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	<title>N. 117 &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>N. 117 &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Il nuovo tour dei Coldplay, all’insegna dell’ecosostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 22:17:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La band capitanata da Chris Martin è pronta a partire con il nuovo tour, che ridurrà le emissioni del 50% rispetto al precedente del 2016/17</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>La loro ultima fatica musicale è uscita venerdì 15 ottobre e da marzo 2022 li vedremo sui palchi di tutto il mondo, augurandoci che prima o poi tocchino anche l’Italia. Parliamo dei <strong>Coldplay</strong>, la band inglese capitanata dal vulcanico frontman <strong>Chris Martin</strong>. Il nuovo<strong> </strong>album si chiama “<strong>Music of The Spheres</strong>” e sta già raccogliendo ampi consensi da parte dei fan, impazienti di vedere i loro beniamini di nuovo sul palco.</p>



<p>Il nuovo tour dei Coldplay, la cui prima data è prevista per il 10 marzo 2022 a San José, in California, e l’ultima il 22 settembre a Rio De Janeiro, non è solo un evento mondiale in cui speriamo di recuperare una parte di quella che era la normalità pre Covid. Assolutamente no! Infatti, sarà anche il primo tour della band a essere <strong>ecosostenibile</strong>. </p>



<p>Nell’ormai lontano 2019 era stato proprio il leader della band ad affermare che i Coldplay si sarebbero presi una pausa dai tour fino a che non si fosse trovata una soluzione per renderli ambientalmente sostenibili. E sembra proprio che, dopo quasi 3 anni, la band londinese ce l’abbia fatta! Che sia di esempio anche per altri grandi gruppi? Sicuramente, c’è da augurarsi di sì.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-1.jpg" alt="" class="wp-image-83267" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/greenworld-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Il comunicato stampa della band</strong></p>



<p>Felicissimi di tornare sul palco dopo un lungo e forzato stop, la band inglese ha rilasciato una dichiarazione da cui emergono concetti importanti e condivisibili sul tema del cambiamento climatico:</p>



<p><em>“Siamo molto consapevoli che il pianeta sta affrontando una crisi climatica. Quindi abbiamo trascorso gli ultimi due anni consultandoci con esperti ambientali per rendere questo tour il più sostenibile possibile e, altrettanto importante, per sfruttare il potenziale del tour per spingere le cose in avanti. Non faremo tutto bene, ma ci impegniamo a fare tutto il possibile e a condividere ciò che impariamo. È un lavoro in corso e siamo davvero grati per l’aiuto che abbiamo avuto finora”, </em>come si legge dal loro <a href="https://www.instagram.com/coldplay/">profilo Instagram</a> ufficiale.&nbsp;</p>



<p><strong>Le iniziative della band per rendere il tour ecosostenibile</strong></p>



<p>Ma cosa faranno concretamente i ragazzi di Londra capitanati da Chris Martin per ridurre l’impatto ambientale? Hanno messo in campo davvero molte iniziative, come <strong>ridurre le emissioni di CO2 del 50% </strong>rispetto al loro tour più recente, ma alimentare lo spettacolo completamente con <strong>energia rinnovabile</strong>, sfruttando l’energia solare e l’energia cinetica alimentata dai movimenti dei fan, che avranno a disposizione un pavimento cinetico e delle biciclette.</p>



<p>Per ogni biglietto venduto verrà piantato un albero, mentre il merchandising ufficiale sarà <strong>rigorosamente plastic free</strong> e prodotto in maniera etica e sostenibile. Infine, i fan che sceglieranno il mezzo di trasporto e la soluzione di viaggio meno impattante per raggiungere la location dei concerti, potranno comunicarlo tramite l’app ufficiale e ricevere sconti e gadget!</p>



<p>Ai fan verrà chiesto di portare con sé borracce e bottiglie riutilizzabili e saranno predisposti punti per riempirle, evitando il commercio di decine di migliaia di bottigliette di plastica. Infine, il 10% di tutti i profitti saranno devoluti in un fondo per cause ambientali e sociali, tra cui ClientEarth, One Tree Planted e The Ocean Cleanup.</p>



<p>Non ci resta che sperare che la band di Chris Martin passi anche in Italia!</p>



<p><strong><em>di Martina Porzio</em></strong></p>
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		<title>Van Cleef &#038; Arpels lancia la nuova collezione Zodiaque</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 11:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Jewels]]></category>
		<category><![CDATA[gioielli 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Van Cleef &#038; Arpels porta al centro dell’attenzione lo Zodiaco in una delle sue forme storiche: medaglie in oro costituite da costellazioni poetiche</p>
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<p><strong>Per la nuova collezione dell’anno sono protagonisti gli astri nella loro interpretazione più pura</strong></p>



<p>Affascinata dallo spettacolo della volta celeste, <strong>Van&nbsp;Cleef&nbsp;&amp;&nbsp;Arpels</strong> rende omaggio all’universo attraverso collezioni che ricreano il simbolismo delle costellazioni. Traendo ispirazione dalla collezione degli anni Cinquanta, la Maison ripropone le medaglie, interamente in oro, oppure ornate da pietre preziose. Si evince un’eccezionale fusione armonica tra la natura e l’astronomia.</p>



