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	<title>marzo &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Colore, luce e rinascita: marzo si racconta attraverso l’arte.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 14:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/visore_facebook-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/visore_facebook-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/visore_facebook-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/visore_facebook-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/visore_facebook.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Marzo è il mese in cui la primavera accende i sensi e l’anima, e come ogni anno celebriamo l’arte – specchio del presente e visione del futuro – come linguaggio universale del cambiamento.</p>
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<p>Marzo. Il mese del cambiamento. <strong>Cambio di stagione, cambio d’armadio</strong>. Le giornate si allungano, l’aria si fa più mite, la luce torna a farsi dorata. È <strong>la primavera che arriva</strong>, lentamente, ma con forza. E come ogni anno, qualcosa si muove anche dentro di noi: i pensieri si fanno più leggeri, le emozioni più vive, le idee più libere. La primavera risveglia i sensi, ma anche l’anima.</p>



<p>Non è un caso che <strong>il tema del mese sia, da sempre, l’arte</strong>.</p>



<p><strong>L’arte, come la primavera, è rinascita</strong>. È visione, intuizione, bisogno profondo di esprimere qualcosa che va oltre. Abbiamo scelto di dedicarle ogni anno il mese di marzo proprio per questo: perché marzo è un passaggio. È una soglia tra ciò che è stato e ciò che sarà. E l’arte, più di ogni altra cosa, riesce a raccontare questo cambiamento.</p>



<p>C’è una filosofia sottile e potente dietro a tutto questo: <strong>l’arte è lo specchio del tempo ma anche la sua proiezione futura</strong>. Ci parla del presente, certo, ma lo fa rielaborando il passato e anticipando ciò che ancora non vediamo. È uno spazio di libertà, di domande, di provocazione. Per questo ogni marzo ci fermiamo a celebrarla, con uno sguardo trasversale e appassionato.</p>



<p><strong>Il volto di copertina di questo numero è Add Fuel</strong>, artista portoghese che con la sua visione unica ha saputo trasformare la <strong>tradizione dei motivi ceramici e decorativi</strong> in un linguaggio visivo contemporaneo, capace di dialogare con la street art e con le città. La sua intervista ci porta dentro un processo creativo che unisce passato e futuro, cultura pop e memoria collettiva.</p>



<p><strong>Due grandi eventi milanesi</strong> sono il cuore pulsante di questo numero. Il primo è il <strong>MIA Photo Fair</strong>, una delle più importanti fiere internazionali dedicate alla <strong>fotografia d’autore</strong>, che ogni anno raccoglie a Milano artisti, galleristi e collezionisti da tutto il mondo. L’altro è <strong>MiArt</strong>, che spazia dalla pittura alla scultura, dall’arte concettuale alle installazioni monumentali. Qui, le più grandi gallerie internazionali portano in Italia opere capaci di ridefinire la nostra idea di arte.</p>



<p>Ma marzo è anche il mese delle <strong>mostre</strong>. Milano ne è piena, tra Fondazione Prada, Mudec, Triennale e Hangar Bicocca. Ognuna racconta un pezzo del nostro tempo, tra ricerca, estetica e sperimentazione.</p>



<p>Intanto la <strong>moda si risveglia</strong> con le collezioni <strong>resort</strong>, quelle pensate per viaggiare e per vivere il mondo con leggerezza, lusso e bellezza. La prima a sfilare è <strong>Pucci</strong>, con uno show esclusivo a Portofino, che anticipa le sfilate – già protagoniste del numero di aprile – di <strong>Dior e Chanel</strong>. Le resort collections sono da sempre un ponte tra le stagioni, un esercizio di stile e fantasia, pensate per chi non vuole mai rinunciare alla bellezza, ovunque si trovi.</p>



<p>Anche il <strong>cinema</strong> ha qualcosa da dire: arriva nelle sale il <strong>remake live-action di Biancaneve</strong>, un progetto Disney tanto discusso quanto innovativo. La vera novità sta nella realizzazione dei celebri sette nani, <strong>interamente creati in 3D rendering</strong>, senza attori in carne e ossa, per una resa visiva che fonde animazione digitale e realismo in maniera inedita. Al di là delle polemiche, è un capolavoro tecnico, una nuova forma d’arte.</p>



<p>Il resto, come sempre, lo lasciamo a voi da scoprire. Chi ci legge lo sa: tra queste pagine, ogni mese è un viaggio. Non resta che partire.</p>



<p><strong>Buona lettura.</strong></p>
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		<title>La primavera artistica di Marzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 10:20:21 +0000</pubDate>
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<p><strong>Marzo</strong> è un piccolo grande traguardo che sancisce la fine di freddo, inverno e giacche pesanti, celebra l’esplosione della primavera, con il suo tepore, i colori pastello, gli alberi in fiore e un vento mite, e ci prepara all’arrivo di quella che sarà una tanto ambita estate, che subito proietta i nostri pensieri a vacanze e a un meritato pit-stop dalla frenesia della quotidianità.</p>



<p>E se la primavera, capace di trasformare la natura in veri e propri dipinti rubati dalle mani dei più abili impressionisti francesi, ormai è sempre più vicina, sarà impossibile non concederle la compagnia di una delle sue più fedeli alleate: l’<strong>Arte</strong> è infatti il tema chiave del nuovo numero di <strong>Gilt</strong>.</p>



<p>Perfetto protagonista in copertina, <strong>Pier Paolo Perretta</strong>, meglio conosciuto come <strong>Mr. Savethewall</strong>, il writer gentiluomo, come ama definirsi. Prima di farsi strada nel mondo creativo e dedicarsi alla sua passione per l’arte di strada, Pier Paolo era un manager e vicesegretario Confartigianato. Nelle opere che realizza, sempre ben evidente è il suo messaggio sociale: “Ognuno è le scelte che fa”.</p>



<p>Nella sezione <strong>Interviews</strong>, Mr. Savethewall ci svela qualche dettaglio su com’è nata la sua passione per l’arte, di come effettivamente sia poi diventato un vero e proprio lavoro e in che modo nascono le sue creazioni. L’abbiamo incontrato in occasione dell’allestimento del nuovo Wallsaved, la sua personale, presente dal 30 marzo 2023 presso la Galleria d’Arte Deodato.</p>



<p>Anche la sfera del <strong>Lifestyle</strong> questo mese è ricca di mostre ed eventi volti a celebrare il vasto mondo dell’arte, uno su tutti, la <strong>Milano Art Week</strong>, che si terrà dall’11 al 16 aprile. Un’intensa settimana d’arte cittadina dove fanno ritorno collezionisti provenienti da tutto il mondo, curiosi e vogliosi di ammirare con i propri occhi ogni capolavoro in esposizione e partecipare ai più svariati eventi proposti nella capitale meneghina.</p>



