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	<title>enologia &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>VintageCollection 2009 by Ca’ del Bosco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2013 13:17:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_c2009_ca_del_bosco-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_c2009_ca_del_bosco-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_c2009_ca_del_bosco-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_c2009_ca_del_bosco-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_c2009_ca_del_bosco.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Vintage… abiti vintage, accessori vintage, mobili vintage, automobili e moto vintage… sembra proprio che il “<b>vintage</b>” sia dilagato in qualsiasi settore e, da moda passeggera quale molti l’hanno classificato, sia diventato un vero e proprio <b>modus vivendi a 360°</b>.</p>
<p>Se provaste a digitare questa parola su Wikipedia, la definizione che trovereste sarebbe: “<i>Vintage</i> […] <i>è un attributo che definisce le qualità ed il valore di un oggetto indossato e/o prodotto almeno vent’anni prima del momento attuale, e che può altresì essere riferito a secoli passati senza necessariamente essere circoscritto al Ventunesimo secolo. Gli oggetti definiti vintage sono considerati oggetti di culto per differenti ragioni tra le quali le qualità superiori con cui sono stati prodotti, se confrontati ad altre produzioni precedenti o successive dello stesso manufatto, o per ragioni legate a motivi di cultura o costume. Il vocabolo deriva dal francese antico vendenge (a sua volta derivante dalla parola latina vindēmia) indicante in senso generico i vini d’annata di pregio.</i>” E ancora: “<i>Il termine coniato inizialmente per i vini vendemmiati e prodotti nelle annate migliori, è poi diventato sinonimo dell’espressione d’annata. Successivamente applicato anche per altri oggetti che sarebbe qui riduttivo elencare </i>[…]”.</p>
<p>Ecco quindi spiegato il motivo per cui la <b>Vintage Collection 2009 di Ca’ del Bosco</b> è da considerarsi qualcosa di veramente speciale. Ma spieghiamo meglio di cosa si tratta. La Vintage Collection, trilogia di un millesimo, presentata per la prima volta nell’ottobre dello scorso anno con il millesimo 2008, è la reinterpretazione dei primi tre Franciacorta prodotti da Ca’ del Bosco a metà degli anni Settanta: “<b>Brut</b>”, “<b>Dosage Zéro</b>” e “<b>Satèn</b>”. Oggi come allora, rappresentano il meglio di quanto una terra, la Franciacorta (Erbusco, Brescia) appunto, abbia saputo generare grazie all’abilità dell’uomo.</p>
<p>I <b>Franciacorta Vintage Collection </b>sono il frutto di un’accurata selezione delle uve e di una&nbsp;sapiente vinificazione condotta nel pieno rispetto del <b>Metodo Ca’ del Bosco</b>. Le uve, appena raccolte&nbsp;a mano in piccole cassette, vengono classificate e raffreddate. Ogni grappolo viene selezionato da&nbsp;occhi e mani esperte, per poi beneficiare di esclusive “terme degli acini”: un particolare sistema di&nbsp;lavaggio e idromassaggio dei grappoli, tramite tre vasche di ammollo e un tunnel di asciugatura.</p>
<p>Dopo la pigiatura in assenza di ossigeno, tutti i mosti dei vini base fermentano in piccole botti di&nbsp;rovere. Per ricercare la massima complessità aromatica e potenza espressiva, senza perdere eleganza,&nbsp;l’elevage in botte ha una durata di soli 5 mesi. Una coppia di serbatoi volanti permette il travaso dei&nbsp;vini per gravità, dalle piccole botti ai serbatoi di affinamento. Trascorsi 7 mesi dalla vendemmia si&nbsp;procede alle creazione della cuvée.</p>
