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	<title>coronavirus &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Pandemia e socializzazione: come sono cambiati i rapporti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 13:25:56 +0000</pubDate>
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<p>“<strong>Stiamo lontani oggi, per abbracciarci forte domani</strong>” è stata la frase che ci ha improvvisamente travolti in uno scenario da incubo: si parlava di qualche giorno di chiusura a livello nazionale a causa di un virus di cui si conosceva davvero poco, che con il passare dei giorni ci ha privati di tutto ciò che faceva parte di noi, dalla routine quotidiana agli affetti.</p>



<p>La pandemia da <strong>Covid-19</strong> ci ha spaventati, indeboliti e trasformati, e l’ha fatto soprattutto nelle <strong>relazioni interpersonali</strong>: ha cambiato il nostro modo di vivere e la nostra socialità. Abbiamo dovuto rimescolare le carte, conoscerci, scoprirci vulnerabili, deboli, fragili in una situazione in cui il Coronavirus ha intaccato la fiducia reciproca e il sistema dei rapporti umani.</p>



<p>Abbiamo dovuto ridimensionare i rapporti, nessun abbraccio, i contatti erano limitati e i sorrisi coperti dalle mascherine, le lezioni degli studenti erano in DAD, alcuni lavori in smartworking, dagli aperitivi nel locale sotto casa siamo passati alle videochiamate di gruppo, gli allenamenti si sono spostati dalle palestre al salone di casa, le piattaforme digitali erano l&#8217;unico punto di ritrovo. Non si poteva viaggiare, visitare un museo, andare al cinema o a teatro, non c&#8217;erano più rapporti sociali umani, tutto era racchiuso nelle mura di casa e dietro lo schermo di un smartphone.</p>



<p>Ricominciare non è stato facile, ma pian piano stiamo tornando alla normalità, ci è stata restituita la possibilità di partecipare ad un concerto, di tornare a teatro e al cinema, di visitare un museo, di partire per un viaggio. Possiamo vedere chi desideriamo incontrare quando e come vogliamo, senza proibizioni o vincoli dall’alto, ma è davvero tutto come prima? La sensazione d’ansia e sgomento che ci ha accompagnati in questi anni non svanirà all’improvviso, pochi torneranno alla vecchia mentalità.</p>



<p>Molti fanno fatica a riaprirsi con gli altri, le piccole cose che prima venivano spontanee, ora sembrano quasi delle costrizioni, relazionarsi con l’altro è diventato molto più difficile, spesso capita di sentirsi soli anche con gli affetti di sempre, succede di sentirsi non capiti, non sempre riusciamo ad esprimere ciò che proviamo, non siamo sempre in grado di abbracciare qualcuno a cui teniamo con naturalezza, senza pensare di poterlo infettare. Davanti ad un gruppo ampio di persone, infatti, capita di percepire l’ansia da contagio, e la cosa peggiore non è tanto contrarre il virus in sé, ma la paura di doversi isolare nuovamente per un periodo più o meno lungo a seconda dei casi.&nbsp;</p>



<p>Molti rapporti sono diventati più fragili, altri sono finiti, qualcuno si è consolidato ancora di più, resta il fatto che il lock-down dovuto al Covid-19 è stato un trauma collettivo e per tornare a vivere in una società “sana” dobbiamo avere più fiducia ed accettare i rischi calcolati per un equilibrio ritrovato tra desiderio di sicurezza e libertà.</p>
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		<title>Dicembre: voglia di mettere la parola fine a questo 2020</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/editoriali/dicembre-voglia-di-mettere-la-parola-fine-a-questo-2020/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 08:59:23 +0000</pubDate>
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<p>Volto in copertina di questo mese, l’amatissima avvocatessa, politica ed attivista <strong>Cathy La Torre</strong>, specializzata in diritto antidiscriminatorio, con un’attenzione particolare ai diritti della comunità LGBTQI e all’identità di genere. Nella sezione <strong>Interviews</strong> si racconta attraverso un’intervista esclusiva che ripercorre la sua storia, il suo rapporto con i social e l’uscita del suo libro “Nessuna causa è persa”, che si occupa di affrontare i racconti di chi si è trovato a dover lottare e combattere contro grandi ingiustizie.</p>
<p>Seguendo la scia letteraria, andiamo a fondere il mondo della Letteratura con un altro grande universo, quello della Moda. Tante le novità in ambito <strong>Fashion</strong>, una su tutte la guida dei libri che non possono mancare nelle case di ogni appassionata o fashion victim che si rispetti. Dalle biografie dei grandi stilisti alle guide di stile; dalle regole per un armadio perfetto alle verità che si celano dietro a passerelle, sfarzo e luccichii.</p>
<p>Anche <strong>Greenworld</strong>, la sfera dedicata all’ecosostenibilità e al rispetto dell’ambiente, rende omaggio alla Letteratura tessendo le lodi dell’indimenticabile Luis Sepúlveda, scomparso a causa del Covid il 16 aprile 2020. Lo scrittore cileno ha sempre combattuto in prima linea a favore della salvaguardia dell’ambiente, senza mai nascondere il suo impegno politico. Un ricordo indelebile risale al 1982, quando Sepúlveda si imbarcò su una nave di Greenpeace impegnata a combattere la caccia alle balene in Giappone. Una lotta durissima, nel porto di Yokohama, per impedire che la flotta potesse partire e iniziare la sua cruenta attività.</p>