<p>Come omaggio ai colorati pendenti ideati da Van&nbsp;Cleef&nbsp;&amp;&nbsp;Arpels negli anni Settanta, dodici sautoir reinterpretano i <strong>segni dello zodiaco</strong>. Ogni creazione presenta due facce impreziosite da soggetti differenti: in primo piano, animali e figure umane o mitologiche sono rappresentati in rilievo, mentre in secondo piano gli elementi della terra, dell’aria, dell’acqua o del fuoco sono raffigurati in modo stilizzato. La Maison dedica attenzione ad ogni dettaglio, questo il motivo per cui il verso dei sautoir è lavorato secondo le stesse tecniche impiegate sul fronte per riprodurre nell’oro il simbolo, il nome e le date corrispondenti a ciascun segno zodiacale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-1.jpg" alt="" class="wp-image-83294" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Ogni segno ha la possibilità di mostrarsi nei suoi lati tridimensionali con una serie di pietre ornamentali, acquisendo un carattere personalizzato. <strong>La molteplicità di pietre scelte dona un’armonia cromatica che richiama i quattro elementi naturali</strong>. In tal senso il colore selezionato per i segni di acqua richiama i mari del globo: il quarzo azzurro del Cancro che evoca le profondità oceaniche, la sodalite dei Pesci la spuma salata delle onde e il turchese dello Scorpione le limpide acque di litorali esotici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-2.jpg" alt="" class="wp-image-83295" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>I segni di terra ricordano la natura lussureggiante attraverso sfumature intense a cui Van&nbsp;Cleef&nbsp;&amp;&nbsp;Arpels s’ispira fin dalle sue origini: malachite dalle striature ondulate per la Vergine, avventurina cromata dai sorprendenti effetti materici per il Toro e amazzonite di grande vivacità per il Capricorno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-5.jpg" alt="" class="wp-image-83299" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-5.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-5-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-5-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Van-Cleef-Arpels-5-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>La magia dei cieli notturni è espressa dai segni d’aria, contemplando il blu intensamente scintillante dei lapislazzuli nel sautoir Gemelli, dell’Acquario e le iridescenze dell’ossidiana dorata della Bilancia.</p>



<p>Per i segni di fuoco lo scopo è quello di rievocare il colore delle fiamme e la fluidità della lava come per quanto riguarda l’Ariete. Richiama il magma vulcanico anche la pietersite rossa del Sagittario o le braci ardenti in quello del diaspro rosso, i cui motivi infondono vita al Leone.</p>



<p><strong>Medaglie anni ‘50</strong></p>



<p>Una seconda collezione di dodici gioielli reinterpreta in chiave contemporanea le medaglie in oro giallo delle collezioni di Van&nbsp;Cleef&nbsp;&amp;&nbsp;Arpels degli anni Cinquanta. Queste creazioni storiche della Maison assumono, nel corso del tempo, differenti misure e usi. <strong>Ciondoli, bracciali, pendenti, spille o gemelli ispirati al tema dello zodiaco </strong>hanno infatti segnato la storia di Van&nbsp;Cleef&nbsp;&amp;&nbsp;Arpels fino agli anni 2000.</p>



<p>Oggi Van&nbsp;Cleef&nbsp;&amp;&nbsp;Arpels reinterpreta le medaglie in nuove dimensioni, 21 mm di diametro, valorizzandone il carattere simbolico e intimo. In oro giallo, le medaglie presentano entrambe le facce decorate con i simboli e le date dei segni corrispondenti, in un sottile gioco di rilievo. Queste medaglie rendono così omaggio a un tipo di gioielleria personale, profondamente legata alla storia di chi le indossa.</p>



<p><strong>La magia della pietra preziosa</strong></p>



<p>Nonostante il gioco di segni presente in questa collezione, assumono una posizione fondamentale nelle creazioni di Van&nbsp; Cleef&nbsp; &amp;&nbsp; Arpels le <strong>pietre preziose</strong>. Per ricreare la meraviglia suscitata dall’osservazione degli astri e dall’amata natura, la Maison ha posto un’attenzione particolare alla lavorazione delle materie prime. Fanno parte del team Van&nbsp;Cleef&nbsp;&amp;&nbsp;Arpels esperti gemmologi e tagliatori i quali, unendo le loro abilità, hanno dato vita ad un insieme di pietre ornamentali suggestivo ed armonioso.</p>



<p>Ogni pietra è attentamente ritagliata nella sua forma più larga, rigorosamente scelta per l’armonia dei motivi su entrambe le facce, la sfumatura cromatica, la qualità della superficie, l’opacità o i giochi di trasparenza per conferire alle creazioni effetti grafici e variopinti. La grande varietà di pietre della collezione offre l’occasione di utilizzare nuove gemme, ponendo l’esperienza al servizio della bellezza delle materie naturali. Così valorizzate, queste pietre preziose suscitano un’emozione unica.</p>



<p><strong>A partire dagli anni ’70…</strong></p>



<p>Il tema dello zodiaco appare per la prima volta nelle collezioni Van&nbsp; Cleef&nbsp; &amp;&nbsp; Arpels negli anni Cinquanta, riscuotendo rapidamente grande successo. A partire dagli anni Settanta queste creazioni sono state declinate in misure più importanti e impreziosite con legno, diamanti, madreperla o pietre ornamentali. Sotto forma di <strong>pendenti, portachiavi, bracciali o anche clip, le differenti interpretazioni sono destinate ad una clientela sia maschile che femminile</strong>. Queste creazioni restano in voga fino agli anni Novanta.</p>



<p><strong>Orologeria</strong></p>



<p>Nel 2018 Van&nbsp;Cleef&nbsp;&amp;&nbsp;Arpels introduce questo tema anche in orologeria presentando la collezione di orologi <strong>Zodiaque Lumineux</strong>, che mette al centro dei quadranti le costellazioni rendendo così&nbsp; illuminati i preziosi oggetti.</p>



