Promenade de Santé, Timi e Mascino tra eros e psichiatria

22 Ottobre 2020 • Lifestyle, Theatre

Promenade de Santé: lo spettacolo delle tante prime volte

Reduce da una standing ovation nella giornata del debutto al Teatro delle Muse di Ancona, la pièce del regista e drammaturgo francese Nicolas Bedos (La Belle Epoque, nel 2019) è pronta ad approdare sul palcoscenico del Teatro Parenti di Milano con dieci imperdibili date, a partire dal 22 Ottobre. Promenade de Santé è lo spettacolo delle tante prime volte: la prima volta che due amici come Filippo Timi e Lucia Mascino recitano da soli sul palco dopo anni di lavori insieme, la prima volta al Teatro delle Muse per la Mascino e, soprattutto, la prima volta in prosa del regista Giuseppe Piccioni. Piccioni è noto al pubblico per la sua innata sensibilità, qualità che gli è stata molto d’aiuto in Promenade de Santé, dove è stato abile nel trasferire la sua esperienza dietro la macchina da presa.

L’istrionico regista ha riflettuto molto prima di scegliere l’opera per la sua prima esperienza teatrale, valutando punti in comune con la sua personalità, con il suo passato cinematografico e con le condizioni di vita dei giorni d’oggi. La pièce di Bedos si è rivelata la scelta più appropriata in quanto non si tratta di un testo semplice, che lo si legge e già se ne comprende l’intero significato, bensì va analizzato, parola per parola, al fine di ghermire ogni sfaccettatura, dalle più ironiche alle più insidiose.

La complicità tra Filippo Timi e Lucia Mascino

Filippo Timi e Lucia Mascino sono perfetti per interpretare i protagonisti di questa “Passeggiata di Salute”. La complicità palpabile tra i due attori e la loro continua voglia di rinnovare il mestiere, anche sbagliando se capita, e rischiando alla volta della continua ricerca di un briciolo di verità sulla scena, si è rivelata la chiave di volta per Piccioni, il quale aveva già avuto modo di lavorare cinematograficamente con Timi e Mascino. Il regista tiene molto a questo spettacolo pervaso di vita vera, e si diverte a dire che si sente come un bimbo di fronte ad una tavola imbandita di pasticcini, che porta non solo goduria al palato ma anche alla vista, come una sorta di giostra dei sensi.

L’amore come malattia, un contagio da cui non può prescindere l’esistenza umana

Il testo spudorato e coinvolgente descrive due personalità tanto opposte quanto affini dal punto di vista delle problematiche che li accomunano. Un uomo alcolizzato, fedifrago ed erotomane (Filippo Timi) e una bella ballerina che soffre di depressione, ninfomania e allucinazioni (Lucia Mascino) un giorno si ritrovano a parlare su una panchina del parco di una casa di recupero per disturbi mentali e immediatamente tra i due scatta la scintilla. I dialoghi tra i due rendono l’attrazione carnale ancora più esplicita e trasformano il tempo che scorre veloce in un crescendo continuo di emozioni. Il rapporto tra i protagonisti va veloce e si tramuta in un amore sregolato e senza confini. Timi e Mascino sono due personalità fragili, che singolarmente non riuscirebbero a sconfiggere il malessere e gli squilibri mentali che da tempo li affliggono, mentre stando insieme affrontano numerose problematiche. Trovano la quadra perfetta per essere folli soltanto come coppia e così stabilizzarsi, anche perché da se stessi non si guarisce mai del tutto.

Leggerezza e profondità sono le parole chiave per far vivere una storia sentimentale attuale ed avvincente sull’amore, che è sempre un po’ legato alla follia. La pièce di Bedos tocca temi forti ma non perde lucidità nel farlo e, grazie alla vena di comicità, rappresenta uno spaccato di quotidianità. La ben curata fusione tra realtà e finzione si nasconde dietro la sola condizione di disturbo mentale. Giuseppe Piccioni ha raggiunto il suo scopo e deve ritenersi soddisfatto di questa sua prima esperienza lontano dalla macchina da presa; ha lavorato con attori che proprio come lui vedono il cuore nella propria ricerca, ed è riuscito nell’intento di discostarsi dal portare in scena le problematiche di contagio di cui si parla giornalmente, mettendo invece in mostra un altro tipo di contagio, quello amoroso, che è sì appassionante, ma non sempre presenta un lieto fine.

Informazioni dettagliate su date, orari e prezzi sono consultabili sul sito del Teatro Parenti: www.teatrofrancoparenti.it

 

di Agnese Pasquinelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *