Dal 9 maggio al 22 novembre 2026, 61st Venice Biennale tornerà a trasformare Venezia nel centro mondiale dell’arte contemporanea con In Minor Keys, il progetto curatoriale firmato da Koyo Kouoh. Un’edizione già destinata a lasciare un segno profondo nel panorama culturale internazionale, non soltanto per la qualità artistica della mostra, ma anche per il forte valore umano e simbolico che accompagna questa Biennale.
Dopo la prematura scomparsa della curatrice nel maggio 2025, La Biennale di Venezia ha scelto di realizzare integralmente il progetto ideato da Kouoh, preservandone la visione curatoriale, il pensiero e il lavoro sviluppato insieme al suo team internazionale. La pre-apertura si terrà il 6, 7 e 8 maggio 2026, mentre la mostra sarà aperta al pubblico dal 9 maggio ai Giardini, all’Arsenale e in numerosi spazi diffusi della città.
Koyo Kouoh e il lascito di una mostra costruita sulle relazioni umane
Nominata Direttrice artistica del Settore Arti Visive nel novembre 2024, Koyo Kouoh aveva già definito ogni aspetto della mostra: artisti, opere, architettura degli spazi, catalogo, identità visiva e struttura curatoriale. In Minor Keys nasce così come il compimento di una ricerca costruita sul dialogo, sulla spiritualità e sulla capacità dell’arte di creare connessioni profonde tra persone, culture e geografie differenti.
Saranno 111 i partecipanti tra artisti, collettivi e organizzazioni provenienti da tutto il mondo, selezionati da Kouoh secondo una logica relazionale più che geografica. Dakar, Beirut, Salvador, San Juan, Parigi e Nashville diventano così parte di una mappa culturale fluida, attraversata da linguaggi artistici che dialogano tra memoria collettiva, sperimentazione e pratiche condivise.
Tra le principali fonti letterarie che hanno ispirato il progetto curatoriale figurano Beloved di Toni Morrison e One Hundred Years of Solitude di Gabriel García Márquez, opere accomunate da un forte realismo magico e dalla capacità di attraversare memoria, trauma e dimensione spirituale.
Un’esperienza immersiva tra processioni, contemplazione e ascolto
Più che una mostra tradizionale, In Minor Keys sarà un’esperienza immersiva costruita attraverso ambienti multisensoriali, performance, installazioni e percorsi concepiti per rallentare il ritmo della fruizione contemporanea.
Uno dei temi centrali sarà quello della “processione”, ispirata alle culture afroatlantiche e alle pratiche collettive del movimento e del rito. Il pubblico sarà invitato non soltanto a osservare le opere, ma a entrare fisicamente e simbolicamente nel flusso della mostra.
Grande spazio verrà dato anche alla contemplazione e al riposo, attraverso oasi visive e sonore pensate come luoghi di ascolto profondo. Cortili, giardini creoli, spazi di apprendimento e installazioni immersive diventeranno strumenti per riflettere sul rapporto tra corpo, memoria, ambiente e spiritualità contemporanea.
Tra gli omaggi più significativi della Biennale spicca “Are (Shrines)”, dedicato agli artisti Issa Samb e Beverly Buchanan, figure fondamentali nella ricerca curatoriale di Kouoh e simboli di una pratica artistica capace di mettere al centro comunità, relazioni umane e trasformazione sociale.
Bulgari diventa partner esclusivo della Biennale Arte fino al 2030
Tra gli elementi più significativi della Biennale Arte 2026 emerge anche il nuovo ruolo di Bulgari, che inaugurerà ufficialmente la sua partnership come Exclusive Partner della Biennale Arte per le prossime tre edizioni, fino al 2030. Una collaborazione storica che segna un passaggio importante nel dialogo tra lusso, arte contemporanea e istituzioni culturali internazionali.
Più che una semplice sponsorizzazione, quella tra Bulgari e la Biennale rappresenta una vera alleanza culturale di lungo periodo. La maison romana sarà coinvolta attraverso produzioni artistiche, commissioni speciali e progetti istituzionali che accompagneranno l’evoluzione della Biennale nei prossimi anni.
Per l’edizione 2026 nascerà inoltre il nuovo Bulgari Pavilion ai Giardini, che ospiterà un progetto site-specific dell’artista canadese Lotus L. Kang. Parallelamente, la Fondazione Bvlgari realizzerà una mostra speciale presso la Biblioteca Nazionale Marciana con opere di Lara Favaretto e Monia Ben Hamouda, rafforzando ulteriormente il dialogo tra la maison e il mondo dell’arte contemporanea.
La partnership conferma la strategia culturale sempre più ambiziosa di Bulgari, già protagonista negli ultimi anni di importanti progetti di mecenatismo artistico e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Venezia torna capitale mondiale dell’arte contemporanea
La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte promette di essere una delle Biennali più intense e visionarie degli ultimi anni. Attraverso performance, architetture immersive, pratiche collaborative e una forte dimensione spirituale, In Minor Keys si prepara a ridefinire il concetto stesso di mostra internazionale.
In un momento storico segnato da trasformazioni culturali, crisi identitarie e bisogno di nuove forme di connessione umana, la Biennale Arte 2026 appare già come un invito collettivo a rallentare, ascoltare e ritrovare una dimensione più profonda del nostro stare al mondo.
Mentre Venezia si prepara ad accogliere artisti, collezionisti, curatori e protagonisti della cultura globale, una cosa sembra già evidente: la Biennale Arte 2026 non sarà soltanto un evento espositivo, ma un’esperienza culturale destinata a lasciare un segno duraturo nel panorama artistico contemporaneo.
