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	<title>morte &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Addio a Giorgio Armani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 13:55:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="460" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/giorgio-armani1-768x460.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/giorgio-armani1-768x460.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/giorgio-armani1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/giorgio-armani1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/giorgio-armani1.jpg 1001w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Giorgio Armani, maestro di eleganza e rivoluzione silenziosa, ha trasformato la moda in linguaggio eterno. Il suo stile vivrà per sempre</p>
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<p>Scrivere queste parole è uno dei compiti più difficili della mia vita. Perché oggi il dolore non è solo mio, ma di un intero Paese, di un mondo intero: Giorgio Armani non c’è più. Eppure la sua eredità vive in ognuno di noi, in chiunque abbia indossato un suo abito, in chiunque abbia imparato a guardare la moda come qualcosa che va oltre i vestiti, come linguaggio, identità, rivoluzione.</p>



<p>Armani non è stato soltanto un grande stilista: è stato <strong>un architetto di sogni e di stile</strong>. Nato a Piacenza nel 1934, iniziò la sua carriera lontano dalla moda, come vetrinista e fotografo, per poi approdare a Milano negli anni Sessanta, dove lavorò con Nino Cerruti. Nel 1975 fondò la sua casa di moda insieme a Sergio Galeotti, con il coraggio e la visione di chi non si accontenta, di chi sa che può cambiare le regole. E da lì nulla fu più come prima.</p>



<p>Negli anni ’80 Armani scosse il mondo intero con il suo segno più riconoscibile: <strong>la giacca destrutturata</strong>. Un gesto apparentemente semplice, ma rivoluzionario. Togliere le rigidità, liberare il corpo, ridare leggerezza al formale: Armani inventò un nuovo modo di vestire, elegante ma mai forzato, rigoroso ma fluido, austero e sensuale allo stesso tempo. Fu lui a introdurre il concetto moderno di “power dressing”: uomini e donne che attraverso i suoi abiti comunicavano autorità, sicurezza, fascino.</p>



<p>Hollywood lo consacrò: Richard Gere in <em>American Gigolo</em>, vestito Armani dalla testa ai piedi, divenne un’icona di stile planetaria. Poi arrivarono le red carpet, le star, le dive che non potevano fare a meno dei suoi abiti per sentirsi davvero se stesse davanti ai riflettori. Armani vestì re e regine, atleti e artisti, ma senza mai smarrire la sua cifra: un’eleganza che era disciplina, pulizia, sottrazione.</p>



<p>Ha rivoluzionato non solo l’abbigliamento, ma anche il modo di fare impresa. È stato tra i primi a intuire il potere del brand come universo: moda, accessori, beauty, profumi, fino a hotel e ristoranti. Armani non era solo uno stilista, era un visionario capace di trasformare il suo nome in un impero che ha portato l’Italia nel mondo e il mondo in Italia.</p>



<p>Eppure, dietro questa grandezza, c’era sempre la sua discrezione. Un uomo schivo, riservato, profondamente legato al lavoro e alla sua Milano, che non ha mai smesso di amare. Un uomo che ha attraversato i decenni senza mai inseguire le mode effimere, ma restando fedele a un’idea: che la moda debba esaltare la persona, mai sovrastarla.</p>



<p>Oggi, nel silenzio che lascia la sua assenza, sento dentro un vuoto incolmabile. Per me, e per chi come me ha respirato la moda da vicino, Armani è stato un punto fermo, un faro. E so che continuerà a esserlo: perché il suo segno è eterno. In ogni giacca morbida, in ogni silhouette essenziale, in ogni passo sicuro su una passerella, Giorgio Armani continua a vivere.</p>



<p>Oggi piango l’uomo, il Maestro, l’amico silenzioso che ci ha guidati. Ma allo stesso tempo celebro la sua vita straordinaria, capace di cambiare per sempre la storia del costume. Armani non se ne va. Rimane con noi, nelle nostre vite, nei nostri sguardi, nel nostro modo di concepire la bellezza.</p>



