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	<title>Fuorisalone 2019 &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Moroso: tra linee minimal e emozioni d’Africa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 08:55:16 +0000</pubDate>
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<h3>Moroso e lo stand firmato da Patricia Urquiola</h3>
<p><b>Patricia Urquiola</b>, designer spagnola, progetta lo stand di Moroso, proiettandolo verso una ricerca di semplicità formale. Riesce a creare un collegamento tra arte e architettura attraverso giochi di linee, luci e colori. È la <b>bidimensionalità </b>la caratteristica principale del complesso. Ciò si realizza anche grazie al <b>colore</b> – tre tonalità: terracotta e due grigi azzurrati dalle nuances più chiare e più scure – proiezioni geometriche, luci e sensazioni.</p>
<p>Vi è un <b>contrasto</b> tra i piani cromatici e asimmetrici, così da creare una <b>varietà di movimenti visuali</b> in cui ogni spazio compositivo è collegato all’altro. Allo stesso tempo, il colore sulla tela produce delle visioni fotografiche. I materiali espositivi scelti sono il telaio e la tela per la loro valenza pittorica: hanno il chiaro intento di richiamarsi all’artista cubana <b>Carmen Herrera</b>. La palette cromatica riproduce ambienti freschi e primaverili, rassicuranti e contemporanei.</p>
<p>La pianta rettangolare è composta da un unico ingresso e un’unica uscita. Al suo interno, sette pedane, sollevate di 60 cm da terra, creano sette still-life. Ciascuna pedana riproduce una stanza, in cui <b>linee geometriche e contrapposizione netta dei colori</b> fanno da sfondo alle forme degli imbottiti e delle sedute. Al centro, una piazza, una vera e propria agorà, dove il pubblico può sedersi e godere della varietà di movimenti, ritmi e tensioni spaziali.</p>
<h3>Il vero protagonista dell’ambientazione living di Moroso: il nuovo divano Gogan</h3>
<p>Firmato sempre da Patricia Urquiola, con il <b>divano</b> <b>Gogan</b> il brand Moroso vuole sottolineare come l’equilibrio tra gli elementi sia dato dalla forma non troppo regolare: si utilizzano forme leggere ma che all’apparenza dovrebbero essere pesanti. L’ispirazione deriva dai sassi giapponesi tradizionalmente usati sugli argini di fiumi e laghi, che hanno l’utilità di essere sia da protezione degli argini, che di utilizzo estetico sulle rive.</p>
<h3>Sistemi modulari, tradizione artigianale, know-how del materiale: lo stand elegante, minimale e poliedrico di Moroso</h3>
<p>Riproposto anche quest’anno il <b>sistema modulare Josh</b>, realizzato da <b>Edward van Vliet</b> per Moroso. Per la zona dining si propongono vari tavoli da pranzo, come <b>Il Naturale</b> di <b>Heinz Glatzl</b> e <b>Joachim Mayr</b> in collaborazione con <b>Schotten &amp; Hansen</b>. Lavorazione artigianale del legno e sapienza del trattamento del materiale sono le caratteristiche principali di questo oggetto d’arredamento. Anche le sedute della collezione <b>Armada </b>della coppia <b>Doshi &amp; Levien</b> prendono posto sulla pedana, e quest’anno si aggiunge al loro fianco il divano come nuovo componente.</p>
<p>La collezione <b>Mathilda</b> di <b>Patricia Urquiola</b>, le cui sedute sono caratterizzate da una fascia colorata che collega tra loro gli elementi strutturali, viene riproposta assieme ad un tavolo interamente in legno, caratterizzato da due gambe a cavalletto che sostengono il piano. Sulla stessa pedana trovano spazio le nuove sedie, che vanno ad arricchire la famiglia di prodotti <b>Klara</b>. Altre due pedane sono dedicate alla presentazione di nuove collezioni.</p>
<p>Nella prima, il divano <b>Heartbreaker</b> di <b>Johannes Torpe</b>, immediatamente riconoscibile per il dettaglio del bracciolo a forma di “mezzo cuore”, che si ricompone giocosamente nelle combinazioni di divani affiancati. Infine, esposta una famiglia di sedute, <b>Precious</b>, esempio di equilibrio tra pulizia formale e grazia estetica. Nella seconda pedana viene esposta, in tutta la sua completezza, eleganza e poliedricità, la collezione <b>Yumi</b> di <b>Bendtsen Design Associates</b>, composta da sedie, poltroncine, poltrone, e tavoli e tavolini.</p>
<h3>M’Afrique collection: al Fuorisalone dieci anni di prodotti artigianali firmati dai più grandi designer internazionali</h3>
<p>Nasceva dieci anni fa <b>M’Afrique collection</b>, con una ventina di prodotti. L’<b>Africa</b>, luogo da sempre caro a <b>Patrizia Moroso</b>, che descrive così l’emozione alla base di tutto il progetto: “Per me l’Africa è uno struggente sentimento. È un luogo profondo dell’anima e dell’emozione. Tutto quello che viene da quel luogo è vitale e carico di infinita bellezza.  (…) Con l’Africa non riesco a essere razionale: è una terra che amo incondizionatamente”.</p>
