Laura Dern: leggera e profonda

Che si tratti di commedia, crime o dramma, l’attrice continua a distinguersi per la capacità di rendere ogni personaggio vivo e stratificato, confermandosi una delle interpreti più sorprendenti del panorama internazionale

di Maria Giulia Gatti

Al cinema dal 2 aprile con “È l’ultima battuta? “

Laura Dern continua a essere una delle presenze più solide e affascinanti del cinema contemporaneo, capace di attraversare generi e registri con una naturalezza rara. Negli ultimi anni ha consolidato una carriera fatta di collaborazioni prestigiose e ruoli memorabili, e i progetti più recenti confermano una fase ancora estremamente viva e curiosa.

Tra i titoli in arrivo c’è “È l’ultima battuta?” (titolo originale, “Is This Thing On?”), film diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da Bradley Cooper. Il progetto gioca con il tono della commedia e dell’autoironia; la storia segue la vita di Alex da quando va in pezzi, ovvero nel momento in cui Tess, sua moglie e madre dei loro due figli, chiede il divorzio. Per affrontare questo colpo e la crisi di mezza età, decide di provare un nuovo hobby, quello del cabarettista. Dern si muove in un contesto narrativo che riflette sul mondo dello spettacolo e sulle dinamiche della performance, portando sullo schermo un personaggio che oscilla tra vulnerabilità e consapevolezza, rendendo ogni sfumatura credibile e umana. Nel cast anche lo stesso Cooper, Will Arnett, nei panni del protagonista Alex, e Amy Sedaris.

Gli ultimi progetti, e quelli futuri

Con “Una scomoda circostanza – Caught Stealing” di Darren Aronofsky, invece, il registro cambia: il film si presenta come un racconto più teso e dinamico, con elementi gangster e thriller. 

Tratto dal romanzo di Charlie Huston “A tuo rischio e pericolo”, il film è ambientato a New York nel 1998, dove la mancata promessa del baseball e alcolista Hank ha imparato ad accontentarsi di poco e fuggire dalle responsabilità, nonostante la fidanzata Yvonne lo sproni a cambiare. Quando l’amico punk londinese Russ gli affida il gatto Bud, l’ultima cosa che si aspetta è di trovarsi coinvolto in un giro losco di narcotraffico. Un’opera pulp e anche un po’ nostalgica, interpretata da Austin Butler, Regina King, Zoë Kravitz, Matt Smith, Liev Schreiber, Vincent D’Onofrio e Bad Bunny, oltre a Dern nei panni della madre del protagonista.

“Jay Kelly” rappresenta un’altra opera interessante, in cui si racconta  la vita del famoso Jay Kelly, un personaggio pubblico che vive una crisi d’identità, mentre tutti sembrano conoscerlo meglio di quanto lui conosca se stesso. Qui l’attrice si inserisce in una storia che mette al centro i rapporti umani, le fragilità e le trasformazioni personali. Accanto a lei, George Clooney e Adam Sandler.

Infine, “Peaked” aggiunge un ulteriore tassello a questo percorso variegato al prossimo futuro. Insieme a Molly Gordon, che è anche la regista, Emma Mackey, Simone Ashley, Dua Lipa e Amy Sedaris, Dern è qui nel cast di una commedia, dove due amiche cercano di rivivere la popolarità dei tempi del liceo in occasione di una riunione di classe a dieci anni dal diploma.

Nel complesso, questi progetti raccontano una Laura Dern sempre più libera nelle scelte, interessata a storie che parlano di identità, cambiamento e complessità umana. Che si tratti di commedia, crime o dramma, l’attrice continua a distinguersi per la capacità di rendere ogni personaggio vivo e stratificato, confermandosi una delle interpreti più sorprendenti del panorama internazionale.

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