<p>In mezzo a questo clima gelido però, qualcosa in grado di salvare il nostro umore, ma soprattutto quello delle nostre papille gustative, c’è: il buon cibo. Ora come non mai siamo giustificati a concederci strappi e sgarri golosi, senza badare a diete, linea e remise en forme. A presentarci piatti dal sapore “wow”, Fabio Castiglioni, che in<strong> Oh my Chef!</strong> realizza una ricetta perfetta per le festività: pere abate in crosta di parmigiano reggiano stagionato 16 mesi con cremoso di robiola. Un party per il palato.</p>
<p>Salutiamo, anzi, diciamo finalmente addio al 2020, con la forte speranza che l’anno nuovo ci riservi un inizio in discesa e giorni in cui sarà possibile rivedere i sorrisi dei passanti e di chi ci sta accanto. E come affermava il filosofo, scrittore, saggista e intellettuale, Umberto Eco: “<em>Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perché la lettura è un’immortalità all’indietro</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Clara Bacchetta</strong></em></p>
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		<title>Il settore dello spettacolo rischia il collasso: nasce SCENA UNITA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2020 09:44:18 +0000</pubDate>
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<p>Sono passati otto mesi da quel famoso 9 Marzo, giorno in cui l’Italia ha iniziato a boccheggiare leggendo un decreto di circa cinquanta pagine. Eppure ancora non sapevamo che sarebbe stato il primo di una lunga serie. Ad oggi la Nazione non respira ancora a pieni polmoni, tutt’altro. Abbiamo però messo in atto il nostro istinto primordiale: la <b>sopravvivenza</b>. E ci siamo reinventati tutti, a modo nostro, per poter sopperire i danni della pandemia.</p>
<p>I ristoratori portano il cibo a casa scrivendo frasi motivazionali sulla busta, le estetiste si improvvisano video-maker creando tutorial su come depilarsi le sopracciglia in modo impeccabile e i professori universitari gestiscono classi di cento ragazzi direttamente dal salotto di casa, con i figli che strillano nella cameretta di fianco. Ci sono però settori che non possono fare altrettanto, hanno <b>buchi</b> <b>neri</b> incolmabili. L’ambito dello spettacolo è uno di questi perché va avanti con lo spettacolo stesso. La sua spina dorsale è fatta di un pubblico vivo, di fan emozionati, di persone che di fronte ad una canzone amplificano i loro cinque sensi. É fatto di <b>interconnessioni</b> che il virus ci ha tolto.</p>
<p>Le conseguenze su tutta la filiera produttiva &#8211; di cui fanno parte i lavoratori e le piccole imprese con margini davvero irrisori &#8211; sono disastrose: c&#8217;è la concreta possibilità che l&#8217;intero comparto non perduri. L&#8217;emergenza sanitaria ha condotto ad un peggioramento progressivo del settore in termini economici che oggi fa <b>tramontare</b> intere carriere delle persone che vi operano. Il rischio che il sistema collassi è una vivida realtà.</p>
<h3>Dall’Humanitas a SCENA UNITA</h3>
<p>In questa giungla di sconforto è però emersa la forza per riaccendere una <b>luce</b>. La voglia di crederci ancora si è basata su un concetto antico come l’uomo, dal latino, l’<b>humanitas</b>. Il principio si trova enunciato per la prima volta in un passo famoso di una commedia di Terenzio, <i>l’Heautontimorumenos</i>, dove un personaggio di nome Cremete vide che nella vita di un altro personaggio, Menedemo, c’era qualche dispiacere, qualche motivo di preoccupazione e di sofferenza. Alla protesta di Menedemo contro l’indebita intromissione in affari altrui, Cremete rispose richiamandosi al suo dovere e diritto di essere umano, che non si sente alieno a nessun dolore del prossimo: “Sono un uomo e niente di ciò che riguarda l’uomo mi è estraneo”. Interpretare questo passo è semplice, lo abbiamo fatto per anni, alcuni lo hanno addirittura studiato approfonditamente. Adesso però, lo stiamo <b>vivendo</b>.</p>
<p>Nasce così <b>SCENA</b> <b>UNITA</b>, la risposta del mondo degli artisti per supportare in modo diretto e concreto quei lavoratori senza i quali la loro arte non può prendere forma; il fondo in cui il mondo degli artisti si è fuso con quello degli enti privati per dare un <b>contributo tangibile</b> alla filiera, cercando anche di guardare ad un possibile futuro. Il tutto è gestito da <b>CESVI</b> &#8211; organizzazione umanitaria laica ed indipendente, fondata a Bergamo nel 1985 &#8211; in collaborazione con <b>La Musica Che Gira </b>e<b> Music Innovation Hub</b>.</p>
<p>La conferenza stampa, condotta elegantemente da Cristina Parodi, ha visto in studio numerosi artisti, alcuni fisicamente, altri collegati in modo digitale: Achille Lauro, Calcutta, Gianna Nannini, Gianni Morandi e molti a altri. É Fedez ad aprire le danze. Conciso, assertivo e mai banale, riesce egregiamente a mettere al servizio la sua capacità comunicativa per spiegare il progetto in modo minuzioso. “Ci tengo a sottolineare che non sono il portavoce di SCENA UNITA, bensì è un’iniziativa di gruppo con <b>triplice valenza</b>: creare un ambiente di forte coesione che possa distendere un clima sempre più diviso; recuperare più fondi possibili per poter aiutare quei lavoratori che permettono a noi stessi di mettere in scena ciò che facciamo; aiutare ed agevolare” afferma risoluto il cantante. Emerge dalle sue parole la voglia di dare una <b>svolta</b> ad un settore, quello delle maestranze della musica e dello spettacolo, che è sempre stato frammentato, motivo preesistente alla pandemia, ma che, quest’ultima, ha esaltato.</p>
