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	<title>tutela ambientale &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>tutela ambientale &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Intervista ad Andrea Geremicca: verso un futuro più sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 11:41:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/Andrea-Geremicca-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/Andrea-Geremicca-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/Andrea-Geremicca-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/Andrea-Geremicca-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/Andrea-Geremicca.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Andrea Geremicca, Direttore Generale dell’Istituto Europeo dell’Innovazione per la sostenibilità</p>
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<p>Andrea Geremicca, Direttore Generale dell’Istituto Europeo dell’Innovazione per la sostenibilità, sta spendendo da anni la sua vita nel trovare dei modi per guidare l’innovazione all’ottenimento di risultati sostenibili.&nbsp;</p>



<p><strong>Cosa significa essere innovatori oggi?&nbsp;</strong></p>



<p>L’innovazione è una soluzione nuova a un problema vecchio. Non è un processo rapido e snello, deciso e realizzato da pochi; è invece un duro lavoro di collettività che per funzionare non deve partire dal basso verso l’alto o dall’alto verso il basso, ma dal cuore dell’azienda stessa; per questo deve coinvolgere tutti per funzionare. Ho sempre cercato di favorire questo processo trasformando l’azienda in una piattaforma dove si generi un sano conflitto senza alcun pregiudizio. Nonostante la parola innovazione appaia in ogni articolo, libro o intervista di qualsiasi natura, come fosse uno step naturale per tutte le aziende, non è affatto un meccanismo spontaneo. Nessuna azienda con cui ho lavorato innova per vocazione, anzi, probabilmente ne farebbero volentieri a meno se potessero: cambiare ha costi elevati, richiede un coinvolgimento pressoché totale dell’organizzazione ed espone al rischio di perdite economiche importanti. Innovare è un verbo che necessariamente ci proietta verso il futuro, e la capacità di osservare tanti possibili futuri è una qualità indispensabile per qualunque azienda voglia anticipare i cambiamenti più che reagire a essi. È questo forse il mio ruolo, creare un luogo dove s’immagina ogni giorno il futuro che vorremmo realizzare. Lei fa dell’innovazione il suo cavallo di battaglia.&nbsp;</p>



<p><strong>In che modo coniuga l’innovazione alla tematica della sostenibilità e quali sono le novità applicate al settore ?&nbsp;</strong></p>



<p>Trovare una definizione semplice a un problema complesso come la sostenibilità potrebbe portarci fuori strada; tuttavia, se volessimo provare a definire lo sviluppo sostenibile in modo sintetico, direi che essere sostenibili non vuol dire altro che essere in grado di durare nel tempo. Se prendiamo questo come dato, capiamo subito che per essere durevoli occorre fare tutto ciò che possiamo per evitare che i cambiamenti a cui stiamo assistendo sul versante climatico o sociale, nella nostra società, finiscano per danneggiarci. Occuparsi di sostenibilità non è quindi una questione filantropica, non è una scelta morale: è la conseguenza più naturale del nostro spirito di sopravvivenza. La struttura sociale che abbiamo creato, la nostra economia, la nostra sicurezza, la nostra capacità di nutrirci e di proliferare, riusciranno a resistere in un pianeta con il 70% in meno di specie viventi o con (solo) qualche grado in più di temperatura? Le nostre aziende possono essere profittevoli, nel lungo periodo, considerata la crescente scarsità di risorse e le presenti e future guerre? Non essere sostenibili non è il problema perché non è un’alternativa. Il problema è un altro: come organizzarsi per essere resilienti e adattarsi al cambiamento senza accentuarlo con il nostro sviluppo. Non si può essere sostenibili se non innovando radicalmente quello che facciamo e come lo facciamo, e non si può immaginare di affrontare il lungo e faticoso (anche economicamente) percorso dell’innovazione se non con il fine di essere sostenibili. Nel corso degli ultimi anni ho avuto il piacere di lavorare, attraverso il nostro Istituto (European of Innovation for Sustainability), con alcune delle aziende più impegnate al mondo nella trasformazione verso aziende sostenibili, tutte, a modo loro e con tempi e investimenti diversi, hanno solo una cosa in comune: la sostenibilità è insita nel purpose dell’azienda stessa, in ogni singolo atomo. Il clima sta notevolmente cambiando. Sono sempre più numerose le catastrofi causate da cambiamenti climatici.&nbsp;</p>