<p><strong><em>di Flaminia Eboli</em></strong></p>
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		<title>Tiffany &#038; Co. Rose Gold: fragranza sofisticata e frizzante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 11:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beauty e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co.-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co.-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co.-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co.-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co..jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Rose Gold, così dolce e fresco è racchiuso in un gioiello di oro rosa che richiama le fantastiche e brillanti collezioni di gioielli Tiffany</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co.-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co.-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co.-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co.-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Tiffany-Co..jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>La <strong>nuova fragranza</strong> di Tiffany &amp; Co. è il regalo perfetto per la donna che ama l’eleganza sofisticata dei gioielli Tiffany e il tono fruttato e indimenticabile del ribes nero. Chiuso in uno scrigno d’oro rosa che richiama il nome, il profumo è disponibile in tutti i negozi Tiffany.&nbsp;</p>



<p>È vero che i diamanti sono i migliori amici delle donne, ma è anche vero che Marilyn Monroe non andava a letto senza due gocce del suo profumo. E <strong>Tiffany &amp; Co.</strong> sa bene quanto a una donna serva la fragranza giusta per sentirsi unica e indimenticabile, non solo i gioielli. L’<strong>Eau de Parfum Rose Gold</strong> è il giusto incontro tra un profumo fruttato e dolce che si aggrappa alla pelle e l’eleganza del piccolo scrigno dorato che lo contiene, quasi come se fosse un <strong>gioiello profumato</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il <strong>Maître Parfumeur Jérôme Epinette di Robertet</strong> incastra tre diverse note per creare la fragranza perfetta. La Top Note è il sapore fruttato del <strong>ribes nero</strong>, che investe e ravviva l’olfatto insieme a pepe rosa e litchi. Il tutto viene poi addolcito dal tocco orientaleggiante e soave della <strong>rosa blu</strong>, un ibrido unico di rosa giapponese, puro riferimento alla signature fragrance del brand, <strong>Tiffany Blue</strong>. Il viaggio olfattivo termina con la Base Note, più soft, di <strong>semi di ambretta</strong> e <strong>iris</strong>, che si fondono all’intensità del <strong>muschio</strong> regalando un odore più avvolgente e terreno, che mette radici e rimane impresso sulla pelle per una media di 5/6 ore.&nbsp;</p>



<p><strong>Il packaging radioso&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Rose Gold</strong>, così dolce e fresco, è racchiuso in un gioiello di oro rosa che richiama le fantastiche e brillanti collezioni di gioielli Tiffany. I sapienti artigiani della Maison hanno lavorato minuziosamente ad ogni centimetro della boccetta per rendere a pieno la bellezza, la vivacità e la lucentezza evocate dalla fragranza. Il tutto è reso dalla <strong>sinuosità</strong> del flaconcino stesso, modellato e tagliato in modo da richiamare <strong>un diamante</strong>, nella forma e nella composizione. L’opulenza, tale da rendere la boccetta un gioiello vero e proprio in oro rosa, è guarnita da una fascettina color Tiffany, su cui è incastonato in metallo il logo del brand.&nbsp;</p>



<p>A catturare l’eleganza e la dinamicità del profumo in oro rosa ci ha pensato uno dei più grandi, <strong>Steven Meisel</strong>. Puntando sulla vivacità dei visi di Fei Fei Sun, Anok Yai e Kristina Graikate, il fotografo di moda ha scelto <strong>uno stile classico dai toni inaspettati</strong> per la campagna pubblicitaria, con modelle vestite solo di gioielli in oro rosa e una riga di eyeliner color Tiffany a stravolgere la classicità. In sottofondo la Maison ha invece scelto la voce di <strong>Nina Nesbitt</strong>, che sulle note di “<strong>All You Need is Love</strong>” aggiunge un tono romantico.&nbsp;</p>



<p><strong><em>di Annastella Versace</em></strong></p>
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		<title>Il nuovo sound delle passerelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 11:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>I fuori calendario del fashion system lasciano il segno con la musica, Bottega Veneta, Gucci e le loro scelte sonore</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Continuano a susseguirsi le sfilate dei brand che hanno scelto di sfilare al di fuori di ogni calendario e stanno facendo un gran rumore, soprattutto in fatto di musica. La musica? Sì, proprio lei. Del resto, cosa sarebbe uno show senza la giusta musica a saper trasmettere il messaggio del brand e del suo direttore creativo.</p>



<p><strong>Daniel Lee e la techno music</strong></p>



<p>Ed è proprio il direttore creativo di <strong>Bottega Veneta</strong>, l’anglosassone <strong>Daniel Lee</strong>, classe 1986, a far girare i suoi ultimi show attorno alla musica. Più precisamente la <strong>techno music</strong>, con cui egli stesso è cresciuto e di cui sta onorando le radici sfilando nelle due culle di questo genere musicale, <strong>Berlino </strong>e <strong>Detroit</strong>, per le collezioni <strong>Salon 02 e 03</strong>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-3.jpg" alt="" class="wp-image-83287" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Il rapporto con la musica ha sempre segnato la vita di Lee, che sognava di diventare un ballerino, e che al culmine del suo successo ha accompagnato la sua collezione Primavera/Estate 2021, oltre che con tre libri, con un disco inciso da <strong>Neneh Cherry</strong>. Ed ancora, ad un’altra cantante, <strong>Rihanna</strong>, deve la popolarità della <strong>pouch bag</strong>, dichiarata la borsa più venduta nella storia del brand di origine veneta.</p>



<p>È così che il <strong>Michigan Theatre</strong>, palazzo neo rinascimentale sulla Grand River Ave di Detroit, si trasforma nella passerella <strong>Bottega Veneta Primavera/Estate 2022</strong> con la musica inedita di <strong>Moodymann</strong>. Alti e bassi di una musica drammatica, con la voce di una donna che dice “Voglio ricominciare da capo”, “Voglio sognare quando tu sogni”, hanno accompagnato il nuovo sportwear lussuoso di Daniel Lee.&nbsp;</p>