<p>Realizzata in Senegal nell’Atelier <b>M’Afrique</b>, a cura di<b> Abdou Salam Gaye</b>, la collezione è disegnata da <b>Tord Boontje, Ayse Birsel e Bibi Seck, Marc Thorpe, Patricia Urquiola, Federica Capitani, Concetta Giannangeli, David Weeks, Martino Gamper, Sebastian Herkner</b>. Quest’anno si aggiungono <b>Ron Arad, </b>l’artista-designer che da sempre collabora con Moroso e che per la prima volta entra in <b>M’Afrique</b> con <b>“The Modou Collection”</b>;<b> Antonino Sciortino, </b>artista-scultore palermitano, con le sedute e i tavoli <b>Dancers</b>, in omaggio al suo passato di ballerino; infine, <b>Gala Fernández</b>, artista illustratrice e grafica spagnola, con le sedute <b>Griot</b>, dedicate all’Africa magica e spirituale.</p>
<p><b>M’Afrique Detached – 10 Years After, </b>progettato da <b>Marco Viola</b>, è il nome dell’evento di Moroso in via Pontaccio pensato per il Fuorisalone 2019 e nato per celebrare i dieci anni di vita della collezione. L’allestimento si è avvalso della cornice visiva della fotografia di <b>Alessandro Paderni</b>, che racconta un’Africa esplosiva, colorata e struggente, catturata in suo recente viaggio di reportage. Insieme ai pezzi storici e recenti della collezione M’Afrique, hanno fatto ritorno le opere di famosi artisti internazionali, <b>Soly Cissé,</b> <b>Fathi Hassan</b>,<b> Boubacar Touré Mandémory</b>, che con il loro talento visionario hanno raccontato l’Africa.</p>
<p>Moroso, ancora una volta, si pone come un viaggio di scoperta affascinante e emozionante nel mondo del design italiano e internazionale: non solo comfort e semplicità degli spazi, ma sapienza e conoscenza delle materie prime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Ilaria Nassa</i></b></p>
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		<title>Marni Moon Walk: la passeggiata di design sulla Luna di Marni</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 11:39:43 +0000</pubDate>
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<h3>Il Ritorno al (design) Futuro di Marni</h3>
<p>Voglia di proiettarsi al <b>futuro</b>, di esplorare lo <b>spazio</b>, di conoscere <b>realtà aliene</b>. Questo è l’universo creativo di <b>Marni</b> in via Umbria 42. A renderlo “spaziale” i <b>prodotti inediti</b> realizzati con materiali mai utilizzati prima. Ciascuno di essi è frutto della lavorazione manuale di artigiani colombiani che collaborano con Marni da lungo tempo.</p>
<p>Dai tavolini circolari in legno e metallo rivestiti in formica colorata che sembrano astronavi, agli oggetti di design che si rivelano alieni tribali. Dai coffee table in lamina di metallo dipinti a mano con fattezze di animale, alle panche e gli sgabelli in legno e cavallino di ispirazione primitiva e totemica.</p>
<p>E ancora, cuscini e tappeti colorati in lana e fibra naturale, oltre ad una speciale collezione di bicchieri e bottiglie in vetro soffiato in onore del colore. Immancabili, infine, gli oggetti d’arredo in metallo e PVC colorato, quest’anno sotto forma di divanetti, sedie a dondolo e chaise longue.</p>
<h3>Un viaggio che va oltre la contemplazione</h3>
<p>Non si limita ad essere affascinante il <b>Marni Moon Walk</b>, ma fa anche del bene: infatti sostiene la <b>Fondazione OTB</b> per l’infanzia. Parte del ricavato dalle vendite dei prodotti finanzierà il <b>progetto “Future Brain”</b> (<a href="http://www.progettoheal.com/">www.progettoheal.com</a>) dell’Associazione Heal Onlus a sostegno dei bambini ricoverati nel reparto di neuro-oncologia pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.</p>
<p>Per la prima volta quest’anno, una selezione di articoli presenti nel Salone di Marni sarà in vendita online su <a href="http://www.luisaviaroma.com/">www.luisaviaroma.com</a> e nello store di <b>Luisa Via Roma</b> a Firenze a partire dalla settimana successiva al Salone del Mobile. I prodotti saranno inoltre disponibili anche durante Pitti Immagine Uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Sara Baschirotto</i></b></p>
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		<title>Monforte Space by Foscarini</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 08:34:57 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/monforte-space-by-foscarini-alla-mdw-2019/">Monforte Space by Foscarini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Foscarini-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Foscarini" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Foscarini-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Foscarini-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Foscarini-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Foscarini-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Foscarini inaugura, in occasione del Salone del Mobile di Milano, il nuovo showroom in Corso Monforte, la rinominata Lighting Road</h3>
<p><b>Foscarini, Headquarter nella Lighting Road</b></p>