<h3>Pionieri di solidarietà</h3>
<p>É bello vedere come, in una pentola di delusione, sia nato un <b>moto spontaneo </b>di collettività e senso civico proprio dalla <b>responsabilità</b> degli artisti. Sono loro stessi che, uscendo dalle proprie torri d’avorio di successo, hanno scelto di impegnarsi in prima persona. “Sarebbe stato uno sforzo troppo grande chiedere un contributo da parte dei cittadini, che si sono già largamente spesi. Con un po’ di genio e creatività si può fronteggiare il problema. Nella pancia di questa iniziativa vivono due anime” continua Fedez “una verte a dare <b>assistenzialismo</b> ai lavoratori, l’altra ambisce a destinare una parte del ricavato a fondo perduto, per <b>progetti futuri</b>”.</p>
<p>SCENA UNITA è patrocinata dal <b>Ministero dei Beni Culturali</b> che, in corso d’opera, aiuterà a fornire tutti i criteri, anche i più capillari, per poter accedere ai fondi. Ad oggi, in due settimane, sono stati raccolti 2 milioni di euro grazie all’adesione di Amazon Prime Video, che ha deciso di supportare la comunità creativa e i lavoratori del settore donando 1 milione di euro, e altri brand come Banca Intesa San Paolo, Estetista Cinica, Fendi, Vertigo, Friends&amp;Partners, Magellano Concerti, Vivo Concerti, Live Nation, Arcobaleno, Tre Srl, Sony Music Entertainment Italy, Warner Music, Endemol Shine, Fremantle Italia, Layla Cosmetics, Sisterhood Srl, Trident, BPM Concerti, 42 Records, Bomba Dischi, Eclectic, DNA Concerti, Tanta Roba, Alchimia. Chiunque  potrà  donare  attraverso  la  piattaforma  di  crowdfunding  <a href="https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/scena-unita">ForFunding.it</a>  messa  a disposizione da Intesa San Paolo. I clienti della banca, tramite  gli oltre  7.000  sportelli  ATM  di  Intesa  Sanpaolo,  potranno  anche  donare  1  euro  a progetto in modo rapido ed intuitivo durante l’operazione di prelievo.</p>
<p>Quest’opera di coesione, che vede gli artisti <b>testimoni di un cambiamento</b>, <b>garanti di un progetto</b> e <b>pionieri di una solidarietà</b> mai vista prima, mira a riaccendere i riflettori su scenari ormai spenti. “Crollare è un sacrosanto diritto, <b>rialzarsi</b> un dovere” e loro, i fautori di quella musica che ci accompagna ogni giorno nelle AirPods mentre andiamo a lavoro, incarnano questo grido di speranza e unione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Cristiana Storelli</i></b></p>
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		<title>Novembre, la colonna sonora dell’autunno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 08:45:27 +0000</pubDate>
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<p>Partendo proprio dalla cover, che innalza a protagonisti assoluti i <strong>Måneskin</strong>, gruppo musicale italiano formatosi a Roma nel 2015 e composto dai giovanissimi Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio. Nella sezione <strong>Interviews</strong>, i quattro ragazzi ci raccontano nel dettaglio il loro ultimo singolo, Vent’anni: un grido ribelle, un inno alla vita, una rock ballad cruda che esprime quanto sia difficile per i giovani di oggi vivere in un mondo in cui ancora si fa fatica ad accettare la diversità, il tutto con affascinante stile, tipico della band, che questa volta rimanda alle atmosfere degli anni Settanta.</p>
<p>Mai come ora, in un periodo così delicato per diversi settori, Moda e Musica si sono strette la mano consolidando ancora di più la loro storica alleanza. In <strong>Gilt Wardrobe</strong> viene presentata la tendenza a capo della stagione invernale 2020/2021, must have immancabile nel guardaroba: gli anfibi. Calzature dal potere versatile, che da icone rock e ribelli si sono declinate in accessorio romantico e iperfemminile, abbinabile persino all’outfit più fiabesco ed elegante.</p>
<p>Seguendo il ritmo della colonna sonora che contraddistingue il nuovo numero, ci ritroviamo in men che non si dica proiettati nella rubrica <strong>Rock the Town</strong>, che a Novembre ci tiene a rimanere nei confini del nostro Bel Paese e vuole promuovere la bellezza ipnotica e sconvolgente di una regione dove sole, mare, ospitalità e ottima cucina la fanno da padroni: la Sicilia, e più precisamente destinazione Siracusa. Un itinerario ad hoc andrà alla scoperta di questa incantevole città, di tutti i capolavori da non perdere e da visitare, senza certo dimenticare cibo e divertimento.</p>
<p>Infine, un’ultima melodia non può che essere dedicata al nostro palato, di cui si prende sempre amabilmente cura il sapiente talento di Fabio Castiglioni, che in <strong>Oh my Chef!</strong> mette in tavola un alimento della cucina “povera” abbinandolo ad uno dei re indiscussi del mare; il banchetto è imbandito e pronto ad accogliere la ricetta del mese: polpo scottato con pomodoro e crocchette di ceci. Et voilà, il pranzo è servito!</p>
<p>Mai come adesso, le parole del sommo compositore e musicista tedesco Johann Sebastian Bach furono più indicate: “<em>La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Clara Bacchetta</strong></em></p>
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		<title>In scienza e coscienza: l’arrivo del Covid-19 in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 11:21:40 +0000</pubDate>
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<p><b>Annalisa Malara</b>, medico chirurgo, è stata la prima ad accorgersi che quella di Mattia non poteva essere una polmonite. Nel suo libro racconta la notte del 20 febbraio e l’incubo vissuto nei mesi successivi.</p>
<h3>Una notte da non dimenticare</h3>
<p>Il <b>20 febbraio 2020 </b>per molti potrebbe essere una data qualsiasi, priva di alcun memorabile segno. In realtà essa fu, a tutti gli effetti, la notte in cui venne aperto il vaso di Pandora. Quel giovedì di febbraio, infatti, al pronto soccorso dell’<b>Ospedale civico di Codogno</b>, Mattia Maestri lamenta febbre, spossatezza ed una brutta tosse. La dottoressa <b>Malara</b>, di turno in Rianimazione, visita il giovane e realizza la complessità del suo caso. La TAC dice polmonite virale, ma le cure non funzionano. Il medico, determinata, non molla la presa e interroga la moglie del paziente per cercare di capire cosa non va.</p>
<p>Dalla conversazione emerge un elemento apparentemente superficiale: un viaggio in <b>Cina</b>. Una lampadina si accende nella mente dell’anestetista, che corre subito a fare il tampone a Mattia. Positivo. Primo paziente positivo al <b>Coronavirus</b> in Italia. Da quel momento, come in un domino, nel territorio italiano i contagiati sono arrivati a toccare cifre altissime per mesi. La dottoressa, dopo l’inferno passato tra mascherine chirurgiche e tamponi, decide di raccontare la sua esperienza nel libro <b>In scienza e coscienza</b>. In uscita il <b>15 ottobre</b> con <b>Longanesi</b>, il libro ci porterà nella vita di coloro che per lungo tempo hanno lavorato su turni massacranti per assistere centinaia di malati.</p>
<h3>Il libro</h3>
<p>Nel buio della quarantena c’era chi ogni giorno viveva le immagini più strazianti accanto a pazienti lontani dalle famiglie e convinti di non rivederle mai più. Il personale sanitario, perso nell’attesa di una cura contro il virus, ha sempre cercato di trovare la forza per andare avanti. Il libro della dottoressa <b>Malara</b> è e sarà una memoria storica di un evento che ha stravolto il mondo intero, anche se ancora la luce alla fine del tunnel sembra essere lontana. In mezzo alla crudeltà di un virus, però, emergono la <b>bontà</b>, la <b>tenacia</b>, il <b>coraggio</b> e <b>l’ingegno</b> di un team, quello dell’ospedale di Codogno, che non si è mai dato per vinto.</p>
<p><b>In scienza e coscienza</b> diventa, dunque, una di quelle testimonianze da leggere per aprire gli occhi, per capire quanto di buono ancora esista nel mondo e cercare di coltivarlo. Ma soprattutto, per immedesimarsi nella vita di chi ha saputo mettere da parte le proprie paure per salvare gli altri. Annalisa Malara devolverà l’intero ricavato delle vendite del libro, nelle librerie da metà ottobre, in beneficenza al Collegio Nuovo di Pavia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Annastella Versace</i></b></p>
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		<title>La London Fashion Week P/E 2021 è phygital</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 08:02:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/09/Apertura-London-Fashion-Week-01-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/09/Apertura-London-Fashion-Week-01-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/09/Apertura-London-Fashion-Week-01-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/09/Apertura-London-Fashion-Week-01-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/09/Apertura-London-Fashion-Week-01.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Dopo solo tre mesi dall’edizione di giugno della digital London Fashion Week, la settimana della moda londinese si presenta, di nuovo, sotto una nuova veste</p>
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</b></h3>
<p>L’emergenza <b>covid-19</b> ha sconvolto il sistema delle sfilate e delle fashion week mondiali. Il calendario globale della moda è stato gettato nel <b>caos</b> dalla pandemia, che ha portato a sfilate posticipate e cancellate, con molti grandi marchi che hanno annunciato che abbandoneranno il <b>calendario tradizionale</b> e adotteranno un approccio stagione per stagione per presentare le collezioni nei prossimi mesi e anni.</p>
<p>Con i viaggi sconsigliati per un po’ di tempo, i marchi stanno ripensando a quando e dove avrà senso investire nell&#8217;allestimento di una sfilata. <b>Burberry</b> è uno dei primi ad annunciare solidi piani per settembre. La <b>London Fashion Week</b> è uno dei pochi eventi internazionali ancora in corso a Londra, a dimostrazione della resilienza, creatività e innovazione del settore in tempi difficili. Designer, partner e marchi si uniscono per condividere le loro storie in varie forme attraverso lanci di collezioni, film, podcast, conversazioni, gallerie di articoli.</p>
<h3>Nuove modalità</h3>
<p>Pioniera del digitale fu la settimana della moda londinese,&nbsp;che per prima ha sperimentato una nuova modalità di fare moda.&nbsp;Dopo solo tre mesi dall’edizione di giugno della <a href="https://www.fashionnewsmagazine.com/2020/06/15/digital-london-fashion-week-giugno-2020-tra-luci-e-ombre/">digital London Fashion Week</a>, la settimana della moda londinese si presenta, di nuovo, sotto una nuova veste. Dietro allo scarno comunicato stampa si intravede però l’evidente difficoltà di organizzare un evento di tale portata con le restrizioni covid-19.</p>