<p><strong>Alessandro Michele, Bjork e Hollywood</strong></p>



<p>A scegliere la voce dell’eclettica <strong>Bjork </strong>è invece <strong>Alessandro Michele</strong> per la sua <strong>Gucci Love Parade</strong> tenutasi ad <strong>Hollywood</strong>. La stellata <strong>Walk of Fame</strong> diventa una nuova strada per la realizzazione di un sogno del designer romano. Cresciuto con i racconti sfavillanti della madre, assistente di una casa di produzione, <strong>Los Angeles</strong> era un rifugio dal grigiore della periferia romana, una stella luminosa e splendente, afferma.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022.jpg" alt="" class="wp-image-83284" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>La <strong>Pre-Fall 2022</strong> è così la sintesi di <strong>un Olimpo di divinità pagane</strong> che siamo noi stessi, liberi di interpretare la parte che preferiamo. Un sogno così complesso non poteva che essere accompagnato da una delle voci più fatate del panorama musicale. <strong>Big Time Sensuality, All Is Full Of Love, Bachelorette, Family</strong>, alcuni dei più grandi successi della cantante islandese che hanno trasmesso il messaggio d’amore di Michele per la città dalle 9 lettere di desiderio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-2.jpg" alt="" class="wp-image-83286" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/PE-2022-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>È quindi dunque chiaro che se ci fermassimo al tessuto di un abito sì, capiremmo la sua qualità, la sua mano e la lavorazione, ma se state leggendo qui, sappiamo che c’è molto altro, e la musica fa parte di tutto questo.</p>



<p><strong><em>di Pamela Romano</em></strong></p>
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		<title>Hotel da Musica, la stella polare di Porto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 11:31:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hotel & Resort]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Siamo in Portogallo, nel mercado do Bom Sucesso della città di Porto si nasconde un hotel 4 stelle caratterizzato da comfort, design e qualità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Quando il design moderno si lascia ispirare dalla musica. Quando le stelle polari non sono fatte di idrogeno ed elio, ma di cemento e vernice. Quando l’hotellerie incontra la gastronomia. È così che nasce l’<strong>Hotel da Musica</strong>: dove modernità e comfort, cucina e tradizioni, trovano il perfetto punto di incastro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-1.jpg" alt="" class="wp-image-83278" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Siamo in Portogallo, <strong>nel mercado do Bom Sucesso della città di Porto</strong> si nasconde un hotel 4 stelle. Comfort, design e qualità costruiscono un ambiente rilassato, disegnato sulle note dei compositori più famosi al mondo.</p>



<p><strong>Prima di tutto, perché scegliere Porto?&nbsp;</strong></p>



<p><strong>È una delle città più antiche d’Europa</strong>, si trova nel Portogallo del nord e guarda le rive del fiume Douro. Tra le caratteristiche più affascinanti del centro storico c’è il panorama, dove un’armonia di linee e struttura regala uno scenario di rara bellezza. Porto, però, non è conservatrice come sembra.</p>



<p>La sua anima contemporanea e creativa si esprime tra le strade e i musei, nelle architetture e nelle terrazze, nonostante sia una città del Medioevo. Perché scegliere Porto? Forse per l’importanza dei monumenti e degli edifici artistici, ma anche per le cantine, le vaste aree dedicate al relax, la vita culturale. E chi lo sa? <strong>Ciascuno, in questa città, vede un proprio perché</strong>.</p>



<p><strong>Il turismo ebraico</strong></p>



<p>Uno dei tanti motivi per visitare Porto può essere il turismo ebraico. A due passi dall’hotel,<strong> la Kadoorie Mekor Haim è la più grande sinagoga della Penisola Iberica</strong> ed è possibile visitarla con tour guidati per scoprire la storia, la religione e il simbolismo ebraici. L’Hotel da Musica vanta anche la <strong>certificazione Kosher</strong>, che riconosce le regole religiose che governano la nutrizione degli ebrei osservanti e rispetta gli standard di una cucina internazionale e interculturale.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-2.jpg" alt="" class="wp-image-83279" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Hotel-da-Musica-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Qualcosa di più sull’Hotel da Musica</strong></p>



<ul><li>Le camere sono di 3 categorie: <em>Standard</em>, <em>Executive</em> e <em>Superior</em></li><li>Il <strong>Bom Sucesso Gourmet Restaurant</strong> è il luogo perfetto per un’esperienza gastronomica nel centro della città. Con la firma dello chef, i piatti sono uno spettacolo di sapori e il menù propone colazioni, pranzi e una selezione di tapas</li><li><strong>The Pavarotti Bar </strong>è uno spazio elegante e moderno che accoglie turisti da tutto il mondo. Qui si può assistere a un concerto o godersi il lounge prima di cenare con gli amici, ed è il posto giusto per gustare un calice di porto, un aperitivo, o intrattenersi con chiacchiere interessanti</li><li>C’è una particolare attenzione dedicata al <strong>servizio clienti</strong>, tanto che è disponibile online un vero e proprio <a href="about:blank">spazio per richieste e reclami</a><strong>&nbsp;</strong></li></ul>