<p><b>Foscarini</b>, uno dei marchi-simbolo della luce italiana nel mondo, è sempre più nel cuore di Milano. Il brand è oggi molto attento a dare rilievo al concetto di <b>Made in Italy</b>, avvicinando ulteriormente il consumatore finale alla community degli artigiani/progettisti; da qui la scelta da parte di <b>Carlo</b> <b>Urbinati</b>, Presidente di Foscarini, di aprire lo showroom in una delle vie più strategiche per le aziende di design, la rinominata <strong>L</strong><b>ighting Road</b>.</p>
<h3>Lo showroom Foscarini ideato da Ferruccio Laviani<b><br />
</b></h3>
<p>Presso <b>Spazio Monforte</b>, l’architettura nel complesso è stata riorganizzata con l’obiettivo di far emergere un design semplice, lasciando i prodotti liberi di esprimersi ed essere compresi. Lo showroom ideato da <b>Ferruccio Laviani </b>è suddiviso su due piani multifunzionali, poiché è sia uno spazio espositivo, sia un luogo d’incontro per clienti e professionisti.</p>
<h3>MYLIGHT il nuovo progetto firmato Foscarini</h3>
<p><b>Foscarini</b> accoglierà alla 30esima edizione della biennale <b>Euroluce</b>, il Salone Internazionale dell&#8217;Illuminazione presso il Salone del Mobile, le molteplici novità del brand, che saranno proposte al pubblico in uno spazio di grande presenza scenica curato dall’architetto <b>Ferruccio Laviani</b>. Uno dei dieci progetti che verranno presentati è <b>Mylight</b>, sistema intelligente che unisce la tecnologia di oggi al design inconfondibile firmato Foscarini.</p>
<p>Questo progetto in particolar modo, racconta la piena essenza dell’anima di Foscarini, azienda che mira a sviluppare progetti coerenti con l’identità del marchio e in sintonia con quella che <b>Carlo Urbinati</b> chiama la <b>Foscarinitudine</b>, un mix di creatività e magia che parla prima al cuore e poi al cervello.</p>
<p>Lo showroom, insieme ai pezzi iconici dell’azienda, presenterà anche tutte le novità esposte in fiera. Il design si sa è una questione di scelte, e noi per questa <b>Design Week 2019</b> vogliamo essere contagiati dalla Foscaritudine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Simona Cambareri </i></b></p>
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		<title>Life in Vogue 2019</title>
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<p><b>Vogue</b>, la Bibbia di tutte le fashion victim, nel corso della <b>Milano Design Week 2019</b> ha dato ai visitatori la possibilità di accedere alla redazione di <b>Vogue Italia</b> per scoprire cosa si cela all’interno. Stiamo parlando di un mondo magico, da sogno, con file di scarpe perfettamente ordinate in scala cromatica, accessori preziosi, abiti provenienti dalle più sognate passerelle.</p>
<p>Il progetto <b>Life in Vogue</b>, come spiega il Direttore di Vogue Italia, <b>Emanuele Farneti</b>, si fa portavoce del concetto della partnership tra la moda e il design. Due mondi che sono più vicini di quanto si possa pensare. L’idea è stata quella di <b>reinterpretare gli spazi della redazione</b> dando voce ad otto creativi di fama internazionale, che si sono messi in gioco al fine di portare in auge il legame moda-design.</p>
<h3>Life in Vogue: i designers</h3>
<h3>Jonathan Anderson / Ufficio</h3>
<p>Proprietario di un brand, Jw Anderson, e direttore creativo di Loewe, <b>Jonathan Anderson </b>ha voluto inserire nel suo progetto per l’ufficio gli elementi ricorrenti nel suo brand. Tendenze d’ispirazione inglese si uniscono ad una modernità tale da rendere possibile uno stacco tra passato e presente. In particolar modo, la sua attenzione si focalizza sull’armadio aumbry Henry VII. Anderson elimina dalla sua trasformazione tutto ciò che veniva ampiamente utilizzato nelle età signorili.</p>
<h3>David Nicolas / Ufficio del Direttore</h3>
<p>Una delle stanze più importanti, se non la più importante, è stata ispirazione per il lavoro del duo di designers beirutiani <b>David Raffoul</b> e <b>Nicolas Moussallem</b>. Occupandosi sia di interni di lusso che di design dell’arredamento, riescono ad offrire un servizio made-to-measure con lo scopo di soddisfare il committente al 100%. Sono stati in grado di cogliere il mood aziendale italiano, e la risposta l’hanno trovata in uno stile classico ed elegante, contraddistinto da tonalità calde provenienti dai colori della terra, pensando anche alla loro cara Beirut, che rendono l’atmosfera più leggera e rilassante.</p>
<h3>Rafael de Cardenas &#8211; Architecture at l’arte / Ufficio</h3>
<p><b>RDC/AAL</b> (acronimo del nome del designer) oltre ad occuparsi di design di oggetti, fornisce consulenze artistiche e opera nel settore della realizzazione di interni residenziali. Non è facile tradurre il messaggio che l’artista vuole lanciare. Si tratta di un pensiero al limite dell’onirico, dove la mente è proiettata verso il futuro ma al contempo pondera tutte le sfumature del momento. Riflettiamo, facendo fede alla sua frase: “Piú capiamo, meno appare la nostra fisicità”.</p>
<h3>Ana Kras / Ufficio del Direttore Creativo</h3>