<p><strong>Quanto dobbiamo effettivamente preoccuparci e quanto noi esseri umani siamo davvero consapevoli della gravità della situazione?&nbsp;</strong></p>



<p>Credo non ci sia neanche bisogno di parlare di tutto quello che è la crisi climatica o domandarsi se effettivamente è un qualcosa che abbiamo causato noi o meno, perché ci sono ormai tantissime conferme. Gli scienziati non sono quasi mai d&#8217;accordo su nulla; beh, questa volta invece sono assolutamente d&#8217;accordo sul fatto che il nostro vivere, la nostra quotidianità, il nostro modo di svilupparci e di crescere anche economicamente, ha portato ovviamente un disastro dal punto di vista del clima della perdita, di biodiversità etc. Per capire secondo me quello che effettivamente l&#8217;uomo ha fatto all&#8217;ambiente, che, ci tengo a precisare essere alquanto sbagliato dal momento che noi spesso tendiamo ad asserire “noi abbiamo distrutto, stiamo distruggendo la terra dove viviamo, e non è assolutamente vero, è importante tenere presente che la terra c&#8217;è da molti più anni di noi e continuerà a esserci per molti anni dopo che noi ce ne saremmo andati; quello che noi stiamo facendo è rendere la nostra vita su questo pianeta difficile, incompatibile. Ora, per capire quello che effettivamente sta succedendo in ambito delle risorse, possiamo fare un esempio. Tutti &#8211; o quasi tutti &#8211; sappiamo come funziona la carta di credito. Noi in pratica prendiamo questa carta di credito che ci permette in base al nostro plafond di spendere dei soldi. Se noi spendiamo per tutto il mese quei soldi, indipendentemente da quanti ne abbiamo sul conto, il cinque del mese successivo la banca ci dirà “hai speso 2000 €, adesso li prendo dal tuo conto appunto”, perché la banca si è fatta creditrice e quindi ci ha dato la possibilità in qualche modo di spendere quei soldi dandoci del credito, sapendo che però il cinque del mese successivo ce li avrebbe ovviamente chiesti indietro e poi si ricomincia. Immaginiamo che per un momento la banca non decida di riprendersi quei soldi il cinque del mese successivo ma ci dia la possibilità di spendere questi soldi quanto vogliamo per 15 anni, e solo allo scadere del quindicennio chiederà indietro i soldi. Ecco, se succedesse una cosa del genere probabilmente la banca nel 95% dei casi non troverebbe più quei soldi perché sarebbe una cifra talmente elevata che poche persone avrebbero correttamente accantonato. Questo è quello che sta succedendo con le risorse, e non è il pianeta che ogni anno ci porta il conto delle risorse in più che abbiamo. Ma in un lungo periodo questo succede ed è quello che sta succedendo. È come se oggi il pianeta ci chiedesse di restituire quelle risorse che noi abbiamo utilizzato senza limite.&nbsp;</p>



<p><strong>In che modo pensa potremmo davvero sensibilizzare la popolazione terrestre ?</strong></p>



<p>Senza andare troppo indietro nel tempo, già 5/6 anni fa in pochi parlavano di sostenibilità o quantomeno in pochi capivano davvero cosa voleva dire la parola sostenibilità e la complessità che un argomento del genere si porta dietro. Quello che è successo è che per fortuna ci siamo resi conto che presto potrebbe essere troppo tardi, e tutti quanti abbiamo iniziato a parlare, comprendere, capire e anche spiegare come nel nostro caso quello che effettivamente è la sostenibilità e quali sono i rischi della insostenibilità per aziende per governi per paesi ma soprattutto per la nostra specie, quella dell&#8217;essere umano. Oggi è stato fatto sicuramente un passo in avanti; mi piace pensare che non ci sia più bisogno di spiegare quale sia il problema perchè è sotto gli occhi di tutti; secondo me non serve neppure andare ulteriormente a spiegarlo perché se togliamo i negazionisti, che ci saranno sempre in ogni circostanza, credo che tutti quanti adesso abbiano chiaro che cosa stia succedendo. Quello che noi dobbiamo fare è continuare a parlarne non più in un&#8217;ottica di “abbiamo distrutto il pianeta” o “abbiamo rubato il futuro dei nostri figli”. Non serve più questa ondata di terrorismo climatico, che secondo me si può quantomeno attenuare. Oggi c&#8217;è bisogno di parlare di soluzioni e di cosa possiamo fare e cosa dobbiamo fare.</p>



