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	<title>Oscar &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Il coraggio di non dipendere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 10:38:10 +0000</pubDate>
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<p>La femminilità, oggi, non è un concetto astratto. È una questione strutturale. Ha a che fare con il potere, con l’autonomia, con la possibilità reale di scegliere. Ed è da qui che nasce questo numero, perché parlare di moda e lusso senza interrogarsi su cosa renda davvero libere le persone significa fermarsi alla superficie.</p>



<p>Da alcuni anni un mio amico, compagno di liceo, vive in Svezia. Il nostro confronto, nel tempo, si è spesso allargato al funzionamento di quel sistema: il lavoro, il welfare, il rapporto tra individuo e Stato. All’interno di questo racconto emerge in modo naturale anche il ruolo della donna. Mi parla di stipendi adeguati, di servizi che permettono di conciliare lavoro e vita privata, di asili accessibili, di una struttura sociale che riduce drasticamente la dipendenza economica. Non vivendo lì, non posso verificare fino in fondo quanto questo modello sia virtuoso o quali siano le sue contraddizioni. Ma se anche solo una parte di ciò che mi viene raccontato corrispondesse alla realtà, sarebbe comunque un esempio utile da osservare. Perché quando una donna non è costretta a dipendere, può scegliere. E la possibilità di scegliere è il primo vero atto di libertà.</p>



<p>In Italia, e in molti altri contesti, la femminilità resta invece spesso legata all’immagine più che all’autonomia. La sensualità viene celebrata, l’indipendenza evocata, ma raramente sostenuta da condizioni concrete. È un tema che ritorna ciclicamente, e che in queste settimane è tornato al centro del dibattito pubblico. Le vicende riportate da Fabrizio Corona – sulle quali è corretto mantenere un atteggiamento garantista – non fanno che riportare alla luce dinamiche già note. Sedici anni fa si parlava di Vallettopoli. Oggi i nomi cambiano, ma il meccanismo resta simile: posizioni di potere che promettono opportunità, visibilità, avanzamenti di carriera; dall’altra parte, persone che accettano compromessi per accedere a quello spazio. Non è una questione morale, ma sistemica.</p>



<p>È importante distinguere. C’è una differenza netta tra l’abuso di un ruolo – anche quando non è esplicito, ma si esercita attraverso pressioni, aspettative, silenzi – e la scelta consapevole di muoversi all’interno di un sistema. Il risultato esterno può sembrare lo stesso, ma il costo interiore è diverso. La femminilità non è solo una questione di stile o di eleganza, per quanto la moda italiana abbia insegnato al mondo cosa significhi bellezza. Ha a che fare con la possibilità di restare fedeli a se stesse, di non dover rinunciare alla propria integrità per essere accettate.</p>



<p>Queste dinamiche non riguardano solo lo spettacolo. Il mondo della moda le conosce bene. Le ho incontrate direttamente nel mio percorso professionale. Un ambiente che ama definirsi meritocratico, ma che spesso si muove per relazioni personali, simpatie, equilibri fragili. Negli anni ho visto emergere figure molto giovani che si attribuiscono ruoli di grande responsabilità senza averne ancora la solidità, trasformando incarichi professionali in strumenti di potere personale. Ho vissuto situazioni di esclusione legate non alla qualità del lavoro, ma a rapporti deteriorati e a rancori individuali.</p>



<p>Ho vissuto dinamiche di esclusione evidenti anche all’interno di brand importanti come Dsquared2, che conosco da oltre sedici anni. Il passaggio della gestione delle relazioni pubbliche a figure molto giovani e, a mio avviso, prive dell’esperienza e delle competenze necessarie per ricoprire un ruolo così delicato, ha segnato un punto di rottura. Dal punto di vista dell’immagine e della comunicazione, il brand ha progressivamente preso una direzione discutibile, lontana dalla solidità e dalla visione che lo avevano reso riconoscibile negli anni. Non si tratta di una questione anagrafica, ma di preparazione, di visione strategica, di capacità reale di rappresentare un marchio internazionale.</p>



<p>A questo si è aggiunto un altro elemento, ancora più critico: per motivazioni che nulla hanno a che fare con il valore editoriale o professionale, si è progressivamente creata una chiusura selettiva. Alcuni profili sono stati esclusi, mentre venivano sistematicamente favoriti influencer e figure prive di reale contenuto, scelti non per merito ma per prossimità personale a chi gestiva le relazioni pubbliche. Un sistema di favoritismi che ha finito per premiare cerchie ristrette di “amichetti” invece di costruire un dialogo serio con professionisti e realtà editoriali consolidate. Mi auguro sinceramente che a livello apicale qualcuno se ne accorga e intervenga, perché quando la comunicazione viene affidata all’improvvisazione e alle dinamiche personali, il danno non è individuale: è del brand stesso.</p>



<p>In un altro caso, una persona che in passato aveva collaborato con una rivista che coordinavo, alla chiusura del progetto editoriale (era il lontano 2008 ed erano i primi esperimenti di editoria digitale) reagì in modo ostile. Anni dopo, una volta ottenuto un ruolo di rilievo nelle relazioni pubbliche di una grande maison di moda, utilizzò quella posizione per escludere la nostra testata sistematicamente. Alla sua uscita dal brand, la situazione tornò alla normalità. Oggi, in un contesto diverso, lo schema si ripete. È l’esempio di come il potere, se non governato da competenza e responsabilità, diventi uno strumento di rivalsa.</p>