<p>Serba trapiantata a New York, <b>Ana Kras</b> non dimentica i ricordi della sua infanzia, di quando si recava nella tipografia familiare per creare modellini in carta. Quest’ufficio, dove il colore predominante è il grigio, le riporta alla mente i vecchi mobili che avevano i suoi genitori, e per la sua riproduzione si è avvalsa di tutti i mezzi che abitualmente utilizza per esprimere la sua arte (disegni, oggetti vari d’arredo, dipinti).</p>
<h3>Massimiliano Locatelli / Sala Riunioni</h3>
<p>Un omaggio alla multietnicità è quello su cui la <b>Locatelli Partners</b> ha puntato. L’idea di voler portare all’interno dello spazio il Castello e il Parco si è rivelata un’ottima scelta, perfetta per il <i>dejeuner sur l’herbe </i>, ovvero le declinazioni di verde pensate per la Sala Riunioni.</p>
<h3>Pierre Marie / Pattern corridoio e Talent Room</h3>
<p>Uno stile pop, eccentrico e colorato, quello di <b>Pierre Marie</b>, l’eterno bambino appassionato dal mondo Disney. Il corridoio è una delle zone a cui difficilmente viene prestata attenzione, ma in questo caso sarà difficile restare impassibili davanti ad ornamenti importanti come quelli proposti da Marie. La Talent Room è stata tinta invece di un giallo solare, che ispira al solo ingresso. Per l’occasione Pierre Marie ha creato una firma ad hoc: due razzi futuristici e una vetrata in grado di affievolire, colorandola, la luce proveniente da Piazza Cadorna.</p>
<h3>Storagemilano / Ufficio attualità</h3>
<p>Ghidoni, Donati e Pasini sono gli architetti fondatori di<b> Storage</b>, e basano il loro lavoro sulla ricerca di un’estetica pulita e chiara. “The golden love” è il titolo che hanno dato al progetto pensato per Life in Vogue; un richiamo all’eleganza che dovrebbe regnare in tutte le professioni, che evidenzia due aspetti contrapposti quali simmetria e disordine. Come dire, gli opposti si attraggono.</p>
<h3>Studio Proba / Break Room per San Carlo</h3>
<p><b>San Carlo</b>, celebre marchio produttore di deliziosi snacks, per reinterpretare la Break Room della redazione di Vogue Italia si affida al newyorkese <b>Studio Proba</b>, famoso per i suoi lavori di alto livello nel graphic design. Il risultato? Pareti dai colori brillanti e patatine San Carlo come spezzafame, rigorosamente avvolte da un packaging in limited edition!</p>
<p>Life in Vogue è un progetto che ha visto protagonisti anche svariati partners: Nemo Lighting, Alcantara, Guerlain, San Carlo, Lavazza, Molinari, Cantine Riunite &amp; Civ, Baxter, Caparol Icons e Texture.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>Luisa Beccaria e la sua Home Collection d&#8217;ispirazione bucolica</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 10:44:07 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Luisa-Beccaria-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Luisa Beccaria" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Luisa-Beccaria-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Luisa-Beccaria-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Luisa-Beccaria-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Luisa-Beccaria-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Da due anni <b>Luisa Beccaria</b> non si accontenta di proporre al mondo del fashion system soltanto collezioni di abbigliamento, bensì ha deciso di dedicarsi anche alla sfera dell’home design. Visto il successo riscontrato dalla scorsa Home Collection, creata per il noto e-commerce di lusso <b>Moda Operandi</b>, quest’anno ha presentato la nuova capsule <b>Enchanted Garden</b>.</p>
<p>La location presso cui si è svolta la presentazione è lo store di Matches, in Carlos Place a Londra, città cara alla stilista milanese, dove inoltre è stata lanciata la prevendita della stessa. In occasione del Fuorisalone e della Milano Design Week 2019, alla quale prende parte per il secondo anno, si è potuta ammirare (ed acquistare) la capsule nel cristallino flagship store di Via Formentini 1.</p>
<h3>Enchanted Garden: la collezione firmata Luisa Beccaria</h3>
<p>Già dal nome ci si può fare un’idea in merito al tema utilizzato, un giardino fiabesco che si traduce in ogni pezzo realizzato. L’amore che Luisa Beccaria nutre per la<b> natura</b> è espresso negli abiti, e ora viene trasferito anche sugli oggetti della nuova linea dedicata all’arredo. I <b>fiori</b> sono il pattern principale per i piatti, che vengono declinati in nuances come l’azzurro, il pervinca, il giallo ambra e l’immancabile rosa, con sfumature tendenti al lilla.</p>
<p>Un pò come i pittori en plein air, Luisa e Lucilla (la figlia) Beccaria hanno voluto cogliere ogni sfumatura che la natura riserva, creando un’armonia ed un equilibrio cromatico difficili da spiegare. Non c’è un colore che sovrasta l’altro.</p>
<h3>La famiglia Beccaria e la passione per l’arte culinaria</h3>
