Il Mio – ma anche il nostro – Rembrandt

Avvincenti aneddoti legati alle opere dell’olandese Rembrandt riusciranno a tenere attaccati allo schermo anche i meno appassionati grazie al nuovo appuntamento con la Grande Arte al Cinema distribuita da Nexo Digital

Vi siete mai chiesti come fanno le opere d’arte ad arrivare nei musei e quindi davanti ai nostri occhi? Oppure cosa si prova ad avere un quadro del 1600 nella propria casa? A questi e molti altri quesiti risponde il nuovo docufilm di Nexo Digital in collaborazione con Piece of Magic, Il Mio Rembrandt.

La regista Oeke Hoogendijk, già nota per i documentari d’arte, si addentra in alcune vicende che girano attorno alle opere del pittore olandese Rembrandt Harmenszoon van Rijn, conosciuto semplicemente come Rembrandt, che segnò il Secolo d’oro della Repubblica dei Paesi Bassi.

Di un pittore di cui l’opera probabilmente più conosciuta è Lezione di anatomia del Dr. Tulp, si viene a conoscenza in maniera minuziosa di alcuni dettagli che segnarono le sue opere e che ossessionano ancora oggi restauratori, collezionisti e mecenati di tutto il mondo.

I protagonisti di questo nuovo appuntamento con la Grande Arte al Cinema sono certamente le opere di Rembrandt, ma anche e soprattutto le personalità che hanno reso possibile la fruizione delle sue opere e l’intrecciarsi delle loro vite. 

Con Il Mio Rembrandt Il mio obiettivo era creare un dramma shakespeariano, mostrando i personaggi principali con ogni possibile elemento umano – dall’amore profondamente sentito per i dipinti di Rembrandt alla lotta per lo status e l’orgoglio nazionale – e costruire uno storytelling diverso da quella un documentario educativo, ma più simile a un film di finzione, in cui la narrazione ti spinge fino al limite.

Il protagonista Jan Six, mercante d’arte aristocratico e alto conoscitore di Rembrandt, con la sua voglia di riscattarsi dall’etichetta da sangue blu, grazie alla scoperta di un’opera inedita, innescherà un processo fatto di grande adrenalina e colpi di scena.

Ma non sarà il solo, perché quando il banchiere Eric de Rothschild, suo malgrado, decide di vendere gli unici ritratti di coniugi a figura intera realizzati da Rembrandt nel 1634, darà il via ad una disputa Francia-Olanda che culminerà al Rijksmuseum di Amsterdam nel 2016, con la prima co-proprietà della storia dell’arte, dando il grande esempio di due nazioni che uniscono le loro forze per permettere al mondo intero di godere dell’eredità che Rembrandt ci ha lasciato.

di Pamela Romano

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