<p>Di fronte a tutto questo, la scelta è stata una sola: non dipendere. Continuare a lavorare con dignità, senza piegarsi, senza cercare legittimazioni forzate. La libertà, anche quando comporta rinunce, resta l’unico vero spazio di coerenza.</p>



<p>È con questo sguardo che nasce il nuovo numero. Un numero che affronta la femminilità come forza consapevole, non come ruolo imposto. Il volto che abbiamo scelto è quello di Ester Pantano, attrice autentica, prossimamente al cinema con <em>Io+Te</em>. In lei convivono eleganza, profondità e una presenza che non si esaurisce nell’immagine.</p>



<p>Guardiamo poi allo sport e al futuro, con un ampio focus sulle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, mettendo in luce il ruolo delle donne, le quote rosa, i passi avanti e le sfide ancora aperte. Raccontiamo la moda donna come espressione di un presente che chiede identità, non decorazione. Raccontiamo lo spettacolo con una copertina speciale dedicata per la prima volta a Sanremo: durante la settimana del Festival condotto da Carlo Conti vi porteremo nella città della musica, tra interviste, eventi e incontri.</p>



<p>E poi il cinema internazionale, con gli Oscar e le interpreti che oggi incarnano un’idea di sensualità che va oltre l’estetica, diventando linguaggio culturale. Come sempre, attraversiamo il lifestyle in tutte le sue declinazioni: beauty, viaggi, motori, tecnologia, arte.</p>



<p>Questo numero è un invito a riflettere su cosa significhi davvero femminilità, oggi: non un compromesso, non una concessione, ma la possibilità concreta di scegliere. E, in un sistema che ancora fatica a garantire questa libertà, resta il lusso più autentico che esista.</p>



<p>Buona lettura.</p>
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		<title>Oscar 2025: chi sono i favoriti per la notte delle stelle?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 09:57:41 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/oscar-2025pronostici-redazione-movieplayer_jpg_1600x900_crop_q85-1170x600-1-768x461.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/oscar-2025pronostici-redazione-movieplayer_jpg_1600x900_crop_q85-1170x600-1-768x461.jpeg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/oscar-2025pronostici-redazione-movieplayer_jpg_1600x900_crop_q85-1170x600-1-300x180.jpeg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/oscar-2025pronostici-redazione-movieplayer_jpg_1600x900_crop_q85-1170x600-1-480x288.jpeg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/oscar-2025pronostici-redazione-movieplayer_jpg_1600x900_crop_q85-1170x600-1.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Il Dolby Theatre si trasformerà ancora una volta nel palcoscenico dell&#8217;elite cinematografica, con Conan O&#8217;Brien alla conduzione di una cerimonia che promette sorprese e momenti memorabili. Ma chi salirà sul palco per stringere tra le mani la tanto ambita statuetta dorata?</p>



<p><strong>&#8220;Anora&#8221; e &#8220;Emilia Pérez&#8221;: lo scontro per il titolo di miglior film</strong></p>



<p>La corsa più accesa sembra essere quella per il miglior film. Inizialmente, &#8220;Emilia Pérez&#8221; di Jacques Audiard dominava il panorama con 13 nomination e un&#8217;ondata di entusiasmo dopo i Golden Globe. Ma un recente scandalo legato ai vecchi tweet della protagonista Karla Sofia Gascón ha cambiato le carte in tavola, spostando il baricentro su &#8220;Anora&#8221; di Sean Baker. Già vincitore della Palma d&#8217;Oro a Cannes e trionfatore ai Critics Choice Awards, il film si trova in una posizione di forza, pronto a conquistare l&#8217;Academy con il suo mix di potenza emotiva e brillantezza narrativa.</p>



<p><strong>Regia e sceneggiatura: battaglia tra giganti</strong></p>



<p>Anche nella categoria miglior regista la sfida è serrata. Sean Baker potrebbe fare il bis, ma Brady Corbet con &#8220;The Brutalist&#8221; ha dalla sua una regia raffinata e uno stile che ha incantato la critica. Sul fronte sceneggiatura, &#8220;Anora&#8221; è il grande favorito per la miglior sceneggiatura originale, mentre &#8220;Conclave&#8221; potrebbe spuntarla per quella non originale.</p>



<p><strong>Film internazionale e d&#8217;animazione: le incognite della serata</strong></p>



<p>Il premio per il miglior film internazionale sembrava quasi assegnato a &#8220;Emilia Pérez&#8221; per la Francia, ma ora la corsa è aperta e &#8220;Io sono ancora qui&#8221; di Walter Salles rappresenta una minaccia concreta. Tra i film d’animazione, invece, la gara è tra l&#8217;innovativo &#8220;Flow&#8221; e l’avvincente &#8220;Il robot selvaggio&#8221;, con il secondo favorito grazie al suo appeal commerciale.</p>



<p><strong>Effetti speciali e sonoro: &#8220;Dune – Parte 2&#8221; si prepara all&#8217;incasso</strong></p>



<p>Nonostante non sia tra i titoli più discussi per i premi principali, &#8220;Dune – Parte 2&#8221; di Denis Villeneuve ha ottime chance di dominare nelle categorie tecniche. Miglior sonoro e migliori effetti speciali sembrano praticamente già suoi.</p>



<p><strong>Attori e attrici: chi brillerà sotto i riflettori?</strong></p>



<p>Se per il miglior attore non protagonista il nome di Kieran Culkin (&#8220;A Real Pain&#8221;) sembra già inciso sulla statuetta, la competizione per il miglior attore protagonista è decisamente più serrata. Adrien Brody con &#8220;The Brutalist&#8221; parte in vantaggio, ma Timothée Chalamet con la sua interpretazione di Bob Dylan in &#8220;A Complete Unknown&#8221; è pronto a giocarsi il tutto per tutto.</p>



<p>Tra le attrici, occhi puntati su Demi Moore, la cui trasformazione in &#8220;The Substance&#8221; potrebbe portarla alla vittoria, replicando il successo ottenuto ai Golden Globe. Ma Mikey Madison (&#8220;Anora&#8221;) e Fernanda Torres (&#8220;Io sono ancora qui&#8221;) non staranno certo a guardare.</p>



<p><strong>Chi conquisterà la notte degli Oscar?</strong></p>



<p>Una cosa è certa: questa edizione degli Oscar sarà tutto tranne che prevedibile. Tra colpi di scena, favoriti in bilico e possibili upset dell’ultimo minuto, prepariamoci a una serata in cui ogni premiazione potrebbe scrivere un nuovo capitolo nella storia del cinema. E tu, su chi scommetteresti?</p>
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		<title>Oscar 2020, la notte hollywoodiana da Standing Ovation</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 14:37:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/OSCAR-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="OSCAR" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/OSCAR-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/OSCAR-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/OSCAR-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/OSCAR-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Oscar 2020. Dal trionfo di Parasite con quattro statuette ai grandi nomi che hanno incantato il palco: Joaquin Phoenix, Renée Zellweger e Brad Pitt</p>
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<p>Per chi vive di emozioni e di immaginazione, per chi crede che i film non siano semplici pellicole ma vere storie raccontate. Per chi sa immergersi e trarne un vero e proprio insegnamento lungo il corso della vita. Ai film che lasciano un’impronta, che diventano dei veri e propri modelli di ispirazione. A simboleggiare e tenere alto questo messaggio è proprio la <b>notte degli Oscar</b>, la notte hollywoodiana più glamour e imprevedibile dell’anno che con la sua <b>92esima</b>, anche in questo <b>2020</b> è giunta al termine.</p>
<p>La cerimonia è iniziata quando in Italia erano le due, con l’ingresso degli attori lungo il consueto <b>red carpet</b>, una sfilata di sfarzo e di bellezza sul celebre tappeto rosso che inaugura i commenti e le attenzioni riguardo a registi, attori, musicisti, sceneggiatori e ospiti vari, con i fotografi che li rincorrono da un lato all’altro. Molto apprezzato <b>Spike Lee</b>, che si è presentato in uno smoking viola e giallo in omaggio al campione dei Lakers <b>Kobe Bryant</b> e alla figlia Gianna. A stretto giro di posa una<b> Margot Robbie</b> in nero mozzafiato, e una <b>Scarlett Johansson</b> in bianco panna, praticamente perfetta. In mancanza di un vero presentatore, formula che probabilmente proseguirà nei prossimi anni, l’apertura grintosa, fastosa e raffinata, si è tenuta sotto la musica di<b> Janelle Monae</b>.</p>
<h3>Parasite: il miglior film – la dedica del miglior regista al Maestro Scorsese</h3>
<p>Ad incoronare il sogno hollywoodiano e scalare la cima è<b> Parasite</b>, film sudcoreano di <b>Bong Joon-ho</b> che ha vinto anche l’Oscar per la <b>miglior regia, per il miglior film internazionale e per la miglior sceneggiatura originale</b>. Con quattro premi totali è stato il film più premiato della cerimonia. <b>Parasite</b><i>, </i>che è un thriller, ma anche una satira sociale, con momenti alternati comici e drammatici, racconta scene di lotta di classe in Corea del Sud, l’incontro tra due famiglie di diverso rango sociale. Una collisione tra ricchezza e povertà che ha colpito spettatori di tutto il mondo.</p>
<h3>Il discorso dei vincitori, da quello ambientalista di Joaquin Phoenix alle parole passionali di Laura Dern</h3>
<p>È stato poi il momento di <b>Joker</b> con <b>Joaquin Phoenix</b>, per lui è la prima vittoria e la quarta nomination. Il film, diretto da <b>Todd Phillips</b>, principale avversario di Batman, era in concorso con ben 11 nomination e ha ricevuto il premio per il <b>miglior attore protagonista</b>, interprete di Arthur Fleck/Joker, e quello per la <b>migliore colonna sonora originale</b> con la compositrice islandese <b>Hildur Guðnadóttir</b>. Durante il suo discorso, Phoenix ha lanciato un appello a lottare a favore dei diritti contro “le diseguaglianze di genere, il razzismo e  la discriminazione Lgbt”. “Siamo così disconnessi dalla natura, con un punto di vista egocentrico che andiamo nella natura e la distruggiamo”, ha commentato l’attore,  “Commettiamo crimini contro gli animali. Abbiamo paura dell&#8217;idea di cambiare, ma dovremmo usare l&#8217;amore e la compassione come principi di guida”.</p>
<p>Prima vittoria anche per <b>Renée Zellweger</b>, che ottiene la statuetta per la sua interpretazione come <b>Judy Garland in Judy</b>. L’attrice ha parlato di questo film come una delle esperienze più speciali della sua carriera. Ha dedicato il premio ai suoi genitori, immigrati arrivati negli Usa senza nulla se non il “sogno americano” da realizzare. Ha raccontato inoltre che quest&#8217;ultimo anno in cui si è celebrato Judy Garland è stato un modo bello per ricordarci che ci sono eroine a cui ci ispiriamo e a cui ci uniamo, che ci fanno pensare che sono tante le cose che ci accomunano e chi spingono spesso a prendere la stessa direzione.</p>
<p>Anche <b>Brad Pitt</b>, il bello di Hollywood, ha continuato la sua gara verso la vetta, aggiudicandosi invece l’Oscar come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione in <b>C’era una volta Hollywood</b>. Per Pitt è il secondo Oscar della carriera, ma il primo come attore. Anche <b>Laura Dern</b> conquista il suo premio come migliore attrice non protagonista per il ruolo di avvocatessa grintosa e priva di scrupoli in <b>Storia di un matrimonio</b>. Dopo i ringraziamenti di rito, l&#8217;attrice alla sua prima statuetta ha detto: “Noah ha scritto un film che parla d&#8217;amore, tutti i ponti possibili che si possono costruire per tenere insieme una famiglia e anche questo nostro pianeta”. Un messaggio che fa riflettere, un messaggio che trasmette al pubblico il vero valore della costruzione, del mantenere sempre solido qualcosa in cui si crede.</p>
<p>Per gli amanti dell’animazione e del cartone, ecco <b>Toy Story 4</b>, candidato e vincitore come miglior film d’animazione e alla portata di tutte le famiglie. Il quarto episodio dell’amatissima saga <b>Pixar</b> è riuscito a sbaragliare la concorrenza aggiudicandosi il premio dell’anno. Mentre a bocca asciutta rimane mestamente <b>The Irishman</b> di Martin Scorsese, che in mezzo a tutta la compagnia di giro degli altri nominati e vincitori <b>è parso improvvisamente un film vecchissimo e imbalsamato</b>.</p>
<h3>Un Oscar da musica, quella che corona ogni sogno</h3>
<p>Questa lunga e appassionata notte è stata colorata anche a suon di musica, ma che musica. Sulle note di <b>I’m Gonna Love Me Again</b>, dalla colonna sonora di <b>Rocketman </b>il meraviglioso Elton John, che sul coloratissimo palco ha riscaldato e commosso tutti gli animi. Per lui il secondo Oscar della carriera, il primo vinto nel 1995 per il pezzo Can You Feel the Love Tonight dal film The Lion King. A sorpresa, poi,  a risvegliare la platea del <b>Dolby Theater</b>, facendo ballare Brad Pitt e Leonardo DiCaprio ci ha pensato <b>Eminem</b>, esordendo con il brano Lose Yourself con cui vinse l’Oscar proprio nel 2003.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Elena Strappa</i></b></p>
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		<title>Dal Dolby Theatre di Los Angeles, i vincitori degli Oscar 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 12:15:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="80" height="80" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-2.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Oscar" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Si è conclusa la notte degli Oscar. Quest’anno, per la prima volta, si assiste ad una premiazione senza un presentatore. Una scelta riuscita alla perfezione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="80" height="80" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-2.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Oscar" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>I risultati della tanto attesa<strong> 91esima edizione della cerimonia degli Oscar</strong> non sono più un&#8217;ipotesi o un mistero. In tantissimi hanno attraversato il tappeto rosso del Dolby Theatre di Los Angeles con la speranza di portarsi a casa l’ambitissima statuetta d’oro. Abiti scintillanti ed elegantissimi; tutto è pronto per la premiazione più attesa dell’anno nel mondo del cinema.</p>
<h3>Green Book vince il premio per il miglior film</h3>
<p>Sono otto i film candidati alla vittoria degli Oscar, ma <b>Green Book</b> si aggiudica il primo posto in classifica. Ispirato ad una storia vera e ambientato negli anni ’60, il film tratta i temi del <b>razzismo</b> e del profondo sud degli Stati Uniti. La stupenda storia di un famosissimo pianista afroamericano che in tournée decide di assumere un autista italoamericano. I due sono completamente diversi e opposti, ma pian piano si instaura un’amicizia profonda destinata a durare per sempre. Durante il loro viaggio, Don Shirley, il pianista, subisce violenze e ingiustizie sotto l’incredulità dell’autista italoamericano Tony Vallelonga.</p>
<p>Green Book è un libretto che i due sono costretti a consultare nel viaggio per scoprire quali saranno i luoghi con accesso riservato ai neri. Un film che mostra quanto l’amicizia e l’integrazione siano qualcosa di fondamentale. Un grande segnale &#8211; soprattutto politico &#8211; per il periodo in cui si trova l’America e il mondo occidentale in generale. Green Book vince quindi tre tra i premi più importanti della giornata degli Oscar: <b>miglior film</b>, <b>miglior attore non protagonista</b> per Mahershala Ali, il pianista, e <b>miglior sceneggiatura originale</b>.</p>
<h3>Tutte le altre premiazione della notte degli Oscar</h3>
<p><b>Bohemian Rhapsody</b>, uno dei film più attesi dell’anno, che ha fatto emozionare moltissimi, si aggiudica quattro vittorie. <b>Miglior sonoro</b>, <b>miglior montaggio e montaggio sonoro</b>, e <b>miglior attore protagonista </b>per Rami Malek. Si è parlato molto della bravura dell’attore. Malek è infatti riuscito al meglio a calarsi nei panni di uno dei più grandi artisti della storia, interpretando quindi Freddie Mercury in modo impeccabile. Un film forte ed emozionante che è riuscito a raccontare la storia, sconosciuta a molti, di un grandissimo uomo.</p>
<p>È <b>Roma</b> invece ad aggiudicarsi il premio per il <b>miglior regista</b> con Alfonso Cuaròn, miglior <b>film straniero</b> e <b>miglior fotografia</b>. Una pellicola ambientata tra gli anni ’70 e ’71 a Città del Messico. Un film in bianco e nero che il regista omaggia al mondo femminile. Un film forte, interessante, lungo ma assolutamente da vedere.</p>
<p>Non poteva che vincere la <b>miglior canzone originale</b>, il film A Star Is Born, con il brano <b>Shallow</b> <b>di Lady Gaga</b>. Un film che tratta la storia della vita dell’artista, da lei interpretata, con l’aggiunta delle sue stupende ed immancabili canzoni.</p>
<p>Spike Lee sale finalmente sul palco, premiato per la <b>miglior sceneggiatura non protagonista</b> del film <b>BlakKklansman</b>. Il regista intrattiene i presenti con un discorso stupendo, fiero del segnale che porta questa grande vittoria.</p>
<p><b>Black Panther</b> si aggiudica il premio di miglior <b>colonna sonora</b>. <b>Olivia Colman</b> vince come <b>miglior attrice</b> nel film La Favorita, mentre <b>Regina King</b> è la miglior <b>attrice non protagonista</b> di quest’anno.</p>
<h3>Oscar 2019, una premiazione senza presentatore</h3>
<p>Quest’anno per la prima volta, si assiste ad una premiazione Oscar <b>senza un presentatore</b>. Una scelta particolare, che però è riuscita alla perfezione. L’annuncio della vittoria di Green Book viene dato dalla bravissima e bellissima <b>Julia Roberts</b>, seguito da un grandissimo applauso del pubblico. La Cerimonia si apre con una grande esibizione in omaggio ai Queen. Un evento che parte quindi con il botto, per concludersi con gli annunci delle più grandi vittorie per il mondo cinematografico. L’Italia, purtroppo, si vede fuori da ogni tipo di candidatura o premiazione.</p>
<p>Una serata emozionante e ricca di gioie direttamente dalla grande città di Los Angeles.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Valeria Dalle Carbonare</i></b></p>
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		<title>La 91esima Notte degli Oscar: nomination e novità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 10:54:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Oscar" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Oscar 2019: nella notte del 24 Febbraio, il Dolby Theatre di Los Angeles sarà pronto ad accogliere la 91esima edizione degli Oscar. Che vincano i migliori!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/la-91esima-notte-degli-oscar-nomination-novita/">La 91esima Notte degli Oscar: nomination e novità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Oscar" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Nella notte del 24 Febbraio si terranno gli <b>Academy Awards</b>, dove verranno consegnate le famose statuette dorate alle personalità più meritevoli del panorama cinematografico. Nella notte degli <b>Oscar</b>, il <b>Dolby Theatre</b> di <b>Los Angeles</b> sarà illuminato dalla testa ai piedi, e il famoso tappeto rosso accompagnerà l’entrata dei candidati.</p>
<h3>Le novità degli Oscar</h3>
<p>In questa edizione degli Oscar ci saranno delle novità, o meglio, delle storie che si ripetono. Come successe trent’anni fa, questa edizione non avrà un <b>presentatore</b>. Saranno infatti i vari ospiti, con i loro interventi, a condurre la serata, e a consegnare i tanto ambiti premi. Un’altra novità sarà la <b>durata</b>: infatti, la cerimonia durerà meno rispetto alle precedenti. Questa modalità condivisa da molti, e con altrettanti contrari, sarà possibile grazie ad un taglio dei premi consegnati.</p>
<p>Ovviamente i riconoscimenti saranno comunque assegnati, ma senza la premiazione. Il 2019 segna anche l’inserimento di una nuova categoria, quella del <b>Miglior Film Popolare</b>. L’<b>Academy </b>ha deciso di dare spazio al <b>pubblico </b>(vero e ultimo destinatario), che difficilmente viene soddisfatto dalle premiazioni. Una categoria che rispecchi dunque i suoi gusti e le sue scelte.</p>
<h3>Oscar 2019: le nomination</h3>
<p>Lo scorso 22 Gennaio sono state pubblicate le <b>nomination</b> per tutte le categorie, e già molti hanno visto il sogno sgretolarsi tra le mani. Per la categoria <b>Miglior Film</b>, per la prima volta si aggiudica un posto un film della Marvel, <b>Black Panther</b>. I più quotati però sembrerebbero altri, per esempio <b>La Favorita</b>, che, con un cast d’eccellenza e tutto al femminile, sembrerebbe vicino alla vittoria. <b>BlacKkKlansman</b> e <b>Green Book</b> si contendono invece il posto per il miglior film sull’amicizia e sulla discriminazione razziale.</p>
<p>Per la famiglia dei film <b>biografici</b> vediamo <b>Vice- L’uomo nell’ombra</b>, storia dell’uomo che ha governato il mondo, senza che il mondo se ne accorgesse. Veniamo ora ai due film che più abbiamo amato, quelli che hanno conquistato cuori e menti: <b>Bohemian Rapsody</b> e <b>A Star is Born</b>. Due pellicole che ci hanno fatto venire i brividi, per musiche ed interpretazioni. Come ultimo, ma non meno importante, <b>Roma</b>, straniero e con lo spessore di un film d’autore.</p>
<h3>Miglior attore e attrice protagonista</h3>
<p>Per la categoria <b>Migliore Attore Protagonista</b>, abbiamo quest’anno una lista di nomi che meriterebbero tutti la vittoria. <b>Christian Bale, Bradley Cooper, William Dafoe, Rami Malek, Viggo Mortensen</b> si contenderanno l’ambita statuetta. Accomunati da un grande spessore interpretativo e da una grande maestria nell’immedesimarsi nei personaggi, portano sullo schermo personalità controverse e ben studiate.</p>