<p>Grazie, Giorgio. Con te, la moda ha imparato a respirare.</p>
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		<title>Flight &#8211; Denzel, un “volo” da nomination</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/denzel-un-volo-da-nomination/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 10:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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<p>Un italiano su tre ha paura di volare. Sarà forse la mancanza d’aria provocata dall’ambiente troppo angusto? O magari la scarsa possibilità di movimento dovuta alla vicinanza tra un sedile e l’altro? O magari la paura del vuoto? O la sfiducia nei confronti del pilota?</p>
<p>Per alcuni la più grande paura, e forse anche la più probabile, è quella di precipitare.</p>
<p>Questo è quello che accade in <strong>Flight</strong>, il film di <strong>Robert Zemeckis</strong>, dove un pilota di linea, Whip Whitaker (interpretato da <strong>Denzel Washington, che grazie a questo ruolo </strong>si è aggiudicato la sesta nomination all&#8217;Oscar), col vizio dell’alcool e dopo una notte di bagordi consumata con una giovane hostess, si ritrova a tentare un atterraggio di fortuna a causa di un cedimento della struttura che impedisce all’aereo di continuare a volare. Un semplice volo di linea tra Orlando e Atlanta si trasforma dunque nel peggiore incubo di qualunque passeggero, anche quello più temerario. In questo caso il comandante riesce a far fronte alla situazione e a evitare la catastrofe salvando 96 passeggeri e perdendone sei. Whitaker tenta infatti una manovra di emergenza che prova a mantenere in quota l&#8217;aereo, rivoltandolo per rallentarlo, rimettendolo in posizione dritta e tentando un atterraggio il più lontano possibile da case e civili. Manovra che non sarebbe riuscita a nessun altro e che non sono stati in grado di riprodurre neanche in laboratorio. Sarebbero morti tutti.</p>
<p>Ma se agli occhi della stampa Whitaker è un eroe, agli occhi della la NTSB (National Transportation Safety Board) non è altro che un alcolista che dovrà rispondere delle sue condizioni durante il volo. La strada sembra però lunga e tortuosa.</p>
<p>La vita del capitano precipiterà insieme a quell’assurdo volo o riuscirà a decollare di nuovo?</p>
<p>Flight è un film che ti fa riflettere, che pone interrogativi interessanti, che non vuole essere spettacolare ma invece il più realistico possibile sulla dipendenza e i suoi effetti non solo sugli alcolizzati, ma anche su chi gli sta intorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di Martina Ingallinera)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Morte a Pemberley” omaggia la Austen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 16:40:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-768x273.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-768x273.png 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-300x106.png 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-480x170.png 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1.png 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Ritorno nei luoghi di Orgoglio e pregiudizio a 200 anni dalla pubblicazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-768x273.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-768x273.png 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-300x106.png 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1-480x170.png 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Morte-a-Pemberley-omaggia-la-Austen_1.png 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Chiunque abbia letto almeno una volta <strong><em>Orgoglio e pregiudizio</em></strong> non ha potuto fare a meno di immaginare <strong>come sia continuata la vita di Mr e Mrs Darcy dopo il matrimonio</strong>. Lo ha fatto anche <strong>P.D. James</strong>, che nel bicentenario della pubblicazione del capolavoro della Austen, ha provato a raccontarcelo in <strong>“Morte a Pemberley”</strong>: <strong><em>Lizzy</em></strong> è diventata la signora di Pemberley e conduce una vita felice insieme al suo amato marito e ai loro due figli. A turbare questo stato di grazia ecco però una tragedia che si abbatte sulla tenuta: un omicidio in cui appare coinvolto l’aitante quanto disonesto cognato, <em><strong>Mr Wickham</strong></em>. La soluzione di questo giallo costerà ansie e tensioni ai protagonisti della storia.</p>
