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	<title>teatrale &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>L’ “Occidente solitario” di Santamaria e Nigro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 16:26:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La commedia nera di Martin McDonagh che diverte e fa riflettere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/L’-“Occidente-solitario”-di-Santamaria-e-Nigro_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p><em>“Non c’è niente di più comico dell’infelicità”</em>, diceva <strong>Samuel Beckett</strong> e proprio in questa frase è racchiusa l’essenza di “<strong><em>Occidente solitario</em></strong>”, la commedia noir in scena al <strong>Tieffe Teatro Menotti</strong> <strong>fino al 10 febbraio</strong> con la <strong>regia di Juan Diego Puerta Lopez</strong>.</p>
<p>L’autore è <strong>Martin McDonagh</strong>, pluripremiato commediografo inglese di origine irlandese e regista del film <em>“In Bruges – La coscienza dell’assassino”,</em> che propone un testo forte, dal linguaggio crudo, spesso volgare che potrebbe urtare la sensibilità di qualcuno e per questo rischioso, ma perlomeno non lascia indifferenti e riesce persino a divertire grazie al tono grottesco che trapela in ogni battuta.</p>
<p>A <strong>Claudio Santamaria</strong> e<strong> Filippo Nigro</strong> spetta l’arduo compito, perfettamente riuscito, di rendere in qualche modo simpatici due personaggi per nulla accattivanti, che il pubblico non può amare in nessun momento, ma che non abbandona fino alla fine e che può anche comprendere nonostante la loro brutalità. A tal proposito, azzeccata è l’associazione di <strong>Santamaria</strong>: <em>“Faccio sempre questo paragone: mi ricorda un po’ la vecchia commedia all’italiana che aveva la capacità di farti sorridere di cose veramente terribili come ne “I Mostri” con Vittorio Gassman o, penso a “Parenti serpenti” di Monicelli”.</em></p>
<p>L’intera vicenda ruota intorno a due fratelli: <strong>Coleman </strong>e <strong>Valene</strong>, due disadattati, due eterni bambini che nonostante giochino a massacrarsi, a vendicarsi e a ricattarsi, regredendo di scena in scena, non possono fare a meno l’uno dell’altro perché paradossalmente l’unico modo che conoscono di volersi bene, di dimostrare affetto, è proprio odiarsi. Del resto sono cresciuti con un padre ubriacone e rozzo e violenta è la realtà in cui vivono, un paesino della provincia irlandese dove omicidi e suicidi sono all’ordine del giorno, dove si respira quotidianamente rabbia, risentimento, cinismo, dove i buoni sentimenti sono tenuti ben nascosti o addirittura totalmente assenti.</p>
<p>L’ambientazione principale è il salotto di casa dei protagonisti e ciò che salta subito all’occhio è la quantità di statuine religiose disseminate un po’ ovunque, oltre a una grande “V” segnata di rosso su ogni mobile e parete. Già da queste stranezze si evince la personalità problematica, disturbata e maniacale di Valene che colleziona oggetti sacri e con la propria iniziale vuole sottolineare al fratello le sue proprietà, il quale lo stuzzica di continuo mangiando le sue patatine o peggio rovesciandogliele in testa, cuocendo nel forno le sue statuine e altri dispetti di vario genere. Immancabile è la bottiglia di whisky bevuto come se fosse acqua, non solo dai fratelli, ma anche da <strong>Padre Welsh</strong> (interpretato da <strong><em>Massimo De Santis</em></strong>), un prete dalla fede vacillante che vorrebbe essere d’aiuto ai suoi parrocchiani e soprattutto ai due uomini affinché pongano fine alle loro stupide liti, ma che perderà miseramente la sua battaglia e travolto dal fallimento si toglierà la vita. A nulla servirà il conforto della giovane <strong>Mary</strong>, chiamata da tutti <em>“ragazzina”</em> (<strong><em>Azzurra Antonacci</em></strong>, che sostituisce in questa seconda stagione Nicole Murgia) che spaccia a domicilio alcool di contrabbando, innamorata di Padre Welsh e molto più saggia, a dispetto dell’età, di quanto potrebbe sembrare. Particolarmente intenso