure diversi, sono accomunati da un<em> unico fil rouge</em>.<br />
È di scena l’opulenza! <strong>Oro e nero</strong> la fanno da padroni, regalando emozioni olfattive e sensoriali. Le differenze di genere si confondono in un tripudio di lussuosa ricercatezza: dal packaging alle note che creano le essenze.</p>
<p><strong>Chanel </strong>propone la propria personale interpretazione d’Oriente, riscoprendo una Venezia meravigilosa e bizantina. La nuova fragranza è <strong>Coco Noir, </strong>raccontata così dal suo creatore<strong> Jacques Polge</strong>: <em>“Per Coco Noir ho pensato a Coco e a Coco Mademoiselle, due profumi che sono entrati nella storia. Avevo voglia di continuare a esplorare il lato più estetico della profumeria Chanel, il lato che si distingue dai Fioriti e che è ben rappresentato da Bois-des-Iles e Cuir de Russie”.</em> Completa la creazione il nero assoluto del flacone. Pura eleganza.</p>
<p>Nero anche per <strong>Givenchy</strong>, a partire dal nome: <strong>Dalia Noir</strong>. Per la prima volta<strong> Riccardo Tisci</strong> – direttore artistico della maison – si confronta con questa nuova avventura creativa e come al solito sorprende, scegliendo il fiore che non profuma. Pura avanguardia, bilanciata dalla pulizia e dal rigore delle linee decise per il design del prodotto. Volto della compagna, l’inseparabile <strong>Mariacarla Boscono</strong>.</p>
<p>La tendenza<em> “total black”</em> è proposta anche da <strong>Van Cleef &amp; Arpels, </strong>che saluta l’ottobre appena arrivato con un’edizione limitata di First, la sua essenza più famosa. È <strong>First Eau de Parfum Intense</strong>, un elisir altamente concentrato di materie prime tra le più nobili e pregiate: gelsomino, frangipani bianco, mimosa, iris, vaniglia e praline.</p>
<p>Se il nero tinge l’universo delle essenze femminili, lo stesso vale per quello maschile: <strong>Tom Ford </strong>presenta la nuova fragranza per l’uomo, <strong>Noir. </strong>Il profumo porta con sé atmosfere orientali, sensualità e raffinatezza.<em> “Noir è enigmatico, complesso e sorprendente. Le sue note speziate sono delicate e straordinariamente raffinate. La fragranza giustappone la grandiosa e femminile essenza di rosa al giaggiolo fresco e prezioso, preludio all’attrazione magica del bouquet floreale. Forse Noir è la mia fragranza più personale tra quelle che ho creato sino ad ora”,</em> racconta lo stilista.</p>
<p>Segue il mood anche <strong>“Re Giorgio”,</strong> con la nuova fragranza maschile <strong>Armani Code Ultimate, </strong>dove note di pompelmo e mandarino danno l’avvio e conducono a un cuore di legno di cedro ed eliotropo.<br />
Ancora nero nel nome e oriente nella composizione per il nuovo prodotto del famoso marchio<strong> Byredo</strong>: <strong>Black Saffron </strong>. Come protagonista lo zafferano, una delle sostanze più costose al mondo, strumento di seduzione fin dai tempi più antichi.</p>
<p>Ma se questa sovraesposizione di scuro vi sembra troppo, niente paura: ci pensano altri brand a bilanciare il tutto con un’esplosione di oro per i packaging più sofisticati, portando nelle nostre borse sfarzo e bellezza.</p>
<p><strong>Fan </strong>di <strong>Fendi </strong>regala un flacone opulento. Scultoreo. Luminoso. Dove i bagliori richiamano folli notte romane mentre la composizione di pera, ribes nero, mandarino regalano un’esplosione di sensualità.</p>
<p><strong>Burberry </strong>con <strong>Body Rose Gold </strong>&#8211; edizione limitata dell’Eau de Parfum della casa del check – propone un flacone multisfaccettato e laccato con sfumature in oro rosa. Assenzio Verde, Pesca, Fresia, Iris, Rosa Assoluta, Legno di Sandalo, Cashmeran, Vaniglia, Ambra, Muschio creano una composizione olfattiva di un’eleganza sofisticata.</p>
<p>Ma è <strong>Nemer, </strong>la nuova essenza di <strong>Boadicea the Victoriuos </strong>, che lascia tutti senza fiato con lo stemma e il tappo del flacone bagnati in oro a 24 carati e gli ingredienti tra i più raffinati al mondo tra cui zafferano, rosa turca, gelsomino puro e patchouli indonesiano.</p>
<p>L’autunno non è mai stato così sontuoso!</p>
<p>&nbsp;</p>
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