<p><strong>Il fenomeno degli “attivisti” è da considerarsi proficuo o può sfociare, come nei casi di imbrattamento di luoghi di culto o pubblici, ridicolo e oltraggioso?</strong></p>



<p>È difficile rispondere a questa domanda perché dentro la parola stessa “attivisti” c&#8217;è un range molto ampio di persone che a vario titolo e in vario modo cerca di sensibilizzare sul tema della crisi climatica. Ora, se pensiamo a una delle icone della battaglia alla crisi climatica delle generazioni più giovani, ci viene in mente Greta Thunberg. Aldilà dei suoi importantissimi discorsi, è salita alla ribalta perché si è incatenata e ha fatto sciopero della fame. Quello è il modo in cui lei ha protestato dicendo: &#8220;dite di amarci, volete rubarci il nostro futuro. Fate qualcosa perché il nostro pianeta sta per essere incompatibile con la nostra vita&#8221; e quindi la sua è stata una forma forte di attivismo che ha attirato l&#8217;interesse di tutto il mondo. Da lí, possa piacere o non piacere, ha comunque attirato l’attenzione pubblica su un tema ancora comunque abbastanza di nicchia, quindi se parliamo di quel tipo di attivismo, che è comunque relegato alla sfera personale, credo che in passato sia stato utile (non lo vedo utile forse adesso). Per quanto riguarda gli attivisti che imbrattano le statue o imbrattano i quadri nei musei, beh, quello non credo che sia assolutamente utile, anzi, va quasi a spostare il tema della sostenibilità su una questione morale di etica sostenibilità, e come dicevo prima non è una questione etica ma una questione di sopravvivenza . Questo gesto secondo me và a banalizzare e spostare l&#8217;attenzione su un tema che invece ha necessità di essere trattato in maniera assolutamente adeguata e nei contesti adeguati.</p>



<p><strong>Lei è anche docente presso due rinomate università, la Lumsa e la Luiss. Trova che le nuove generazioni, la cosiddetta Gen Z, sia sensibile al tema “sostenibilità”?&nbsp;</strong></p>



<p>Io credo che la cosiddetta Gen Z sia L&#8217;unica opportunità che abbiamo, perché noi abbiamo dimostrato nel corso degli anni che spesso, molto spesso, diciamo una cosa ma ne facciamo un&#8217;altra e lo manifestiamo nei nostri acquisti. Nelle interviste ci chiedono se noi siamo disposti a comprare dei prodotti più sostenibili. Rispondiamo di sì, ma poi andiamo al supermercato e compriamo il prodotto che costa di meno senza neanche chiederci se sia sostenibile o meno. La generazione Z è molto più critica nei confronti di quello che effettivamente sta acquistando, vuole comprendere e sapere di più sui processi di realizzazione di quel prodotto o servizio. È sicuramente molto più attenta delle generazioni precedenti al tema della sostenibilità e questo non stupisce, perché ovviamente è anche il motore che sta spingendo le aziende di tutto il mondo a creare dei prodotti sempre più sostenibili perché i clienti lo richiedono e lo vogliono vedere, capire e comprendere. Importante secondo me è che spesso la mia generazione ha avuto la sensazione di dire “ma io cosa posso fare, io sono una persona sola, come posso effettivamente cambiare la sorte del mondo, anche da un punto di vista del business?”, ed è un grande errore, perché c’è una frase (non ricordo dove l’ho sentita) che dice una cosa sacrosanta, che io condivido al 100% , ossia “ogni volta che spendi un dollaro stai votando il mondo che vuoi”, e questo è esattamente quello che sta facendo la generazione Z, non mette soldi su un prodotto che non rispecchia il suo valore.</p>



<p><strong>Quali sono gli obiettivi che si è prefissato di raggiungere a medio e lungo termine collaborando a stretto contatto con realtà europee per un mondo più “green”?&nbsp;</strong></p>



<p>Come Direttore Generale dell&#8217;Istituto Europeo di Innovazione per la Sostenibilità, ci occupiamo di educational a vari livelli: sia per aziende e organizzazioni, sia per persone, per cittadini manager e per curiosi che vogliono capire quali siano le soluzioni, le innovazioni che si possono mettere in atto per essere più sostenibili. Il nostro obiettivo è quello di riuscire in qualche modo a raccontare e spiegare un tema incredibilmente complesso come quello della sostenibilità in maniera più semplice e accessibile, perché nessuno può prendere delle scelte consapevoli e importanti per cambiare e applicare una transizione alla propria azienda, alla propria realtà e al proprio paese se non ha compreso bene quello che può essere poi il contro bilanciamento di quelle scelte, perché ogni cosa che succede in un sistema complesso ha ricadute in tantissimi altri sistemi. E quindi il nostro obiettivo è quello di rendere più semplice la comprensione di un sistema e di una nomenclatura anche molto complessa, che in qualche modo risiede attorno alla sostenibilità, e lo facciamo con l&#8217;obiettivo di creare delle partnerships. Questo perché è importantissimo secondo noi ammettere, assumere, e in qualche modo incoraggiare, tutto quello che è la collaborazione anche tra varie filiere e anche tra diversi mercati per il raggiungimento della sostenibilità. E se c’è una cosa che ho imparato in questi anni all&#8217;Istituto Europeo, è che nessuno può ottenre la sostenibilità da solo ed è assolutamente un qualcosa che va fatto e va ottenuto collaborando con gli altri; questo è l&#8217;obiettivo del nostro istituto: facilitare da una parte tutta la comprensione delle tematiche legate alla sostenibilità e dall&#8217;altra quella di favorire la collaborazione tra vari stakeholder che possono essere Nazioni Unite, aziende o persone.</p>
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		<title>Escape4Change: giochiamo per cambiare il mondo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 17:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green World]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Nata dall’associazione Eufemia, attiva in ambito sociale, Escape4Change si occupa di sensibilizzazione attraverso il gioco</p>
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<p>Abbiamo mai pensato al gioco come strumento di <strong>sensibilizzazione</strong> in ambito sociale e ambientale? Se parliamo di bambini, sicuramente sì. Sono sempre di più, infatti, i giochi che stimolano i più piccoli ad apprendere come tutelare l’ambiente o, ad esempio, come funziona il riciclo dei rifiuti. Ma se parliamo di adulti? Anche per i più grandi il gioco può essere un ottimo spunto per imparare sempre qualcosa in più. E la filosofia di <strong>Escape4Change</strong> è proprio questa.</p>



<p><strong>Escape4Change: cos’è?</strong></p>



<p>Escape4Change nasce da Associazione Eufemia, realtà tutta italiana che si occupa di <strong>promozione sociale</strong>.<strong><em> </em></strong>Tra i vari ambiti<strong><em> </em></strong>in cui l’associazione sviluppa i suoi progetti c’è proprio il gioco per adulti, pensato per aiutare a far nascere, nei giocatori, un pensiero critico riguardo al mondo che ci circonda. I temi? <strong>Ambiente</strong>, <strong>cambiamento climatico</strong> ed <strong>economia circolare</strong>, ma anche lotta al razzismo e mondo senza frontiere.</p>



<p>L’approccio è informale e libero e al gioco può partecipare chiunque. Non servono particolari competenze, ma solo tanta voglia di divertirsi e riflettere sul mondo che ci circonda. La strategia è quella delle <strong>Escape Room</strong>, giochi nati negli Stati Uniti alcuni anni fa e che prevendono l’utilizzo della logica per raccogliere tutti gli indizi disseminati per una stanza, decifrarli e riuscire a liberarsi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente.jpg" alt="" class="wp-image-82992" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/ambiente-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Escape4Change: le escape room che ci aiutano a capire il mondo che ci circonda</strong></p>



<p>Tra le cinque tipologie di Escape Room proposte da Escape4Change, ce ne sono tre particolarmente interessanti per chi è sensibile alle tematiche ambientali e <em>green.</em> La prima è <strong>Circular Economy</strong>, pensata per insegnare ai giocatori il valore dell’economia circolare e della corretta gestione delle risorse.</p>



