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	<title>Patricia Urquiola &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Rocco Forte House Milan: il lusso di sentirsi a casa nel cuore di Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2024 15:03:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Intimo, raffinato e stiloso: il Rocco Forte House Milan offre ai suoi ospiti l’esperienza di soggiornare in una vera e propria casa milanese</p>
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<p>Nel cuore pulsante di Milano, dove moda, design e cultura si intrecciano, il Rocco Forte House Milan offre un’esperienza di soggiorno unica: più che un hotel di lusso, è una casa esclusiva, affacciata sulla storica Piazza del Duomo. Qui, il fascino del design italiano contemporaneo incontra un’accoglienza personalizzata e discreta, creata per chi vuole sentirsi a casa anche lontano da casa. Con i suoi appartamenti raffinati e servizi su misura, Rocco Forte House è il rifugio perfetto per immergersi nell’atmosfera elegante e vivace di Milano, vivendo la città come un vero insider.</p>



<p>Il Rocco Forte House Milan non è un semplice hotel: è una collezione di appartamenti di charme, firmati dalla celebre architetta Patricia Urquiola. Ogni spazio, pensato per farti sentire come a casa, è arredato con uno stile che unisce il meglio del design italiano contemporaneo a dettagli classici. I pavimenti in marmo, le opere d&#8217;arte originali e i mobili selezionati con cura rendono ogni suite un piccolo capolavoro di eleganza. E con una vista privilegiata su Piazza del Duomo, svegliarsi qui è come iniziare ogni giornata con una piccola dose di magia.</p>



<p>Patricia Urquiola ha creato un’oasi milanese dove stile e comfort sono tutt&#8217;uno. Gli interni mescolano materiali di pregio come marmo e legno, mentre le pareti sono arricchite da opere d’arte di artisti locali, che aggiungono un tocco autentico e contemporaneo all’ambiente. Gli appartamenti sono spaziosi, luminosi, e trasmettono l’energia creativa della città meneghina pur mantenendo un tono sofisticato.</p>



<p>Al Rocco Forte House Milan, ogni dettaglio è pensato per offrire un servizio impeccabile. Qui, ogni ospite ha un maggiordomo dedicato a disposizione per tutta la durata del soggiorno, pronto a soddisfare ogni richiesta, dalla prenotazione di ristoranti esclusivi, ai tour privati con guide locali, fino alle esperienze più personalizzate e fuori dal comune. E se hai voglia di un po’ di shopping? Ci pensa il personal stylist a portarti nelle boutique più esclusive di Milano. Il relax, poi, non manca: con il servizio benessere in appartamento, una sala fitness e un autista privato a disposizione, il soggiorno diventa una parentesi di pura eleganza e tranquillità.</p>



<p>Situato in una posizione spettacolare, il Rocco Forte House Milan permette di vivere Milano da una prospettiva assolutamente privilegiata. Dalla tua finestra, la vista si apre su una delle piazze più iconiche al mondo, e ti trovi a pochi passi dalle attrazioni più celebri della città, come la Cattedrale, la Galleria Vittorio Emanuele e il Teatro alla Scala. Uscire dall&#8217;appartamento significa trovarsi subito immersi nella vibrante vita milanese, tra boutique di lusso, ristoranti stellati e caffè storici, respirando l’essenza stessa di Milano.</p>



<p>In un mondo dove il lusso è spesso sinonimo di sfarzo, il Rocco Forte House Milan rappresenta una nuova visione: un lusso intimo, su misura, dove ogni ospite si sente accolto come a casa. Che si tratti di una trasferta di lavoro, una fuga romantica o una vacanza in famiglia, questa residenza saprà sorprenderti con un’accoglienza fatta di dettagli, discrezione e autenticità.</p>



<p>Scegliendo Rocco Forte House Milan, scoprirai una Milano diversa, una città da vivere con stile e discrezione. Qui, non sei solo un ospite, ma parte di un’esperienza unica, raffinata, e privata nel cuore di una delle città più vivaci e affascinanti al mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-1.jpg" alt="" class="wp-image-128329" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-2.jpg" alt="" class="wp-image-128330" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Rocco-Forte-House-Milan-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
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		<title>Coedition: Dayla di Patricia Urquiola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 11:43:37 +0000</pubDate>
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<p><strong>Nuovi oggetti di design</strong></p>



<p>Patricia Urquiola continua nella sua opera e progetta una sedia e un ponte con una struttura naturale in legno di quercia o cenere nera solida. La seduta risulta essere molto confortevole, il suo design è elegante nella sua semplicità. Questo oggetto d’arredo si mimetizza bene con l’ambiente circostante risultando una vera e propria innovazione, pur sempre continuativa, dell’iconica sedia Dayla.</p>
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		<title>Le nuove creazioni di Coedition presentate alla MDW</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Apr 2023 17:00:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Prende forma la nuova rivisitazione dell’iconica poltrona del brand, presentata per la prima volta nel 2020</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-3.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Dayla Armchair: all’insegna di comfort ed eleganza</strong></p>



<p>Patricia Urquiola quest’anno decide di presentare una nuova versione di Dayla Armchair mantenendo i codici valoriali dell’originale. Il design è elegante e caratterizzato da un senso di comfort estremo. Disponibile in color cenere o quercia, si adatta perfettamente a ogni tipo di ambiente: dalle case agli hotel e nelle reception.</p>



<p><strong>L’esclusività di Dayla Sofa</strong></p>



<p>Dayla Sofa è la prosecuzione delle altre collezioni, introdotte precedentemente, Dayla Armchair e Chair. La Urquiola decide di mantenere la stessa linea di design della sedia e della poltrona per progettare il nuovo sofa. L’idea è quella di creare un articolo versatile che si posizioni in ogni tipo di ambiente, un sofà democratico pensato per ogni tipo di persona e luogo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition.jpg" alt="" class="wp-image-106540" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Dayla Barstool: le caratteristiche</strong></p>



<p>Per completare la collezione, Patricia Urquiola decide di progettare uno sgabello disponibile in diverse altezze. Anch’esso sprigiona un grande senso di comfort ed estrema eleganza. La Altay Chair viene ottimizzata e rivisitata; è molto apprezzata per il suo design tra tradizione e modernità e per il comfort che risiede nei piccoli volumi. Altay è una seduta elegante, di colore nero.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-2.jpg" alt="" class="wp-image-106542" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>I nuovi tavoli di Coedition</strong></p>



<p>Nuage Dining Table è un&#8217;evoluzione del piccolo tavolo lanciato precedentemente, sempre quest’anno. Prezioso, stiloso e molto raffinato, realizzato in legno. Nuage Coffee Table è realizzato in ceramica e metallo. Appena venne lanciato nello scorso anno, ottenne un successo immediato. Il nuovo colore del 2023 è il blu scuro. La sua particolarità è che può essere utilizzato sia da solo, sia in combinazione con altri pezzi. Ultimo, Petra Coffee Tables prende ispirazione dalla forma dei Dolmens e dei Megaliti, e dona un senso di leggerezza all’ambiente circostante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-1.jpg" alt="" class="wp-image-106541" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Coedition-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>©NMILLET COEDITION</figcaption></figure>
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		<title>Le ultime novità di Patricia Urquiola alla MDW 2019</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2019 12:21:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Patricia-Urquiola-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Patricia Urquiola" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Patricia-Urquiola-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Patricia-Urquiola-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Patricia-Urquiola-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Patricia-Urquiola-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Patricia Urquiola: guru del design contemporaneo e protagonista del Salone del Mobile, le sue ultime collaborazioni e novità sono numerose e sorprendenti</p>
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<p>La nota designer spagnola <b>Patricia Urquiola</b>, CEO di Cassina ormai dal settembre 2015, si riconferma tra i boss del settore alla <b>Milano Design Week 2019</b>. Guru del design contemporaneo e protagonista del <b>Salone del Mobile</b>, le sue ultime collaborazioni e novità sono numerose e sorprendenti anche quest’anno.</p>
<h3>Il glorioso background di Patricia Urquiola</h3>
<p>Un passo indietro per i più curiosi. Chi è Patricia Urquiola e come è stato scoperto il suo genio? Patricia Urquiola nasce a Oviedo (Spagna) ed è classe 1961. Studia architettura a Madrid per poi trasferirsi a Milano. Qui s’innamora del design al corso di <b>Achille Castiglioni</b> e, nel 1989, si laurea con lode al <b>Politecnico di Milano</b>. Patricia diventa presto assistente del suo maestro, ma la sua creatività non si limita mai al singolo settore del design.<br />
Il suo curriculum è glorioso: vanta collaborazioni con grandi maestri, famosi marchi, e realizza oggetti e progetti apprezzati e celebrati con premi importantissimi. Non solo oggetti, ma anche allestimenti e architettura: showroom per aziende, alberghi, case private e scenografie. Nel 2001 apre il suo studio a Milano. Da questo momento inizia <b>numerose collaborazioni con importanti aziende</b> tra cui <b>Moroso, Molteni&amp;C, Rosenthal, Mutina e Alessi</b>. Dal 2015 è<b> Art Director di Cassina</b>.</p>
<h3>Le collaborazioni di Patricia Urquiola alla #MDW2019</h3>
<p>Chi se ne intende sa che numerosi pezzi della Urquiola, esposti nei più noti musei del mondo, sono già diventati un classico. Conviene, pertanto, non farsi scappare le sue ultime creazioni! In qualità di <b>protagonista del Salone del Mobile 2019</b>, Patricia Urquiola quest’anno vanta <b>collaborazioni con più di quindici aziende</b>. Fra queste ricordiamo le più importanti: <b>Cassina</b>, ovviamente,<b> Bottega Ghianda, Gandiablasco, Glas Italia, Janus et Cie, Flos e Moroso</b>.<br />
La designer si cimenta nell’ideazione di tavoli, sedie, bagni, divani e lampade in materiali nuovi, sostenibili, più ecologici e funzionali. A tutto questo si aggiunge l’effetto “wow” dell’<b>estetica ricercata e unica</b> dell’artista. Perché, d’altronde, in un campo dominato dalla presenza maschile come è quello del design, il tocco femminile non può che fare la differenza! Ora, vediamo da vicino le creazioni da non perdere.</p>
<h3>Cassina secondo Patricia Urquiola</h3>
<p>Ogni CEO ha un modo diverso di comunicare i valori della propria azienda. Patricia Urquiola porta con sé la piena consapevolezza del mondo presente e uno sguardo proiettato con vitalità verso il futuro. La designer, infatti, comprende bene l’attuale necessità delle persone di condividere ogni esperienza particolare. Per questo ha trasformato lo <b>showroom di Cassina</b>, in <b>via Durini 16 a Milano</b>, in un paradiso per gli “instagrammer”.<br />
<b>“The Cassina Perspective”</b> è uno spazio le cui pareti sono rivestite in moquette a righe blu e bianche. Sopra di essere sono proiettate opere d’arte digitali, che creano un effetto quasi psichedelico. Lo spazio centrale ospita gli arredi dello storico marchio italiano. Fra questi, le <b>novità</b>: la<b> sedia “Back-Wing”, </b>il<b> mobiletto “Hayama” </b>e il <b>tappeto “Round Mirage”</b>.</p>
<h3>Le novità di Cassina: “Back-Wing”, “Hayama” e “Round Mirage”</h3>
<p><b>“Back-Wing”</b> è la nuova <b>sedia</b> di Cassina progettata da Patricia Urquiola. La struttura è di spessore marcato e interamente realizzata in legno massello di frassino. Al contrario, le superfici del rivestimento sono esili, in pelle marrone. Una peculiarità è il tessuto piegato verso il basso sugli angoli, che conferisce all’oggetto maggiore dinamicità, eleganza e un <b>effetto avvolgente</b>.<br />
<b>“Hayama”</b> è un <b>mobile</b> basso, squadrato, dall’aspetto influenzato dall’<b>estetica giapponese</b>. È in legno grigio opaco e presenta un taglio formale: le gambe sono oblique rispetto al corpo centrale, che si divide in due ante a ribalta. All’interno, ripiani in vetro trasparente.<br />
Il <b>tappeto</b> <b>“Round Mirage”</b> appartiene alla collezione “Mirage”, ideata da Patricia Urquiola per Cassina. L’intero progetto esplora la forma del <b>cerchio</b> e le sue infinite possibilità estetiche. Dominano le linee curve, le sovrapposizioni, la geometria. Il tappeto è disponibile in diversi colori sgargianti, per un’<b>estetica quasi futurista</b>.</p>
<h3>Patricia Urquiola per Glas Italia</h3>
<p>Per <b>Glas Italia</b>, quest’anno Patricia Urquiola ha realizzato i tavoli <b>“L.A. Sunset Extension”</b>, una continuazione della collezione “L.A. Sunset” presentata lo scorso anno. I <b>tavoli</b> bassi e rotondi presentano una struttura tubolare in metallo opaco e sono disponibili in color blu notte e rame. La superficie del piano orizzontale è in <b>vetro laminato specchiato</b>. Questo materiale permette di creare un effetto sorprendente: la luce vi si riflette sopra e conferisce al tavolo un <b>aspetto multicolore, brillante e fluido</b>.<br />
Altra novità è <b>“Bisel”</b>, la collezione di tavoli e consolle realizzati dalla sovrapposizione di cinque lastre di vetro multicolore e <b>ultraleggero</b>. Sono disponibili due tipi di altezze e forme differenti, ma tutte squadrate. Essendo interamente in vetro, ogni pezzo della collezione <b>interagisce meravigliosamente con la luce</b>, cambiando completamente a seconda di come essa si riflette sulle differente superfici.</p>
<h3>Patricia Urquiola, Flos e le lampade ispirate alla natura</h3>
<p>Ispirandosi alla delicatezza degli elementi della natura, Patricia Urquiola realizza due elegantissime lampade per <b>Flos</b>, una da esterni e una da interni. Disponibile in differenti altezze e configurazioni e ispirata alla <b>struttura di un fiore</b>, <b>“Caule”</b> è una <b>lampada da esterni</b> con uno gambo flessibile e slanciato. La stessa designer la descrive come “un elemento quasi naturale”.<br />
<b>“Flauta”</b> è una <b>lampada </b>a parete, <b>da interni</b>, e possiede un aspetto esile e lineare che ricorda quello di un flauto. Proprio la sua struttura la rende ideale per ambienti piccoli. Il suo corpo circolare è disponibile in tre forme differenti, due textures e quattro finiture, per dare la possibilità al cliente di creare ambientazioni personalizzate.</p>
<h3>Patricia Urquiola e il Giappone: nasce il divano “Gogan” per Moroso</h3>
<p>Fonte d’ispirazione per la collaborazione tra la designer Patricia Urquiola e l’azienda <b>Moroso</b> è, ancora una volta, il <b>Giappone</b>. La designer si è ispirata a un particolare tipo di pietre giapponesi per la realizzazione del divano <b>“Gogan”</b>. Il suo nome deriva proprio dai sassi che proteggono e abbelliscono le rive dei laghi e dei fiumi giapponesi, levigati dal tempo e dall’acqua.<br />
Proprio come le pietre a cui è ispirato, il divano “Gogan” presenta delle sedute irregolari. Nonostante la forma suggerisca durezza, piuttosto che comfort, la peculiarità di questo divano è proprio l’<b>estrema morbidezza</b>. Essa è accentuata dall’assetto della seduta, leggermente inclinato verso la parte posteriore, che consente così di mantenere lo schienale più basso.<br />
Schienale e seduta sono uniti da contrafforti che donano leggerezza al divano, facendolo sembrare quasi sospeso da terra. I rivestimenti sono in <b>texture bouclé di colore grigio</b>, riconfermando l’estetica ispirata ai sassi di fiume giapponesi. La collezione “Gogan” si completa di una <b>poltrona e </b>dei<b> tavolini</b> di diverse dimensioni. Entrambi si ispirano a forme organiche e si caratterizzano, come il divano, per i contrafforti che donano leggerezza alla struttura.<br />
Si conclude qui il nostro viaggio fra le più importanti, nuovissime creazioni di Patricia Urquiola lanciate durante la Settimana del Design 2019, a Milano. È il momento di intuire quale potrà essere il prossimo “classico” firmato Urquiola e renderlo un “must” per la vostra abitazione!<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Chiara Pellini</i></b></p>
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		<title>Santoni e Patricia Urquiola insieme per la nuova sedia Cab</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2019 08:52:12 +0000</pubDate>
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<h3>Santoni e Bellini: mentalità moderna applicata a un savoir-faire antico</h3>
<p>Tradizione e innovazione sono gli elementi fondanti la filosofia di <b>Santoni</b> così come quella di <b>Mario Bellini</b>, architetto, designer industriale, designer di mobili, giornalista e conferenziere tra i più illustri della comunità internazionale del design. Entrambi, nel tempo, hanno mantenuto intatte le caratteristiche del puro <b>Made in Italy</b>: qualità, passione per il dettaglio, lavorazione rigorosamente fatta a mano.</p>
<p>E oggi, in occasione della Design Week 2019, <b>Santoni</b> collabora con <b>Patricia Urquiola</b>, attuale direttore creativo di Cassina e da tempo partner di Santoni nei progetti retail, in un tributo all’iconica poltrona <b>Cab di Mario Bellini</b> con 3 edizioni speciali, dipinte a mano dagli artigiani della maison.</p>
<h3>La sedia “Cab” ieri e oggi</h3>
<p>Un telaio di acciaio tubolare verniciato a smalto avvolto da un rivestimento in pelle preformato e chiuso da quattro cerniere lampo lungo le gambe e sotto la seduta. Questi i tratti salienti dell’iconica sedia Cab. A renderla unica e dall’allure contemporanea, nel tributo presentato a Milano durante la Design Week 2019, le sfumature create dall’<b>effetto degradé </b>concepito da <b>Patricia Urquiola</b>. Un esercizio visivo volto a tradurre l’idea intangibile di una nuance in un sofisticato prodotto artigianale.</p>
<p>“Insieme a Santoni abbiamo voluto rendere omaggio a un pezzo storico di Mario Bellini, le sedie Cab in special edition sono un gioco di sfumature che, partendo dalle gambe, si diffondono in <b>tre tonalità</b> di color aragosta, verde petrolio e salvia decolorando la sedia su tutta la sua superficie”, dichiara Patricia Urquiola. Le special edition sono state presentate al pubblico con un cocktail party venerdì 12 Aprile e sono state esposte nella boutique milanese Santoni per l’intera settimana del design.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Sara Baschirotto</i></b></p>
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		<title>Moroso: tra linee minimal e emozioni d’Africa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 08:55:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Moroso-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Moroso" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Moroso-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Moroso-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Moroso-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Moroso-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>In un periodo storico in cui vi è la tendenza di chiusura al diverso, <b>Moroso</b>, un grande brand italiano, dal 1952 punto di riferimento del design a livello internazionale, si pone come <b>ponte tra due culture</b>. Da una parte presenta una collezione minimale, tipica di tutta la storia occidentale del <b>design del Novecento</b>. Dall’altra, invece, mostra come sia possibile raccontare attraverso varie collaborazioni un paese caldo e emozionante come l’<b>Africa</b>. Un viaggio, quindi, che parte dalle radici del design contemporaneo per andare verso contaminazioni esotiche e affascinanti.</p>