<p>Le candidate per la categoria <b>Migliore Attrice Protagonista</b> non hanno certamente nulla da invidiare ai loro colleghi, e anche per loro non mancheranno i complimenti. <b>Eliza Aparicio, Glenn Close, Olivia Colman, Lady Gaga, Melissa McCarthy</b>. Nomi che racchiudono bellezza, personalità diverse che riescono a fare onore a tutte le donne del mondo cinematografico. Interpretando un singolo personaggio, riescono a parlare a tutte le donne, che guardandole attraverso lo schermo si rivedono in loro. La lista delle nomination non si ferma qui. Altre categorie, come <b>Miglior Regia</b>, <b>Miglior Sceneggiatura</b> e <b>Miglior Film Straniero</b>, daranno la possibilità di aggiudicarsi il tanto ambito riconoscimento.</p>
<p>La notte degli <b>Oscar</b> segna un traguardo. Un premio che definisce tutto il percorso, il tempo e le energie spese per realizzare un capolavoro, degno dell’obiettivo che ci si contende. Quando l’ospite si avvicina al microfono e pronuncia la frase “<b>and the Oscar goes to</b>&#8230;” la sala si ferma, cadendo in un silenzio impareggiabile. Tutti riconoscono l’importanza di quel momento, come fosse sacro. Momento in cui si definiscono i vincitori, tra soddisfazioni memorabili e svanite speranze. E allora che inizi lo spettacolo, la <b>Notte degli Oscar</b> sta per cominciare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Eleonora Valente</i></b></p>
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		<title>Marion Cotillard: regina chic nel nuovo Macbeth</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 11:30:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il premio Oscar Jaqueline Durran veste Marion Cotillard nei panni di una Lady Macbeth essenziale e chic</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/12/visore_macbeth3.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p style="text-align: justify;"><b></b>Il <b>Macbeth </b>di <b>Shakespeare </b>nella versione di <b>Justin Kurzel</b>, uscirà nelle sale italiane il 5 gennaio 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">Già dopo la presentazione del film, in concorso al Festival di Cannes, sono circolate in rete le prime immagini dell’ambiziosa Lady Macbeth interpretata dall&#8217;incantevole <b>Marion Cotillard</b>, testimonial della borsa <b>Lady Dior</b> nella campagna 2016, e di <b>Michael Fassbender</b>, consacrato a sex-symbol dal film di Steve McQueen <i>Shame</i>, nei panni di <b>Macbeth</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Colpiscono immediatamente i costumi, che portano la prestigiosa firma della costumista <b>Jaqueline Durran</b>, già vincitrice di un <b>premio Oscar</b> per <i>Anna Karenina</i> (2013) e resa celebre ancor prima dal memorabile abito di seta verde indossato da <b>Keira Knightley</b> nel film <i>Espiazione</i> (2007).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;In un’intervista rilasciata al sito americano <a href="http://tyrannyofstyle.com">tyrannyofstyle.com</a> Jaqueline spiega come la sua ispirazione sia arrivata guardando da un lato al <b>Medio Oriente</b>, attraverso le forme semplici e geometriche, i tessuti lavorati a mano ed i colori naturali, dall’altro ai popoli Nordici e Scandinavi che suggeriscono l’uso di volumi ampi e vaporosi, ma comunque essenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Semplicità di forma e colore sono dunque i tratti che contraddistinguono il lavoro di Jaqueline, senza però abbandonare la preziosità del dettaglio, come la fascia di perle che cinge il capo di Lady Macbeth quando diventa regina.</p>
<p style="text-align: justify;">E dunque, perché non prendere spunto proprio da Lady Macbeth non solo per i look dell’autunno-inverno (la fascia per capelli è un must proposto da <b>Chanel</b>, <b>Fendi</b> e <b>Dolce&amp;Gabbana</b>), ma anche per la primavera-estate, guidate dall’essenzialità proposta dalle collezioni di <b>Yohji Yamamoto</b>, <b>Agnona</b> e <b>Vionnet</b>?</p>
<p><b><i>Di Michela Fiorentino Capoferri</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Switch UP! Cambia tutto, compresi noi di Gilt Magazine</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 13:39:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/visore-editoriale9.1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/visore-editoriale9.1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/visore-editoriale9.1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/visore-editoriale9.1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/visore-editoriale9.1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Poco dopo metà settembre tutto muta! Le temperature, le ore di luce del giorno, gli outfit del guardaroba e anche noi di Gilt Magazine.<br />
Siete pronti a tutti questi cambiamenti come noi? Da oggi gli eventi che vi faranno cambiare idea, mood e visione sono tantissimi, in primis Milano Moda Donna 2013</p>
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<p>Poco dopo metà settembre tutto muta! Le temperature, le ore di luce del giorno, gli outfit del guardaroba e anche noi di<strong> Gilt Magazine</strong>.</p>
<p>Siete pronti a tutti questi cambiamenti come noi? Da oggi gli eventi che vi faranno cambiare idea, mood e visione sono tantissimi, in primis <em><strong>Milano Moda Donna 2013</strong></em>.<br />