<p>Un’altra particolarità della Vintage Collection è la forma della <b>bottiglia</b>. <b>Tradizionale, ma più allungata</b>, per dare ai lieviti una maggiore superficie su cui adagiarsi e meglio esprimersi. Il vino può anticipare così il raggiungimento della perfezione. Il dégorgement avviene in assenza di ossigeno, utilizzando un sistema unico al mondo, ideato e brevettato da Ca’ del Bosco. Questo evita shock ossidativi e ulteriori aggiunte di solfiti, rendendo il prodotto più puro, più gradevole e più longevo.</p>
<p>La <b>Vintage Collection 2009</b> è composta da:</p>
<p><b>Vintage Collection Brut 2009 &#8211; </b>è il risultato di una sapiente unione di 26 vini base di Chardonnay,&nbsp;Pinot Bianco e Pinot Nero che conferiscono al prodotto finito un particolare profilo, ricco e&nbsp;complesso. La maggior percentuale di Pinot Nero gli dona potenza e nobiltà, ulteriormente&nbsp;rafforzate da un lungo affinamento in bottiglia.</p>
<p><b>Vintage Collection Dosage Zéro 2009 &#8211; </b>è la ricercata unione di 25 vini base di Chardonnay, Pinot&nbsp;Bianco e Pinot Nero che gli conferiscono un particolare profilo, puro e sincero, frutto della migliore&nbsp;espressione del <i>terroir </i>e dell’uomo che ne ha intuito il carattere e le potenzialità.</p>
<p><b>Vintage Collection Satèn 2009 &#8211; </b>è il frutto dell’assemblaggio di 18 vini base di Chardonnay e Pinot&nbsp;Bianco. L’aggiunta di zuccheri al tirage in quantità minore rispetto agli altri Franciacorta gli dona&nbsp;cremosità, un particolare ed elegante profilo e una raffinata morbidezza.</p>
<p>Che dire… è ora di brindare!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Daniela Lozza</i></b></p>
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		<title>Bere a Merano WineFestival&#8230;fa del bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 20:44:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Bere-a-Merano…fa-del-bene_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>In alto i calici. In onore delle popolazioni vittime dei terremoti di L&#8217;Aquila ed Emilia Romagna. Sarà&nbsp; una<strong><em> &#8216;charity edition&#8217;</em> </strong>quella del <strong>Merano WineFestival</strong> in programma <em>dal 9 al 12 novembre</em>; un&#8217;edizione che, giunta al suo<em><strong> 21° anno di età</strong></em>, sarà ricordata per il prestigioso calendario di degustazioni che propone terroirs e annate d’eccezione tutti destinati alla beneficenza.</p>
<p>Molte le novità, svariate le conferme. Prima grande new entry è senza dubbio <strong>Ian Domenico D’Agata</strong>, responsabile per l’Italia dell<em><strong>’International Wine Cellar di Stephen Tanzer</strong></em>, redattore per Le Figaro e Regional Chairman per Decanter WWA, che da quest&#8217;anno coordinerà le degustazioni&nbsp; per la manifestazione; accanto a lui ci sarà l’esuberante Luca Gardini, a soli 31 anni&nbsp; il migliore sommelier d’Italia, d’Europa e del mondo. A lui spetterà guidare una doppia straordinaria “verticale”: quella di <strong>Masseto</strong>, nelle annate 1995 – 1998 – 2001 – 2002 – 2006 – 2007 – 2008 – 2009 e quella del<strong> Barolo Monprivato di Mascarello Giuseppe e Figlio</strong> del 1985, 1989, 1996, 2001 e 2004.<br />
Uno dei vini più quotati al mondo, solo sette ettari di vitigno in una collina che, grazie alle particolari condizioni climatiche, ha permesso al Merlot di esprimersi in tutta la sua forza, il terroir del Masseto <em>(“Masseto Alto”, “Masseto Centrale”, “Masseto Junior”),</em> si compone di un mosaico tanto complesso quanto le ricche sfaccettature che riflette nel vino. Il <strong><em>Barolo dei Mascarello</em></strong> è invece legato più alla tradizione, con un connubio perfetto tra austera classicità e altissima qualità.</p>
<p>A “sfidare” la verticale di Masseto sarà la prima mondiale di quella <strong>dell&#8217;Amarone Romano Dal Forno</strong>, proposto nelle annate 1990 – 1993 – 1996 – 2000 &#8211; 2003. Presenzierà alla degustazione lo stesso re della <strong>Valpolicella</strong> (Dal Forno, ndr), per raccontare cinque annate di un vero e proprio nettare: da 100 chili di uva si ottengono infatti solo 15 litri di Amarone.<br />
