<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>mostre milano &#8211; Gilt Magazine</title>
	<atom:link href="https://www.giltmagazine.it/tag/mostre-milano/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Jul 2021 09:07:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.2</generator>

<image>
	<url>https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/03/cropped-giltmagazine-favicon-32x32.jpeg</url>
	<title>mostre milano &#8211; Gilt Magazine</title>
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Vitrea: alla Triennale la maestria italiana nel vetro d’autore</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vitrea-alla-triennale-la-maestria-italiana-nel-vetro-dautore/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vitrea-alla-triennale-la-maestria-italiana-nel-vetro-dautore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 09:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[mostra vetro]]></category>
		<category><![CDATA[mostre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[Triennale di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Triennale di Milano mostre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Vitrea]]></category>
		<category><![CDATA[Vitrea mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Vitrea triennale di milano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giltmagazine.it/?p=78671</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>L’esposizione, allestita nelle sale della Triennale di Milano, ospita opere di ideazione internazionale e produzione italiana</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vitrea-alla-triennale-la-maestria-italiana-nel-vetro-dautore/">Vitrea: alla Triennale la maestria italiana nel vetro d’autore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Dal 5 maggio al 22 agosto</strong>&nbsp;</p>



<p>É iniziata circa un mese fa e durerà fino al 22 agosto 2021 la mostra “<strong>Vitrea. Vetro italiano contemporaneo d’autore</strong>”. L’esposizione, allestita nelle sale della <strong>Triennale</strong> <strong>di Milano</strong>, ospita opere di <strong>ideazione internazionale e produzione italiana</strong>. Una raccolta delle migliori produzioni artistiche contemporanee del vetro d’autore, che splende in forme, tecniche e funzioni differenti.</p>



<p><strong>Mestieri d’Arte &amp; Design. Crafts Culture</strong></p>



<p>La mostra è stata organizzata da <strong>Jean Blanchaert</strong>,<strong> </strong>storico, gallerista e curatore, in collaborazione con <strong>Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte</strong>. Una partnership annuale tra quest’ultimo e la Triennale di Milano, che mira a presentare il ciclo di mostre “<strong>Mestieri d’Arte &amp; Design. Crafts Culture</strong>”. Un progetto che dà voce all’eccellenza artigianale italiana e internazionale. Delle quattro esposizioni in programma, Vitrea è infatti la seconda dopo <strong>Mirabilia</strong>, dedicata all’artigianato milanese. La sua promozione si deve poi a vari enti, tra cui il Comune di Milano e la Fondazione Cariplo. E ancora, Le Stanze del Vetro, Promovetro, Corpus Vitrearum Medii Aevi Italia e International Council on Monuments and Sites.</p>



<p>A riempire con stile lo <strong>spazio Quadreria</strong> del museo meneghino sono <strong>80 opere </strong>appartenenti a <strong>40 artisti</strong> internazionali, tra artigiani e artisti/designer. Il meglio delle creazioni artistiche di alto artigianato più recenti, in cui a fare da protagonista è proprio il <strong>vetro</strong>. Un materiale dalla bellezza intramontabile, elegante e raffinato, che in queste opere germoglia nell’immaginazione internazionale e nasce dalle mani di artigiani italiani. Si tratta infatti di un ideale viaggio culturale che da Venezia raggiunge il Colle di Val d’Elsa e termina a Roma. Dalla tradizione di <strong>maestri vetrai muranesi</strong>, di Altare, Colle di Val d’Elsa, Empoli e Roma, tra le cui dita scorrono secoli di competenze tramandate.&nbsp;</p>



<p><strong>Un futuro incerto per il vetro d’autore</strong></p>



<p>Come tutti i generi artistici, anche quello legato al vetro d’autore si declina in forme, colori e funzionalità diverse a seconda del gusto personale dell’artista. In questa esposizione viene sottolineata la <strong>varietà creativa</strong> della lavorazione contemporanea del vetro. C’è chi ne fa <strong>scultura</strong> e chi lo associa all’<strong>illuminazione</strong>. Chi ne fa <strong>opera figurativa</strong> e chi si dedica alle <strong>vetrate</strong>, spesso le vere protagoniste di chiese e monumenti dell’atmosfera solenne. L’esposizione prevede una selezione di vetrate in vetro soffiato, in vetro a lume, in vetro massello, in vetrofusione, in vetro mosaico e a stampo. E a fare compagnia al materiale protagonista, anche <strong>ferro</strong> e <strong>legno</strong> contribuiscono a dare un’impronta artigianale alle opere selezionate.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-1.jpg" alt="" class="wp-image-78687" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/Vitrea-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>L’ideazione creativa dell’allestimento si deve all’agenzia <strong>StudioMetria</strong>, con l’illuminazione di <strong>iGuzzini</strong>. Una scelta creativa che ha saputo combinare l’effimera essenza trasparente del vetro con la perfezione delle proporzioni e la leggerezza delle opere. Opere che come ricorda <strong>Rosa Barovier Mentasti</strong>, storica del vetro muranese, stanno attraversando un periodo difficile e necessitano della visibilità di questo tipo di eventi. Il futuro di vetrerie e maestri vetrai non può infatti considerare un’incertezza che porterebbe alla scomparsa di un’arte ricca di storia e di eccellenza artigianale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Un intero bagaglio di conoscenze e competenze quasi arcaiche, tradizionali, che va per l’appunto preservato e tutelato, come asserisce <strong>Franco Cologni</strong>, Presidente dell’omonima fondazione. “Pezzi espressivi che raccontano l’equilibrio dinamico tra creatività e maestria. Tra un coraggioso sguardo verso le nuove forme della bellezza, e una altrettanto coraggiosa salvaguardia di tecniche arcaiche e quasi misteriose, ma proprio per questo così importanti in una società dove gli eventi servono anche come pietre miliari per tutelare la <strong>memoria del bello</strong>, la <strong>poesia del futuro</strong>, l’<strong>utopia della meraviglia</strong> che è opera degli esseri umani”.&nbsp;</p>



<p><strong><em>di Greta Masè</em></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vitrea-alla-triennale-la-maestria-italiana-nel-vetro-dautore/">Vitrea: alla Triennale la maestria italiana nel vetro d’autore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vitrea-alla-triennale-la-maestria-italiana-nel-vetro-dautore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hypervisuality: quando l’invisibile diventa visibile</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/hypervisuality-linvisibile-diventa-visibile/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/hypervisuality-linvisibile-diventa-visibile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 09:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[affreschi di Tiepolo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Milano | Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Hypervisuality]]></category>