<p>Il mondo intero ha imparato ad apprezzare <strong>Jane Austen</strong> per le sue indiscutibili qualità letterarie: la sua scrittura pulita e priva di orpelli riesce a rendere vivida una situazione come se la stessimo vivendo di persona, la sua compostezza nel raccontarci l’amore riesce a emozionarci anche oggi, nel regno incontrastato delle cinquanta sfumature. Le eroine nate dalla sua penna sono così umane che non possiamo fare a meno di sentirle vicine.</p>
<p>Chiunque pensi, accostandosi a questo libro, di ritrovare tutto ciò andrà incontro a una grande delusione: quello della James non è un tentativo di imitazione. <strong>Jane Austen</strong> è inimitabile, e questo P.D. James lo sa bene.</p>
<p><em>Il libro è un omaggio a una scrittrice</em> che può essere collocata tra i grandi classici della letteratura. Un pilastro letterario, un modello. E a cosa servono i modelli se non per essere ripresi, utilizzati per migliorare, per migliorarsi. Insomma, per guardare avanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Morte a Pemberley</strong></em><br />
di <strong>P.D. James</strong><br />
edizione Mondadori<br />
18,50 euro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Martina Carnovale</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Baustelle a teatro con il singolo &#8220;La morte (non esiste più)&#8221;</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/musica/il-fantasma-di-baustelle-a-teatro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 18:00:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Esce il nuovo album della band. Pronta la tournée.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-“Fantasma”-di-Baustelle-a-teatro_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Eredi della tradizione cantautorale italiana i <strong>Baustelle</strong> tornano nelle classifiche con il singolo<strong><em> &#8220;La morte (non esiste più)”</em></strong> che anticipa il prossimo album<strong> &#8220;Fantasma&#8221;</strong> in uscita il 29 gennaio. Alla registrazione dell&#8217;album ha partecipato la <strong>FilmHarmony Orchestra di Wroclaw/Breslavia</strong>.</p>
<p>Band di riferimento del filone rock italiano e di tutta quella sub-cultura musicale, i Baustelle con oltre quindici anni di carriera e una capacità di scrittura particolare, accurata e per nulla banale, ritornano con “Fantasma”, un album che come sempre affronta tematiche importanti, significative e proprie a ogni essere umano come l’incertezza della vita e la morte.</p>
<p>Nato nell&#8217;entroterra senese il <em>trio</em> <strong>Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini</strong> non ha avuto vita facile nell&#8217;emisfero musicale italiano, ma ha saputo conquistare critici e fan con la loro tenacia e le loro capacità attraverso le quali si sono affermati come uno dei complessi più importanti d&#8217;Italia e scalare le classifiche.<br />
Con il singolo estratto dal nuovo album (il cui ritornello è <em>“La morte non esiste più/non parla più/non vende più/mio folle amore./La vita non uccide più/i nostri baci/i nostri sogni/e le parole“</em>), ma anche la citazione molto alta come <strong>“La ginestra”</strong>, famosa poesia di Leopardi , il gruppo toscano riafferma la propria superiorità cantautorale parlando della morte attraverso l’esperienza di un uomo che accortosi dello scorrere del tempo con parole d&#8217;amore consola la propria donna esorcizzando così l&#8217;inevitabile destino.</p>
<p>Intanto è già pronto il <strong>tour 2013 dei Baustelle</strong>. La tournée teatrale sarà accompagnata dall&#8217;<strong>Ensemble Simphony Orchestra</strong> diretta dal maestro <strong><em>Enrico Gabrielli</em></strong> e nata nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>Orchestra Sinfonica di Massa-Carrara</strong>. Le prime tappe si terranno <strong><em>al Teatro Team di Bari il 19 febbraio, all&#8217;Auditorium Parco della Musica di Roma il 20, al Teatro Comunale di Firenze il 23 e all&#8217;Arcimboldi di Milano il 25 febbraio.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.baustelle.it/" target="_blank" rel="noopener">www.baustelle.it</a><br />