Prima italiana assoluta anche per i <strong>Riesling provenienti dai Grand Cru Rangen</strong> (suolo vulcanico tra i 330-480 metri s.l.m., viene considerato come il sito migliore d’Alsazia per il vitigno) <strong>e Brand</strong> (produce in biodinamica vini da uve biologiche ricercati da collezionisti di tutto il mondo) di Francia e Germania. La degustazione prevede una comparativa tra i due Riesling nelle annate 1988 –<br />
1989 – 1990 – 1994 – 2001 – 2005 – 2008 e sarà co-guidata da <strong>Ian D’Agata, Panos Kakaviatos</strong> (giornalista di Decanter, ndr) e <strong>Olivier Zind Humbrecht</strong> (proprietario del marchio, ndr).<br />
Eccezionale la degustazione delle sette annate 1959 – 1964 – 1971 – 1990 – 1996 – 2001 – 2010 di <strong>Berncastler Doctor Rieslin Auslese</strong> dell’azienda<em><strong> Weingut Wi. Dr. H. Thanisch</strong> </em>(Germania), considerato uno dei dieci Crus più importanti nel mondo: solo 3,26 ettari tra i più costosi, insieme a Montrachet, Romanée-Conti e pochissimi altri ancora. Alla degustazione prenderanno parte D’Agata, la giornalista esperta enologa, <strong>Janna Rjipma</strong> e la proprietaria dell&#8217;azienda vinicola, <strong>Barbara Rundquist-Muller</strong>.</p>
<p>Sarà guidata invece da <strong>Panos Kaviakanos</strong> (giornalista Decanter) e dall&#8217;immancabile padrone di casa la degustazione di <strong>Charnes-Chambertin e Mazoyéres-Chambertin Grand Crus,</strong> verticale comparativa 2009, 2008, 2007, 2006, 2005 della <strong>Domaine Taupenot-Merme</strong>. Situati nel cuore del terroir prestigioso della Borgogna, questi vini affondano le loro radici a Morey Saint Denis.<br />
Appannaggio della Cantina di San Michele Appiano sarà la degustazione di<strong> Sauvignon St. Valentin</strong>, da 25 anni una grande star nel panorama dei vini bianchi. Dal 1977 il cantiniere responsabile è<strong> Hans Terzer</strong>, già nominato Winemaker dell’anno, creatore di un vino che si posiziona nell’élite enologica mondiale.</p>
<p>Degna di particolare nota la verticale guidata da<strong> Helmuth Köcher</strong> in persona, che ci accompagnerà in sei tra le annate più quotate degli anni 2000 di<strong> Sassicaia,</strong>&nbsp; il vino della mitica<strong> Tenuta San Guido di Bolgheri</strong>. Una verticale tutta dedicata, dunque, al più famoso vino italiano, un vero e proprio mito dell’enologia per tutti gli appassionati.<br />
E sempre per rimanere in terre nostrane (ci verrà perdonato un po&#8217; di sano campanilismo), ecco anche la verticale di <strong>Magnum Giulio Ferrari</strong>, che partirà dall’annata 1987 e sarà guidata alla presenza della proprietà, la<strong> famiglia Lunelli</strong>. Dello spumante Giulio Ferrari e della sfida finita in parità con il celeberrimo <strong>Dom Perignon</strong>, d&#8217;altra parte, è cosa ben nota: un’icona del Made in Italy, questo spumante è ottenuto con selezionatissime uve Chardonnay raccolte nel vigneto di Maso Pianizza, una radura ricavata in mezzo ad un bosco all’altezza ideale di 500-600 metri. Un Cru capace di vincere la sfida contro il tempo.<br />
Fra gli spumanti si aggiunge una nuova preziosa verticale di <strong>Dosage Zéro – Ca&#8217; Del Bosco</strong> &#8211; verticale delle annate 1976 &#8211; 1983 – 1989 – 1993 – 1998 – 2001 – 2008. Straordinaria sboccatura (dégorgement) à la volée di sette annate di un Franciacorta senza aggiunta di liqueur d&#8217;expédition. L&#8217;annata 1976 è la prima annata di Franciacorta Dosage Zéro prodotta nella storia di Ca&#8217; del Bosco. È una rarità e sarà sboccata à la volée, direttamente in sala. Il Dosage Zéro 2008 della Vintage Collection, invece, è un’annata nuova in commercio.</p>