<p>Noi ci siamo già innamorati, e voi?</p>



<p><strong><em>di Camilla Mantovani</em></strong></p>
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		<title>“Breath Ghosts Blind”. Il ciclo della vita secondo Maurizio Cattelan</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/breath-ghosts-blind-il-ciclo-della-vita-secondo-maurizio-cattelan/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 11:28:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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		<category><![CDATA[Maurizio Cattelan]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Cattelan installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Cattelan lavori]]></category>
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		<category><![CDATA[Pirelli Hangar Bicocca]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Un’esperienza immersiva attraverso gli aspetti più emozionali e significativi dell’esistenza umana, restituita in una mostra all’Hangar Bicocca di Milano</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/breath-ghosts-blind-il-ciclo-della-vita-secondo-maurizio-cattelan/">“Breath Ghosts Blind”. Il ciclo della vita secondo Maurizio Cattelan</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Simbologie che mettono in discussione il sistema&nbsp;</strong></p>



<p>Dopo dieci anni di assenza, <strong>Maurizio</strong> <strong>Cattelan</strong> torna a esporre a Milano con la personale <strong>Breath</strong> <strong>Ghosts</strong> <strong>Blind</strong> negli spazi di <strong>Pirelli</strong> <strong>Hangar</strong> <strong>Bicocca</strong>. Fra i volti più noti dell’arte contemporanea, Cattelan da sempre lavora su temi che coinvolgono la collettività, spingendo verso una riflessione e un dialogo comuni. Questioni sociali, politiche, umane, che arrivano a toccare domande esistenziali sulla vita e la morte.&nbsp;</p>



<p>È così che Breath Ghosts Blind nasce come una mostra di sole <strong>tre opere</strong> che vogliono raccontare i tre momenti principali in cui è scandita la vita umana. L’esposizione segue uno storytelling ascendente che porta lo spettatore, man mano che si addentra negli spazi dell’Hangar Bicocca, ad alzare sempre di più lo sguardo.</p>



<p><strong>A cura di Roberta Tenconi</strong> <strong>e</strong> <strong>Vicente</strong> <strong>Todolí</strong>, il racconto segue una suddivisione drammaturgica in tre atti, come una pièce teatrale. La ripetizione del numero tre eleva l’interpretazione a un universo simbolico, riecheggiato anche nelle opere che prendono la forma di simbologie riconosciute e condivise, che Cattelan utilizza come capro espiatorio per mettere in discussione il sistema di valori attuali.</p>



<p><strong>La mostra: il percorso e le opere</strong></p>



<p>I tre ambienti in cui si sviluppa la mostra sono la <strong>Piazza</strong>, le <strong>Navate</strong> e il <strong>Cubo</strong>, ciascuno dedicato a una sola, eloquente opera. Per questo il viaggio del visitatore risulta come una lenta processione negli enormi e bui spazi dell’Hangar.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-1.jpg" alt="" class="wp-image-83272" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Apre il percorso <strong>Breath (2021)</strong>, una scultura marmorea che rappresenta un uomo accovacciato a terra in posizione fetale. Di fronte a lui c&#8217;è un cane, posto allo stesso modo. Per la prima volta la figura animale e quella umana sono accostate in un’opera di Cattelan, che proprio sul loro confronto vuole riflettere. Il titolo “Breath” indica ciò che essi condividono, il respiro, che è anche il primo segno inconscio di vita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-2.jpg" alt="" class="wp-image-83273" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>La buia Navata dell’Hangar è di per sé uno spazio inquietante da attraversare, specialmente ora, con la presenza di <strong>Ghosts</strong> <strong>(2021)</strong>. Opera nata dalla riproposizione dell&#8217;installazione di Cattelan per la Biennale di Venezia del 1997 nel Padiglione Italia, Ghosts è un insieme di centinaia di sagome di piccioni poste sul carroponte lungo tutte le navate dell’Hangar. L’artista gioca qui su un capovolgimento della percezione da parte dello spettatore, che rimane disorientato dal ribaltamento spaziale interno-esterno.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-3.jpg" alt="" class="wp-image-83274" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Maurizio-Cattelan-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Si arriva infine al Cubo, dove inevitabilmente bisogna alzare lo sguardo per osservare la monumentale installazione che è <strong>Blind (2021)</strong>. Forse l’opera concettualmente più immediata, Blind è un memoriale dell’iconografia destabilizzante. Riflette sulla storia e sulla morte, appropriandosi dell’immaginario della serie di eventi fatidici dell’11 settembre 2001. Partendo da un evento drammatico, Maurizio Cattelan riflette sulla violenza della storia più recente e vicina a lui, trasformando un momento tragico in terreno di incontro.&nbsp;</p>



<p><strong>Dalle parole del curatore</strong></p>



<p>Come rimarca anche <strong>Vincente Todolí</strong>, Direttore Artistico di Pirelli Hangar Bicocca e co-curatore della mostra: “Il lavoro di Maurizio Cattelan trasforma una storia o un sentimento in un’esperienza visiva e spaziale. Per la mostra in Pirelli Hangar Bicocca l’artista ha tramutato l’intera architettura del museo in una dimensione psicologica: in sintonia con la sequenza e la natura dei tre ambienti espositivi – la Piazza, le Navate, il Cubo – le opere si presentano come i capitoli di un film o gli atti di una pièce teatrale, divenendo un unicum”.&nbsp;</p>



<p>L’esperienza immersiva che offre “Breath Ghosts Blind” attraversa gli aspetti più emozionali e significativi dell’esistenza umana, restituendoli tramite sentimenti opposti come il dolore e l’amore. La mostra è visitabile <strong>fino al 20 febbraio 2022</strong>.</p>



<p><strong><em>di Chiara Pellini</em></strong></p>
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		<title>Britney Spears libera (finalmente)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 11:14:24 +0000</pubDate>
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<p><strong>Il grido dei social: Free Britney&nbsp;</strong></p>



<p>Un paio di anni fa questa frase inizia a circolare: “<strong>Free Britney</strong>”; e io che con questa Britney &#8211; Spears &#8211; ci sono cresciuta mi sono chiesta: perché deve essere liberata? Chi la tiene rinchiusa?</p>