<h3>Moroso e lo stand firmato da Patricia Urquiola</h3>
<p><b>Patricia Urquiola</b>, designer spagnola, progetta lo stand di Moroso, proiettandolo verso una ricerca di semplicità formale. Riesce a creare un collegamento tra arte e architettura attraverso giochi di linee, luci e colori. È la <b>bidimensionalità </b>la caratteristica principale del complesso. Ciò si realizza anche grazie al <b>colore</b> – tre tonalità: terracotta e due grigi azzurrati dalle nuances più chiare e più scure – proiezioni geometriche, luci e sensazioni.</p>
<p>Vi è un <b>contrasto</b> tra i piani cromatici e asimmetrici, così da creare una <b>varietà di movimenti visuali</b> in cui ogni spazio compositivo è collegato all’altro. Allo stesso tempo, il colore sulla tela produce delle visioni fotografiche. I materiali espositivi scelti sono il telaio e la tela per la loro valenza pittorica: hanno il chiaro intento di richiamarsi all’artista cubana <b>Carmen Herrera</b>. La palette cromatica riproduce ambienti freschi e primaverili, rassicuranti e contemporanei.</p>
<p>La pianta rettangolare è composta da un unico ingresso e un’unica uscita. Al suo interno, sette pedane, sollevate di 60 cm da terra, creano sette still-life. Ciascuna pedana riproduce una stanza, in cui <b>linee geometriche e contrapposizione netta dei colori</b> fanno da sfondo alle forme degli imbottiti e delle sedute. Al centro, una piazza, una vera e propria agorà, dove il pubblico può sedersi e godere della varietà di movimenti, ritmi e tensioni spaziali.</p>
<h3>Il vero protagonista dell’ambientazione living di Moroso: il nuovo divano Gogan</h3>
<p>Firmato sempre da Patricia Urquiola, con il <b>divano</b> <b>Gogan</b> il brand Moroso vuole sottolineare come l’equilibrio tra gli elementi sia dato dalla forma non troppo regolare: si utilizzano forme leggere ma che all’apparenza dovrebbero essere pesanti. L’ispirazione deriva dai sassi giapponesi tradizionalmente usati sugli argini di fiumi e laghi, che hanno l’utilità di essere sia da protezione degli argini, che di utilizzo estetico sulle rive.</p>
<h3>Sistemi modulari, tradizione artigianale, know-how del materiale: lo stand elegante, minimale e poliedrico di Moroso</h3>
<p>Riproposto anche quest’anno il <b>sistema modulare Josh</b>, realizzato da <b>Edward van Vliet</b> per Moroso. Per la zona dining si propongono vari tavoli da pranzo, come <b>Il Naturale</b> di <b>Heinz Glatzl</b> e <b>Joachim Mayr</b> in collaborazione con <b>Schotten &amp; Hansen</b>. Lavorazione artigianale del legno e sapienza del trattamento del materiale sono le caratteristiche principali di questo oggetto d’arredamento. Anche le sedute della collezione <b>Armada </b>della coppia <b>Doshi &amp; Levien</b> prendono posto sulla pedana, e quest’anno si aggiunge al loro fianco il divano come nuovo componente.</p>
<p>La collezione <b>Mathilda</b> di <b>Patricia Urquiola</b>, le cui sedute sono caratterizzate da una fascia colorata che collega tra loro gli elementi strutturali, viene riproposta assieme ad un tavolo interamente in legno, caratterizzato da due gambe a cavalletto che sostengono il piano. Sulla stessa pedana trovano spazio le nuove sedie, che vanno ad arricchire la famiglia di prodotti <b>Klara</b>. Altre due pedane sono dedicate alla presentazione di nuove collezioni.</p>
<p>Nella prima, il divano <b>Heartbreaker</b> di <b>Johannes Torpe</b>, immediatamente riconoscibile per il dettaglio del bracciolo a forma di “mezzo cuore”, che si ricompone giocosamente nelle combinazioni di divani affiancati. Infine, esposta una famiglia di sedute, <b>Precious</b>, esempio di equilibrio tra pulizia formale e grazia estetica. Nella seconda pedana viene esposta, in tutta la sua completezza, eleganza e poliedricità, la collezione <b>Yumi</b> di <b>Bendtsen Design Associates</b>, composta da sedie, poltroncine, poltrone, e tavoli e tavolini.</p>