<p>Pronti dunque a un mese in cui immaginazione e sogni possono essere liberi di prendere il sopravvento colorando il grigio e la monotonia della razionalità quotidiana; del resto, il celebre pittore olandese Vincent Van Gogh ci ricorda: “<em>Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno</em>”.</p>
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		<title>Marzo, tra arte e primavera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 17:32:47 +0000</pubDate>
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<p>Una celebrazione dell’<b>Arte</b>, questo il tema chiave del nuovo numero di Gilt. Un’esplosione di estro e creatività a partire dal volto protagonista in copertina, il celebre artista cinese <b>Liu Bolin</b>, soprannominato anche “The Invisible Man” proprio per i suoi autoritratti fotografici che, grazie ad una tecnica accurata di body-painting, sono caratterizzati dalla fusione del suo corpo con l&#8217;area circostante. Nella sezione <b>Interviews</b>, Liu Bolin si racconta svelando qualche aneddoto sulla sua professione, molto spesso in contrasto con le ideologie politiche della sua patria, e sulle opere che realizza.</p>
<p>L’Arte attraversa tutte le barriere, arrivando persino a toccare la sfera dell’ecosostenibilità. Nella rubrica <b>Greenworld</b> infatti, vi porteremo alla scoperta di James Lake, giovane scultore britannico che utilizza un materiale davvero insolito per la realizzazione delle sue sculture: il cartone da imballaggio, materiale povero, facilmente reperibile, riciclabile, molto economico e che ora è la sua firma distintiva.</p>
<p>Alimentando questo fuoco artistico, in compagnia di <b>Rock The Town</b> prendiamo il primo aereo e atterriamo in Giappone, più precisamente sull’isola di Naoshima, un vero e proprio museo a cielo aperto dove si mescolano arte, architettura e cultura. Sarà una missione quasi impossibile non rimanerne affascinati.</p>
<p>Non dimentichiamo però che anche il cibo può essere una singolare espressione artistica. E per chiudere in bellezza, certo non manca la sfiziosissima ricetta proposta da Fabio Castiglioni, che nella sfera <b>Oh my Chef! </b>ci guida nella preparazione di una catalana di mazzancolle gourmet. Un piatto da ammirare oltreché assaporare.</p>
<p>Preparatevi dunque ad un nuovo viaggio (più che mai creativo) che vi farà staccare la spina dalla routine e dalla frenesia che scandiscono la nostra quotidianità, perché come sosteneva il memorabile scrittore francese Gustave Flaubert, “<i>La vita è così orribile che la si può sopportare soltanto fuggendola. E lo si fa vivendo nell’arte</i>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Clara Bacchetta</i></b></p>
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		<title>“ Tutti De sica ”: tante vite, un sol uomo</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 19:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/03/Tutti-De-sica_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/03/Tutti-De-sica_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/03/Tutti-De-sica_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/03/Tutti-De-sica_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/03/Tutti-De-sica_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Autobiografia espositiva su Vittorio all'Ara Pacis.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/tutti-de-sica-tante-vite-un-sol-uomo/">“ Tutti De sica ”: tante vite, un sol uomo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Cantante, attore di rivista, di prosa e di cinema, regista e padre. Tutto questa era <strong>Vittorio De Sica</strong>, il nostro primo divo moderno, comparabile alle stelle del firmamento cinematografico internazionale. Tutto questo è illustrato all’<em><strong>Ara Pacis di Roma fino al 28 aprile in una mostra</strong> </em>che approfondisce e presenta le mille sfaccettature dell’uomo Vittorio De Sica. Un&#8217;esposizione fortemente voluta dai tre figli, Emi, Christian e Manuel.</p>
<p>Un percorso multimediale che apre il baule di un archivio prezioso e fino ad oggi mai svelato, come quello personale di <strong>Giuditta Rissone e Emi De Sica</strong>, un fiume di ricordi dal quale, come una continua sorpresa, esce senza sosta quella moltitudine di personaggi con il volto di Vittorio De Sica, in un gioco a cavallo tra realtà e finzione.</p>