<p>Così ho indagato e ho scoperto che la cantante era ancora, dopo più di dieci anni, sotto la tutela legale del padre, James Parnell Spears. Sapevo che cosa le era successo, del trattamento sanitario obbligatorio, ma ignoravo che fosse ancora sotto conservatorship e che per questo era nato un movimento sociale per chiedere che le fosse concessa l&#8217;autonomia dal genitore. Un incubo. Come era possibile che dopo tutto questo tempo <strong>non fosse ancora legalmente libera e indipendente</strong>?</p>



<p><strong>C’era una volta una teenager di successo</strong></p>



<p>Torniamo indietro di alcuni anni, diversi anni, in effetti, quando Britney è l’<strong>idolo</strong> di bambini e giovani cresciuti negli anni Novanta, come la sottoscritta. Dopo la partecipazione a “The Mickey Mouse Club&#8221;, insieme ad altri colleghi quali Justin Timberlake, Christina Aguilera e Ryan Gosling, spot pubblicitari e diverse audizioni in case discografiche, ad appena diciotto anni, nel 1999, la cantante esordisce con l’album “&#8230;Baby One More Time” e <strong>acquisisce presto un successo mondiale</strong>. Seguono gli album “Oops!&#8230; I Did It Again” e “Britney”, e la Spears inizia anche a recitare. La fama e la carriera sono in ascesa rapidissima; nel 2005 arriva anche il primo <strong>Grammy</strong> per il singolo “Toxic”. E proprio nella seconda metà degli anni Duemila, il mondo di Britney <strong>comincia a crollare</strong>.</p>



<p><strong>La vita privata: dalla riabilitazione nel 2007 ad oggi</strong></p>



<p>Che cosa è successo, dunque, alla cantante?&nbsp;Sembra che tutto possa ricondursi al periodo successivo al <strong>divorzio da Kevin Federline</strong>, padre dei suoi due figli. Nel 2007, infatti, entra in due cliniche di riabilitazione; è durante il periodo intercorso tra questi due soggiorni che appare sui giornali con la testa completamente rasata a zero.</p>



<p>Ma, dopo essere uscita dalla seconda clinica, perde la custodia dei figli e all’inizio del 2008 si rinchiude in casa con loro e si rifiuta di consegnarli ai rappresentanti legali dell’ex marito. Ed è proprio dopo questo episodio che riceve il TSO e viene trasferita in un reparto psichiatrico. Dimessa, i giudici le affidano come tutori il padre Jamie Spears e il procuratore Andrew Wallet, dando loro il completo controllo dei suoi beni. E da quel momento Britney <strong>non fu più libera</strong>, almeno fino ad oggi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-2.jpg" alt="" class="wp-image-83261" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Per sapere esattamente che cosa sia successo, rimando alla visione del documentario Netflix, “<strong>Britney Vs. Spears</strong>”, diretto da Erin Lee Carr con la collaborazione della giornalista Jenny Eliscu, che ha seguito altri film sulla questione, “Framing Britney Spears” e il seguito “Controlling Britney Spears”, che aveva rivelato come, nonostante i numerosi show, con cui incassava milioni, la cantante viveva con un budget controllato a causa della conservatorship.</p>



<p>I giorni bui di Britney Spears, però, ora sembrano schiarirsi un po’. La cantante è riuscita infatti lo scorso settembre ad ottenere la <strong>sospensione della tutela</strong> da parte del padre; l&#8217;incarico di tutore legale del patrimonio è stato affidato all&#8217; avvocato John Zabel, mentre Jodi Montgomery resta come tutore della persona fisica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-1.jpg" alt="" class="wp-image-83260" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Britney-Spears-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Britney in tutti questi anni non ha mai smesso di cantare ed esibirsi, sostenuta dalla forza energica dei suoi fan che l’hanno sempre amata e che hanno sempre desiderato che fosse, finalmente, libera.</p>



<p><strong><em>di Maria Giulia Gatti</em></strong></p>
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		<title>Artissima a Torino: guida alla 28esima edizione</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 11:03:56 +0000</pubDate>
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<p><strong>Artissima a Torino: dati e numeri</strong></p>



<p><strong>Dal 5 al 7 novembre</strong>, all’Oval di Torino torna <strong>Artissima</strong>, la Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea che ogni anno si tiene nel capoluogo piemontese. Alla sua 28esima edizione, e dal quinto anno sotto la direzione di Ilaria Bonacossa, l’esposizione occupa 20 mila metri quadri, ospitando <strong>154 gallerie</strong>, artisti da 37 paesi nel mondo e una maggioranza di espositori stranieri (come il titolo di “Fiera Internazionale” richiede).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-1.jpg" alt="" class="wp-image-83236" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Il tema di quest’anno&nbsp;</strong></p>



<p>Per l’edizione 2021, il tema di Artissima affonda le radici nel concetto di <strong>“Controtempo”</strong>, termine originariamente musicale che racconta di un ritmo, una scansione, un impulso dinamico.</p>



<p>E “l’arte ha sempre agito in un ‘controtempo emotivo e formale’” &#8211; come dice la direttrice Ilaria Bonacossa &#8211; “grazie a intuizioni che anticipano il futuro cambiando le traiettorie di visione della realtà, scalzando i paradigmi e aprendo a interpretazioni e prospettive imprevedibili eppure imprescindibili. Sotto questa luce, la storia dell’arte si compone di una polifonia di voci a tempo e in controtempo, legate in una sinfonia unica e sorprendente. Una sinfonia che Artissima vuole continuare e contribuire a scrivere”.&nbsp;</p>