		<category><![CDATA[iper visualità]]></category>
		<category><![CDATA[Isaac Julien]]></category>
		<category><![CDATA[John Lennon]]></category>
		<category><![CDATA[Julian Rosefeldt]]></category>
		<category><![CDATA[MASEBO]]></category>
		<category><![CDATA[Miart]]></category>
		<category><![CDATA[Miart 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Art Week]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Art Week 2019]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Hypervisuality]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Philippe Bollmann]]></category>
		<category><![CDATA[mostre miart]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Dugnani]]></category>
		<category><![CDATA[Philippe Bollmann]]></category>
		<category><![CDATA[Tiepolo]]></category>
		<category><![CDATA[Yang Fudong]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giltmagazine.it/?p=53390</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Hypervisuality" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Hypervisuality a Palazzo Dugnani: una mostra, curata da Philippe Bollmann, che mette in scena l’invisibile con le opere video della Collezione Wemhöner</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/hypervisuality-linvisibile-diventa-visibile/">Hypervisuality: quando l’invisibile diventa visibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Hypervisuality" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Hypervisuality-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Hypervisuality a Palazzo Dugnani: una mostra, curata da Philippe Bollmann, che mette in scena l’invisibile con le opere video della Collezione Wemhöner</h3>
<p>“Il tempo è invisibile. Visibile sono solo le tracce che lascia nello spazio. Nello spazio decifriamo il tempo.” Queste le parole di Micheal Ostheimer su <b>Hypervisuality</b>, la mostra esposta a <b>Palazzo Dugnani</b> in occasione della Milano Art Week e di Miart 2019. Promossa dal <b>Comune di Milano | Cultura</b>, l’esposizione presenta per la prima volta in Italia, e in generale fuori dalla Germania, una selezione di opere di una delle più importanti collezioni tedesche d’arte contemporanea. Erano sei le videoinstallazioni di formato museale di alcuni tra i massimi protagonisti della scena artistica internazionale – <b>Isaac Julien, MASBEDO, Julian Rosefeldt, Yang Fudong</b>.</p>
<h3>Il visibile oltre l’invisibile: lo straniamento di più sguardi</h3>
<p>Il suffisso <b>“iper”</b> si carica di molteplici significati. Indica non solo la <b>sovrabbondanza di immagini</b> che vengono prodotte nella società mediatica nella quale siamo immersi. Indica anche, e forse soprattutto, <b>lo sforamento, l’iperbole, gli “iperfenomeni”, un movimento che supera i limiti</b>. Palazzo Dugnani è il luogo perfetto per far prendere forma e far sì che si concretizzi questo “iper”. Immersi tra gli affreschi di <b>Tiepolo</b> (1696-1770), passato e presente si fondono con uno sguardo. Sopra le teste dei visitatori vi è il passato. Accanto vi è il presente, e forse anche ciò che potrebbe essere futuro.<br />
L’obiettivo di Hypervisuality quindi, non è solo quello di mettere in mostra, nel senso di essere guardati. Si cerca, piuttosto, di andare oltre l’immagine stessa fino a<b> sforare gli schemi usuali del pensare, immaginare e percepire.</b> Sono tre le modalità di sperimentazione del vedere: <b>l’ipervisualità implicativa, mediale e riflessiva</b>. E ad ogni modalità corrispondono delle opere della Collezione Wemhöner.</p>
<h3>Ipervisualità implicativa, tutto ciò che porta a trarre delle conclusioni in base alle immagini che si stanno guardando</h3>
<p>È il caso del <i>New Women</i> di <strong>Yang Fudong</strong>, in cui cinque donne nude si muovono con movenze aggraziate in un studio d’interni, circondate da scarsi accessori che rimandano all’antichità europea e alla tradizione dell’Asia. Allo stesso tempo però, le donne rimandano al cinema cinese degli anni Trenta e alla fine dell’era imperiale<b>. Le donne nuove di Yang Fudong alludono a un processo di trasformazione in atto </b>di cui si possono cogliere le premesse e provare ad abbozzare le conclusioni.</p>
<h3>Ipervisualità mediale: le tecniche con cui si riesce ad evocare qualcosa di diverso dalla realtà attraverso immagini filmiche</h3>
<p>È ciò che tentano il duo artistico <b>MASEBO</b> con <i>Fragile </i>e <i>2’59”</i>, <b>Isaac Julien</b> con <i>Playtime</i> e <b>Julian Rosefeldt </b>con <i>The Swap</i>.<br />
In <i>Fragile</i> un ragazzo indiano attraversa la Galleria Sabauda di Torino con un pavone in braccio. Continui sono in questo caso i rimandi e i richiami: il luogo nel quale i due protagonisti si muovono è di inestimabile bellezza, oltre ad avere il ruolo di <b>conservare la bellezza artistica delle opere</b>; dall’altra parte, il pavone è l’animale che simboleggia la bellezza per eccellenza e l’India è la patria dei pavoni blu. A confronto, quindi, vi è l’eredità naturale e l’eredità culturale. Forse perché la natura, esattamente come l’arte, afferma sfere di bellezza che hanno bisogno di essere salvaguardate?<br />
Diverso il caso di <i>2’59”</i>: un giradischi con la canzone “Imagine” di John Lennon viene rigato con un utensile fino ad arrivare ad udire soltanto strepiti indistinti e intermittenti. Viene seppellita l’immaginazione oppure si allude al fatto che <b>l’immaginazione stessa si basa sull’interazione tra il vecchio e il nuovo?</b><br />
Isaac Julien e Julian Rosefeldt, invece, trattano in modo diverso le <b>attività del mondo finanziario</b>, che sono invisibili nelle loro azioni ma visibili negli effetti.</p>
<h3>Ipervisualità riflessiva, la possibilità di creare nuovi mondi attraverso la facoltà immaginativa dello spettatore</h3>
<p>È il caso di <b>Julian Rosefeldt</b> con <i>Deep Gold</i>. Lo spettatore segue, come in un film surrealista, un uomo in lotta con il suo immaginario libidinoso, ispirandosi e citando <i>L’age d’or</i> di Luis Bunuel. Non solo lo spettatore segue le vicende del protagonista, ma <b>viene messo davanti alle proprie fantasie</b>.</p>
<h3>L’ipervisualità è la capacità di poter rendere visibile l’invisibile</h3>
<p>L’arte filmica si colloca dunque tra le abitudini visive, le convenzioni raffigurative e l’innovazione visuale. La sua potenza liberatrice inizia con la <b>consapevolezza di vedere in modo diverso</b>. È questo lo scopo della mostra Hypervisuality: porre all’estremo, in un atto di ipervedere la realtà e le sue immagini per far sì di mettere in mostra l’invisibile. <b>L’invisibile non è il nulla, e non è affatto invisibile</b>.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Ilaria Nassa</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/hypervisuality-linvisibile-diventa-visibile/">Hypervisuality: quando l’invisibile diventa visibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/hypervisuality-linvisibile-diventa-visibile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Leonardo e Warhol: la Milano di ieri, oggi, domani</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/leonardo-warhol-la-milano-ieri-oggi-domani/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/leonardo-warhol-la-milano-ieri-oggi-domani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 10:29:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[500 anni Leonardo Da Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Ambrosiana]]></category>
		<category><![CDATA[Cenacolo vinciano]]></category>
		<category><![CDATA[Codex Atlanticus]]></category>
		<category><![CDATA[Codex Atlanticus Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[creazioni Leonardo Da Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[Credito Valtellinese]]></category>
		<category><![CDATA[cripta di San Sepolcro]]></category>
		<category><![CDATA[dipinti Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo MilanoCard]]></category>
		<category><![CDATA[LEONARDO & WARHOL. The genius experience]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Da Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[morte Leonardo Da Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Leonardo Da Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[mostre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[opere leonardo da vinci]]></category>
		<category><![CDATA[opere Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[pop art]]></category>
		<category><![CDATA[Refettorio delle Stelline]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Sottofedericiana]]></category>
		<category><![CDATA[The last supper]]></category>
		<category><![CDATA[The last supper Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[Veneranda Pinacoteca]]></category>
		<category><![CDATA[Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[Warhol e Leonardo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giltmagazine.it/?p=52827</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Warhol" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>LEONARDO &#038; WARHOL. The genius experience: la prima mostra immersiva che ospita anche opere originali, visitabile dal 1 marzo al 30 giugno 2019</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/leonardo-warhol-la-milano-ieri-oggi-domani/">Leonardo e Warhol: la Milano di ieri, oggi, domani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Warhol" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Warhol-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Leonardo e Warhol: un grande omaggio a Milano</h3>
<p>Cos’hanno in comune <b>Leonardo da Vinci</b>, straordinario architetto, pittore e ingegnere del XVI secolo, e <b>Andy Warhol</b>, il visionario padre-fondatore della <b>Pop Art</b>, made in Pittsburgh, USA, 1928? Il genio, naturalmente…ma non solo. Un arco di sei secoli separa questi due veri e propri talenti, e la città di Milano, straordinariamente, ne rappresenta il punto di incontro, la congiunzione astrale.<br />
In occasione del quinto centenario della morte del portentoso scienziato, il Gruppo MilanoCard, gestore della Cripta di San Sepolcro, in co-produzione con la Veneranda Pinacoteca e Biblioteca Ambrosiana, il Credito Valtellinese e MedialArt, presenta <b>LEONARDO &amp; WARHOL. The genius experience</b>: la prima <b>mostra immersiva</b> che ospita anche opere originali, visitabile dal 1 marzo al 30 giugno 2019.</p>
<h3>Leonardo e Warhol: the genius experience, la prima mostra immersiva con opere originali</h3>
<p>Il percorso all’insegna dell’intelligenza fuori dal comune ha inizio nella <b>Sala Sottofedericiana</b> della Biblioteca Ambrosiana con uno <b>show multimediale a 360 gradi</b>, che con musiche e immagini suggestive proietta il pubblico nella Milano vissuta, sognata e amata da Leonardo, per poi accompagnarlo nella <b>cripta di San Sepolcro</b>, luogo nevralgico della metropoli e che già lui stesso in una mappa del Codex Atlanticus indicava come i preciso centro della città. La cripta, di cui verranno a breve terminati restauri, importantissimo monumento archeologico della città, ospiterà <b>The last supper</b>, interpretazione personale dell’artista statunitense del Cenacolo vinciano, realizzata nel 1987 ed esposta nell’ultima mostra di Warhol tenutasi presso il Refettorio delle Stelline.<br />
L’esposizione, curata da Giuseppe Frangi, approfondisce l’uso delle acque, il rapporto con la terra e con la natura, <b>l’innovazione tecnologica</b> e quella architettonica, che hanno portato alla Milano dei grattacieli e del Bosco verticale; non vi sono migliori parole di quelle dell’amministratore del Gruppo MilanoCard, Edoardo Filippo Scarpellini, per descrivere l’obiettivo della mostra: &#8220;<i>Sono almeno 500 anni che a Milano il genio da potenziale può diventare reale, il genio del singolo ha portato alla Milano di oggi e sta costruendo la Milano di domani. Qui vogliamo celebrare Milano, il genio, la bellezza ma soprattutto qui vogliamo celebrare ogni persona che ha contribuito a rendere Milano quella che è e che sarà&#8221;. </i><br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Alessandra Baio</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/leonardo-warhol-la-milano-ieri-oggi-domani/">Leonardo e Warhol: la Milano di ieri, oggi, domani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/leonardo-warhol-la-milano-ieri-oggi-domani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Design, una nuova soluzione per migliorare il nostro futuro?</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/design-nuova-soluzione-migliorare-nostro-futuro/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/design-nuova-soluzione-migliorare-nostro-futuro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2019 11:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Broken Nature: Design Takes on Human Survival]]></category>
		<category><![CDATA[Catherine Geel]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Design e futuro]]></category>
		<category><![CDATA[design ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[designer]]></category>
		<category><![CDATA[Marie-Sarah Adenis]]></category>
		<category><![CDATA[MoMA]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Design]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Triennale di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostre marzo 2019]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[opere di design]]></category>
		<category><![CDATA[Padiglione Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Antonelli]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto per l'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Triennale di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[XXII Esposizione Internazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giltmagazine.it/?p=52578</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Design" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La Triennale di Milano accoglie la mostra Broken Nature: Design Takes on Human Survival, dal 1° marzo al 1° settembre. Esposizione a cura di Paola Antonelli</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/design-nuova-soluzione-migliorare-nostro-futuro/">Il Design, una nuova soluzione per migliorare il nostro futuro?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Design" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Design-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p style="text-align: center;">La Triennale di Milano accoglierà la mostra “<b>Broken Nature: Design Takes on Human Survival</b>” dal 1° marzo al 1° settembre. L’esposizione è a cura di Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e direttrice del reparto R&amp;S al MoMA. A suo avviso, bisognerebbe trasformare il nostro modo di vivere.</p>