<p>Il <b>programma</b> per le <b>sfilate Primavera/Estate 2021</b> includerà sia <b>presentazioni</b> in versioni <b>digital</b> disponibili&nbsp;su <a href="https://londonfashionweek.co.uk/schedule/91/london-fashion-week-september-line-up">londonfashionweek.co.uk</a>, sia<b> sfilate&nbsp;fisiche</b> aderendo alle linee guida del governo sulla distanza sociale, che entrambe le modalità.&nbsp;La piattaforma digitale Lfw, lanciata a giugno, continuerà a fungere da hub digitale ufficiale e sarà liberamente <b>accessibile a tutti</b>, professionisti del settore consumatori di moda globali allo stesso modo. Raccoglierà contenuti multimediali esclusivi di designer e brand partner, consentendo varie collaborazioni e unendo <b>moda, cultura e tecnologia</b>. Sarà un mix di attivazioni digitali, eventi e sfilate.</p>
<h3>Il programma</h3>
<p>La London Fashion Week settembre 2020 si terrà <b>dal 17 al 22 settembre</b>, probabilmente tra la Truman Brewery a Brick Lane o il sofisticato hub sullo Strand, dietro Somerset House. I nomi in calendario sono molti, tra menswear, womenswear e accessori, e per fortuna alcuni sono “di peso”. Tra questi, Burberry, Richard Quinn, Margaret Howell e Bethany Williams, Victoria Beckham. Brand affermati e apprezzati da pubblico, critica e addetti ai lavori. La vetrina <b>gender neutral </b>ospiterà oltre <b>80 stilisti</b> di cui 40 abbigliamento donna, 15 abbigliamento uomo, 20 abbigliamento uomo e donna e 5 marchi di accessori.</p>
<p>Ci saranno un totale di <b>50 attivazioni</b> solo <b>digitali</b>, <b>21</b> <b>fisiche</b> e <b>digitali</b>, <b>7 solo fisiche</b> e <b>3</b> <b>designer</b> che si attiveranno attraverso un evento serale solo fisico.Saranno <b>digitali</b> e <b>fisici</b> gli show di:&nbsp;Bethany Williams, Bora Aksu, Burberry, David Koma, Emilia Wickstead, Emilio De La Morena, Erdem, Eudon Choi, Feng Chen Wang, Halpern, Margaret Howell, Mark Fast, Osman Yousefzada, Paria/fArzaneh, Paul Costelloe, Preen by Thornton Bregazzi, Pronounce, Richard Malone, Supriya Lele, Temperley London, Victoria Beckham.</p>
<p><b>Solo</b> in modalità <b>digitale</b>:&nbsp;16arlington, 1&#215;1 Studio, 8on8, Accidental Cutting, Ahluwalia, Alexander White, Art School, Bianca Saunders, British Gq, Charlotte Knowles, Choose Love, Constanca Entrudo, Danshan, Edeline Lee, Edward Crutchley, Eftychia, Evening Standard, Fashion Zoo, Gu_De, Hill And Friends, Hillier Bartley, Jamie Wei Huang, Jd.Com, Inc, Joor, Jordanluca, Kaushik Velendra, Kikiito, Lavazza, Luna Del Pinal, Lupe Gajardo, Lyph, Marques &#8216; Almeida, Marrknull, Matty Bovan, Maxxij, Mercedes-Benz, Misa Harada, Mtv, Natasha Zinko X Duoltd, On|Off Presents&#8230;, Otiumberg, Palmer//Harding, Phoebe English, Qasimi, Ræburn, Richard Quinn, Rixo, Robyn Lynch, Roker, Sonia Carrasco, Stephen Jones, Susan Fang, Tiger Of Sweden, Tiscar Espadas, Toga, Toni&amp;Guy, Typical Freaks, Underage, Vinti Andrews, Xander Zhou.</p>
<p><b>Esclusivamente fisici</b> saranno gli show di:&nbsp;Amanda Wakeley, Roksanda, Sharon Wauchob, Simone Rocha, University of Westminster menswear.</p>
<h3>Burberry</h3>
<p>A fare da apripista Burberry, che andrà in scena il <b>17 Settembre</b>, alla vigilia della London Fashion Week. Il brand guidato da <b>Riccardo</b> <b>Tisci</b> è il primo grande marchio che sceglie di sfilare nei tempi canonici della moda, anche se con modalità proprie. La location esatta dell’evento di Burberry non è ancora stata svelata, ma si tratterà di una presentazione fruibile da tutti,&nbsp;almeno sul web: oltre ai modelli e al team, nessuno sarà fisicamente presente sul posto.</p>
<p>Una decisione presa non solo causa coronavirus, ma anche nell’ottica di una maggiore <b>democratizzazione delle sfilate</b>. Il designer italiano ha dichiarato infatti che allestirà un <b>fashion</b>&#8211;<b>show</b> <b>all’aperto</b> a metà tra reale e digitale per “celebrare la vita all’aria aperta britannica”,&nbsp;canalizzando la “purezza e la semplicità degli spazi naturali per ridefinire il panorama della moda attraverso nuove forme espressive”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Virginia Scarano</i></b></p>
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		<title>ll Planetario di Torino non si ferma</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 09:37:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Planetario di Torino" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>ll Planetario di Torino dà vita a Infini.to@home – Racconti del cielo: un canale virtuale senza biglietto d’ingresso, senza pretese ma con molto altruismo e dedizione raccolti al suo interno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Planetario di Torino" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Planetario-di-Torino-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>ll Planetario di Torino dà vita al canale virtuale Infini.to@home</h3>
<p>Si dice che chi si ferma è perduto, ma in un momento dove molti sono fermi, se si è in pochi ad avere grandi iniziative, allora quelle varranno ancora di più. Ed è con questo spirito positivo che il Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio ha dato vita ad un progetto chiamato Infini.to@home.<br />