<p>A raccontarlo, anzi a raccontarsi, è lo stesso De Sica, in una sorta di monumentale autobiografia espositiva dagli esordi da bambino nelle recite parrocchiali fino agli ultimi lavori e ospitate tv. Costruita attraverso circa 400 scatti tra foto di scena e album di famiglia che lo ritraggono al fianco dei tre figli Manuel, Christian ed Emi e delle due mogli Giuditta Rissone e Maria Mercader.</p>
<p>Il suo classico cappotto pied-de-poule appeso a una stampella, la registrazione di <em>“Parlami d’Amore Mariù”</em> che si alza da un vecchio giradischi, la più famosa bicicletta del cinema, un centinaio di documenti e lettere, articoli, manifesti, grafiche, costumi originali, appunti, oggetti e premi…fino ad arrivare all’<em>Oscar per Ladri di Biciclette</em>, senza trascurare una colonna sonora di cento brani incisi da De Sica stesso.</p>
<p>Una sezione è dedicata al sodalizio artistico tra i più felici della storia del cinema: quello con <strong>Cesare Zavattini</strong>, conosciuto nel 1939, dalla cui penna sono nati <em>Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano</em>. La numerosa raccolta di lettere intercorse negli anni mostra il rapporta di stima, di amicizia e di scambio emotivo, intellettuale e creativo dei due. <em>&#8220;Eravamo diversi per geografia, carattere, formazione culturale, atteggiamento verso la vita e la società, eppure ci siamo intesi&#8221;</em>, scrisse lo sceneggiatore il giorno della morte del &#8220;suo&#8221; regista.</p>
<p>Tutti elementi che svelano come De Sica non sia stato un attore e regista monodimensionale ma, come egli stesso amava dire, <em>«Io sono nato e rinato alla vita artistica almeno cinque volte».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Priscilla Nappi</em></strong>)</p>
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		<title>“La moda passa, lo stile resta” &#8211; Stile in forward</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 09:52:36 +0000</pubDate>
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<p>In questo ultimo weekend “modaiolo” di febbraio e durante tutto il mese di marzo, sarà dato dunque ampio spazio al fashion e alle sue novità per la primavera ormai alle porte. Saranno presentate le tendenze in fatto di outfit, accessori e gioielli, sarà data voce ad alcuni dei principali protagonisti del fashion-system, tra cui <strong>Elio Fiorucci</strong>, che spiega, tra le altre cose, di come sia riuscito <em>“a cavalcare l&#8217;onda delle tendenze per quattro decadi e a creare una vera e propria rivoluzione del costume degli anni 70&#8230;”</em> E dal momento che moda, design e arte vanno sempre più spesso a braccetto, impossibile non ricordare alcuni degli appuntamenti più interessanti della prossima stagione artistica: ecco dunque la personale fotografica di <strong>Robert Doisneau</strong>, in programma a Milano, e <strong>l’esposizione degli italiani “parigini”</strong>, artisti del Belpaese che negli anni dell’Impressionismo francese hanno saputo conquistare il successo in una città già in grandissimo fermento culturale e artistico.</p>
<p>Un posto di spicco nel panorama gastronomico di Gilt (e non solo, ovviamente) se l&#8217;è aggiudicato <strong>Antonino Cannavacciuolo</strong>, chef stellato di origini partenopee, che sulle nostre pagine si racconta; come si racconta la scrittrice siciliana <strong>Giuseppina Torregrossa</strong>, che nei suoi libri parla di donne e alle donne.<br />
Ampio spazio è dato anche a importanti manifestazioni, quali <strong><em>“Milano Unica”</em></strong>, la vetrina che ospita le eccellenze del settore tessile, <strong><em>“Milano AutoClassica”</em></strong>, il Salone del veicolo d’epoca che vedrà in mostra le migliori auto sportive e classiche d’annata, il <strong><em>“Salone del Mobile”</em></strong>, che a inizio aprile animerà le vie del capoluogo lombardo con un&#8217;edizione tutta dedicata a <em>“Milano, il mondo che abiteremo”</em>.</p>
<p>Sguardo rivolto alle passerelle milanesi, dunque, e a Los Angeles, che già si prepara alla <strong><em>“notte degli Oscar”</em></strong>.</p>
<p>Look forward&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di<strong><em> Silvia Tironi</em></strong>)</p>
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		<title>Il bacio di Doisneau in mostra a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 15:46:39 +0000</pubDate>