<h3>Il design: una nuova visione sulle attuali preoccupazioni</h3>
<p>Ecco perché in occasione della <b>XXII Esposizione Internazionale</b>, l’istituzione culturale ha deciso di sottolineare le preoccupazioni della società attuale attraverso il <b>design</b>. Tra questioni ecologiche e riflessioni sociali, sono presentati anche diversi progetti evolutivi che utilizzano la scienza, Big Data, e la biologia.</p>
<p>L’obiettivo del design è quello di <b>soddisfare un bisogno</b>, risolvere problemi, proporre soluzioni ed esplorare possibilità per migliorare la qualità della vita degli esseri umani. Oggi, con la mostra “Broken Nature: Design Takes on Human Survival”, il design evidenzia <b>nuovi approcci</b> di concezione.</p>
<h3>Il design: aperture a nuove prospettive</h3>
<p>Designer e ingegneri da <b>ogni angolo del mondo</b> con le loro installazioni propongono nuove alternative volte a migliorare il nostro futuro. La chiave sta nel riconsiderare il nostro stile di vita attuale, sia in Italia, che in Francia, in Cina (&#8230;).</p>
<p>Il design trasforma la <b>natura</b> in un <b>ambiente</b>. Crea un legame tra l’essere umano e ciò che lo circonda. Uno degli obiettivi di questa mostra è <b>ricostruire i legami tra l’uomo e il suo ambiente naturale usando il design</b>. L’esposizione invita lo spettatore ad una riflessione sulla società in cui vive, senza dare soluzioni miracolose, ma solamente fornendo spunti di riflessione.</p>
<h3>Focus sulla Francia: “De la pensée au visible, Design As A Large Ring”</h3>
<p>Il Padiglione Francese è un grande modellino, simbolo dei modi in cui i designer riflettono insieme, prestando attenzione al mondo “costruito” che esiste già. Questa opera mostra la tappa intermedia tra il <b>pensiero</b> e il <b>visibile</b>. Secondo la curatrice del padiglione Francia, Catherine Geel, il design rispecchia il processo di riflessione sulla trasformazione dei materiali e sulla società stessa.</p>
<p>Il designer non è più solamente l’inventore ma sta diventando anche l’<b>innovatore</b>, l’<b>informatore</b>. Per esempio, la designer Marie-Sarah Adenis ha usato un antico processo (la fermentazione) per sviluppare nuovi coloranti che rispettano l’ambiente. Piuttosto che usare dei processi di fabbricazione che danneggiano l’ecosistema, ha usato quello che la natura ci da. Altri designer fanno gli inventori. Riuniscono e organizzano dati complessi per renderli accessibili alle persone, al fine di permettere loro di capire fenomeni attuali come i nuovi spazi creati dalla migrazione.</p>
<p>Per pensare in modo <b>innovativo</b> alle problematiche attuali e per scoprire come il design può migliorare il nostro <b>futuro</b>, non perdete questa mostra in esposizione alla Triennale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Léa Voirin<br />
</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/design-nuova-soluzione-migliorare-nostro-futuro/">Il Design, una nuova soluzione per migliorare il nostro futuro?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/design-nuova-soluzione-migliorare-nostro-futuro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Montenapoleone District festeggia il Chinese New Year</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/montenapoleone-district-festeggia-chinese-new-year/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/montenapoleone-district-festeggia-chinese-new-year/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 13:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Agnona]]></category>
		<category><![CDATA[Agresti]]></category>
		<category><![CDATA[Almini]]></category>
		<category><![CDATA[anno del maiale]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[Banner]]></category>
		<category><![CDATA[body painting]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega Veneta]]></category>
		<category><![CDATA[Brunello Cucinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Bulgari]]></category>
		<category><![CDATA[Burberry]]></category>
		<category><![CDATA[Canali]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno Cinese 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Tivioli]]></category>
		<category><![CDATA[cartier]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Boni]]></category>
		<category><![CDATA[Chinese New Year 2019]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[damiani]]></category>
		<category><![CDATA[dolce e gabbana]]></category>
		<category><![CDATA[Ermenegildo Zegna]]></category>
		<category><![CDATA[Etro]]></category>
		<category><![CDATA[Falconeri]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[fashion district]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Italia Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Hogan]]></category>
		<category><![CDATA[Il Bisonte]]></category>
		<category><![CDATA[Illy Cafè]]></category>
		<category><![CDATA[Isabel Marant]]></category>
		<category><![CDATA[Iwc]]></category>
		<category><![CDATA[Lanvin]]></category>
		<category><![CDATA[larusmiani]]></category>
		<category><![CDATA[Liu Bolin]]></category>
		<category><![CDATA[Liu Bolin. Hiding in the fashion District]]></category>
		<category><![CDATA[Loewe]]></category>
		<category><![CDATA[Marni]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Miu miu]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[moncler]]></category>
		<category><![CDATA[montblanc]]></category>
		<category><![CDATA[montenapoleone]]></category>
		<category><![CDATA[Montenapoleone District]]></category>
		<category><![CDATA[Montenapoleone VIP Lounge]]></category>
		<category><![CDATA[Moschino]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Liu Bolin]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[Omega]]></category>
		<category><![CDATA[Panerai]]></category>
		<category><![CDATA[Piaget]]></category>
		<category><![CDATA[Prada Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Prada Uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Promemoria Romeo Sozzi]]></category>
		<category><![CDATA[René Caovilla]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Santoni]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Stella McCartney]]></category>
		<category><![CDATA[swatch]]></category>
		<category><![CDATA[the invisible man]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Ford]]></category>
		<category><![CDATA[Van Cleef & Arpels]]></category>
		<category><![CDATA[Venini]]></category>
		<category><![CDATA[Versace]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrerie di Empoli]]></category>
		<category><![CDATA[via Montenapoleone]]></category>