<p>L’<b>arte culinaria</b>, specie quella della <b>tradizione siciliana</b>, è un’altra delle passioni della famiglia Beccaria, accresciuta forse dalle origini dell’aristocratico marito siciliano, tanto che i figli hanno aperto un delizioso bistrot a Milano, <b>Lu Bar</b>, caratterizzato da dettagli tipicamente siculi, come i meravigliosi agrumi che donano un tocco di freschezza all’ambiente, e il menù, dove i piatti vengono proposti con il loro nome tradizionale.</p>
<p>All’interno della Enchanted Garden firmata Luisa Beccaria non mancano, inoltre, americane, tovaglie e tovaglioli, talmente morbidi che al tatto sembra di accarezzare il dolce volto di un neonato. I materiali scelti spaziano dal <b>lino</b> all’<b>organza</b>, sino alla <b>mussola</b>, che grazie alla sua trama notevolmente rada si presta alla perfezione per questo tipo di lavori. Immancabili, per restare fedele alla Sicilia, i <b>dettagli in pizzo</b>, che rendono il tutto ancora più chic.</p>
<p>Una collezione in grado di farci vivere emozioni, un inno alla tradizione e alla femminilità, a quel romanticismo che vorremmo non finisse mai di circondarci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>Salone del Mobile 2019: lo Spazio secondo Diesel Living</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 10:43:14 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/salone-del-mobile-2019-lo-spazio-secondo-diesel-living/">Salone del Mobile 2019: lo Spazio secondo Diesel Living</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Il Buco nero esiste! In concomitanza con una della scoperte più importanti degli ultimi tempi, <b>Diesel</b>, per il <b>Salone del Mobile 2019</b>, presenta <b>Work in Progress</b>. Un lavoro in continuo mutamento, quello di <b>Diesel Living</b>, come l’inarrestabile Universo. Un’impalcatura incompleta accompagna lo spettatore in questo viaggio nello <b>Spazio</b> (e in tutti i suoi significati) firmato Diesel.</p>
<p>Diesel Living volge lo sguardo sia al passato che al futuro. Le collaborazioni con <b>Moroso, Foscarini, Scavolini, Iris, Seletti, Berti e Mirabello Carrara</b> confermate, riproposte e rinnovate. Classici che parlano una nuova lingua universale e nuove offerte che si aggiungono all’equipe del viaggio spaziale intrapreso da Diesel. A festeggiare i 10 anni di sostegno con <b>Moroso</b>, un nuovo <b>Nebula Nine</b> in versione più casual: <b>Nebula Light</b>, dal materiale più aerodinamico.</p>
<h3>AeroZeppelin: il nuovo divano con Moroso</h3>
<p>Appena arruolato in squadra invece il nuovo <b>AeroZeppelin</b>: informale e modulare, rende la seduta versatile, a seconda delle proprie esigenze e dei propri spazi. Il divano si presenta come una piattaforma in cui i cuscini posteriori si possono ruotare e posizionare verticalmente o orizzontalmente. Composto da un sistema di moduli di diverse dimensioni: 100&#215;100 cm, 200&#215;100 cm (che può diventare all’occorrenza un letto) e 250&#215;100 cm. Questi elementi sono a loro volta combinabili, dando vita a ulteriori configurazioni. Dall’aspetto voluminoso, morbido e con cuciture a griglia, dà l’idea di un comfort leggero come un dirigibile in cielo.</p>
<h3>Diesel Living e Foscarini: Nuovi e rinnovati</h3>
<p>Anche l’illuminazione con <b>Foscarini</b> compie 10 anni, e Diesel introduce ufficialmente la sua lampada <b>Wrecking Ball</b>, con la sfera di vetro disponibile in due tonalità. Perfetta per un giro nell’Universo, torna la lampada a LED <b>White Noise</b> a forma di disco volante, ora in versione più piccola. La lampada <b>Fork</b> invece viene riproposta con finiture in cemento, color sabbia o rossetto, e semplificata con una giunzione fissa.</p>
<h3>Cosmic Collection by Seletti</h3>
<p>Come in una navicella spaziale, appena entrati nella struttura incompleta, si viene accolti da questo mix di colori caldi che richiamano <b>Marte</b> e freddi come il blu-nero intenso dell’Universo. Ma non siamo soli: a fluttuare in questo spazio sono gli <b>Starman</b>, prodotti con <b>Seletti</b>. Vestiti a festa, gli Starman si colorano d’oro in occasione del <b>cinquantesimo anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna</b>.</p>
<p>Pronti a conquistare gli altri pianeti, <b>Diesel</b> e <b>Seletti</b> presentano gli altri pianeti del Sistema Solare con <b>Cosmic Collection</b>. La collezione comprende <b>Cosmic Hangers</b>, appendiabiti da parete rotondi e colorati come gli 8 pianeti, proposti anche in versione piatti da portata nella linea <b>Side doesn’t matter</b>. Dove ironizzando con la teoria dei Terrapiattisti, la Terra viene rappresentata dalle due facciate vista dalla Luna.</p>
<h3>Le pavimentazioni di Iris Ceramica e Berti</h3>
<p>A contribuire a questa sensazione di inter galassia sono anche le nuove pavimentazioni create in collaborazione con <b>Iris Ceramica</b>. Cosmic Marble ha l’effetto di un liquido venuto dallo spazio, messo su ceramica, e completato da una superficie in cemento effetto industrializzato. Legno invece per la pavimentazione <b>Shadow</b> di <b>Berti</b>, in tavole di quercia in tinta indico sfumate in due variazioni di colore, <b>Black Shadow</b> e <b>Grey Shadow</b>.</p>