Non so voi, ma io non vedo l&#8217;ora di perdermi nella magia e frenesia delle passerelle e delle creazioni stilistiche made in Italy e internazionali. Mi viene in mente a riguardo una bellissima frase di Oscar Wilde che diceva <strong><em>&#8220;O si è un&#8217;opera d&#8217;arte, o la si indossa&#8221;</em> </strong>e io aggiungerei &#8220;<strong><em>&#8230;o quantomeno conviene stargli accanto&#8230;&#8221;!</em></strong> Sì perché la moda è pura arte, è sia novità sia ritorno di immagini, di ispirazioni. Basta indossarla e diventiamo anche noi opere d&#8217;arte, di bellezza, di raffinatezza e non avendo la possibilità concreta di possedere tutto ciò che i geni creativi addetti al settore riserbano per noi, quantomeno dobbiamo sforzarci di tenere il passo e assorbire tutto ciò che di bello e di estetico c&#8217;è&#8230;</p>
<p>Gilt in questo numero a cavallo di due mesi, ci prova e ce la fa! Quindi vi dà il buon esempio. Un numero ricchissimo e velocissimo perchè seguirà in prima persona tutto ciò che Milano ha da offrire in questi prossimi venti giorni e quasi in tempo reale lo diffonderà a voi lettrici e lettori che non potrete (giustamente) seguire tutto! Ha inizio una nuova stagione di lavoro, di tempo, di moda, di idee&#8230;.si cambia, si volta pagina, ci si rinnova e migliora.</p>
<p>Noi lo facciamo anche internamente facendovi godere di un layout dallo sprint più intuitivo, dall&#8217;appeal grafico maggiore e dai post di puro lusso. Perchè a leggere e a sognare non costa nulla. Non vi anticipo nulla, se non che non potete perdervi di conoscere questo vero e proprio <strong>Switch</strong>.</p>
<p><strong><em>Il Lusso non è uno status, ma un modus vivendi! Impariamo a concedercelo!</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Azzurra Zaglio<em><br />
</em></strong></p>
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		<title>Cinema Oscar, favoriti Day-Lewis e Hathaway</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 18:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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<p>Con 12 nomination<em> “Lincoln”</em> di <strong>Steven Spielberg</strong> è il film favorito, ma le recenti previsioni dei bookmakers mostrano le quotazioni di <em>“Argo”</em> (ultimo film di <strong>Ben Affleck</strong>) in continua crescita, al punto da prevedere una dura battaglia tra i due.<br />
A concorrere nella stessa categoria come miglior film ci sono anche <em>“Django Unchained”</em> di <strong>Quentin Tarantino</strong>, <em>“Il lato positivo”</em> di <strong>David O. Russel</strong>, il musical <em>“Lès Miserables”</em> con la regia di<strong> Tom Hooper</strong>, <em>“Vita di Pi”</em> di <strong>Ang Lee</strong>, <em>“Zero dark thirty”</em>, film sulla cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden diretto da <strong>Kathryn Bigelow</strong>, “<em>Re della terra selvaggia</em>” di <strong>Benh Zeitlin</strong> e in ultimo <em>“Amour”</em> film francese di <strong>Michael Haneke</strong>.</p>
<p>Quest’anno <strong>Daniel Day-Lewis</strong> potrebbe vincere il terzo Oscar della sua vita per la sbalorditiva interpretazione dell’ex presidente degli Stati Uniti: <em>Abramo Lincoln</em>. Le previsioni lo preannunciano già vincente nella categoria miglio attore protagonista, ma si sa che nelle competizioni le sorprese non mancano, specialmente trovandosi come lui a contendere il premio con attori di grande talento come <em>Hugh Jackman (“Lès MIseables”), Joaquin Phoenix (“The master”), Danzel Washinton (“Flight”) e Bradley Cooper (“Il lato positivo”)</em>.</p>
<p>La candidata favorita per la vittoria finale nella categoria<strong> miglior attrice non protagonista</strong> è <strong>Anne Hathaway</strong> per l’interpretazione di <em>Fantine</em> (ruolo che precedentemente interpretò anche sua madre a teatro quando lei era bambina) nell’illustre musical <em>“Lès Miserables”</em>, ma insieme a lei corrono per l’ambita statuetta anche <strong>Sally Field</strong> nel ruolo di <em>Mary Todd Lincoln</em>, <strong>Amy Adam, Helen Hunt e Jaki Weaver</strong>.</p>
<p>Nella categoria<strong> miglior attrice protagonista</strong> spicca il nome di <strong>Jessica Chastain</strong> diretta da Kathryn Bigelow in “Zero dark thirty” (film intorno al quale ci sono state molte polemiche di recente) che gareggia contro <strong>Naomi Watts</strong>, grande interprete nel dramma “The impossible”, capace di raccontare perfettamente il terribile tsunami avvenuto in Thailandia nel 2004, <strong>Jennifer Lawrence</strong> (“Il lato positivo”) già vincitrice del Golden Globe, la veterana <strong>Emmanuelle Riva</strong> (85 anni) per l’interpretazione in “Amour” e <strong>Quvenzhanè Wallis</strong>, attrice di nove anni e in assoluto la più giovane mai candidata all’Oscar nella storia della manifestazione.</p>
<p>Non poteva mancare <strong>Robert De Niro</strong> candidato come miglior attore non protagonista sempre per “Il lato positivo” in gara insieme a <strong>Christoph Waltz</strong> per l’indimenticabile interpretazione nel western di Tarantino “Django Uncained”,<strong> Tommy Lee Jones</strong> in “Lincoln”, <strong>Philip Seymour Hoffman</strong> per “The Master” e <strong>Alan Arkin</strong> per “Argo”. L’unico italiano in gara per la statuetta è <strong>Dario Marianelli</strong> che ha ottenuto la nomination per la colonna sonora di “Anna Karenina”; il musicista aveva già vinto un Oscar quattro anni fa per il film “Espiazione”.</p>
<p>Adesso non resta che attendere la diretta che incomincerà con lo <strong><em>speciale red carpet alle 22.50 del 24 febbraio, seguito dallo show alle 2.30 su Sky Cinema Oscar.</em></strong></p>
<p><em>And the winner is&#8230;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di<em><strong> Hilary Tiscione</strong></em>)</p>