<p>In un mondo che vede uno sfruttamento delle <strong>risorse non rinnovabili</strong> sempre più massiccio, trovare nuove soluzioni che permettano di riutilizzare ciò che scartiamo, minimizzando così i consumi, è fondamentale. Questa escape room fa parte del più ampio progetto “Metti in circolo il cambiamento”, implementato da una rete di 12 partner nazionali.</p>



<p>Utilissima per tutti i giocatori cittadini è <strong>Urban Green</strong>, l’escape room dedicata al verde urbano e all’importanza delle <strong>api</strong>. Durante il gioco i partecipanti saranno stimolati a comprendere perché il verde urbano sia così importante e quali sono i suoi benefici nella riduzione della CO<sub>2</sub>, nel miglioramento dell’aria che ci circonda e, soprattutto, nella protezione di quegli utilissimi insetti che sono le api.</p>



<p>Infine, ecco Escape4Change Climate Change, l’escape room dedicata alla lotta al <strong>cambiamento climatico</strong>. Basandosi sugli obiettivi dell’Agenda 2030 per il contrasto ai cambiamenti climatici, i giocatori impareranno come migliorare le proprie abitudini quotidiane, ma acquisiranno anche maggior consapevolezza circa le conseguenze più gravi del cambiamento climatico, come l’emigrazione ambientale. Questa escape room fa parte del <strong>progetto europeo Frame, Voice, Report</strong>, finanziato dalla Commissione Europea.</p>