		<category><![CDATA[Zadig&Voltaire]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giltmagazine.it/?p=52045</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Montenapoleone" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Montenapoleone District, in occasione del Capodanno Cinese, ha organizzato una serie di eventi tra cui la mostra di Liu Bolin, detto The Invisible Man</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/montenapoleone-district-festeggia-chinese-new-year/">Montenapoleone District festeggia il Chinese New Year</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Montenapoleone" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Montenapoleone-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Montenapoleone District rende omaggio al Capodanno Cinese</h3>
<p>Quanti turisti provenienti dalla Cina arrivano a Milano ogni anno? Un’infinità. Quest’anno, però, in particolare modo, data la promozione offerta da WeChat (piattaforma di servizi più diffusa in Cina) che prevedeva una serie di eventi in giro per la città in occasione del <b>Capodanno Cinese</b>, festeggiatosi lo scorso 5 Febbraio, e che ha celebrato il maiale.<br />
Il<b> Montenapoleone District</b>, un vero e proprio mall a cielo aperto, ha dunque voluto, in collaborazione con <b>Fondazione Italia Cina</b>, rendere omaggio a questo popolo prostrandosi ai piedi del Duomo e facendo girare l’economia nelle principali vie dello shopping: via Montenapoleone, via Verri, via Sant’Andrea, via Bagutta e via Santo Spirito.<br />
Tra le boutique che hanno aderito, alcune presentano delle vetrine dedicate ai festeggiamenti, altre propongono esclusive capsule collection. Inoltre, la <b>Montenapoleone VIP Lounge</b>, nata da un progetto di MonteNapoleone District con la partecipazione di Global Blue, offrirà un ventaglio di benefit ed esperienze uniche e personalizzate. Inclusi nel voucher di accesso, un servizio di concierge esclusivo e la possibilità di spedire il bagaglio e i propri acquisti verso l&#8217;aeroporto di partenza. Grazie ai partner della lounge, i turisti extra-UE riceveranno assistenza per espletare tutte le formalità di tax refund senza stress e code.</p>
<h3>Montenapoleone District e Liu Bolin quando l’accoglienza si fa ancora più piacevole</h3>
<p>Parte fondamentale degli eventi organizzati da MonteNapoleone District è la mostra, visibile tra le 5 principali vie nominate in precedenza, di <b>Liu Bolin</b>, detto anche <strong>The Invisible Man</strong>. A dare vita a questa esposizione di opere dal titolo “<b>Liu Bolin. Hiding in the fashion </b><b>District</b>”, il contributo del Patrocinio dell’Ambasciata Cinese e del Comune di Milano.<br />
Uno sfondo perfetto per la divinità dell’anno in corso, il <b>maiale</b>, in quanto l’idea di mettere in evidenza l’attrito che molto spesso c’è tra la società e l’individuo, conduce a pensare alla difficile situazione in cui spesso vivono gli animali, che in fondo sono “esseri umani”. In Cina, li venerano e li considerano sacri, quindi, se si vuol fare un parallelismo assurdo, a volte sono considerati migliori delle persone.<br />
Le <b>venticinque opere</b>, che ripercorrono la poetica di Liu Bolin e che saranno visibili fino al 10 Febbraio, vengono accompagnate anche da una <b>performance live</b> dell’artista, alla quale sarà possibile accedere su invito l’11 Febbraio; tutto ciò è reso possibile grazie alla galleria di Verona che rappresenta Bolin in Italia, la Boxart. A fare da cornice a questo <b>body painting</b>, realizzato accuratamente sul corpo dell’artista da due suoi assistenti, sarà il Museo della Pietà Rondanini di Michelangelo presso il Castello Sforzesco.</p>
<h3>Liu Bolin: un artista che ispira alla vecchia scuola di Atene</h3>
<p>Nato a nord dello Shandong nel 1973, è diventato presto famoso grazie ai suoi scatti di performance appartenenti ad “Hiding in the city” per il suo modo di voler interpretare, attraverso il body painting, il rapporto che si va ad instaurare tra <b>uomo e natura</b>, tra pensiero e potere politico. Oggi, specialmente quando si parla di arte, non se ne riesce a dare il giusto valore e, Liu Bolin, vuole combattere questo con la sua camaleonticità, citando <strong>Aristotele</strong>.<br />
Il filosofo scriveva: <i>l’arte è mimesi</i>, e subito pensiamo ad un’imitazione della realtà. O ancora, <i>l’arte </i><i>non può mentire, </i>come ribatteva Platone. Termini come “mentire” e “imitare” conducono la mente all’<strong>inganno</strong>, ma non quello che tarpa le ali e fa del male, bensì un inganno in grado di far crescere le persone. Le interpretazioni dei pensieri della Scuola di Atene si traducono in Liu Bolin con il body painting.<br />
L’artista, giocando con la prospettiva, vuole imitare l’arte pura, senza equivoci o dispute, dedicandola a coloro che ammirano la vita e la verità. Una mostra fortemente consigliata nelle vie del Montenapoleone District, soprattutto se non volete perdere l’occasione di percorrere un “viaggio” interiore augurando tanta prosperità e buone nuove alla tanto amata Cina.</p>
<h3>Brand aderenti a Montenapoleone Chinese New Year 2019</h3>
<p><b>Via Montenapoleone</b><br />
Bottega Veneta, Brunello Cucinelli, Bulgari, Burberry, Cartier, Damiani, Dolce e Gabbana, Ermenegildo Zegna, Etro, Falconeri, Hogan, Illy Cafè, Iwc, Larusmiani, Loewe, Marni, Moncler, Montblanc, Omega, Panerai, Prada Donna, Prada Uomo, Salvini, Santoni, Sergio Rossi, Swatch, Van Cleef &amp; Arpels, Venini, Versace, Vetrerie di Empoli.<br />
<b>Via Sant’Andrea</b><br />
Agnona, Banner, Chiara Boni, Miu Miu, Moschino.<br />
<b>Via Verri</b><br />
Canali, Piaget, Tom Ford.<br />
<b>Via Santo Spirito</b><br />
Agresti, Carlo Tivioli, Il Bisonte, Isabel Marant, Lanvin, Stella McCartney, Zadig&amp;Voltaire.<br />
<b>Via Bagutta</b><br />
Almini, Promemoria Romeo Sozzi, René Caovilla.<br />
Per maggiori informazioni: <a href="http://gwep.musvc2.net/e/t?q=5%3dUgEXP%26I%3dB%26F%3dRgH%26G%3dQY%266%3d0HQ13y8l_Joza_Uy_Obun_Yq_Joza_T4T8O.ALyL3KlHCIpGBB.wMLR3Q_Fxdr_PCtL.6QxD%262%3dJ6KJ0C.F3Q%26tK%3dPgJa">www.montenapoleone.luxury/it.html</a><br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/montenapoleone-district-festeggia-chinese-new-year/">Montenapoleone District festeggia il Chinese New Year</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/montenapoleone-district-festeggia-chinese-new-year/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una vita da scienziata: la mostra che stima il mondo femminile</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vita-scienziata-la-mostra-stima-mondo-femminile/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vita-scienziata-la-mostra-stima-mondo-femminile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 11:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[CDI-Centro Diagnostico Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Bracco]]></category>
		<category><![CDATA[Gerald Bruneau]]></category>
		<category><![CDATA[grandi donne]]></category>
		<category><![CDATA[mondo femminile]]></category>
		<category><![CDATA[mostra fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[parità dei diritti]]></category>
		<category><![CDATA[STEM]]></category>
		<category><![CDATA[Una vita da scienziata]]></category>
		<category><![CDATA[Una vita da scienziata - i volti del progetto #100esperte]]></category>