è l’ultimo faccia a faccia tra i due sul molo, appena prima dell’insano gesto del prete che congeda la ragazza con un tenero bacio sulla fronte consegnandole una lettera destinata ai due fratelli nella quale li prega di salvare la sua anima, condannata a bruciare fra le fiamme dell’inferno, perdonando a vicenda i torti subiti e imparando ad andare d’accordo. Così, in un primo tempo, cercheranno di fare i due in virtù di quel foglio di carta che Valene appende sotto il crocefisso che, simbolicamente, viene illuminato per ricordare le parole dell’amico scomparso, ma tutto si trasforma in una sorta di gara a chi rivela lo sgarbo maggiore, le scuse, quindi, non saranno mai realmente sincere e, andare a bere al pub è l’unica soluzione per interrompere l’ennesima lotta…almeno per qualche istante!</p>
<p>L’autore si limita a rappresentare la vita di queste persone senza esprimere alcun giudizio morale. Aspra è, invece, la critica verso un certo bigottismo cattolico; si accenna infatti al problema della pedofilia dei preti irlandesi e al fatto che si può uccidere anche venti persone, ma se poi ci si pente si può aspirare comunque al Regno dei Cieli, mentre se ci si suicida si precipita inesorabilmente all’inferno come spiegherà Padre Welsh.</p>
<p><strong><em>“Occidente solitario”</em></strong> una pièce che, nonostante tutto, rimane nel cuore e che i due protagonisti sono ben contenti di interpretare: <em>“È un testo che ho adorato dalla prima lettura &#8211; racconta Filippo Nigro &#8211; ero convinto che fosse un bel testo e lo sono ancora”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tieffe Teatro Menotti</strong><br />
Via Ciro Menotti, 11, Milano</p>
<p><strong><em>dal 29 gennaio al 10 febbraio</em></strong><br />
martedì, giovedì, venerdì e sabato alle ore 21:00<br />
mercoledì alle ore 19.30<br />
domenica alle ore 17:00<br />
I biglietti sono acquistabili direttamente alla biglietteria del teatro e online.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Giulia Bellini</em></strong>)</p>
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		<title>“W Zorro” &#8211; Sotto la maschera c&#8217;è Michel Altieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2012 11:19:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/zorro_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/zorro_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/zorro_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/zorro_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/zorro_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Un eroe senza tempo da sempre capace di conquistare il cuore della gente (che soprattutto in un momento delicato come questo vorrebbe trovarlo dietro l’angolo a sistemare ciò che non va) approda al&nbsp;<strong>Teatro Della Luna</strong><strong>&nbsp;</strong>con&nbsp;<strong><em>“<strong>W Zorro”</strong></em></strong>, un&nbsp;<strong>emozionante musical </strong>che andrà in scena proprio nel periodo natalizio,&nbsp;<strong>dal 21 al 24 e dal 26 al 30 dicembre</strong>.</p>
<p>Dopo i clamorosi successi di&nbsp;<strong><em>“<strong>Pinocchio”</strong>&nbsp;</em></strong>e&nbsp;<strong><em>“A<strong>ladin”</strong></em></strong><em>,</em>&nbsp;<strong>Stefano D’Orazio</strong><strong>&nbsp;</strong>torna a cimentarsi con i testi e le liriche di un nuovo spettacolo, questa volta con la preziosa collaborazione dell&#8217;ex collega dei Pooh, nonché amico fraterno,&nbsp;<strong>Roby Facchinetti </strong>rivestendo musicalmente i personaggi di una storia ricca di grandi sentimenti.</p>
<p>Il&nbsp;<strong>flamenco </strong>e la&nbsp;<strong>scherma </strong>sono gli elementi che rendono questo musical unico, conferendo&nbsp;<strong>velocità al ritmo </strong>e una&nbsp;<strong>buona dose di avventura:</strong>&nbsp;essi, infatti, aprono e chiudono lo spettacolo e lo arricchiscono di&nbsp;<strong>scene vivaci e avvincenti</strong>, come ha spiegato il regista e coreografo,&nbsp;<strong>Fabrizio Angelini</strong>, supportato da&nbsp;<strong>Gianfranco Vergogni,</strong>&nbsp;da <strong>Lia Ruscica</strong><strong>&nbsp;</strong>per il flamenco, e dal più volte campione del mondo <strong>Stefano Pantano</strong><strong>&nbsp;</strong>per i numerosi duelli con la spada.</p>
