L’essenzialità di Luisa Beccaria

 

Capelli raccolti in un severo chignon. Colbacco di pelliccia che ci ricorda un po’ la fredda Russia. In passerella sfila la Donna di Luisa Beccaria. Qualche esemplare di pantalone, ma il padrone della scena è l’abito.

Abiti lunghi, vaporosi o rigorosi, fin sotto il ginocchio. Bianco, nero, petrolio e color oro. Pochi colori, quasi mai sovrapposti e accostati. Vige il monocromatico e, anche gli accessori, come fini cinture che abbracciano il punto vita, sono del medesimo colore dell’abito.

Beccaria gioca sull’ essenzialità. Il vedo non vedo dei pizzi non è mai troppo volgare o eccessivo. Le scollature vertiginose che incalzano l’idea di sensualità, vengono subito smorzate da gonne lunghe fino alla caviglia. Sfila il perbenismo, la donna che ama mostrarsi ma allo stesso tempo celare la propria personalità. Rispetto dei canoni, delle misure. Nulla è lasciato al caso, ma pensato e voluto. L’effetto suscitato è perfetto, il dosaggio consapevole delle forme, dei tessuti e delle lunghezze, rende lo spettatore curioso davanti a cotanto equilibrio.

(di Sara Bianchini)

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.