<p><strong>Come è organizzata la fiera</strong></p>



<p>La fiera è organizzata in <strong>7 sezioni</strong>. Le prime 4 sono selezionate dal comitato delle gallerie della fiera, un team composto da galleristi internazionali quali Isabella Bortolozzi, Paola Capata, Raffaella Cortese, Nikolaus Oberhuber, Alessandro Pasotti e Philippe Charpentier.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-3.jpg" alt="" class="wp-image-83238" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Le 4 raccolte prendono i nomi di: <strong>“Main section”</strong>, che raccoglie una selezione delle gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale; <strong>“New entries”</strong>, riservata alle gallerie emergenti; <strong>“Dialogue/Monologue”</strong>, per gallerie emergenti che espongono &#8211; secondo il titolo della sezione &#8211; le proprie opere in tema di dialogo o monologo; <strong>“Art spaces &amp; editions”</strong>, che ospita gallerie specializzate in edizioni e multipli di artisti, project space e spazi no profit, con 7 espositori.&nbsp;</p>



<p><strong>Artissima XYZ</strong></p>



<p>Le ultime 3 sezioni sono curate da board internazionali di curatori e saranno fruibili <strong>anche</strong> <strong>online</strong> dal 4 al 9 novembre. Parliamo di <strong>Artissima XYZ</strong>, piattaforma crossmediale che trasforma le sezioni curate della fiera in una immersiva esperienza digitale che nel 2021 vede la sua seconda edizione. Il nome “XYZ”<strong> </strong>richiama l’approccio pluridimensionale e multimediale adottato dalla piattaforma, pensata per restituire l’esperienza fisica attraverso quella virtuale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-2.jpg" alt="" class="wp-image-83237" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Artissima-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Le 3 sezioni sono <strong>“Present future”</strong>, dedicata a talenti emergenti i cui lavori indagano il mistero, sottolineando la soggettività ed esplorando il labile confine tra esprimibile e inesprimibile; <strong>“Back to the future”</strong>, che riscopre i pionieri dell’arte contemporanea, coloro che hanno trasformato i linguaggi formali e le pratiche artistiche; <strong>“Disegni”</strong>, una raccolta dedicata a tutte le tecniche del disegno, mezzo di espressione antichissimo che si è evoluto in mille sfaccettature.</p>



<p><strong>Premi e progetti paralleli</strong></p>



<p>Grazie a diverse partnership e istituzioni che la sostengono, Artissima ha messo in palio <strong>9 premi</strong> per artisti e gallerie, assegnati da giurie internazionali.&nbsp;</p>



<p>In concomitanza alla fiera è <strong>Hub India</strong>, un nuovo focus geografico sulla realtà artistica (gallerie, artisti, opere) della penisola indiana. Il progetto vede uno spazio espositivo nella fiera, ma anche tre mostre sparse nella città di Torino, in collaborazione con la Fondazione Torino Musei.</p>



<p>Ultimo importante progetto è tra Artissima e il suo Main Partner, <strong>Intesa San Paolo</strong>, che hanno dialogato nella produzione di due mostre: una dedicata alle collezioni d’arte di Intesa Sanpaolo e ospitata negli spazi dell’Oval e l’altra alla promozione dell’Archivio Publifoto.&nbsp;</p>



<p><strong><em>di Chiara Pellini</em></strong></p>
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		<title>“Domenico Gnoli”: l’arte del banale in mostra alla Fondazione Prada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 12:01:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Fondazione Prada presenta un nuovo “outsider” del panorama artistico di fine Novecento con la personale su Domenico Gnoli, a cura di Germano Celant</p>
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<p><strong>Tra gli artisti solitari…&nbsp;</strong></p>



<p>Dal 28 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022 è in mostra alla <strong>Fondazione Prada “Domenico Gnoli”</strong>, un’esibizione esclusiva sull’artista con oltre cento sue opere dal 1949 al 1969.&nbsp;</p>



<p>Attivo nella seconda metà del Novecento, Gnoli fu un artista poliedrico che si fece conoscere in primis per le sue <strong>scenografie</strong>, le <strong>illustrazioni</strong> e i <strong>costumi</strong> <strong>di</strong> <strong>scena</strong>. In seguito, con l’avvento della pop art e il ritorno dell’attenzione sull’arte figurativa, anche le sue opere pittoriche raggiunsero il grande pubblico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-1.jpg" alt="" class="wp-image-83139" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Da sempre stato un <strong>outsider</strong> nel panorama artistico della sua epoca, quello di Gnoli è un nome che pochi ricordano. Ma lo stile peculiare e coerente dei suoi dipinti gli ha permesso di essere presente a questa mostra, che prende parte al ciclo di esposizioni dedicate a figure singole di artisti che non rientrano nelle principali correnti culturali, come avvenne con Leon Golub, Edward Kienholz e William Copley.&nbsp;</p>



<p><strong>Un’arte che stimola attraverso la banalità&nbsp;</strong></p>



<p>La pittura di Domenico Gnoli non è assimilabile ad alcuna corrente artistica della seconda metà del Novecento, per quanto sia inevitabilmente ricca di connessioni con la scena culturale del tempo. L’artista tratta <strong>soggetti banali</strong> tramite una pittura di tipo analitico, di alta precisione. Monumentali sono le dimensioni delle sue tele, che spesso contengono solo dettagli di oggetti che fungono da <strong>stimoli visivi e mentali</strong> per lo spettatore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-2.jpg" alt="" class="wp-image-83140" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Il taglio delle opere è fotografico, e la ripetizione dei soggetti trattati ha reso immediata la suddivisione degli spazi della mostra in aree tematiche. È così che troverete dipinti che trattano ossessivamente di divani, con dettagli più o meno ingranditi di cuscini, braccioli o spalliere; pantaloni, con enormi tasche e pence; oppure colletti, camicie e altro ancora.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-3.jpg" alt="" class="wp-image-83141" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Fondazione-Prada-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>“Mi servo sempre di elementi dati e semplici, non voglio aggiungere o sottrarre nulla. Non ho neppure mai voglia di deformare: io isolo e rappresento […]; dal momento che non intervengo mai attivamente contro l’oggetto, posso avvertire la magia della sua presenza”</strong>. (Domenico Gnoli in una lettera del 1965)</p>



