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		<title>Mystic River, nelle librerie in una nuova edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 10:47:34 +0000</pubDate>
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<h3>Eventi che segnano per sempre</h3>
<p><b>Mystic River</b> è una storia è ambientata a <b>Boston</b>, in un quartiere delle nuove periferie americane. Siamo nel 1975. <b>Dave, Sean e Jimmy</b> trascorrono un pomeriggio qualunque giocando tra le strade del loro quartiere, quando un’auto accosta al marciapiede. A bordo due presunti agenti della polizia, in borghese, che dopo aver fatto la ramanzina ai ragazzi intimano Dave di salire in macchina. I ragazzi capirono che quella situazione non era normale; ma cosa avrebbero potuto fare dei giovani di periferia davanti a degli agenti di polizia?</p>
<p>Dave scomparse per giorni. Sean e Jimmy, rimasti sul marciapiede, non dimenticheranno mai il volto dell’amico dal finestrino di quell’auto. Qualcosa accade quel giorno, un tacito accordo tra i presenti. Un segreto in comune che cambiò le loro vite e che ognuno di loro cercherà di assorbire nella sua esistenza. Un ingranaggio si bloccò nelle loro vite e rimarrà fermo fino alla fine. La violenza irrompe ponendo fine all’innocenza dell’infanzia. Tutto cambia quando hai la consapevolezza del peggio che può accadere. I tre amici si allontaneranno e prenderanno strade diverse nella loro vita, fino a ritrovarsi <b>venticinque anni dopo</b>.</p>
<h3>Il ritorno del passato</h3>
<p>Venticinque anni dopo il passato ritorna incalzante come un’ombra che aleggia sul presente. Sean è un detective della omicidi ossessionato dalla spettrale presenza di sua moglie che l’ha da poco lasciato. Jimmy è un ex detenuto che ora gestisce un minimarket avviato nel quartiere. Lo stesso quartiere della loro infanzia, delle loro vite, eppure un quartiere come tanti altri di periferia. Dave, invece, tenta di tenere a bada i suoi demoni e i suoi più oscuri desideri, per vivere una relazione vacillante con la moglie.</p>
<p>Queste tre vite si incrociano nuovamente quando la figlia di Jimmy viene brutalmente uccisa e abbandonata in un parco, e Sean viene affidato al caso. <b>Un evento tragico li riavvicina</b>, così come tanti anni prima li aveva divisi. Quei tre ragazzini sembrano inesorabilmente uniti dalle disgrazie contingenti di quel quartiere. Ma gli ingranaggi iniziano a girare nel verso opposto quando Sean scoprirà che Dave, la notte dell’omicidio, è tornato a casa tardi e coperto di sangue non suo.</p>
<h3>Uno spaccato tutto americano</h3>
<p>La maestria del noir di Lehane sta nel riuscire a creare un <b>background dettagliato e realistico</b>, senza pesare sull’universalità dei temi esistenziali trattati. Sullo sfondo la divisione di classe delle periferie operaie americane degli anni ’70/‘90, in cui i locali erano destinati nel migliore dei casi ad una vita anonima di quartiere. Un racconto di quanto la vita possa essere dura, <b>uno spaccato crudo e realistico</b> che crea parallelismi allusivi a tematiche esistenziali. Il tutto arricchito da una caratterizzazione dei personaggi che ci fa affezionare e sperare in ognuno di loro.</p>
<p>Perché anche noi diventiamo loro amici, forse non ci fidiamo, ma non riusciamo a biasimare veramente nessuna delle loro azioni. Perché sono uomini, è una storia di uomini come potrebbe essere la nostra. Una <b>verità nascosta </b>nelle trame delle nostre vite, quello che potrebbe essere ma non è. Mystic River è un <b>romanzo intenso e crudo</b>, una storia di amore e lealtà, di fede e famiglia, nella quale i personaggi irreparabilmente segnati dal loro passato dovranno affrontare verità più oscure di quanto avrebbero mai potuto immaginare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Giulia Garattini</i></b></p>
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		<title>“Io sono Spartaco”</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 12:46:02 +0000</pubDate>
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<p>La casa editrice <b>Il Saggiatore </b>ci regala in questo settembre carico di eventi blasonati e glamour un piccolo grande gioiello, non di scrittura nel senso più manierista e letterario del termine, ma sicuramente di storia del cinema. “<b>Io sono Spartaco</b>”, firmato dal mostro sacro di&nbsp; Hollywood <b>Kirk Douglas</b> non è solo un memoriale di scena relativo al primo kolossal di <b>Stanley Kubrick </b>“<b>Spartacus</b>”, ma racchiude tutti gli elementi che un racconto deve contenere per essere avvincente: personaggi affascinanti, un obiettivo ambizioso, contrasti, intrighi, azione, sentimenti universali come amore, paura, coraggio e il desiderio di lotta contro ogni prevaricazione.</p>