<p>Queste le proposte di Diesel Living, marchio ormai consolidato nel mondo dell’hospitality, che offre una visione aperta al settore immobiliare. Sempre alla ricerca di nuove, piccole e grandi scoperte nella grande galassia dell’arredamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Pamela Romano</i></b></p>
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		<title>Versace Home Collection: super pop d’autore</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 08:52:52 +0000</pubDate>
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<h3>Versace Home: il pop fra passato, presente e futuro</h3>
<p>La casa di Gianni Versace in via Gesù a Milano diviene tempio del pop nei giorni del FuoriSalone. Fino al 14 aprile i suoi spazi ospitano infatti il mondo onirico sospeso fra nostalgia del passato e visioni futuristiche voluto da Donatella Versace per la <b>Home Collection 2019</b>.</p>
<p>La collezione emerge dalle immagini scattate per Versace nel 1994 da <b>Richard Avedon</b>: le super modelle dell’epoca Christy Turlington, Nadja Auermann, Claudia Schiffer, Stephanie Seymour e Cindy Crawford posavano ammantate di tessuti vinilici dalle tonalità intense, verde e fucsia, giallo e rosso. Le stoffe laminate e gli effetti ottici tornano nell’odierno design della casa, dai rivestimenti delle sedie alla testata del letto.</p>
<h3>Sasha Bikoff e Andy Dixon: omaggi e reinvenzioni</h3>
<p>È <b>Sasha Bikoff </b>a guidare la rivoluzione al neon della casa Versace, un progetto tanto poliedrico quanto l’immenso <b>tappeto</b> che ricopre la superficie dell’intera esposizione. Un puzzle di stampe d’archivio e vortici colorati, omaggio all’iconografia storica di Gianni e Donatella. “<i>Versace vive attraverso il colore e le stampe </i>&#8211; ha dichiarato la designer americana &#8211;<i> rompendo gli schemi e generando un senso di appartenenza e glamour, la stessa filosofia che adotto quando decoro gli ambienti. Versace è da sempre una fonte di ispirazione personale</i>.”</p>
<p>Da artista del lusso, anche <b>Andy Dixon </b>non si esime dall’attingere dall’archivio Versace, considerato tempio di ciò che sa unire sofisticato e kitsch. Per Versace Home 2019 il canadese ripropone la <b>camicia</b> della Maison della Medusa da lui già interpretata in versione <b>gigante</b> per la sua mostra “<i>Look at This Stuff Isn&#8217;t It Neat</i>” dello scorso febbraio. Le enormi stampe fluttuano, imponenti e al contempo seriche, fra le stanze di via del Gesù, rimando alla creatività esplosiva ma pur sempre versatile di Versace.</p>
<h3>Must-have di stagione e stampe iconiche</h3>
<p>Il viaggio tra successi del passato e avanguardia futuristica continua nel pezzo di punta della collezione: <b>Pop Medusa</b>, la poltrona in polietilene declinata in colori fluo e pastello. Impossibile farla passare inosservata: oltre alle tonalità ultra-accese, la seduta cattura l’occhio grazie all’enorme testa di medusa in rilievo sullo schienale.</p>
<p>Se la Pop Medusa omaggia il simbolo di Versace, la <b>nuova collezione outdoor</b> riprende un momento iconico nella storia di Versace: la stampa <b>Jungle</b> indossata da <b>Jennifer Lopez</b> su un vestito dalla scollatura vertiginosa ai Grammy Awards del 2000. Ulteriore riprova che per Versace Home moda e interior design formano un legame indissolubile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Martina Faralli</i></b></p>
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		<title>Tesla Design Lounge, quando l’elettrico incontra il design</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 14:09:09 +0000</pubDate>
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<p><b>Tesla</b> è un’azienda leader mondiale nella produzione di veicoli elettrici ad alte prestazioni orientati verso il mercato di massa. In occasione della <b>Milano Design Week</b>, arriva in <b>Piazza Gae Aulenti</b>, epicentro della modernità milanese, il <b>Tesla Design Lounge</b>. Inaugurato mercoledì 10 aprile, sarà visitabile fino a sabato 13.</p>
<p>Il progetto “<b>We have a Green</b>” a cura degli architetti di <b>Radicity</b>, un&#8217;associazione che si occupa di rigenerazione urbana eco-sostenibile, è una rappresentazione verde di una città fantastica. Con l’aiuto di vivai specializzati il team di architetti è stato in grado di creare il perfetto luogo ameno per le macchine elettriche Tesla.</p>
<p>Come sottolinea Emilia Abate di Radicity, “Il progetto per Tesla è la rappresentazione di una città metropolitana ideale, che ha bisogno di verde. I grattacieli si trasformano in polmoni per la città, elementi ricoperti dal verde. Una città che è in linea con l’idea di lifestyle di Tesla e che ha in cielo nuvole verdi, a simboleggiare l’aria pulita che è emessa dall’autovettura elettrica”.</p>