		<category><![CDATA[via Saint Bon]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giltmagazine.it/?p=51856</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Una vita da scienziata" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La mostra fotografica Una vita da scienziata racconta la storia dell’expertise femminile in settori ancora considerati appannaggio del mondo maschile</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vita-scienziata-la-mostra-stima-mondo-femminile/">Una vita da scienziata: la mostra che stima il mondo femminile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Una vita da scienziata" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Una-vita-da-scienziata-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Gli scatti di Gerald Bruneau esposti presso il Centro Diagnostico Italiano, per raccontare l’eccellenza delle scienziate italiane</h3>
<p>Organizzata dalla <b>Fondazione Bracco</b>, al <b>Centro Diagnostico Italiano</b> di via Saint Bon a <b>Milano</b>, la mostra fotografica <b>Una vita da scienziata &#8211; i volti del progetto #100esperte</b>, racconta la storia dell’expertise femminile in settori ancora considerati principalmente appannaggio del mondo maschile. Il progetto, focalizzato sulle <b>STEM</b> (Science, Technology, Engineering and Mathematics), e firmato dal fotografo <b>Gerald Bruneau</b>, francese di nascita e assiduo frequentatore della <b>Factory</b> di <b>Andy Warhol</b> a New York, nonché celebre autore di <b>reportage</b> su alcune tra le testate giornalistiche più importanti al mondo, è volto a metter luce e dare rilievo al <b>mondo femminile</b>, in settori prettamente scientifici.</p>
<h3>Una vita da scienziata si propone di fornire un contributo al tentativo di creare una <b>società paritetica</b>, all’interno della quale l’unico discrimine sia il merito autentico ed effettivo</h3>
<p>La mostra Una vita da scienziata, implementata da una ricca banca dati online che custodisce le storie e i profili di queste eccellenze del sapere, ha l’obiettivo di avvicinare il pubblico al <b>Femminile</b>, spesso posto in poco rilievo in settori scientifici o nella ricerca. Matematiche, astrofisiche, chimiche, biologhe, sono solo alcune tra le professioni magistralmente svolte dalle <b>donne</b> che danno il volto agli scatti di <b>Bruneau</b>, ambasciatrici e rappresentanti di una parte della scienza mai comunicata sotto sfumature più pacate di <b>bellezza</b> e (perché no?) <b>divertimento</b>.<br />
“[…] la mia è stata una ricerca, tra la <b>scienza</b> e la <b>donna</b>, tra la <b>bellezza</b> della vita e la <b>bellezza</b> inanimata degli strumenti e delle formule, tra i misteri della <b>scienza</b> e quello che per me, ogni volta, è il vero mistero: la persona che incontro […] Ho trovato grandi <b>donne</b>, anche quando piccole e fragili di aspetto, che hanno avuto la forza e la capacità di affermarsi e di conquistare spazi di rispetto, di responsabilità e direzione in un mondo così difficile, ancora fortemente androcentrico, diffidente, discriminante”.<br />
&#8211; <b>Gerald Bruneau</b>, fotografo<br />
Ogni scatto trasporta l’osservatore al di là della soglia, al di là della porta che separa il nostro mondo dal mondo privato della <b>scienza</b>, che si snoda tra i lunghi corridoi degli ospedali, delle università, tra le pareti bianche e trasparenti dei laboratori, tra alambicchi e provette. Ogni scatto rappresenta una <b>donna</b>, con una storia, con una vita e una passione.<br />
“La nuova presa di coscienza delle donne in tutte le parti del mondo è una straordinaria leva di cambiamento sociale e politico […] ma, c’è ancora molta strada da fare. In questa direzione si muove anche il progetto <b>100 donne contro gli stereotipi</b>, nato prima come una piattaforma, poi con un libro e ora con una mostra di ritratti di alcune di loro che hanno accettato di mettersi in gioco, talvolta in modo spiritoso nei confronti della loro professione”<br />
&#8211; <b>Diana Bracco</b>, Presidente di Fondazione Bracco<br />
Dove: <b>Una vita da scienziata</b> è esposta presso il <b>CDI-Centro Diagnostico Italiano</b> a <b>Milano</b>, in via Saint Bon, 20 dal 16 gennaio al 30 giugno 2019.<br />
Orario: lun-ven 7-19 e sabato 7-18 | Ingresso libero<br />
<b><i>di Sara Pacella</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vita-scienziata-la-mostra-stima-mondo-femminile/">Una vita da scienziata: la mostra che stima il mondo femminile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/vita-scienziata-la-mostra-stima-mondo-femminile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Banksy: quando la satira sociale diventa street art</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/banksy-la-satira-sociale-diventa-street-art/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/banksy-la-satira-sociale-diventa-street-art/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 09:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte di strada]]></category>
		<category><![CDATA[Banksy]]></category>
		<category><![CDATA[comune di milano]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[eventi da non perdere]]></category>
		<category><![CDATA[eventi milano]]></category>
		<category><![CDATA[il sole 24 ore]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostra banksy]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[mudec]]></category>
		<category><![CDATA[Street Art]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giltmagazine.it/?p=50630</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Banksy" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Arriva dal 21 di novembre, presso il Mudec di Milano, un’intera mostra dedicata al celebre street artist inglese Banksy. In esposizione più di 70 opere</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/banksy-la-satira-sociale-diventa-street-art/">Banksy: quando la satira sociale diventa street art</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Banksy" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Banksy-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Banksy: per la prima volta in mostra, per la prima volta a Milano</h3>
<p>Arriva a partire dal 21 di novembre presso <b>Mudec di Milano</b> un’intera mostra dedicata al celebre street artist inglese <b>Banksy</b>. Di lui si sa ben poco, rimane nell’ombra, forse perché preferisce che sia la sua arte a parlare per lui. Opere a tratti controverse, in giro per i muri delle città più famose del mondo, sono il segno distintivo di questo artista. Promossa dal <b>Comune di Milano</b> e il <b>Sole 24 Ore</b>, l’esposizione presenta più di <b>settanta opere</b> che arricchiscono il percorso, articolato in quattro diverse sezioni.</p>
<h3>Banksy e la sua protesta visiva</h3>
<p>Troveremo sculture e dipinti, prints corredati di oggetti e gli immancabili <b>stencil</b>, tecnica prediletta del writer anglosassone. Non mancheranno i celebri <b>murales</b>, che verranno presentati al pubblico attraverso video e immagini collocati all’interno di una stanza “experience”.  L’intento è quello di poterli rappresentare nella loro collocazione originale, nei diversi continenti del mondo. I luoghi hanno infatti estrema importanza, perché fanno da cornice al significato politico sociale che Banksy vuole comunicare. Oggetto delle sue opere sono spesso temi attuali, reinterpretati a mo’ di satira, per sdrammatizzare forti situazioni. Come ci tiene a sottolineare <b>Giovanni Mercurio</b>, curatore della mostra, il messaggio e l’arte di Banksy “si manifestano come un’esplicita e aspra provocazione nei confronti dell’arroganza dell’establishment e del potere, del conformismo, della guerra e del comunismo”.</p>