<p><strong><em>di Chiara Pellini</em></strong></p>
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		<title>&#8220;L’anima buona di Sezuan&#8221; e la fragilità della natura umana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 12:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Monica Guerritore inaugura la stagione di prosa al Manzoni con “L’anima buona di Sezuan” di Brecht, nella versione scenica di Giorgio Strehler</p>
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<p>Dal <strong>4 al 17 novembre 2021</strong> la stagione 2021/2022 del <strong>Teatro Manzoni di Milano</strong> prosegue con lo spettacolo “<strong>L&#8217;anima buona di Sezuan</strong>” di Bertolt Brecht (traduzione di Roberto Menin) ispirata all’edizione di Strehler.&nbsp;</p>



<p>La <strong>celebre artista Monica Guerritore</strong> inaugura la stagione di prosa con “L’anima buona di Sezuan” di Bertolt Brecht, nella versione scenica di Giorgio Strehler del 1981. Si tratta di un <strong>omaggio al più grande regista teatrale europeo</strong>, nonché suo maestro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1.jpg" alt="" class="wp-image-83130" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Al fianco di Monica Guerritore recitano Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma, Vincenzo Gambino, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Diego Migeni e Lucilla Mininno, che ne seguono le tracce con piena consapevolezza del personaggio, padronanza recitativa, e che fanno emergere con spietatezza e ironia, indossando alla perfezione i costumi di scena di Valter Azzini.</p>



<p>“Copio la versione scenica di Strehler e la riporto al pubblico che non l’ha vista. Senza copie nessun’opera d’arte sarebbe arrivata a noi. Mi misuro con il passato per togliergli, come scrive Pirandello nei Giganti ‘l’impalpabilità del non-essere’. E non ho paura. Poggio sulle spalle di un gigante. I grandi testi sono immortali germinatori di nuove visioni, versioni, a indicare il tempo in cui vengono letti compresi e rielaborati, ma le versioni sceniche che, come nel caso di Strehler, hanno la grandezza di un’opera d’arte si perdono. Mentre oggi quella versione di Strehler è lo specchio di quello che stiamo diventando” racconta Monica Guerritore.&nbsp;</p>



<p><strong>La trama dello spettacolo</strong></p>



<p>Nella capitale della provincia cinese del Sezuan si manifestano<strong> tre divinità</strong> <strong>alla ricerca di qualche anima buona </strong>e generosa e ne <strong>trovano solo una</strong>,<strong> la prostituta Shen Te</strong>, che li ospita per la notte. Il <strong>compenso</strong> inaspettato per tale atto di bontà è una tonda sommetta, <strong>mille dollari d’argento</strong>, che equivale, per Shen Te, alla possibilità di vivere bene. Ma il compenso è accompagnato da un <strong>comandamento</strong>, quello di <strong>continuare a praticare la bontà</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2.jpg" alt="" class="wp-image-83131" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>La povera Shen Te aprirà così una tabaccheria e <strong>si ritroverà subito addosso uno sciame di parassiti, falsi parenti</strong> bisognosi, esigenti, <strong>che abuseranno della sua indole generosa</strong> per appropriarsi delle poche fortune che le appartengono, da cui lei sarà costretta a difendersi. Per farlo, una notte, si traveste da cugino cattivo, Shui Ta, spietato con tutti. La storia si disloca attraverso queste due figure, una bianca e candida, l’altra nera e carismatica. A rendere il tutto ancor più intricato sarà l’amore della donna verso un giovane aviatore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3.jpg" alt="" class="wp-image-83132" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>“Nel mio spettacolo – anticipa l&#8217;attrice, insignita dal 2011 dell&#8217;onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica – sarà forte l’influenza del mio maestro”.</p>



<p><strong>Lo sdoppiamento del buono e del cattivo&nbsp;</strong></p>



<p>Nell’Anima Buona c’è tutta la <strong>tenerezza e l’amore per gli esseri umani</strong> <strong>costretti</strong>, dalla povertà e dalla sofferenza, <strong>a divorarsi gli uni con gli altri</strong> ma sempre raccontati con lo sguardo tenero e buffo di chi comprende. In questa <strong>parabola drammatica,</strong> lo <strong>sdoppiamento del buono e del cattivo</strong> ci riguarda. L&#8217;uomo è portato al bene. Il male è contro natura. La buona Shen Te dopo aver assunto le sembianze del cugino cattivo infatti dirà “com’è difficile essere cattivi”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4.jpg" alt="" class="wp-image-83133" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>L’anima buona di Sezuan è uno <strong>spettacolo politico, sociale</strong>, ma altresì <strong>sentimentale e passionale</strong>. <strong>L’amore </strong>viene esibito<strong> nella sua forma più autentica</strong>, costretto a sopravvivere in un mondo che contempla la barbarie emotiva e i sentimenti puri sono merce di poco interesse. Uno spettacolo intrigante che conduce lo spettatore in una <strong>dimensione parallela,</strong> abitata da personaggi grotteschi, resi maestosi da un esercizio attoriale superlativo e una regia vibrante e sognatrice.</p>



<p><strong><em>di Sara Buzzoni</em></strong></p>
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