<h3>Progetti green aperti al pubblico</h3>
<p>Il party con musica live per l’inaugurazione del progetto ha coinvolto personaggi provenienti da diversi settori, dalla finanza alla comunicazione. L’esposizione è a <b>ingresso libero</b> e si propone di coinvolgere il pubblico con diversi incontri.</p>
<p>Tra questi, il 10 aprile, insieme al team Tesla, sono intervenuti gli architetti ideatori del progetto. Il 12 aprile, è presente l’architetto dell’energia <b>Saket Sethi</b>. In occasione della celebrazione del green di questi giorni, presenta il progetto architettonico della propria casa di Mumbai, contraddistinta da un rooftop innovativo.</p>
<h3>Tesla, un progetto tra mondanità e modernità</h3>
<p>Un progetto mondano e non solo, che in occasione di questo Fuorisalone 2019 decide di portare avanti un messaggio importante e moderno: la <b>sostenibilità ambientale</b>. Concetto che ormai “la consapevolezza sociale è pronta a recepire, dato l’enorme riscontro sui social media del progetto”, come sostiene Mariagrazia Castiello, del team Radicity.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Rachele Conti</i></b></p>
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		<title>Montblanc: green design ed elogio alla natura</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 12:32:57 +0000</pubDate>
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<p>In scena bellezza, rarità ed origini, il tutto in un<b> giardino</b> allestito nel cuore del design milanese che ricalca sensazioni importanti e regala percezioni quasi dimenticate. Un invito, quello di Montblanc, a riconoscere se stessi a contatto con la <b>natura </b>e le emozioni primordiali.</p>
<h3>Il giardino dell’anima</h3>
<p><b>#Reconnect1858</b> è l’hashtag che apre la <b>Design Week </b>firmata <b>Montblanc</b>. Un invito a osservare scenari incontaminati e rare bellezze, incarnati dall’universo verde intorno a noi. Una fondamentale sinergia uomo-natura che, deteriorandosi con gli anni, ha condotto l’umanità verso il completo disorientamento della frenesia. La campagna Montblanc racconta la storia di due professionisti che, accompagnati dal segnatempo<b> 1858 Geosphere</b>, riscoprono, nel loro itinerario verde, bellezza e armonia che fino a quel momento avevano dimenticato.</p>
<p>Giochi di colore e paesaggi naturali si fondono all’interno di un giardino inaspettato nel cuore di Brera ricco di cinguettii, rumore del vento e luce del sole per dare vita ad una panoramica sensoriale tutta da scoprire. Il <b>focus sul verde</b> e sui suoni naturali, su cui il brand insiste, invita a riflettere sul tempo e su quella parte della nostra vita che dimentica, quasi troppo spesso, di ritagliarsi momenti di benessere.</p>
<h3>Un appuntamento senza tempo</h3>
<p>L’installazione di Montblanc in <b>via Statuto 2</b>, che rimarrà aperta al pubblico da mercoledì 10 a domenica 14 aprile, celebra, oltre alla natura, il protagonista di tutte le creazioni del brand: <b>l’orologio 1858 Geosphere con cinturino “NATO”</b>. Un compagno di viaggio con la C maiuscola, un vero gioiello che si prefigge ambiziosi obiettivi proprio come i veri alpinisti aspirano alle vette più alte.</p>
<p>Un orologio che incarna spirito d’avventura, dinamicità e voglia di esplorare il mondo. Particolarmente interessanti sono i dettagli che accomunano il segnatempo al concept del giardino, dove la <b>combinazione tra alta qualità ed esclusività</b> mette in stretta relazione tutti gli aspetti unici che solo la natura sa donare. L’occasione di riallacciare interconnessioni con il verde è singolare e rappresenta un esclusivo appuntamento con se stessi davvero impossibile da perdere.</p>
<p><b><i>di Eleonora Selvaggini</i></b></p>
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		<title>Armani Casa: dall’Oriente con amore</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 09:00:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Armani-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Armani" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Armani-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Armani-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Armani-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Armani-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Rigore ed estro creativo. Leggerezza e dovizia di particolari. Linee precise e movimenti fluidi. Sono queste e tante altre ancora le impercettibili contraddizioni che <b>Giorgio Armani </b>da sempre mutua dalla cultura orientale. Una commistione di precisione e abbandono sognante che da sempre contraddistingue le sue collezioni couture e prêt-à-porter, e che si insinua sottile anche nelle creazioni di design. Ne è la prova la nuova collezione <b>Armani Casa </b>presentata in occasione del <b>Salone del Mobile 2019</b>. Un viaggio ricchissimo di tappe fatto di sapienza manifatturiera, passione per la perfezione, e tutta la potenza gentile dell’immaginario dell’Estremo Oriente.</p>