<b>Infini.to@home</b> è un messaggio forte e chiaro che il <b>Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio</b> vuole lanciare. È naturale che in questo periodo così delicato il Museo ha dovuto seguire delle linee di guida precauzionali come la chiusura delle aree dello stesso Planetario, ma se a volte non si può agire, non è detto che non si possa meglio pensare e dare frutto ad idee geniali.<br />
Questo è il caso del <b>Planetario</b> <b>Torinese</b>, che dà vita ad <b>Infini.to@home</b>, un <b>canale virtuale</b>, il cui pubblico e target non ha distinzioni; è infatti rivolto a chiunque, adulti, bambini e ragazzi. Infini.to è un modo per sentirsi vicini anche quando bisogna mantenere le distanze. A volte è proprio mantenendo le distanze però, che vengono sollecitate le nostre menti, ed è proprio spesso in casi d’emergenza che nascono progetti geniali e profondi, d’aiuto a molti e d’ispirazione a tutti.</p>
<h3>Infini.to@home – Racconti del cielo</h3>
<p><b>Infini.to@home – Racconti del cielo</b>, un canale virtuale senza biglietto d’ingresso, senza pretese ma con molto altruismo e dedizione raccolti al suo interno. Dentro ad <b>Infini.to@home</b> possiamo trovare alcuni brillanti racconti sul cielo notturno, tutti realizzati con l’utilizzo di software come <b>Celestia</b> e <b>Stellarium</b>, scaricabili gratuitamente e utilizzabili anche dalle proprie case. In un momento delicato, dove i balconi di tutti noi sono diventati delle vie di fuga dalla routine casalinga, nonché degli osservatori a tutto tondo, possono valere ancora di più grazie all’iniziativa del <b>Planetario di Torino</b>.<br />
Nel <b>canale virtuale</b> infatti, troviamo sempre aggiornati i nuovi progetti e le nuove ricerche <b>sull’Universo</b> compiute dagli esperti e ricercatori. Cosa ci può essere di più interessante di qualcuno che ci spieghi “in parole povere”, fenomeni complicati dietro ai quali si celano anni di studio. Cosa c’è di più utile di uno spazio dove la nostra cultura può farsi più ricca, tutto grazie all’aiuto gratuito di professionisti che mettono al nostro servizio conoscenza e sapere?<br />
Andare a spasso a caccia di pianeti oggi è diventato un hobby per tutti grazie all’iniziativa del <b>Planetario di Torino</b>; anche i bambini possono dilettarsi nel cercare di “mettere ordine” nell’<b>Universo</b> giocando con l’app e cimentandosi in attività divertenti, ma soprattutto utili. Grazie ad <b>Infini.to@home – Kids </b>infatti, viene data ai più piccoli la possibilità di capire che, a volte, fermarsi serve solo a ripartire, più curiosi e ricchi di prima.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Sara Steccanella</i></b></p>
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		<title>La street art ai tempi del Coronavirus</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 09:03:17 +0000</pubDate>
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<p>Una <b>pandemia globale</b>, cittadini chiusi nelle proprie case, le strade delle nostre città deserte. Una vicenda imprevedibile quella che ci sta toccando. Ma l’<b>arte</b> e la nostra immaginazione sono ancora forti. Così, gli artisti di strada hanno toccato i nostri animi con la magia dei colori, rappresentando la realtà che stiamo vivendo nei vicoli del nostro mondo.<br />
Messaggi incoraggianti o polemici, immagini che rappresentano la quotidianità di adesso tradotti in fumetti, cartoni animati, caricature. Insomma, il <b>Coronavirus</b> ha acceso così la scatenata fantasia degli artisti di strada di tutto il mondo. Da Miami a New York, da Londra a Roma, sui muri delle strade deserte delle nostre metropoli più amate; sono centinaia le immagini che stigmatizzano il difficile momento per l’<b>arte di strada</b>.</p>
<h3>L’arte è parte dell’uomo, non la si ferma mai</h3>
<p>La realtà è che se il mondo si ferma la nostra creatività rimane sempre in moto, la nostra voglia di esprimerci aumenta. La rappresentazione di ciò che stiamo vivendo è fondamentale anche per rallegrare gli animi dei più fragili e trascorrere questo tragico momento con un po’ più di <b>speranza</b> nei confronti di una partenza migliore in futuro.<br />
Non potendo contemplare questi murales passeggiando, annusando l’odore della libertà, gli artisti di strada hanno pensato bene di diffondere le loro rappresentazioni affinché il loro messaggio, i loro colori, potessero entrare nelle case di tutti. Questo momento dipinto, raffigurato su un muro di cemento, esprime un linguaggio straordinariamente unico in cui ironia e denuncia si mescolano, e il paesaggio urbano rispecchia l’umore degli abitanti, quell’umore che ci accomuna e ci rende tutti estremamente uguali.</p>
<h3>Diventano opere d’arte per le nostre città i momenti più toccanti dell’era COVID19</h3>
<p><i>“</i><b><i>Stay at home, life is beautiful</i></b><i>”,</i> questo è il claim più ricorrente, ricco di speranza, fiducioso di un futuro migliore. Ma anche il cuore degli artisti parla, anche i loro sentimenti non hanno sempre luce, per questo la loro creatività fa leva anche sui immagini più forti, più concrete, come i <b>medici eroi </b>che combattono in prima linea, intere famiglie dietro le sbarre delle proprie case, i sorrisi dei bambini che si spengono, gli amanti lontani e quelli vicini, il cui bacio è diviso da una mascherina; i quartieri delle città che rimpiangono la propria gente.<br />