(di <strong><em>Giulia Rozza</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cesare deve morire, 3 nomination agli Efa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 23:32:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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<p>La pellicola diretta da Paolo e Vittorio Taviani concorrerà per tre categorie: miglior film, miglior regista e anche miglior montaggio (per il quale è in corsa il montatore Roberto Perpignani). Per aggiudicarsi il riconoscimento di miglior film 2012 i fratelli Taviani<br />
dovranno vedersela con il franco-tedesco &#8220;Amour&#8221; di Michael Haneke, il tedesco &#8220;Barbara&#8221;, di Christian Petzold, il francese &#8220;Intouchables&#8221;, di Olivier Nakache e Eric Toledano, il danese Jagten di Thomas Vinterberg, il britannico &#8220;Shame&#8221;, di Steve McQueen. Per il premio di miglior regista, a sfidare la coppia italiana saranno invece Thomas Vinterberg, Michael Haneke, Steve McQueen e Nuri Bilge Ceylan.</p>
<p>Le nominations sono state rese note oggi al Seville European film Festival da parte di European Film Academy ed Efa Productions. A questo punto tocca ai 2700 membri dell&#8217;Efa votare i vincitori di quelli che vanno considerati il corrispettivo europeo degli Oscar. Premi che verranno annunciati e assegnati il prossimo primo dicembre a Malta.</p>
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		<title>Rischio di morte e possibilità di rinascita (2° parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 19:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e sessuologia]]></category>
		<category><![CDATA[caso clinico]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[rinascita]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Storia di Maurizio: in lutto e prigioniero dei suoi vecchi legami</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/20.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il rischio di morte non porta solo depressione, ansia e senso di impotenza. Sotto alcune condizioni può segnare la <strong>rinascita</strong> del soggetto. È una possibilità della quale vorrei offrire, con colui che chiamerò Maurizio, un esempio prezioso.</p>
<p>Quando Maurizio mi chiama per concordare un appuntamento dice che ha aspettato tanto. Ha il mio numero da diversi mesi, ma qualcosa per gli “impediva di farsi sentire”. Riflette sul quella che definisce una contraddizione del suo comportamento; lui di tempo, forse, ne ha davvero poco e non può permettersi di sprecarlo. Sento una preziosa tensione a mettere in parola qualcosa che per lui è davvero importante e per non lasciar dissolvere la sua domanda nell’inibizione a cui ha fatto chiaro cenno (qualcosa gli impediva di farsi sentire) chiudo rapidamente la conversazione confermando tempo e luogo dell’incontro. Maurizio ha&nbsp; 46 anni, lavora nel settore della comunicazione, è vestito in nero, porta i capelli molto corti e ha avuto il cancro. Chiede un aiuto psicologico perché si sente <strong>depresso</strong>; la malattia non è l’unica causa della sua sofferenza. Suo padre è morto da circa un anno; sua madre rimasta sola nella grande casa di famiglia ha bisogno del suo sostegno. Poco prima dell’esordio della malattia Maurizio ha deciso di concludere la relazione, più che decennale, con la sua compagna di vita. Ancora, e non credo sia irrilevante, da poco è mancato anche il suo vecchio e fedele cane Argo. È&nbsp; solo qui che gli occhi gli si arrossano di pianto; associa ad Argo il ruolo di guida fedele, fiuto, contatto con la natura. Nel panorama di abbandoni e separazioni che ha dominato la seduta si apre uno <strong>spazio vitale</strong>; parla delle sue camminate in montagna, della bellezza delle stagioni, delle serate in baita, della capacità della natura di trasformarsi e ricrearsi. Chiudo qui la nostra prima seduta lasciandolo andare via con questo desiderio di vita.&nbsp; Seguirà un periodo di lunghe lamentazioni connesse al fatto che nessuno si occupa di lui, né la sua anziana madre ancora prigioniera del lutto per il marito, né la sua nuova compagna che “eccentrica e stravagante” gli dice che aldilà di tutto sta bene e può darle una mano con il bambino che ha avuto da una precedente relazione. &nbsp;“La mia sofferenza per loro non esiste…” dice stizzito; gli chiedo di quale sofferenza sta parlando, resta perplesso e dice che ci deve pensare.</p>
<p><em><strong>Marco Farina</strong></em></p>
<p><em>Psicoterapeuta</em></p>
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