<h3>Non chiamateli graffiti</h3>
<p>Particolare importanza è stata riposta in quei lavori individuati come “Modifies Oils”, in cui lo <b>street artist</b> mescola generi e periodi, intervenendo su copie di opere esistenti e molto conosciute con l’inserimento di elementi stranianti. Il genio e la forza di Banksy risiedono proprio nel suo modo di comunicare concetti complessi in maniera semplice e diretta, in grado di arrivare a tutti, da ai più piccoli ai più grandi. Idea che si sposa alla perfezione con la filosofia del museo delle culture: cercare di avvicinarsi a tutto il suo pubblico fornendo le chiavi di lettura per comprendere il mondo e le sue tematiche. Non a caso per il suo modo di comunicare è stato paragonato al padre della pop art <b>Andy Warhol</b>.<br />
La mostra <b>non è ufficiale</b> né è stata autorizzata dall’artista, in quanto estremamente contrario ad ogni forma d’arte capitalista. Non è insolito trovare l’arte di Banksy in giro per gallerie o fiere, ma è la prima volta che un museo pubblico ne ospita una mostra personale.  È quindi un’occasione da non perdere per incontrare e conoscere un artista così rivoluzionario.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Rachele Conti</i></b><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/banksy-la-satira-sociale-diventa-street-art/">Banksy: quando la satira sociale diventa street art</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/banksy-la-satira-sociale-diventa-street-art/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel mondo di Picasso: la mostra Metamorfosi a Palazzo Reale</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/nel-mondo-picasso-la-mostra-metamorfosi-palazzo-reale/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/nel-mondo-picasso-la-mostra-metamorfosi-palazzo-reale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 16:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostre palazzo reale]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Picasso]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo reale]]></category>
		<category><![CDATA[picasso]]></category>
		<category><![CDATA[picasso metamorfosi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giltmagazine.it/?p=50101</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Picasso" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Picasso-Metamorfosi: un’occasione per ripercorrere alcune tappe dell’attività di Picasso, indagando il suo rapporto con il mito e l’antichità</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/nel-mondo-picasso-la-mostra-metamorfosi-palazzo-reale/">Nel mondo di Picasso: la mostra Metamorfosi a Palazzo Reale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Picasso" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Picasso-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Picasso e il suo mondo antico in mostra a Palazzo Reale</h3>
<p>Ad aprire la stagione autunnale di <b>Palazzo Reale</b>, il 18 ottobre è stata inaugurata la mostra <b>Picasso-Metamorfosi</b>, un’occasione per ripercorrere alcune tappe dell’attività del prolifico pittore spagnolo, indagando il suo rapporto con il mito e l’antichità. Sono <b>oltre 200</b>, infatti, i capolavori provenienti dai più eminenti musei d’Europa (come il Musée du Louvre, i Musei Vaticani e il Museo Picasso di Barcellona) che saranno in esposizione fino al 17 febbraio 2019, per un inedito approfondimento sul grande artista.<br />
Attraverso <b>Metamorfosi</b>, curata da <b>Pascale Picard</b>, direttrice dei Musei civici di Avignone, e con il patrocinio del <b>Comune di Milano</b> e <b>MondoMostreSkira</b>, si potrà avere l’occasione di fruire da un lato dei lavori di Picasso, dall’altro di una serie di opere antiche da cui sorse la sua ispirazione. Due mostre in una, quindi, che, soprattutto grazie all’allestimento molto semplice e lineare, mettono a diretto confronto due mondi, facendo emergere le fonti di <b>ispirazioni visive e archetipiche </b>di Picasso.</p>
<h3>Picasso, il mito e il rapporto con l’antico</h3>
<p>A differenza di altre esibizioni, questo progetto non si propone come antologico ma, concentrandosi esclusivamente sul tema del <b>rapporto con l’antico</b>, propone al visitatore sei sezioni tematiche. Dalla mitologia del bacio all’iconografia del Minotauro, passando per l’idea di metamorfosi, la mostra permette di penetrare tutto l’immaginario mitologico del maestro e di ammirare opere come<i> Il bacio (1969)</i>, <i>L’abbraccio (1970)</i>, <i>Nudo disteso (1932)</i>, <i>Testa di uomo barbuto (1938)</i> e <i>Donna seduta (1920). </i>Il<b> mito</b>, infatti, fu sempre per lui una dimensione importantissima, da cui seppe trarre simboli e modelli per la propria arte, ma anche per una maggior comprensione dell’intimo vissuto di ogni uomo.<br />
La scelta fatta dai curatori di proporre un ritorno all’antico, pur in un’arte così moderna e determinante per il XX secolo come quella di Picasso, assume ancora più spessore e coerenza se riflessa nei tempi in cui viviamo e nella direzione presa dalla società odierna. La città di Milano inoltre, conserva uno speciale rapporto con l’artista di Malaga; fu infatti la prima ad esporre <i>Guernica </i>in Italia nel 1953 e sancì la fortuna critica del maestro nel nostro Paese. L’augurio è dunque quello che una mostra del genere mantenga tale rapporto, rinnovandolo.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Gaia Lamperti </i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/nel-mondo-picasso-la-mostra-metamorfosi-palazzo-reale/">Nel mondo di Picasso: la mostra Metamorfosi a Palazzo Reale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/nel-mondo-picasso-la-mostra-metamorfosi-palazzo-reale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al Mudec di Milano, Se a Parlare non resta che il fiume</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/al-mudec-milano-parlare-non-resta-fiume/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/al-mudec-milano-parlare-non-resta-fiume/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 07:45:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Jane Baldwin]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[mostre fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[mudec]]></category>
		<category><![CDATA[salvaguardia ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[se a parlare non resta che il fiume]]></category>
		<category><![CDATA[Survival International]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giltmagazine.it/?p=49794</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Mudec" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il Mudec di Milano ospita Se a Parlare non resta che il fiume, un’installazione di Jane Baldwin e Studio Azzurro a sostegno di Survival International</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/al-mudec-milano-parlare-non-resta-fiume/">Al Mudec di Milano, Se a Parlare non resta che il fiume</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Mudec" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Mudec-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Al Mudec al via un’installazione di Jane Baldwin e Studio Azzurro a sostegno di Survival International</h3>
