Il sesso degli angeli: il nuovo film anti-politically correct di Pieraccioni

Il 21 aprile esce al cinema Il sesso degli angeli, la nuova commedia di Leonardo Pieraccioni dalle premesse provocatorie: può un prete di provincia dirigere un bordello in Svizzera?

Avrò fatto bene o avrò fatto male?”. Questa domanda sorge forse spontanea nella vita della maggior parte dei lavoratori, ma è curioso pensare che possa accomunare anche due mestieri che, sulla carta, non potrebbero essere più distanti: quello del prete e della prostituta. Ed è proprio questo quesito esistenziale che permea la trama de Il sesso degli angeli, il nuovo film di Leonardo Pieraccioni in arrivo al cinema il 21 aprile. Fra chiese in via d’abbandono, dubbi di fede e donne peccaminose.

Cast e trama de Il sesso degli angeli

Leonardo Pieraccioni entra dichiaratamente in una nuova fase della sua esperienza da regista e attore, e lo fa con Il sesso degli angeli, prodotto da Levante e Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution. Al suo fianco ci sono Sabrina Ferilli, Marcello Fonte, Massimo Ceccherini ed un cast di giovani attrici che in alcuni casi, come accade per Gabriela Giovanardi, sono alla loro prima esperienza sul grande schermo.

Pieraccioni sveste i panni dell’uomo invischiato in amori rocamboleschi con donne semi-irraggiungibili (personaggio interpretato in diversi suoi film cult come Il ciclone e Il pesce innamorato) e indossa l’abito talare. Ne Il sesso degli angeli lo troviamo infatti nelle vesti di Don Simone, parroco di una chiesetta di provincia sempre meno frequentata e sempre più in – letterale – decadimento. Le sorti della parrocchia potrebbero però essere sovvertite dalla morte di un ricco zio di Don Simone (Ceccherini), che avrebbe lasciato in eredità al nipote una fiorente attività in Svizzera. Una volta giunto nel Canton Ticino insieme al fidato sagrestano Giacinto (Fonte), Don Simone scopre però che il lascito dello zio consiste nientemeno che in un lussuoso bordello, la Maison de la Joie, gestito dalla maitresse Lena (Ferilli).

Una commedia in piena tradizione italiana ma nello stile elegante, romantico e a tratti malinconico di Pieraccioni, Il sesso degli angeli sfrutta le sue premesse pungenti per far ridere con equivoci e provocazioni anti-politically correct, ma anche per far riflettere su tematiche come l’abbandono delle chiese soprattutto da parte dei giovani, il modo di vivere la sessualità da parte delle persone di fede e la visione spesso ipocrita che la società ha delle prostitute e della prostituzione.

Una storia nata per caso

L’ultima fatica cinematografica di Pieraccioni avrebbe dovuto in realtà essere tutt’altro. Come lo stesso regista toscano ha spiegato in alcune interviste, l’idea de Il sesso degli angeli sarebbe nata da un “pitch” uscito fuori come battuta fatta al co-sceneggiatore Filippo Bologna (Perfetti sconosciuti). “Mi chiedeva come andasse la stesura del nuovo soggetto” – racconta Pieraccioni – “e rispondevo che tutto andava bene, ma che certo in un momento così particolare per il cinema italiano, forse la storia di un prete che eredita un bordello in Svizzera sarebbe un po’ più…pizzicorosa”.

Ed è così che, quasi per caso, il soggetto ha preso forma, redatto a quattro mani proprio con lo stesso Bologna. Il cast è venuto di conseguenza con grande naturalezza: Pieraccioni ha subito pensato al nome di Sabrina Ferilli per Lena, in quanto donna divertente, amante della commedia e bellissima, mente con Marcellino Fonte il colpo di fulmine è avvenuto dopo averlo visto in Dogman di Matteo Garrone. Sull’amico Massimo Ceccherini, Pieraccioni scherza che è “come un pegno da pagare”, salvo poi dichiarare di considerarlo una persona di talento e dalla dolcezza straordinaria.

Sui temi caldi toccati ne Il sesso degli angeli, il comico fiorentino non ha dubbi, dicendosi favorevole sia ai matrimoni dei preti che alla riapertura delle case chiuse. Con una precisazione, derivante dagli studi sul campo fatti per il film: le donne, anche quelle che scelgono volontariamente di prostituirsi, vorrebbero sempre avere un piano di riserva e un’occasione per fare altro nella vita. Ci sarà dunque spazio per la redenzione in questo film? Per scoprirlo, non resta che darsi appuntamento al cinema.

di Martina Faralli

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