<h3>M’Afrique collection: al Fuorisalone dieci anni di prodotti artigianali firmati dai più grandi designer internazionali</h3>
<p>Nasceva dieci anni fa <b>M’Afrique collection</b>, con una ventina di prodotti. L’<b>Africa</b>, luogo da sempre caro a <b>Patrizia Moroso</b>, che descrive così l’emozione alla base di tutto il progetto: “Per me l’Africa è uno struggente sentimento. È un luogo profondo dell’anima e dell’emozione. Tutto quello che viene da quel luogo è vitale e carico di infinita bellezza.  (…) Con l’Africa non riesco a essere razionale: è una terra che amo incondizionatamente”.</p>
<p>Realizzata in Senegal nell’Atelier <b>M’Afrique</b>, a cura di<b> Abdou Salam Gaye</b>, la collezione è disegnata da <b>Tord Boontje, Ayse Birsel e Bibi Seck, Marc Thorpe, Patricia Urquiola, Federica Capitani, Concetta Giannangeli, David Weeks, Martino Gamper, Sebastian Herkner</b>. Quest’anno si aggiungono <b>Ron Arad, </b>l’artista-designer che da sempre collabora con Moroso e che per la prima volta entra in <b>M’Afrique</b> con <b>“The Modou Collection”</b>;<b> Antonino Sciortino, </b>artista-scultore palermitano, con le sedute e i tavoli <b>Dancers</b>, in omaggio al suo passato di ballerino; infine, <b>Gala Fernández</b>, artista illustratrice e grafica spagnola, con le sedute <b>Griot</b>, dedicate all’Africa magica e spirituale.</p>
<p><b>M’Afrique Detached – 10 Years After, </b>progettato da <b>Marco Viola</b>, è il nome dell’evento di Moroso in via Pontaccio pensato per il Fuorisalone 2019 e nato per celebrare i dieci anni di vita della collezione. L’allestimento si è avvalso della cornice visiva della fotografia di <b>Alessandro Paderni</b>, che racconta un’Africa esplosiva, colorata e struggente, catturata in suo recente viaggio di reportage. Insieme ai pezzi storici e recenti della collezione M’Afrique, hanno fatto ritorno le opere di famosi artisti internazionali, <b>Soly Cissé,</b> <b>Fathi Hassan</b>,<b> Boubacar Touré Mandémory</b>, che con il loro talento visionario hanno raccontato l’Africa.</p>
<p>Moroso, ancora una volta, si pone come un viaggio di scoperta affascinante e emozionante nel mondo del design italiano e internazionale: non solo comfort e semplicità degli spazi, ma sapienza e conoscenza delle materie prime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Ilaria Nassa</i></b></p>
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		<title>Il Museo del Design Italiano alla Triennale di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 11:57:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="80" height="80" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Design-6.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Design" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>La Design Week si apre con un’importante novità per Milano: la Triennale presenta il Museo del Design Italiano, primo allestimento permanente in Triennale</p>
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<p>La Design Week si apre con un’importante novità per Milano: la <b>Triennale</b> presenta il <b>Museo del Design Italiano</b>, il primo allestimento permanente in Triennale. Lunedì 8 aprile 2019 si tiene la cerimonia di inaugurazione, a cui presenzia il Presidente del Consiglio <b>Giuseppe Conte</b>.</p>
<h3>Lo scopo</h3>
<p>Istituire il più importante centro internazionale dedicato al design italiano. Questa la volontà di  Stefano Boeri, Presidente della Triennale Milano. Il progetto guarda lontano e mira ad arricchire la collezione nel tempo, attraverso <b>politiche d’acquisizione mirate</b> e <b>collaborazioni</b> con archivi, aziende, scuole, università, musei.</p>
<h3>I numeri della partenza</h3>