<h3>La Casa che si fa Museo (e viceversa)</h3>
<p>Giorgio Armani spezza ancora una volta il confine fra arredamento e arte, mandando in scena (letteralmente) la sua nuova collezione Armani Casa all’<b>Armani/Teatro </b>di via Bergognone. I pezzi emergono dallo spazio nero come da uno schermo, apparizioni eteree la cui leggerezza è sottolineata dagli <b>aquiloni geometrici</b> sospesi sopra ciascuna di esse e che ne riprendono forme e colori. <b>Dall’azzurro al rosso, dal blu all’oro pallido</b>: si cominciano ad intuire le tonalità base della palette di questa collezione, così come diviene chiaro il bisogno di ariosità e di elevazione, di mobili che creano spazio anziché toglierne.</p>
<p>E se si parla di creazione di spazi, non si può non menzionare l’architetto <b>Tadao Ando</b>, progettatore proprio dell’Armani/Teatro e maestro della tridimensionalità tramite luce e materiali. Proprio a lui è dedicata <b><i>The Challenge</i></b>, la prima mostra di architettura ospitata da Armani/Silos. Inaugurata nei giorni del Salone del Mobile 2019, sarà visitabile fino al 28 luglio 2019.</p>
<h3>Anteprima per il Salone: chaise longue <i>Onda</i></h3>
<p>Stilema ricorrente nell’arte pittorica e nelle creazioni tessili orientali, <b>l’onda</b> è l’ispirazione primaria del pezzo che racchiude in sé la poetica dell’intera collezione Armani Casa. Con la sinuosità che ricorda i flutti del mare e la maestria artigianale che traspare dalla seduta in pelle intrecciata e dal bordo in legno massello, la <b>chaise longue </b><b><i>Onda </i></b>diviene simbolo di una bellezza riflessiva, che si tinge dei toni pacati dell’acqua e che non rinuncia ad uno stile immediatamente riconoscibile.</p>
<h3>Tra luci materiche e mobili sospesi</h3>
<p>Le stesse linee essenziali di <i>Onda </i>tornano nei mobili, sofisticati nei materiali tanto quanto spiazzanti per la semplicità delle forme. Il tavolo <b><i>Owen</i></b> bilancia il design basico con l’accesa tonalità rossa laccata effetto stucco, mentre la sua controparte <b><i>Oliver </i></b>in lacca verde scuro metallizzata e ottone chiaro satinato ripropone l’energia evergreen del design geometrico.</p>
<p>Il fil rouge dei colori del mare continua con la scrivania <b><i>Olivia</i></b>, la cui versione small presenta un piano in conchiglia verde maculata e profili d’ottone. Una perfetta combinazione con la libreria <b><i>Onyx</i></b>, la cui struttura in ottone chiaro satinato sembra quasi sospesa. Proprio come sospesi sono i comodini di <b><i>Oris</i></b>, il nuovo letto con base laccata verde scuro metallizzata e testata paravento.</p>
<p>Ad ogni ambiente corrisponde la sua luce. A fare da contrappeso alla leggerezza dei mobili è la lampada da terra <b><i>Nema</i></b>, realizzata in selenite in edizione limitata e dalla forte impronta materica. Ma ci sono anche <b><i>Logo</i></b>, lampada da tavolo ricaricabile, e l’originale <b><i>Oyster</i></b>, un libro in alabastro e metallo che, proprio come un’ostrica, nasconde all’interno un tesoro luminoso.</p>
<h3>Tutto l’Oriente in una stoffa: Armani/Casa Exclusive Textiles by Rubelli</h3>
<p>La collezione Armani Casa 2019 vede anche la collaborazione con <b>Rubelli</b>, azienda di alto artigianato tessile di Venezia che per Re Giorgio ha racchiuso l’Oriente nei suoi tessuti. È nata così la collaborazione <b>Armani/Casa Exclusive Textiles by Rubelli</b>, un ricettacolo di maestria pittorica che traspone l’arte orientale sui tessuti di uso quotidiano. C’è dunque il motivo <i>kimono </i>sul jacquard <b><i>Odaware</i></b>, da declinare nei toni del rosso acceso, verde lime, rosa, lilla, azzurro e nero; c’è <b><i>Okinawa</i></b>, perfetto per il tappeto <i>Oriente</i> con i suoi alberi e colline che rimandano alle iconiche pitture <i>Nanga</i>; e c’è <b><i>Nara</i></b>, uno jacquard a trame lucide che ricorda il <i>tatami </i>delle più classiche abitazioni giapponesi.</p>
<h3>Il design è un gioco per Armani Casa</h3>
<p>Chi crea non può prendersi mai troppo sul serio. Lo sa bene Giorgio Armani, che aggiunge alla sua collezione Armani Casa due <b>giochi</b> intramontabili: il labirinto <b><i>Oracle</i></b>, realizzato in pelle e legno di noce, e il memory <b><i>Oneiros</i></b>. Oltre ad omaggiare la tradizione più classica dei giochi da tavolo, quest’ultimo strizza anche l’occhio alla carriera dello stilista Armani: le 28 coppie di carte che compongono questo set raffigurano infatti da un lato silhouette e disegni dalle collezioni Armani/Privé e Giorgio Armani, e dall’altro la texture ricavata dalla carta da parati Ginza. Un gioco di memoria di rimandi, ma soprattutto un altro asso nella manica all’apparenza inesauribile di Re Giorgio.</p>
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<p><b><i>di Martina Faralli</i></b></p>
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