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		<title>Una primavera a colpi di ruches</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 13:39:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Una-primavera-a-colpi-di-ruches_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Una-primavera-a-colpi-di-ruches_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Una-primavera-a-colpi-di-ruches_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Una-primavera-a-colpi-di-ruches_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Una-primavera-a-colpi-di-ruches_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Ad ogni passo regalano movimento, ad ogni gesto donano una sensuale fluidità. Amate dalle grandi maison per arricchire abiti da red carpet e non solo. Teatrali, romantiche, femminili, eleganti ed essenziali, danno carattere ai look minimal: sono le <strong><em>ruches</em></strong> una delle grandi protagoniste della prossima primavera.</p>
<p>Questi<em> “petali di tessuto”</em> avvolgono il corpo, rendono leggeri e fluttuanti, ironici e chic gli outfit contemporanei. Delicati ma scultorei, macro o micro, giocano nell’aria della nuova stagione non solo per abiti, ma anche per camicie, gonne, top e giacche. Un’unica regola, non eccedere: questo romantic mood va preso a piccole dosi perché l’effetto meringa è facile da ottenere!</p>
<p><strong>Givenchy</strong> propone abiti e bluse con giochi di volants sullo scollo o sulle maniche trattenuti da clips dorate, <strong>Chloé</strong> punta su abiti svasati, top in organza a strati con ruches ampie e rigide sullo scollo. <strong>Gucci</strong>, abbandonati i colori pastello, si pone a favore di stampe e di toni più decisi come il fucsia, il blu elettrico, l’arancio e il verde smeraldo, mentre <strong>Oscar de la Renta</strong> crea una collezione di abiti taglio Anni &#8217;50, rigorosamente con tripudio di ruches. Il calore della Spagna ispira infine la collezione primaverile di <strong>Balenciaga</strong> e <strong>Ralph Lauren Collection</strong>, con gonne flamenco a volant con orlo asimmetrico e capi accessoriati da baschi, sarape e balze tipiche degli abiti della tradizione spagnola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Martina Ferraro</em></strong>)</p>
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		<title>Wright e Keira insieme in Anna Karenina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 09:57:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La Durran disegna i costumi. Premi e nomination agli Oscar</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Cinquanta ore di lavorazione per realizzare ciascun capo. E l&#8217;abile mano di <strong>Jaqueline Durran</strong>. Il risultato? Una nomination agli Oscar 2013. Perché ciò che rende magico e indimenticabile un film storico sono i costumi, creazioni fedelmente ispirate all&#8217;epoca e modellate sui corpi degli attori.</p>
<p>Per il suo ultimo lavoro cinematografico, &nbsp;<em><strong>Anna Karenina&nbsp;</strong></em>, <strong>Joe Wright</strong> ha richiamato proprio la designer di “Espiazione” (sempre di Wright, e con <strong>Keira Knightley</strong> sempre protagonista), che in questo film ha espresso tutto il suo incredibile talento. <em><strong>In mostra, oltre che sul grande schermo, anche a Londra</strong></em>. Una selezione dei migliori costumi indossati da Keira Knightley in “Anna Karenina” si trova infatti <em><strong>alla Ham House</strong></em> (dove tra l&#8217;altro sono state girate alcune scene): le creazioni della Durran resteranno qui esposte <strong>fino al 4 aprile</strong>.</p>
<p><em>Intanto in Italia finalmente sta per arrivare (21 febbraio) nelle sale l&#8217;attesissima pellicola</em>. Una storia di tradimenti, passioni. Un amore epico che sconvolse una nazione al crepuscolo di un impero. Abbiamo già accennato alla trama nel numero di settembre di Gilt.</p>
<p>Da allora la fatica cinematografica di Wright ha ottenuto numerosi successi nel mondo: lo scorso 2 febbraio sono stati assegnati i premi della 17esima edizione degli Art Directors Guild Awards e<strong> Sarah Greenwood</strong>, per “Anna Karenina”, candidato all’Oscar, ha ottenuto il<strong> premio Best Art Direction for a Period Film.</strong> Candidata all’Oscar<strong> come miglior colonna sonora</strong> anche la <strong>musica di Dario Marianelli</strong> che accompagna i protagonisti per l’intero film. Sulla candidatura a Miglior Scenografia alcuni critici ritengono ci sarebbe molto da discutere, data la scelta del regista di proporre l’intera pellicola all’interno di un teatro dalle mille facce col rischio di non rendere giustizia ad un film d’epoca che si presta a scenografie di più ampio respiro; secondo altri critici la scelta atipica di creare un’intera storia all’interno di un teatro sarebbe invece la particolarità, il valore aggiunto di questo film. Discordanza nella critica l&#8217;ha suscitata anche l’interpretazione di Keira Knightley , per alcuni troppo giovane e poco esperta per un ruolo così controverso e psicologicamente insidioso, per altri invece bravissima interprete dallo sguardo intenso ed ammaliante che ha saputo donare eleganza e sublime femminilità al suo personaggio come già aveva fatto nel film “Espiazione”.</p>
<p><em>Adesso non ci resta che prenotare il miglior posto al cinema e un volo per Londra</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Martina Ingallinera</em></strong>)</p>
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