<p>Il <b>Mudec di Milano</b> ospita fino al 31 dicembre 2018 <b>Se a Parlare non resta che il fiume</b>, un progetto multimediale che vede protagonista l’Africa, nato dal lavoro della fotografa americana <b>Jane Baldwin</b> e dalla creatività del gruppo milanese <b>Studio Azzurro</b>. All’interno del percorso “Geografie del Futuro”, <b>Se a Parlare non resta che il fiume</b> racconta la storia<b> del fiume Omo</b>, al confine tra Etiopia e Kenya, dei popoli che grazie a lui sopravvivono <b>e del suo ecosistema in pericolo</b>.<br />
La regione è infatti minacciata da anni da un controverso progetto idroelettrico e dai piani agroindustriali ad esso associati, <b>in cui l’Italia gioca un ruolo chiave</b>. Tra i suoni ovattati del mormorio dell’acqua, voci femminili si riversano su una metaforica scultura di creta, rossa come il greto riarso del fiume Omo, inaridito perché privato delle sue esondazioni naturali. Nella penombra della sala del Mudec, <b>il fiume diventa cantastorie</b>, il suono del suo fluire si tramuta in verso poetico. In questa atmosfera evocativa il visitatore si sente parte integrante dell’opera, immerso negli emozionanti e coinvolgenti lamenti delle donne indigene che lo conducono sulla sponda del rio.<br />
Qui emergono man mano <b>i volti e le testimonianze delle donne che vivono lungo il fiume</b>, depositarie di tradizioni orali millenarie, di proverbi, canti e miti che si intrecciano e sovrappongono fino a dissolversi lentamente. Finché a parlare non resta che il fiume, appunto.</p>
<h3>Lo scopo benefico dell’installazione</h3>
<p>L’installazione, visitabile gratuitamente al Mudec di Milano, <b>è</b><b> a sostegno di Survival International</b>. L’obiettivo è sensibilizzare il visitatore sulla <b>salvaguardia della cultura e dei popoli indigeni</b>, esposti al pericolo dello sviluppo industriale, fino a porre in discussione il concetto stesso di progresso. Un caso di attualità che fa leva sull’importanza della tutela della diversità, mettendo in luce il legame profondo tra uomo e ambiente, promuovendo modelli di sviluppo rispettosi dei diritti umani. Se a Parlare non resta che il fiume è <b>un viaggio multimediale e poetico</b> lungo le sponde di questo grande fiume africano, in quella che fu la culla della civiltà.<br />
<a href="http://www.mudec.it/ita/fiume-mostra-mudec-milano/"><b>INFO UTILI:</b></a><br />
ORARI: Lun 14.30 ‐19.30<br />
Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 ‐ 19.30<br />
Gio, Sab 9.30‐22.30<br />
L’ingresso è libero<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Arianna Greco</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/al-mudec-milano-parlare-non-resta-fiume/">Al Mudec di Milano, Se a Parlare non resta che il fiume</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/al-mudec-milano-parlare-non-resta-fiume/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oh my Tex! A Milano una mostra per i 70 anni del fumetto</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/oh-my-tex-milano-mostra-70-anni-del-fumetto/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/oh-my-tex-milano-mostra-70-anni-del-fumetto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2018 19:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[eventi ottobre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostre milano 2018]]></category>
		<category><![CDATA[museo della permanente]]></category>
		<category><![CDATA[tex]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giltmagazine.it/?p=49786</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Tex" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il fumetto Tex e i suoi 70 anni vengono celebrati a Milano con la mostra Tex. 70 anni di un mito. Fino al 27 gennaio 2019 presso il Museo della Permanente</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/oh-my-tex-milano-mostra-70-anni-del-fumetto/">Oh my Tex! A Milano una mostra per i 70 anni del fumetto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Tex" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Tex-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Nel 2018 <b>Tex</b> è più popolare che mai. Ecco perché Milano, la città che nel 1948 gli ha dato i natali, celebra i 70 anni del fumetto con la mostra <b>Tex. 70 anni di un mito</b>. L’esposizione sarà aperta dal 2 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019 presso il <b>Museo della Permanente </b>e patrocinata dal comune di Milano.</p>
<h3>Tex, a star is born</h3>
<p>Correva l’anno 1948 quando <b>Gianluigi Bonelli</b> presentava per la prima volta <b>Tex</b>, l’albo illustrato frutto della sua creatività e delle illustrazioni di <b>Aurelio Galleppini</b>. Il 30 settembre 2018 Tex ha spento le sue prime 70 candeline. Un trionfo che vede il mito continuare ad appassionare milioni di lettori, e che Milano ha voluto omaggiare con la mostra <b>Tex. 70 anni di un mito</b>. Ad ospitarla non c’era luogo più adatto di <b>Milano</b>: è proprio qui, in via Saffi, che Tex è nato. Dietro la mostra, Michele Masiero (direttore editoriale di Sergio Bonelli Editore), Mauro Boselli (curatore di Tex), Gianni Bono (curatore della mostra), i disegnatori Claudio Villa, Alessandro Piccinelli, Maurizio Dotti e Pasquale del Vecchio.</p>
<h3>Strisce d’autore e multimedialità dialogano al Museo della Permanente</h3>
<p>Una mostra come un <b>viaggio</b>: la ricostruzione di una carrozza ferroviaria dai cui finestrini scorrono le immagini della storia italiana e le copertine di Tex. Si procede poi tra disegni, fotografie inedite e materiali rari, talvolta mai visti prima. Una stanza è dedicata a <b>Gianluigi Bonelli</b>, il creatore della saga: qui sono esposti la sua macchina da scrivere e il cappello di Tex. Le stanze successive ospitano vignette, copertine e molti riferimenti storici, a partire dal 1948, l’anno di nascita dell&#8217;eroe. È infatti nel secondo Dopoguerra che, un po&#8217; per caso, prende vita il mito. Tutto ha inizio quando l&#8217;imprenditrice <b>Tea Bertasi Bonelli</b> ricostituisce la casa editrice nata nell&#8217;immediato Anteguerra per volontà del marito, Gianluigi Bonelli. La mostra dà grande spazio alla <b>multimedialità</b>: la realtà aumentata ricrea i paesaggi di Tex, dai deserti del Sud-Ovest alle grandi praterie del Midwest, dalle foreste del Grande Nord alle città dell’Est.</p>
<h3>Tex Willer, quando il West era giovane</h3>
<p>Dal Lucca Comics &amp; Games approda nelle edicole italiane <b>Tex Willer</b>. Questo è il titolo della nuova testata con storie inedite dedicate alla giovinezza del celebre ranger, che da novembre affiancherà il mensile classico. Non si tratterà di una raccolta di aneddoti raccontati da un Tex, ormai quarantenne, sul suo passato. Questa volta i lettori seguiranno gli eventi in diretta, ai tempi di un Tex giovane ancora fuorilegge e di un mondo della Frontiera più autentico, forte e selvaggio.<br />
<b><i>di Sara Baschirotto</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/oh-my-tex-milano-mostra-70-anni-del-fumetto/">Oh my Tex! A Milano una mostra per i 70 anni del fumetto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/oh-my-tex-milano-mostra-70-anni-del-fumetto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