La rappresentativa di un <b>mondo spento</b> che ci fa paura, che ci sta togliendo molto ma che allo stesso tempo ci sprona a rimanere saldi, forti. Quelle colorate opere d’arte che gli artisti di strada oggi ci offrono, potremmo un giorno cancellarle o perché no modificarle, trasformando i visi cupi e pieni di terrore in soggetti che ce l’hanno fatta, che hanno vinto. Passeggeremo vicini, mano per la mano, e i colori di quei muri ci sembreranno più belli più luminosi. Ricorderemo questa pandemia come un fatto lontano, che ci ha cambiati e forse anche migliorati, che ci ha trasmesso il significato di ciò che conta davvero.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Elena Strappa</i></b></p>
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		<title>Sport e cinema: 5 film da non perdere</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 09:23:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Sport-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sport" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Sport-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Sport-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Sport-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Sport-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Gilt Magazine vi consiglia 5 imperdibili film che trattano il tema dello sport, argomento principale del nostro numero di aprile. Buona visione!</p>
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<p><i>Mens sana in corpore</i> sano dicevano i romani. In queste settimane di “clausura” non è mai sembrato così difficile mantenere mente e corpo in salute (soprattutto la prima!). A questo proposito, l’esercizio fisico può essere un buon modo per occupare il proprio tempo: lo <b>sport </b>non solo migliora le nostre capacità atletiche e la nostra salute, ma sprigionando le endorfine (gli ormoni della felicità) può aiutarci a uscire da questa quarantena più sani, felici e in forma. Perciò per tutti gli sportivi, in attesa di poter tornare a dedicarsi completamente alla propria passione, noi di Gilt Magazine abbiamo pensato di consigliarvi <b>5 imperdibili film</b> che trattano il tema dello sport, che è anche l’argomento principale del nostro numero di aprile. Buona visione!</p>
<h3>Save the last dance (2001)</h3>
<p>Forse la danza non può essere considerato uno “sport” in senso stretto, ma guardando questo film ci si accorge di come anche la danza richieda tutte le capacità di cui soltanto i grandi atleti sono dotati: costanza, passione, sacrificio. <i>Save the last dance</i> racconta la storia di Sara, interpretata dalla magnifica <b>Julia Stiles</b>, una giovane ballerina che sogna di entrare alla prestigiosa Julliard School. Il suo sogno viene però bruscamente infranto dalla morte della madre, proprio durante una sua audizione. Sara decide di non ballare mai più, sentendosi colpevole della morte della madre. Dopo l’incidente la sua vita cambia radicalmente ed è costretta a trasferirsi  a casa del padre a Chicago. Grazie a nuove amicizie (e a un nuovo amore) Sara scoprirà l’hip hop, un lato completamente diverso della musica e della danza, che la riavvicinerà alla sua grande passione.</p>
<h3>Sognando Beckham (2002)</h3>
<p>Per certe persone lo sport non è soltanto un sogno che si avvera, ma è anche una forza potentissima capace di abbattere qualsiasi barriera. È il caso della giovane Jess, una ragazza indo-britannica che vive nella periferia di Londra e sogna di diventare una campionessa di calcio come il suo idolo, David Beckham. Grazie a Jules, una sua compagna di classe (interpretata da una <b>Keira Knightley</b> agli albori della sua carriera) la protagonista entra a far parte della squadra locale, dando così la possibilità al suo grande talento di emergere. La madre di Jess, giudicando il calcio un’attività indecorosa per una donna, cercherà di ostacolare il suo sogno, ma l’amore per il calcio di Jess, più forte di tutto e tutti, riuscirà a trionfare.</p>
<h3>Million Dollar Baby (2004)</h3>
<p>Nella lista non poteva certo mancare questo capolavoro di Clint Eastwood, vincitore di 4 premi Oscar come miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista e migliore attrice protagonista. Maggie (<b>Hilary Swank</b>) è una povera cameriera che vuole diventare una pugile professionista. Frankie è un vecchio allenatore irlandese che dirige una piccola palestra di periferia. Maggie, grazie alla sua ostinazione, riesce a convincere Frankie ad allenarla, e in poco tempo diventa una vera e propria star del pugilato femminile. Maggie diviene sempre più forte, famosa e ricca, ma si accorgerà che l’unica persona a tenere veramente a lei è proprio quel vecchio e burbero allenatore, colui che la chiamava <i>Mo Cuishle</i> (“mio tesoro, mio sangue” in gaelico), e che sarà il solo a restarle vicino anche dopo il tragico incidente sul ring, fino alla fine.</p>
<h3>Tonya (2017)</h3>