<p>Dal momento che la prossima edizione del Merano WineFestival promette uve da capogiro provenienti da tutto il mondo, ecco che arriva<strong> dal Sudafrica</strong> la degustazione<strong> Lady May Glenellyin De Costance Klein Constantia</strong>, una orizzontale con annate 2008 di <em>Bourdeaux Crus Classè: Leoville Barton, Cos d’Estournel, Pichon-Longueville Comtesse de Lalande, Rauzan-Segla, Malescot-St-Exupery e Domaine de Chevalier</em>. Con la guida professionale di <strong><em>Jörg Pfützner</em></strong>, rinomato sommelier e wine taster per SAA Wine Awards e per la Platters Guide del Sudafrica, il vino di punta dell’azienda Glenelly sfiderà i “grandi” vini di Bordeaux, premier cru, 3rd growth e super seconds growth. A seguire <strong>Vin De Constance</strong> degustazione verticale delle annate 1992, 1996, 2000, 2004, 2006 e 2007 – azienda<strong> Klein Constantia del Sudafrica</strong>. Già ai tempi di Napoleone il Vin de Constance, vinificato dalle uve Muscat à Petits Grains, era considerato tra i migliori vini del mondo.<br />
Unica la degustazione di <strong>Grappa UE® &#8211; Acquaviti d&#8217;uva Monovitigno®</strong> riserva d’eccezione<strong> Nonino Distillatori</strong>: per la verticale sono state estratte dalle cantine invecchiamento padronale le Riserve Grappa Monovitigno® Merlot 7 anni e UE Cru Monovitigno® Moscato Vallagarina 7 anni, non in commercio.</p>
<p>Le “bollicine-emozionali” non potevano certo non fare capolino in quel di Merano: ecco dunque che per chiudere il Merano Wine Festival, indubbiamente la più esclusiva e prestigiosa tra le manifestazioni vinicole italiane, è stata organizzata una serata all&#8217;insegna dello Champagne Marguerite Guyot. Nella splendida cornice <em><strong>del Kallmünz Restaurant</strong></em>, saranno infatti i cinque petali del <em>“bouquet d’émotions” creato da Florence Guyot</em> &#8211; uno per ogni Champagne, uno per ogni emozione &#8211; a concludere le intense giornate di assaggi e degustazioni di altissimo livello della rassegna meranese. A presentare i suoi cinque Champagne ci sarà Florence Guyot: le bollicine della Guyot accompagneranno il menu degustazione creato per l’occasione da<strong> Luigi Ottaiano</strong>, uno tra gli chef&nbsp; più originali e innovativi. Di formazione musicale, concertista, ha scelto di esprimere la sua sensibilità e la sua arte attraverso la gastronomia, dando vita a una cucina fondata sulla tradizione mediterranea, sulla ricerca di materie prime d’eccellenza e sulla creazione di connubi con tutto il mondo (Il costo della serata è di 100 euro a persona. Prenotazione al numero 0473212917, 0473239802).</p>
<p>In alto i calici. Che bere a Merano..fa del bene.</p>
<p>Informazioni:<br />
<em><strong>Merano Wine Festival</strong></em><br />
9 al 12 novembre 2012<br />
<a href="http://www.meranowinefestival.com/it/merano-winefestival/degustazioni" target="_blank" rel="noopener">http://www.meranowinefestival.com/it/merano-winefestival/degustazioni</a> (per la prevendita delle bottiglie)<br />
<a href="http://www.meranowinefestival.com/" target="_blank" rel="noopener">http://www.meranowinefestival.com</a> (per la prevendita dei biglietti)<br />
Le grandi verticali si terranno nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 Novembre ed avranno un costo che varia da 80 a 100 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marguerite Guyot, un bouquet d&#8217;emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 17:21:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot-.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Miglior Champagne la Cuvée Extase Blanc de Blancs Grand Cru.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot-.