<p>Cosa ne dite, andiamo tutti a giocare?</p>



<p><strong><em>di Martina Porzio</em></strong></p>
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		<title>Festa di Teatro Eco-Logico: uno spettacolo a impatto zero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 15:16:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Festa di Teatro Eco-Logico" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Dal 2014 l’incantevole isola di Stromboli fa da cornice alla Festa di Teatro Eco-Logico, 100% amica dell’ambiente</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Festa di Teatro Eco-Logico" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Festa-di-Teatro-Eco-Logico-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Dal 2014 l’incantevole isola di Stromboli fa da cornice alla Festa di Teatro Eco-Logico, 100% amica dell’ambiente</h3>
<p>Arrivi a teatro, cerchi il tuo posto, ti accomodi, le luci si spengono, il sipario si alza. Si va in scena! E se, per una volta, l’<b>esperienza teatrale</b> si trasformasse in qualcosa di differente? Questo è l’obiettivo della <b>Festa di Teatro Eco-Logico</b>, evento che da ormai otto anni si tiene nella maestosa e magnifica <b>isola di Stromboli</b>. Cos’è la Festa di Teatro Eco-Logico? Un momento di condivisione a base di spettacoli teatrali, danza e rappresentazioni artistiche a <b>impatto zero</b>. Come? Sfruttando solo la luce solare, della Luna e delle stelle, oppure di torce e candele, senza alcun mezzo artificiale per l’illuminazione e l’amplificazione acustica.</p>
<p>La Festa di Teatro Eco-Logico ha quindi diversi obiettivi: ridare all’essere umano il ruolo di protagonista assoluto sul <b>palcoscenico</b>, aumentare la consapevolezza sul <b>risparmio energetico</b> e far conoscere la splendida isola siciliana in un modo diverso e lontano dai soliti itinerari turistici. Sì, perché per la Festa di Teatro Eco-Logico, l’intera isola si apre al pubblico, dalle sue grotte e spiagge più difficili da raggiungere alle case private degli abitanti più generosi.</p>
<h3>La storia della Festa di Teatro Eco-Logico</h3>
<p>La <b>prima edizione</b> di questa Festa di Teatro, ma anche festa del teatro a tutti gli effetti, si è svolta nel 2014, utilizzando come filo conduttore il Sole. “Too Much in the Sun” è stato il titolo scelto per l’edizione numero 1, durante la quale sono andate in scena opere di <b>Leopardi </b>e poesie di <b>Emily Dickinson</b>, oltre a numerosi miti sul grande signore dell’isola, lo Stromboli. <i>Iddu</i>, come lo chiamano siciliani e strombolani con quella paura affettuosa che solo loro conoscono, è infatti il vero protagonista di questa rassegna annuale, anche solo con la sua presenza. Nel 2015, invece, la Festa ha deciso di concentrarsi su un concetto scomodo, ma profondamente sentito dai siciliani: <b>lo “straniero”</b>. Una condizione, un modo di vivere e approcciarsi al mondo, una nomea che ci si può portare dietro per l’intera vita, come eterni “Strangers in the Night”.</p>
<p>Per terza edizione della Festa di Teatro Eco-Logico, invece, il vulcano ha ceduto lo scettro e la corona a uno dei re della letteratura mondiale: <b>William Shakespeare</b>. A 400 anni dalla sua morte, il Bardo ha fatto risuonare le sue parole e i suoi versi immortali in tutta l’isola, scenario ideale per la rappresentazione di commedie indimenticabili come <b><i>La Tempesta</i></b>, qui trasformata in una moderna <i>Tempest on the Rocks</i>. Dalla letteratura alla filosofia, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. Il rapporto tra uomo e natura, ma anche tra uomo, <b>legge </b>e <b>diritti civili</b> è il tema scelto per la quarta edizione della Festa, sempre in prima fila per approfondire e analizzare le grandi questioni che si pongono gli esseri umani.</p>
<p>Nel 2018 il vulcano Stromboli e la sua forza tornano protagonisti con un’edizione dal nome “<b><i>Meravigliose Creature</i></b>”, che si ispira a esseri immaginari come Frankenstein, in grado di andare oltre l’umano. L’ultima edizione della Festa di Teatro, svoltasi tra il maggio e il giugno 2019, ha avuto come fil rouge uno dei più analizzati conflitti della storia umana: quello tra <b>paura e desiderio</b>. In scena, ancora una volta, le parole di William Shakespeare, con una intensa rivisitazione del suo <i>Sogno d’una notte di mezza estate</i>, ma anche la mitologia classica di Ovidio, con la tragica storia degli amanti Piramo e Tisbe, a cui si dice si sia ispirato anche Shakespeare stesso scrivendo la sua celebre tragedia <i>Romeo e Giulietta</i>.</p>
<p>In attesa di programmare un viaggio nella splendida Stromboli, aspettiamo le date della prossima <b>Festa di Teatro Eco-Logico 2020</b> per goderci la magia della natura e dell’arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Martina Porzio</i></b></p>
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		<title>Ermenegildo Zegna XXX e la moda responsabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2019 16:27:31 +0000</pubDate>
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<p>Ad aprire le danze della <b>Milano Fashion Week Men’s</b> è stata la passerella di <b>Ermenegildo Zegna SS 2020</b> nella suggestiva ex acciaieria Area Falck, storico simbolo milanese. Il tema trainante utilizzato dal direttore artistico <b>Alessandro Sartori</b>, è legato alla sostenibilità e alla <b>moda responsabile</b>, raccontato anche sui social attraverso l’hashtag <b>#UseTheExisting</b>.</p>