<p>Racconta la storia vera di una campionessa “speciale” e della sua vita turbolenta. Cresciuta in una famiglia poverissima e con una madre tiranna, si dedica fin da piccola al pattinaggio artistico sul ghiaccio. Giovanissima sposa Jeff e scappa con lui alla ricerca di una vita felice. Nonostante sia stata la seconda pattinatrice nella storia a essere riuscita a realizzare un triplo axel, <b>Tonya Harding</b> non riesce a sfondare poiché non rientra nei canoni della campionessa: non è aggraziata, i suoi costumi sono i fatti in casa e la sua non è certo una famiglia modello americana. Mentre il marito diventa sempre più violento, Tonya viene coinvolta in uno scandalo e processata, ma nonostante il mondo le crolli addosso, lei non si arrenderà mai.</p>
<h3>Borg McEnroe (2017)</h3>
<p>Quella tra <b>Bjorn Borg e John McEnroe</b> (interpretato da <b>Shia LaBeouf</b>) non è una rivalità puramente sportiva. I due grandi atleti, ritrovatisi a gareggiare 14 volte in 4 anni, si trovano agli antipodi sul campo come nella vita: lo svedese  ha un temperamento glaciale, ogni suo movimento è studiato, preciso, la calma regna sovrana nel suo mondo, dove non c’è spazio per il caos; al contrario, il giovane statunitense dal gioco nervoso e dinamico, non perde occasione per mostrare al mondo la sua indole collerica e focosa. I due atleti, che si sono incontrati nel 1980 a Wimbledon per un’ultima e indimenticabile sfida finale, sembrano essere più opposti che mai: ma sono proprio così diversi? O forse sono l’uno lo specchio dell’altro? Non sono forse due facce della stessa medaglia?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Alessandra Baio</i></b></p>
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		<title>Bvlgari nella lotta contro il Coronavirus</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 10:57:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Bvlgari-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Bvlgari" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Bvlgari-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Bvlgari-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Bvlgari-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/Bvlgari-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Bvlgari ha deciso di intensificare il supporto alle autorità italiane nella lotta contro il Covid-19 con un’importante donazione di gel disinfettante mani</p>
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<p>A causa della difficile situazione di emergenza che stiamo vivendo, la casa di moda <b>Bvlgari </b>ha deciso di intensificare il supporto alle autorità italiane nella lotta contro il <b>Covid-19 </b>con un’importante donazione di <b>gel disinfettante per mani</b>.</p>
<h3>Donazione di migliaia di flaconi</h3>
<p>Diverse case di moda si sono mosse per fare fronte alla difficile situazione sanitaria in corso e contribuendo a fare la loro parte nella lotta contro il virus. Alcuni brand e i vari laboratori di bellezza che fino a un mese fa si occupavano esclusivamente di fragranze, creme viso e corpo, ora hanno unito le forze per aiutare la comunità.</p>
<p>Il marchio romano <b>Bvlgari</b>, insieme al suo partner di lunga data <b>ICR</b> (Industrie Cosmetiche Riunite, Lodi), ha annunciato il suo contributo allo sforzo nazionale per prevenire e combattere il Covid-19. Le due importanti aziende hanno creato diverse <b>centinaia di migliaia di flaconi </b>di gel disinfettante per le mani, da fornire a tutte le strutture mediche. L’intera produzione prevede 6000 pezzi al giorno, per arrivare a un totale di <b>200 mila</b> pezzi in due mesi.</p>
<p>“Credo che come grande protagonista dell’economia e simbolo dell’Italia, Bvlgari abbia la responsabilità di contribuire allo sforzo nazionale per aiutare a prevenire, combattere e debellare il Covid-19. Grazie alla nostra esperienza nel campo delle fragranze, siamo stati in grado di sviluppare insieme ad ICR un “gel disinfettante” che sarà prodotto nello stabilimento di Lodi dove vengono normalmente realizzate le nostre fragranze. Consapevoli della difficile situazione che stiamo vivendo, riteniamo che sia nostro dovere contribuire con il nostro know-how e mettere a disposizione le nostre strutture di produzione”, così ha affermati il <b>CEO di Bvlgari,</b> Jean-Christophe Babin.</p>
<p>Questi cosmetici sono composti da una grossa percentuale di alcol, che agisce sulla pelle disinfettando in profondità ed eliminando batteri e virus. Inoltre, il gel sarà distribuito in flaconi riciclabili da 75 ml attraverso i Dipartimenti preposti alla gestione dell’emergenza e coordinati dal Governo italiano.</p>
<h3>Bvlgari sostiene la comunità scientifica</h3>
<p>Bvlgari continua a sostenere la comunità scientifica e medica. Soltanto un mese fa ha annunciato un&#8217;importante donazione all’ospedale Spallanzani di Roma: il brand ha acquistato un <b>microscopio in 3D</b> ad alta definizione, indispensabile per la ricerca ed estremamente all’avanguardia.</p>
<p>“In quanto Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico di portata nazionale e internazionale &#8211; afferma il <b>Direttore Generale dello Spallanzani Marta Branca </b>&#8211; intervenire sulla ricerca significa non solo reagire all’emergenza, ma soprattutto supportare la speranza di trovare cure e vaccini per questa infezione e per altre gravi patologie infettive. Il sostegno di Bvlgari significa avere la percezione reale di una collaborazione stabile e duratura”. Quindi un contributo importante che ha permesso all’ospedale di avanzare nella ricerca e nella lotta continua al virus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Aureliana Santinato </i></b></p>
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