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><em>Da una perla si aprono i petali, come da una passione secolare di famiglia fiorisce uno Champagne. </em>è questo il motto di <strong>Marguerite Guyot</strong>, firma di grandissimo prestigio nell&#8217;ambito delle <em>&#8216;uve chiampenoise</em>&#8216; più esclusive. Una tradizione di famiglia, portata avanti con passione ed estrema dedizione; una tradizione e una passione riconosciute alla <strong>Giornata Champagne</strong> che ha eletto la <strong>Cuvée Extase Blanc de Blancs Grand Cru</strong>, millesimato 2002, come il <strong><em>miglior Champagne</em></strong>. L&#8217;etichetta, che fonda le sue radici nei <strong>vitigni di Damery</strong>, terra di antica tradizione champenoise, si è aggiudicata il primo posto assoluto tra quasi duecento champagne nella classifica stilata da <strong>Scatti di Gusto.</strong></p>
<p>Di grande espressività aromatica, eccezionale persistenza e magnifica eleganza, la <strong>Cuvée Extase Blanc de Blancs Grand Cru</strong> rappresenta il <em>“petalo d’oro”</em> della <strong>margherita a cinque petali</strong>, simbolo della <strong>Maison Marguerite Guyot</strong>. Ogni suo petalo assume, infatti, il colore dell’emozione che vuole rappresentare.</p>
<p><em>“Questo riconoscimento mi rende molto felice”,</em> ha dichiarato <strong>Florence Guyot</strong>, titolare della Maison, <em>“e non lo considero un successo personale ma di tutti coloro che hanno creduto in me: da Johan Casters, che mi ha aiutata nel sapiente assemblaggio delle uve, al team di artisti e professionisti grafici che hanno saputo interpretare le emozioni che scaturivano dalle mie bollicine, realizzando l&#8217;abito su misura per Marguerite Guyot: il logo, le etichette e la firma”.</em></p>
<p><em>“Questo elegantissimo prodotto da Chardonnay”,</em> (ndr. che ha fatto assegnare alla Maison Marguerite Guyot <strong><em>“4 scatti e secchio”,</em></strong> ossia il massimo punteggio realizzabile, a giustificazione del riconoscimento attribuito)<em>“unisce toni minerale a note di mandarino e mela. Sapido e strutturato. Chiude gessoso”</em>, hanno sottolineato gli esperti <strong>Carlo Bertilaccio</strong> e <strong>Maurizio Valeriani.</strong></p>
<p>Gli <strong>Champagne Marguerite Guyot</strong>, si diceva, nascono nella <strong>valle della Marna</strong>, vero cuore della Champagne, da un’idea di <strong>Florence Guyot</strong>, che da anni è tra le protagoniste sulla scena italiana delle bollicine francesi. Un’idea che ha radici nella sua famiglia: frutto di un armonico assemblaggio di cultura italiana e francese, Florence ha respirato fin dall’infanzia, a Lione, i profumi dell’antica cava di proprietà del suo trisnonno e si è ispirata al nome floreale della nonna, <strong>Marguerite</strong>, vissuta nell’epoca dell’<strong><em>Art Noveau</em></strong>, per dare vita al suo progetto: <strong><em>cinque etichette, ovvero cinque “petali” uniti a comporre il fiore di Flo, la margherita.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.champagnemargueriteguyot.com/" target="_blank" rel="noopener">www.champagnemargueriteguyot.com</a></p>
<p>(di <em><strong>Azzurra Zaglio</strong></em>)</p>
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		<title>Cin cin&#8230; al &#8220;Vin al Vun&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 16:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti & Food]]></category>
		<category><![CDATA[bacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano--768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano--768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano--300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano--480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano-.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Club esclusivo di Milano, dedicato agli amanti del buon vino.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/cin-cin-al-vin-al-vun/">Cin cin&#8230; al &#8220;Vin al Vun&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano--768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano--768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano--300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano--480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Park-Hyatt-Milano-.