<p>La collezione ospita già  alcuni tra i pezzi più iconici e rappresentativi del design italiano. Su una superficie di 1.300 mq sono esposti circa <b>200 oggetti</b> che raccontano una rivoluzione Made in Italy.  Protagonisti i materiali, le tecniche e i canoni estetici che hanno capovolto la nostra società.  Fotografie, campagne pubblicitarie, packaging originali relativi alla storia e al contesto dell’opera saranno esposti. Tutto ciò  per rendere fruibile l’arte del design non solo agli addetti ai lavori.</p>
<h3>Fil rouge: il tempo</h3>
<p>La sequenza delle opere procede seguendo l’ordine cronologico: <b>dal 1946 al 1981</b>. Dal <b>Dopoguerra</b> agli <b>anni Ottanta</b>, passando per il <b>miracolo economico</b>. La curva al piano terra del Palazzo dell’Arte mostra una timeline di eventi storici, politici, sociali e di costume italiani e internazionali. Uno dei periodi di grande influenza per il design e i designer italiani nel mondo. Segnato dall’arrivo sulla scena di importanti collettivi come <b>Memphis</b>, un collettivo italiano di design e architettura fondato da Ettore Sottsass, attivo tra il 1981 e il 1987, che sancì l’inizio di una nuova era nella produzione del design.</p>
<h3>Memoria storica e non solo</h3>
<p>“L’ambizione del Museo del Design Italiano è quella di essere <b>un luogo di ispirazione</b>, secondo il senso più antico della parola museo”, afferma <b>Joseph Grima</b>, direttore artistico. “Molto spesso il veicolo delle ispirazioni più intense e formative non sono gli oggetti inanimati, ma le voci delle persone che li hanno creati e la narrazione di dettagli apparentemente banali. […] Abbiamo quindi deciso di includere nel percorso alcune <b>voci degli autori che hanno creato gli oggetti esposti</b>, cui è stato chiesto di raccontare in maniera semplice e diretta la genesi delle loro creazioni e le condizioni culturali alle quali ogni oggetto rispondeva”. Svariati approfondimenti saranno forniti dalle <b>interviste telefoniche</b> con gli artisti.</p>
<h3>Fasi del progetto</h3>
<p>Il progetto di ampliamento sarà legato al lancio di un <b>concorso di progettazione internazionale</b> che sarà bandito entro maggio 2019 e che prevede:</p>
<ul>
<li>nuovi spazi espositivi</li>
<li>riorganizzazione degli Archivi per un totale di 6.000 mq.</li>
</ul>
<p>Uno specifico comitato dedicato alle acquisizioni si occuperà di arricchire la collezione negli anni.</p>
<p>Questa prima fase del Museo del Design Italiano rappresenta il punto di partenza del disegno che vede protagonista Milano come <b>capitale globale dell</b>’<b>industrial design</b>. Fortemente voluto da Stefano Boeri, in collaborazione con un comitato scientifico che riunisce prestigiosi nomi del design e dell’architettura, tra cui: Paola Antonelli, Mario Bellini, Andrea Branzi, Antonio Citterio, Michele De Lucchi, Piero Lissoni, Claudio Luti, Fabio Novembre, Patricia Urquiola. Presente il sostegno del Mibac e di altri soci della Triennale, e concordato con ADI e Assolombarda, con cui la Triennale sta costituendo un’associazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Lucia Ialuna </i></b></p>
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		<title>Grandi designer per Kartell</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 09:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
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		<category><![CDATA[Philippe Stark]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Mobile 2012]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/04/visore-kartell1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/04/visore-kartell1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/04/visore-kartell1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/04/visore-kartell1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/04/visore-kartell1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Kermesse a cinque stelle per l’azienda più colorata del Salone del Mobile 2012</p>
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<p><em><strong>Pippi Petrina</strong></em></p>
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