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<em>“Per tutta la vita mi sono divertito, ho fatto il mio piccolo teatro”, </em>amava ripetere <strong>Robert Doisneau</strong>, fotografo francese di straordinario talento, esponente della cosiddetta<em> “fotografia umanista”</em>, pioniere del fotogiornalismo insieme a Henri Cartier-Bresson. Divenuto famoso per il celebre scatto <strong><em>“Bacio all&#8217;Hotel del Ville”</em></strong>, in cui immortale due giovani che si baciano appassionatamente in mezzo alla strada, Doisneau ha legato la sua arte alla sua Parigi. Quella città che con le sue vie del centro, i vicoli e la sua periferia, i suoi angoli più nascosti e al tempo stesso curiosi, lo ha sempre considerato come figlio suo, gli ha regalato spunti per la sua arte, materiale “umano”per i suoi scatti.<br />
Scatti che ora Milano è pronta ad accogliere nella <strong>mostra </strong>dal titolo<strong> <em>&#8220;Paris en liberté&#8221;</em></strong>, che sarà allestita dal<strong> 20 febbraio</strong> al<strong> 5 marzo</strong> presso lo<strong> Spazio Oberdan </strong>in viale Vittorio Veneto, 2. Nell&#8217;esposizione sono esposte oltre <strong>200 fotografie originali, scattate da Doisneau (1912-1994) nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991</strong>.<br />
Il percorso espositivo, organizzato per aree tematiche, ripercorre i soggetti a lui più cari, e conduce il visitatore in una emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della capitale francese. I soggetti prediletti delle fotografie di Doisneau in bianco e nero sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.<br />
Quella che Doisneau ha tramandato ai posteri è <em>l’immagine della Parigi più vera</em>, ormai scomparsa e fissata solo nell’immaginario collettivo; è quella <em>dei bistrot, dei clochard,</em> delle antiche professioni; quella <em>dei mercati di Les Halles, dei caffè esistenzialisti di Saint Germain des Prés,</em> punto d’incontro per intellettuali, artisti, musicisti, attori.<br />
In mostra si possono ammirare alcuni dei suoi capolavori più famosi, tra cui il Bacio dell’Hotel de Ville, divenuta l’icona più riconoscibile della sua arte. La foto, scattata nel 1950, ritrae una coppia di ragazzi che si bacia davanti al municipio di Parigi mentre, attorno a loro, la gente cammina veloce e distratta. L’opera, per lungo tempo identificata come un simbolo della capacità della fotografia di fermare l’attimo, non è stata scattata per caso: Doisneau, infatti, stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana Life, e chiese ai due giovani di posare per lui.<br />
La mostra giunge allo Spazio Oberdan di Milano, dopo essere stata presentata a Parigi all’Hotel de Ville, in Giappone al Mitsukoshi di Tokyo e all’Isetan Museum di Kyoto e a Roma, al Palazzo delle Esposizioni. Durante tutto il periodo di apertura, l’esposizione sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali dedicati a Parigi e alla fotografia, a partire da una inedita rassegna cinematografica a cura della Fondazione Cineteca Italiana e altri incontri culturali. Il programma vede la proiezione di alcuni capolavori firmati da grandi maestri della settima arte, in cui la capitale francese è protagonista assoluta. Si andrà dalla Parigi stravagante di Zazie nel metro (L. Malle) a quella romantica di Ninotchka (E. Lubitsch), dalle atmosfere cupe, già prebelliche, di Albergo Nord a quelle dell’amore tragico di Mentre Parigi dorme (entrambi di Marcel Carné), dagli ambienti eleganti e raffinati di Cenerentola a Parigi (S. Donen) e Miss Europa (A. Genina), ai quartieri equivoci di Questa è la mia vita (J.-L. Godard) e Perfidia (R. Bresson), dal mondo piccolo borghese de I 400 colpi (F. Truffaut) al sottobosco di una malavita balorda ma irresistibile di Fino all’ultimo respiro (J.-L. Godard).<br />
&nbsp;<br />
<em><strong>ROBERT DOISNEAU. Paris en liberté</strong></em><br />
Milano, Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2)<br />
20 febbraio &#8211; 5 maggio 2013<br />
martedì e giovedì h 10 – 22; mercoledì, venerdì, sabato, domenica h 10 –19.30; lunedì chiuso<br />
Provincia di Milano/Spazio Oberdan, tel. 02 7740.6302/6381<br />
<a href="www.provincia.milano.it/cultura">www.provincia.milano.it/cultura</a></p>
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