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Un club esclusivo, per veri amanti e intenditori di&nbsp;<em><strong>“Bacco”.</strong></em>&nbsp;Si chiama&nbsp;<strong>“Vin al&nbsp;Vun”</strong>&nbsp;e nasce dalla collaborazione tra&nbsp;<strong>Park Hyatt Milano</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Francois Mauss</strong>,&nbsp;<em>Presidente della GJE &#8211; Grand Jury Européen</em>. Perché i grandi vini meritano di&nbsp;essere degustati e bevuti nel contesto di una grande cucina, tra amanti e&nbsp;appassionati del vino d’eccellenza.</p>
<p>Il club sarà aperto a un massimo di 32 ospiti, cui sarà riservato il&nbsp;privilegio di partecipare a serate eno-gastronomiche, con vini eccezionali abbinati alle creazioni culinarie di&nbsp;<strong>Andrea Aprea</strong>,&nbsp;<em>Executive Chef del VUN</em>,&nbsp;&nbsp;il ristorante del&nbsp;<strong>Park Hyatt Milano</strong>.&nbsp;Ma non finisce qui: il&nbsp;<strong>VUN</strong>&nbsp;diventerà per ciascun socio una vera e propria&nbsp;cantina personale, in cui ciascuno potrà stoccare permanentemente i&nbsp;propri vini nella nuova cantina a vista del ristorante e gustarli, nel tempo, insieme ai suoi graditi ospiti.</p>
<p>Il programma di <strong>“Vin al Vun”</strong> prevede due prime serate, giovedì 4 ottobre e martedì 13&nbsp;novembre, ciascuna caratterizzata da un tema culinario e enologico, con la presenza&nbsp;di personaggi d&#8217;eccezione.</p>
<p>Il primo appuntamento mensile&nbsp;<strong><span style="text-decoration: underline;">&#8220;Mosella e Borgogna, due grandi Regioni di vini&nbsp;d’eccellenza&#8221;</span></strong>, sarà introdotto da&nbsp;<strong>Ernst Loosen</strong>, proprietario dell’omonima azienda vinicola,&nbsp;<strong>Francois Mauss</strong>, Presidente della GJE, e&nbsp;<strong>Enzo Vizzari</strong>, Direttore di &#8220;Le Guide dell’Espresso&#8221;.</p>
<p>Il&nbsp;<strong>Menù</strong>&nbsp;proposto dallo chef <strong>Aprea</strong>, con i vini selezionati da <strong>Mauss&nbsp;</strong>sarà il seguente:</p>
<ul>
<li>Ostrica Rafano Cetriolo e Lime</li>
<li>Alice fritta con Ricotta di Bufala</li>
<li>Culatello « Spigaroli »</li>
</ul>
<p><em><em>Champagne Krug</em></em></p>
<ul>
<li>Il Dolce e il Salato della Caprese…</li>
<li>Riso Acquerello, Limone Sfusato, Rosmarino, Scampi e Capperi</li>
</ul>
<p><em>Ernst Loosen Ürziger Würzgarten Riesling Grand Cru old Vines 2010</em><br />
<em><em>Ernst Loosen Ürziger Würzgarten Riesling Grand Cru old Vines 2008</em></em></p>
<ul>
<li>Piccione «Petto e Coscia»</li>
<li>Torta di Pesche, Primo Sale e Anice</li>
</ul>
<p><em>Domaine de La Romanèe-Conti, La Tâche 2009</em><br />
<em>Domaine de La Romanèe-Conti, La Tâche 2001</em><br />
<em><em>Domaine de La Romanèe-Conti, La Tâche 1996</em></em></p>
<ul>
<li>Rabarbaro, Biscotto all’Olio d’Oliva, Cioccolato Bianco e Arachidi</li>
</ul>
<p><em>Vino a Sorpresa</em><em>&nbsp;</em>del<em>&nbsp;</em><em>Dr. Loosen</em></p>
<p>Il costo della serata esclusiva ammonta a&nbsp;<strong>350 euro</strong>: sicuramente un lusso.</p>
<p>Vi anticipiamo l’incontro di novembre (martedì 13) che vedrà protagonisti i&nbsp;<strong><em>Rossi del Piemonte&nbsp;e il tartufo bianco d’Alba</em></strong>, con una sorpresa francese che renderà la vostra serata&nbsp;davvero indimenticabile.</p>
<p>Per informazioni e iscrizioni:<br />
<a href="http://www.ristorante-vun.it/il-club-vin-al-vun-,news_viewItem_5-it.html">http://www.ristorante-vun.it/il-club-vin-al-vun-,news_viewItem_5-it.html</a>&nbsp;oppure contattate il&nbsp;<em>Restaurant Manager</em>&nbsp;del&nbsp;<strong>Vun.</strong><strong><br />
</strong><em>02 88211234o &#8211;&nbsp;nicola.ultimo@hyatt.com</em></p>
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