<p>A questa ricetta esplosiva uniamo il fatto che gli avvenimenti narrati sono tutti fatti realmente accaduti, che i protagonisti rappresentano buona parte della Hollywood degli anni d&#8217;oro e che la prefazione del romanzo è scritta dal divo <b>George Clooney</b>, noto per le sue battaglie sull&#8217;impegno sociale e la trasparenza giornalistica.&nbsp;Come resistere a un tale concentrato di stimoli e allure cinematografica? La risposta è: non è possibile. Il libro di <b>Kirk Douglas</b> si legge d&#8217;un fiato, l&#8217;assenza di fronzoli e l&#8217;immediatezza del linguaggio permettono al lettore di calarsi immediatamente nell&#8217;America di quegli anni, un paese che mostrava al mondo lo sfarzo della sua industria cinematografica per nascondere le paure anticomuniste che serpeggiavano nell&#8217;ambiente politico e che sfociarono in un cupo periodo di sospetto generalizzato, intimidazioni e vite spezzate.</p>
<p>Il percorso personale e professionale dell&#8217;attore si intreccia alla lavorazione del film da lui stesso prodotto e alla storia americana, in un susseguirsi di colpi di scena, rocambolesche avventure e scambi arguti tra Douglas e figure visionarie come <b>Dalton Trumbo</b>, lo sceneggiatore di <b>Spartacus</b> che grazie a lui uscì dalla tenebra oscurantista che aveva colpito la “lista nera” dei sospettati dal governo di avere simpatie filocomuniste.</p>
<p>Douglas racconta senza risparmiarsi in un flusso di memoria continuo e ricco di particolari. Incontriamo <b>Laurence Olivier</b>, <b>Jeane Simmons</b>, <b>Peter Ustinov</b>, <b>Tony Curtis</b>, persino <b>Frank Sinatra</b> fa capolino verso la fine del racconto e in poche righe l&#8217;autore ci offre un quadro vivido dell&#8217;uomo e padre di famiglia dietro “The Voice”.</p>
<p>La realizzazione di <b>Spartacus</b> fu una vera scommessa per l&#8217;allora produttore esordiente <b>Kirk Douglas</b>, il budget triplicò durante gli anni di lavorazione e il clima di incertezza dovuto alle ingerenze del Senatore <b>McCarthy</b> nell&#8217;ambiente artistico degli studios rendeva ogni mossa un percorso su un campo minato. La scelta del giovanissimo e talentuoso <b>Stanley Kubrick</b>, subentrato al primo regista designato <b>Tony Mann</b>, era inoltre mal vista dalla <b>Universal</b>, che con il kolossal in costume realizzava per la prima volta un prodotto di proporzioni epiche. Nonostante tutte queste controversie il film arriva nelle sale, e il suo enorme successo (verrà anche pubblicamente apprezzato dal neo-eletto presidente <b>John F. Kennedy</b>) decreta la fine di un decennio segnato da un&#8217;ottusa e insensata caccia alle streghe.</p>
<p>Come nelle migliori pellicole di produzione statunitense alla fine l&#8217;audacia ripaga gli eroi dei loro sacrifici e l&#8217;equilibrio delicato tra giochi di forza, bene e male, successo e insuccesso, viene momentaneamente ristabilito. “Io sono Spartaco”&nbsp;è un libro leggero che tratta temi complessi come la libertà di pensiero e la prevaricazione da parte delle istituzioni, l&#8217;intera narrazione è però sapientemente condita con momenti emozionanti, ironia e lucida imparzialità. Non mi stupirei se qualche produttore di Hollywood volesse farne un film.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>IO SONO SPARTACO</em></strong><br />
<em>Come girammo un film e cancellammo la lista nera.</em></p>
<p>Di&nbsp;<strong>Kirk Douglas<br />
</strong>Prefazione di&nbsp;<strong>George Clooney</strong></p>
<p>Edizioni Il Saggiatore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Roberta Donato</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“ Tutti De sica ”: tante vite, un sol uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 19:25:27 +0000</pubDate>
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<p>Cantante, attore di rivista, di prosa e di cinema, regista e padre. Tutto questa era <strong>Vittorio De Sica</strong>, il nostro primo divo moderno, comparabile alle stelle del firmamento cinematografico internazionale. Tutto questo è illustrato all’<em><strong>Ara Pacis di Roma fino al 28 aprile in una mostra</strong> </em>che approfondisce e presenta le mille sfaccettature dell’uomo Vittorio De Sica. Un&#8217;esposizione fortemente voluta dai tre figli, Emi, Christian e Manuel.</p>
<p>Un percorso multimediale che apre il baule di un archivio prezioso e fino ad oggi mai svelato, come quello personale di <strong>Giuditta Rissone e Emi De Sica</strong>, un fiume di ricordi dal quale, come una continua sorpresa, esce senza sosta quella moltitudine di personaggi con il volto di Vittorio De Sica, in un gioco a cavallo tra realtà e finzione.</p>
<p>A raccontarlo, anzi a raccontarsi, è lo stesso De Sica, in una sorta di monumentale autobiografia espositiva dagli esordi da bambino nelle recite parrocchiali fino agli ultimi lavori e ospitate tv. Costruita attraverso circa 400 scatti tra foto di scena e album di famiglia che lo ritraggono al fianco dei tre figli Manuel, Christian ed Emi e delle due mogli Giuditta Rissone e Maria Mercader.</p>
<p>Il suo classico cappotto pied-de-poule appeso a una stampella, la registrazione di <em>“Parlami d’Amore Mariù”</em> che si alza da un vecchio giradischi, la più famosa bicicletta del cinema, un centinaio di documenti e lettere, articoli, manifesti, grafiche, costumi originali, appunti, oggetti e premi…fino ad arrivare all’<em>Oscar per Ladri di Biciclette</em>, senza trascurare una colonna sonora di cento brani incisi da De Sica stesso.</p>
<p>Una sezione è dedicata al sodalizio artistico tra i più felici della storia del cinema: quello con <strong>Cesare Zavattini</strong>, conosciuto nel 1939, dalla cui penna sono nati <em>Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano</em>. La numerosa raccolta di lettere intercorse negli anni mostra il rapporta di stima, di amicizia e di scambio emotivo, intellettuale e creativo dei due. <em>&#8220;Eravamo diversi per geografia, carattere, formazione culturale, atteggiamento verso la vita e la società, eppure ci siamo intesi&#8221;</em>, scrisse lo sceneggiatore il giorno della morte del &#8220;suo&#8221; regista.</p>
<p>Tutti elementi che svelano come De Sica non sia stato un attore e regista monodimensionale ma, come egli stesso amava dire, <em>«Io sono nato e rinato alla vita artistica almeno cinque volte».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Priscilla Nappi</em></strong>)</p>
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		<title>“Fashion.”, cent&#8217;anni di moda a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 10:22:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast-768x256.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="condenast" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast-768x256.png 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast-300x100.png 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast-480x160.png 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast.png 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Al Forma un secolo di fotografie moda dagli archivi Condè Nast.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast-768x256.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="condenast" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast-768x256.png 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast-300x100.png 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast-480x160.png 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/condenast.png 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8221;Dobbiamo fare di Vogue un Louvre&#8221;</em>. Questa è la frase che <strong>Edward Steichen</strong> disse negli anni &#8217;20 a <strong>Edna Woodman Chase, prima caporedattrice della rivista</strong>. Questa l&#8217;espressione che oggi meglio rappresenta lo spirito della mostra a cura di <strong>Nathalie Herschdorfer</strong>.</p>
<p><strong>“Fashion.”</strong> ripercorre la storia dell&#8217;evoluzione della fotografia di moda dai primi del &#8216;900 ai giorni nostri, offrendo una panoramica completa e significativa delle più affascinanti immagini che hanno contribuito allo sviluppo e alla continua trasformazione delle riviste di moda, e illustrando il frutto del lavoro che avviene nel backstage di un servizio fotografico che definisce in parte l&#8217;inscindibile legame tra fotografo e redazione.</p>
<p>La mostra evidenzia inoltre il fondamentale ruolo delle riviste nella diffusione delle grandi case di moda, riportando come <em><strong>Charles Frederick Worth</strong></em>, fondatore del primo atelier d&#8217;alta moda a Parigi nel 1858, abbia prontamente individuato le immagini rappresentate come lo strumento migliore per la promozione delle sue linee.</p>
<p>Già nel 1909&nbsp; <strong>Condè Nast</strong>&nbsp; decide&nbsp; di dare particolare enfasi alla qualità delle immagini e comprende che le illustrazioni di moda sono la chiave del successo. Inizia così a definire&nbsp; lo stile della donna moderna conferendole una forte identità: il risultato è <span style="text-decoration: underline;"><strong>Vogue!</strong></span> Ed è così che si arriva dall&#8217;immagine fissa all&#8217;immagine in movimento, alle stampe vintage che si evolvono in veri e propri “filmati fashion”. Che cosa ha in serbo il futuro sulla fotografia di moda? Si trasformerà in una serie di immagini in movimento su uno schermo? William Klein già negli anni &#8217;60 cominciò a dedicarsi alle riprese video, fenomeno che ancor di più oggi è in costante diffusione tra gli artisti della fotografia.</p>
<p>Se dunque vi alletta il pensiero di essere proiettati nel futuro dell&#8217;arte fotografica e completamente immersi nella moda di ieri come di oggi, avete tempo fino al 7 aprile per visitare lo spazio dedicato alla mostra e lasciarvi incantare dal suo più che sorprendente linguaggio visivo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="www.formafoto.it">www.formafoto.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Sophia Salaroli</em></strong>)</p>
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		<title>“The Doors Live At The Bowl ’68”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 16:40:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Lo storico concerto il 27 febbraio al cinema</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/The-Doors-Live-At-The-Bowl-68_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Evento molto atteso quello del <strong>27 febbraio</strong>: in trecento cinema italiani verrà trasmesso <strong>“The Doors Live At The Bowl ’68”.</strong> Il concerto è stato rimasterizzato da <em><strong>Bruce Botnick</strong></em>, lo stesso fonico che ai tempi registrò su otto piste a bobina e che oggi, grazie agli sviluppi della tecnologia, ha potuto ricostruirlo in versione integrale con una qualità molto elevata.</p>
<p>I Doors hanno rivoluzionato la storia del rock e soprattutto grazie al frontman del gruppo, <strong>Jim Morrison</strong>, hanno lasciato un’impronta indelebile nel cuore dei fan e dei giovani che ancora oggi restano affascinati da una musica così suadente, sensuale, dai toni mistici. Sono queste le qualità che esternava nella sua musica il cantante del gruppo, chiamato il<strong><em> Re Lucertola</em></strong>, che ha sempre fatto parlare di lui nel bene e nel male, che ha attirato e incantato i suoi fan con la sua voce estremamente calda e particolare, ma anche con il suo atteggiamento ribelle, anticonvenzionale e con il suo costante e ossessionato desiderio di voler trascendere le porte della percezione.</p>
<p>Sono tante le leggende e i pettegolezzi che incrementano la nube opaca e misteriosa che avvolge la storia gruppo, ma una in particolare: si racconta che i Doors sarebbero nati ai piedi di una spiaggia di Venice, in California, dopo che Jim Morrison interpretò a Ray Manzarek, tastierista del gruppo, i versi appena composti di “Moonlight Drive”. Imperdibile l’appuntamento al cinema del 27 febbraio, quando si avrà la possibilità di guardare un concerto, quello dei Doors all’Hollywood Bowl, in una versione qualitativamente superiore che ammalierà i fan con un sound ancora originale, visionario e psichedelico.</p>
<p>(di<strong><em> Elena Prantera</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fashion Museum &#8211; La storia della moda in mostra a Bath</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/events/la-storia-della-moda-in-mostra-a-bath/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 16:38:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/La-storia-della-moda-in-mostra-a-Bath_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/La-storia-della-moda-in-mostra-a-Bath_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/La-storia-della-moda-in-mostra-a-Bath_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/La-storia-della-moda-in-mostra-a-Bath_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/La-storia-della-moda-in-mostra-a-Bath_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>Fashion Museum di Bath</strong> spegne 50 candeline e per farlo porta sotto i riflettori le creazioni più influenti della storia della moda con la mostra dal titolo “<strong>50 Fabulous Frocks</strong>”.</p>
<p>Un palcoscenico che farà rivivere la moda di un tempo che non è più, ma che ancora oggi è fonte continua di ispirazione, e che mostrerà al pubblico gli abiti che hanno influenzato intere generazioni, segnato momenti chiave della storia e ispirato personaggi dei film.</p>
<p>Nomi iconici come <strong>Elsa Schiaparelli</strong>, <strong>Coco Chanel</strong>, <strong>Vionnet</strong>, <strong>Christian Dior</strong> e <strong>Yves Saint Laurent</strong> si intersecano con marchi contemporanei come <strong>Erdem</strong>, <strong>Burberry</strong> e <strong>John Rocha,</strong> e esemplari di sartoria dell’800, per dare vita a un’esposizione che rimarrà on show fino alla fine del 2013 e che mette in scena il meglio dello stile e della moda di sempre.</p>
<p>Così il <strong>Fashion Museum</strong>, già riconosciuto dalla <strong>CNN</strong> come uno dei migliori musei del mondo, ha selezionato i pezzi che ancora oggi ispirano la creatività dei costumisti di film come <strong>Anna</strong> <strong>Karenina</strong>, <strong>Orgoglio e Pregiudizio</strong> e <strong>Il grande Gatsby</strong>, mostrando al pubblico i 50 pezzi più belli della sua collezione: dall’abito in argento più antico del XXVII secolo alle ultime creazioni che hanno sfilato in passerella.</p>
<p>Un grande evento per le amanti del fashion, e non solo, in cui non mancano oggetti originali appartenuti all’alta aristocrazia ottocentesca come lo <strong>Champagne Dress,</strong> indossato da una donna misteriosa per una festa in maschera in epoca edoardiana, un abito ricamato in oro e una creazione in garza del 1870, e che non dimentica di dedicare una sezione al guardaroba di lui esponendo un paio di pantaloni bondage griffati dalla regina del punk <strong>Vivienne Westwood</strong> e un cappotto ricamato del XVIII secolo.</p>
<p>&#8220;<em>Questa mostra è stata progettata pensando a tutti: da quelli appassionati di moda, a chiunque sia interessato alla storia o a coloro che amano le serie TV in costume come Downton Abbey e Mr Selfridge</em>”<em>,</em> ha sottolineato <strong>Cherry Beath</strong>, membro del Governo per lo Sviluppo Sostenibile.</p>
<p>A questo punto avete un anno di tempo per progettare una visita a <strong>Bath</strong> e immergervi nella magia degli abiti che hanno fatto la storia.</p>
<p><a href="http://www.museumofcostume.co.uk/" target="_blank" rel="noopener">www.museumofcostume.co.uk</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Valentina Bozzetti</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In mostra, a New York, le scarpe che hanno scritto la storia</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/events/quando-la-scarpa-diventa-ossessione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 09:58:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>In mostra a New York 150 calzature che hanno fatto la storia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Quando-la-scarpa-diventa-ossessione_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>In mostra, a New York, le scarpe che hanno scritto la storia.</em></strong> Le più stravaganti, le più originali, quelle che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo delle calzature del XXI secolo. Protagonisti, coloro che hanno fatto delle proprie collezioni di scarpe una vera e propria ossessione per le donne. <strong>Manholo Blahnik, Christian Louboutin, Roger Vivier</strong>, ma anche gli italianissimi <strong>Gucci e Salvatore Ferragamo</strong>, per citarne alcuni.</p>
<p>Dall’<strong>8 febbraio al 13 aprile</strong> è possibile ammirare questi splendidi capolavori, leggerne le storie e immaginare come si starebbe calzandone alcune. Alcune appunto, perché altre sono state create solo ed esclusivamente per essere un pezzo da museo o da collezione.</p>
<p>In mostra le eccentriche scarpe disegnate per la <em>“regina della stravaganza”</em>, <strong>Lady Gaga</strong>&nbsp;da <strong>Noritaka Tatehana</strong>: circa 46 cm di altezza! E poi creazioni con borchie, piumaggi eccessivi, strass, tacchi a forma di farfalla (le celebri <strong><em>“Futterbly”</em> </strong>di <strong>Alberto Guardiani</strong> ), scarpe che omaggiano grandi artisti come <strong>Keith Haring</strong>…il tutto in un turbinio di emozioni che non poteva essere racchiuso in titolo migliore: <strong><span style="text-decoration: underline;">SHOE OBSESSION</span>&nbsp;at&nbsp;</strong><a href="http://www.fitnyc.edu/" target="_blank" rel="noopener">FASHION INSTITUTE OF TECHNOLOGY</a></p>
<p>Un’ossessione, qualcosa di cui si è follemente innamorati, che ci esalta, ci fa sognare, ci rende maniacali. Privo di logiche razionali ma esageratamente grandioso. Questo è un buon motivo per volare a New York e visitare la mostra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Sara Bianchini</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Salone del Veicolo d’Epoca</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/events/in-fiera-rombano-le-auto-depoca/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 10:51:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/In-Fiera-rombano-le-auto-d’epoca_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/In-Fiera-rombano-le-auto-d’epoca_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/In-Fiera-rombano-le-auto-d’epoca_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/In-Fiera-rombano-le-auto-d’epoca_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/In-Fiera-rombano-le-auto-d’epoca_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Dal 22 al 24 febbraio, a Milano, il Salone del Veicolo d’Epoca</p>
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<p>Rombano i motori, in quel della Fiera di Milano. Dal 22 al 24 febbraio, infatti, aprirà i battenti il <strong>Salone del Veicolo d’Epoca</strong>: un evento pieno di splendide vetture, accessori, special cars e tantissime novità.</p>
<p>Il <strong>Museo Ferrari di Maranello</strong>, ad esempio, ospite della manifestazione, proporrà ai visitatori un’esperienza di adrenalina pura: il supercampionato al simulatore, un’autentica scocca della monoposto che ricrea il movimento e il rombo della V8, assolutamente da non perdere!</p>
<p><strong>Alfa Romeo</strong>, dal canto suo, sarà presente con un grande spazio dedicato alla celebrazione del Cinquantesimo dalla nascita della mitica <strong>Autodelta</strong>, che sicuramente occupa ancora un posticino speciale nel cuore di molti appassionati. La grande ed elegante casa automobilistica <strong>Maserati</strong> farà invece da sfondo con uno stand ricco di storia e di grandi modelli di oggi e del passato.</p>
<p>Ma non finisce qui: un padiglione di ben 7.000 mq sarà dedicato a <strong>ricambi e accessori,</strong> vero fiore all’occhiello del Salone. Qui Nardi si presenta come una delle aziende più apprezzate in Italia e all&#8217;estero nella realizzazione dei volanti classici, d&#8217;epoca e sportivi. Un nome autorevole che ha scelto Milano AutoClassica come vetrina per il proprio assortimento di prodotti.</p>
<p>Non solo esposizione, ma sana competizione: un race-track omologato affiancherà infatti i padiglioni della fiera per mostrare su strada le protagoniste della manifestazione. La piazza delle Nazioni, di fronte ai padiglioni, sarà teatro di <strong>una tre giorni di gare</strong> dinamiche che vedranno protagonisti alcuni modelli storici della casa di Arese e non solo; primo tra tutti, il Trofeo a eliminazione delle Alfa Romeo GTA storiche.</p>
<p>Si allaccino dunque le cinture, si accendano i motori e via, si parte per un ritorno al passato!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Alessandra Prosdocimi</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“C come Chanel” &#8211; Milena Vukotic è il mito di Coco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 18:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Milena-Vukotic-è-il-mito-di-Coco_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Milena-Vukotic-è-il-mito-di-Coco_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Milena-Vukotic-è-il-mito-di-Coco_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Milena-Vukotic-è-il-mito-di-Coco_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Milena-Vukotic-è-il-mito-di-Coco_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Non solo una grande stilista, ma una figura simbolo della cultura popolare del Novecento che, seppure non amasse definirsi femminista, rivoluzionò il disegno dell’abito femminile proprio, per paradosso, attraverso la rivisitazione di capi tipicamente maschili, contribuendo all’imponente trasformazione del ruolo della donna.</p>
<p>“<em>Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche”</em>.&nbsp; Queste le parole dell’emancipata <strong>Coco</strong>, <strong>all’anagrafe Gabrielle Bonheur Chanel </strong>e a lei è dedicato&nbsp;<strong>“C come Chanel”&nbsp;</strong>, lo spettacolo in scena al <strong>Teatro Franco Parenti fino al 17 febbraio. </strong></p>
<p>A interpretarla la poliedrica <strong>Milena Vukotic</strong> che passa con disinvoltura dalla televisione d’intrattenimento al cinema d’autore e al teatro più impegnato. Sul palco anche <strong>David Sebasti</strong> che ricopre tutti i ruoli maschili come il fedele <strong>maggiordomo</strong>, l’amatissimo <strong>Boy Capel </strong>e il poeta<strong> Jean Cocteau</strong>, per le cui opere Coco lavorò come costumista. <strong>Roberto Piana</strong> firma la regia, gli splendidi costumi sono di <strong>Alessandro Lai,</strong> mentre il testo è scritto dalla giovane <strong>Valeria Moretti</strong>.</p>
<p>L’intento dell’autrice non è stato quello di raccontare dettagliatamente l’intera esistenza di “Mademoiselle”, anche perché ricca di avvenimenti e articolata è la sua vita così come il lungo periodo storico che fa da cornice (1883 – 1971), quanto piuttosto di evocare, attraverso un succedersi di immagini quasi oniriche, di suggestioni e di emozioni, a tratti dolorose e anche ironiche, il sapore di quegli anni trascorsi intensamente dalla regina indiscussa dell’eleganza, tanto forte quanto fragile, che però si considerava <em>“solo una semplice sarta”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Teatro Franco Parenti<br />
</strong>Via Pier Lombardo, 14, Milano<br />
dal 5 al 17 febbraio<br />
martedì alle ore 20.30<br />
mercoledì alle ore 19.45<br />
da giovedì a sabato alle ore 20.30<br />
domenica alle ore 16.00</p>
<p>I biglietti sono acquistabili direttamente alla biglietteria del teatro e online.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Giulia Bellini</em></strong>)</p>
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		<title>“Morte a Pemberley” omaggia la Austen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 16:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[autore]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-768x273.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-768x273.png 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-300x106.png 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-480x170.png 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1.png 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Ritorno nei luoghi di Orgoglio e pregiudizio a 200 anni dalla pubblicazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-768x273.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-768x273.png 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-300x106.png 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-480x170.png 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1.png 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Chiunque abbia letto almeno una volta <strong><em>Orgoglio e pregiudizio</em></strong> non ha potuto fare a meno di immaginare <strong>come sia continuata la vita di Mr e Mrs Darcy dopo il matrimonio</strong>. Lo ha fatto anche <strong>P.D. James</strong>, che nel bicentenario della pubblicazione del capolavoro della Austen, ha provato a raccontarcelo in <strong>“Morte a Pemberley”</strong>: <strong><em>Lizzy</em></strong> è diventata la signora di Pemberley e conduce una vita felice insieme al suo amato marito e ai loro due figli. A turbare questo stato di grazia ecco però una tragedia che si abbatte sulla tenuta: un omicidio in cui appare coinvolto l’aitante quanto disonesto cognato, <em><strong>Mr Wickham</strong></em>. La soluzione di questo giallo costerà ansie e tensioni ai protagonisti della storia.</p>
<p>Il mondo intero ha imparato ad apprezzare <strong>Jane Austen</strong> per le sue indiscutibili qualità letterarie: la sua scrittura pulita e priva di orpelli riesce a rendere vivida una situazione come se la stessimo vivendo di persona, la sua compostezza nel raccontarci l’amore riesce a emozionarci anche oggi, nel regno incontrastato delle cinquanta sfumature. Le eroine nate dalla sua penna sono così umane che non possiamo fare a meno di sentirle vicine.</p>
<p>Chiunque pensi, accostandosi a questo libro, di ritrovare tutto ciò andrà incontro a una grande delusione: quello della James non è un tentativo di imitazione. <strong>Jane Austen</strong> è inimitabile, e questo P.D. James lo sa bene.</p>
<p><em>Il libro è un omaggio a una scrittrice</em> che può essere collocata tra i grandi classici della letteratura. Un pilastro letterario, un modello. E a cosa servono i modelli se non per essere ripresi, utilizzati per migliorare, per migliorarsi. Insomma, per guardare avanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Morte a Pemberley</strong></em><br />
di <strong>P.D. James</strong><br />
edizione Mondadori<br />
18,50 euro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Martina Carnovale</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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