<p>Ma chi è veramente Zorro? Secondo gli studi condotti dal docente di paleografia dell’università di Viterbo e maggior esperto in materia, il prof.&nbsp;<strong>Fabio Troncarelli</strong>, che ha offerto il suo indispensabile contributo, pare che il sensuale e irresistibile eroe mascherato sia realmente vissuto con il nome di&nbsp;<strong>William Lamport </strong>verso la metà del Seicento. Di origine irlandese, grazie alle sue coraggiose azioni di spadaccino svolte in Messico in nome della giustizia si è guadagnato la meritata fama e il soprannome di Zorro, che significa volpe. Don&nbsp;<strong>Diego </strong>(Zorro), interpretato dal camaleontico&nbsp;<strong>Michel Altieri </strong>(reduce dal fortunato&nbsp;<strong><em>“<strong>La bella e la bestia”</strong></em>&nbsp;</strong>e da esperienze americane) dopo un lungo periodo trascorso in Spagna, torna in Messico per la morte del padre&nbsp;<strong>William</strong><strong>&nbsp;</strong>che combatteva a fianco dei <em>peones</em> per liberare la sua terra dal regime dittatoriale. Deciso a seguire le orme paterne, diventa ben presto il nuovo eroe mascherato al fianco di&nbsp;<strong>Cecilia</strong><strong>&nbsp;</strong>(<strong>Alberta Izzo</strong>, ballerina e attrice di svariati musical), adottata da William in tenera età, dopo che i tiranni le avevano ucciso la famiglia. Vestire i panni del Cavaliere Nero non sarà, però, così semplice per Diego, in conflitto con il mitico avventuriero e in bilico fra forza e fragilità.</p>
<p><em>“Io personalmente ho aggiunto la fragilità al personaggio che poi è l’altra faccia della sua forza”</em>, ha spiegato il suo interprete sulla scena, <strong>Michel Altieri</strong>, <em>“proprio perché trovi la forza nel momento in cui ti sei perso, quando non hai più una direzione. Diego è un uomo che sta cercando se stesso e che forse non ha il coraggio di far emergere una certa parte di sé e poi a un tratto è il coraggio che sceglie lui, Diego accetta e dal quel momento ha inizio questa sfida”.</em></p>
<p><strong><em>“W Zorro”</em></strong> è senza dubbio un progetto impegnativo (che l’autore ha conseguito soprattutto per merito della&nbsp;<strong>“<strong>Medina Produzioni”</strong></strong>) e ha come importantissimo messaggio&nbsp;la speranza che forse un domani migliore può esistere. Per far ciò, è stato schierato un cast di 18 super professionisti, fra cui&nbsp;<strong>Roberto Rossetti</strong><strong>&nbsp;</strong>(interprete dell&#8217;arrogante <strong>Don</strong><strong>&nbsp;</strong>Juan), <strong>Jacqueline Ferry</strong>&nbsp;(la spietata&nbsp;<strong>Consuelo</strong>) e&nbsp;<strong>Maurizio Semeraro</strong>&nbsp;(l’inetto&nbsp;<strong>Garcia</strong>). Accanto a loro&nbsp;uno staff creativo che eccelle in ogni settore:&nbsp;<strong>Giovanni Maria Lori</strong>, alla direzione musicale e agli arrangiamenti,&nbsp;<strong>Rossana Casale</strong><strong>&nbsp;</strong>che cura la direzione vocale, lo scenografo&nbsp;<strong>Aldo De Lorenzo</strong>, la costumista&nbsp;<strong>Zaira De Vincentiis </strong>e&nbsp;<strong>Umile Vainieri</strong><strong>&nbsp;</strong>che ha realizzato il disegno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Teatro Della Luna<br />
</strong>Via G. di Vittorio, 6 &#8211; Assago<br />
dal 21 al 23 e dal 26 al 30 dicembre<br />
da giovedì a sabato alle ore 21.00<br />
domenica alle ore 15.30<br />
mercoledì alle ore 17.30</p>
<p>I biglietti sono acquistabili sul sito di&nbsp;<a href="http://www.ticketone.it/">TicketOne</a> e direttamente alla biglietteria del teatro.</p>
<p><strong><em><br />
</em></strong>(di&nbsp;<em><strong>Giulia Bellini</strong></em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/sotto-la-maschera-ce-michel-altieri/">“W Zorro” &#8211; Sotto la maschera c&#8217;è Michel Altieri</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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