<h3>Area Falck: emblema dell’operatività milanese</h3>
<p>Lo scheletro industriale della famosa, e ormai dismessa, acciaieria Falck a Sesto San Giovanni, è stata la location scelta per la prima sfilata firmata Ermenegildo Zegna in occasione della Settimana della Moda Uomo Spring/Summer 2020. La storica <b>azienda Falck</b>, che operava nel settore siderurgico, è ormai diventata l’emblema dell’operatività milanese, tanto che per i numerosi operai nei pressi dell’acciaieria venne da molti definita la Stalingrado italiana.</p>
<p>Il sito spoglio e a tratti anche grottesco, rappresenta in pieno il filo trainante di tutta la <b>collezione Ermenegildo Zegna XXX</b>. Se nell’ultima fashion week <b>Alessandro Sartori</b> aveva scelto il tema dell’immigrazione e dell’inclusività (ambientando per questo motivo la passerella in Stazione Centrale), questa volta ha fatto centro di nuovo. Il focus si sposta infatti su un importante tema che vede l’<b>ambiente</b> e l’<b>upcycling</b> al centro del processo creativo.</p>
<h3>Ermenegildo Zegna XXX, la ricerca nei tessuti</h3>
<p>L’idea principale proposta dal marchio Zegna è che “non sempre è necessario partire da zero, creare sempre cose nuove non pensando all’impatto che queste azioni possono avere sull’ambiente”, spiega Sartori. Il tutto racchiuso in un solo hashtag: <b>#UseTheExisting</b>.</p>
<p>Così, i <b>tessuti protagonisti</b> della collezione sono ricavati da materiali di scarto riciclati, lavorati e assemblati per dare vita a intrecciati del tutto innovativi. Ed è da qui che si comprende il profondo legame con la location scelta per la passerella: l’Area Falck verrà presto bonificata e riqualificata per la costruzione di nuove abitazioni e altri progetti.</p>
<h3>I codici scelti da Sartori per la passerella SS 2020</h3>
<p>I capi della nuova collezione Zegna presentano precisi codici sartoriali, che al contempo si fondono con una forte <b>sensibilità architettonica</b> visibile dalle linee pulite e decise che rendono il tutto incredibilmente unico. I colori richiamano quelli naturali di<b> minerali e rocce</b>, come ruggine, sabbia, grigio e nero opaco.</p>
<p>Il tutto in tonalità uniche o con grafiche ispirate alle venature tipiche delle pietre, quasi a richiamare un ritorno alle origini. Sofisticati Blazer, giacche voluminose con <b>tasche 3D</b>, cappotti ampi e tracolle porta occhiali sono sicuramente i capi cardine di Ermenegildo Zegna XXX. Questa Milano Fashion Week non poteva che iniziare al meglio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Alice Scandurra</i></b></p>
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		<title>Tesla Design Lounge, quando l’elettrico incontra il design</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 14:09:09 +0000</pubDate>
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<p><b>Tesla</b> è un’azienda leader mondiale nella produzione di veicoli elettrici ad alte prestazioni orientati verso il mercato di massa. In occasione della <b>Milano Design Week</b>, arriva in <b>Piazza Gae Aulenti</b>, epicentro della modernità milanese, il <b>Tesla Design Lounge</b>. Inaugurato mercoledì 10 aprile, sarà visitabile fino a sabato 13.</p>
<p>Il progetto “<b>We have a Green</b>” a cura degli architetti di <b>Radicity</b>, un&#8217;associazione che si occupa di rigenerazione urbana eco-sostenibile, è una rappresentazione verde di una città fantastica. Con l’aiuto di vivai specializzati il team di architetti è stato in grado di creare il perfetto luogo ameno per le macchine elettriche Tesla.</p>
<p>Come sottolinea Emilia Abate di Radicity, “Il progetto per Tesla è la rappresentazione di una città metropolitana ideale, che ha bisogno di verde. I grattacieli si trasformano in polmoni per la città, elementi ricoperti dal verde. Una città che è in linea con l’idea di lifestyle di Tesla e che ha in cielo nuvole verdi, a simboleggiare l’aria pulita che è emessa dall’autovettura elettrica”.</p>
<h3>Progetti green aperti al pubblico</h3>
<p>Il party con musica live per l’inaugurazione del progetto ha coinvolto personaggi provenienti da diversi settori, dalla finanza alla comunicazione. L’esposizione è a <b>ingresso libero</b> e si propone di coinvolgere il pubblico con diversi incontri.</p>
<p>Tra questi, il 10 aprile, insieme al team Tesla, sono intervenuti gli architetti ideatori del progetto. Il 12 aprile, è presente l’architetto dell’energia <b>Saket Sethi</b>. In occasione della celebrazione del green di questi giorni, presenta il progetto architettonico della propria casa di Mumbai, contraddistinta da un rooftop innovativo.</p>
<h3>Tesla, un progetto tra mondanità e modernità</h3>
<p>Un progetto mondano e non solo, che in occasione di questo Fuorisalone 2019 decide di portare avanti un messaggio importante e moderno: la <b>sostenibilità ambientale</b>. Concetto che ormai “la consapevolezza sociale è pronta a recepire, dato l’enorme riscontro sui social media del progetto”, come sostiene Mariagrazia Castiello, del team Radicity.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Rachele Conti</i></b></p>
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