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	<title>balletto &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>balletto &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Lo Schiaccianoci diretto dall&#8217;etoile Olga Kifiak fa brillare Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2018 10:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Lo-Schiaccianoci-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Lo Schiaccianoci" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Lo-Schiaccianoci-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Lo-Schiaccianoci-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Lo-Schiaccianoci-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Lo-Schiaccianoci-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>L’eccellente compagnia Kiev Grand Classic Ballet Star ha portato in scena lo spettacolo de Lo Schiaccianoci, sotto la direzione dell’etoile Olga Kifiak</p>
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<p>Lo scorso 20 Dicembre presso il <b>Teatro Nuovo di Milano</b>, l’eccellente compagnia <b>Kiev Grand Classic Ballet Star</b> ha portato in scena lo spettacolo de <b>Lo Schiaccianoci</b>. Sotto la direzione dell’etoile <b>Olga Kifiak</b>, una vera stella, si è potuto assistere ad uno spettacolo tipico del Natale. Nulla è stato lasciato al caso nei due atti de Lo Schiaccianoci, partendo dalla cornice natalizia che ha fatto da sfondo ai 30 ballerini che si sono esibiti. Una parete che ricreava un paesaggio innevato con renne, stelle e l’imminente abete verde in rilievo, hanno accompagnato le musiche di Pëtr Il&#8217;ič Čajkovskij emanando lo spirito del vero Natale in famiglia, tra gioie e dolori.</p>
<h3>Lo Schiaccianoci portato in scena dalla Kiev Grand Classic Ballet Star</h3>
<p>La compagnia vanta di un <b>cast cosmopolita</b>, molti ballerini provengono dai teatri più prestigiosi dell’ex Unione Sovietica, altri sono delle vere star della Germania e del Giappone. In particolare, i due ragazzi giapponesi hanno lasciato senza parole gran parte del pubblico per la loro solarità, impossibile da non notare. Nota di merito, confermata stando agli infiniti applausi, due giovani russi che hanno preso parte nel secondo atto, incantando tra grand jeté à la seconde e arabesque. Fondamentale e, rispettata dalla compagnia, è la stata la scelta di ballerini di varia fascia d’età, a seconda del personaggio che andavano ad interpretare. I volti espressivi hanno fatto comprendere lo spettacolo anche a chi era crudo in materia.</p>
<h3>Lo Schiaccianoci e la sua trama</h3>
<p>Il balletto rappresenta uno dei momenti più belli e attesi dai bambini, al contempo però, a volte può rivelarsi un remake anche dei momenti bui che si sono attraversati nei mesi precedenti. Una mestizia, perché i grandi vorrebbero raccontare e far rivivere ai piccoli le tradizioni che a loro volta i genitori trasmettevano a loro ma, come spesso accade, queste persone ricordate non ci sono più. Da qui scatta quel sentimento particolare che per un attimo annulla tutto il bello del momento.</p>
<p>Lo Schiaccianoci è composto da <b>due atti</b>. Nel primo troviamo <b>Clara </b>(la protagonista interpretata dalla meravigliosa Olga Kifiak) e i suoi fratelli intrepidi di aprire i loro regali portati dallo zio, il Sig.re Drosselmeyer. Inutile dire che la prediletta (Clara) riceve un dono “speciale”, uno <b>Schiaccianoci</b>, in seguito rotto da uno fratelli della ragazza. A tutto c’è rimedio, e il risoluto zio, pur di non far piangere la giovane, lo ripara.</p>
<p>Essendo una serata di festa, amici e parenti danzano e brindano, facendo arrivare Clara ad addormentarsi ed iniziare così a sognare. Come tutte le fiabe il lieto fine non è distante, infatti lo Schiaccianoci dopo diatribe con il Re Topo, si tramuta in Principe per danzare il romantico Valzer dei fiocchi di neve con la sua amata. Il secondo atto è un turbinio di emozioni indescrivibile, in quanto ad esibirsi è l’etoile Olga Kifiak con una leggiadria appartenente a poche.</p>
<p>Dopo aver raccontato le loro disavventure, vengono messi in atto a rendere di nuovo omaggio a Čajkovskij i due balletti più conosciuti al mondo: un Divertissement che, come fa intuire il nome, è una danza allegra e, infine, il dolce Pas de deux che conduce al risveglio di Clara, assorta e con gli occhi illuminati ripensando al suo amato Schiaccianoci.</p>
<h3>Dedizione e leggiadria fanno si che anche gli abiti siano magici</h3>
<p><b>Tulle</b>, <b>merletti</b>, <b>scintillanti brillantini </b>fanno sì che i ballerini de Lo Schiaccianoci trasmettano tutto il loro splendore. Anche in apertura, dove gli abiti indossati (che in greco vengono chiamati “stracci”) non mancano di personalità.<b> I dettagli sono curati alla perfezione</b>. Le gonne dagli amici della famiglia sono state realizzate con tonalità di colori secondari quali verde, burgundy o blu, e un bel rosso per la mamma di Clara.</p>
<p>Non mancano inoltre sfumature e i <b>dettagli dorati</b> che illuminano i ballerini. I costumi maschili sono altrettanto curati e d’effetto, in particolare le tipiche giacche dei soldatini, tra rosso e blu, hanno dato un grande sprint alla loro marcia. A brillare più di tutte, però, è lei: Olga Kifiak. Come tutte le stelle non ha soltanto interpretato un personaggio, bensì ha vestito l’abito in ogni sua particolarità, dando colore ad una candida tela bianca.</p>
<p>Sperando in una prossima esibizione del Kiev Grand Classic Ballet Star a Milano, visitando il loro sito si possono consultare tutte le date del tour italiano: <a href="http://italianctproduction.com">http://italianctproduction.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>Il Lago dei Cigni in scena al Teatro Nuovo di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 11:21:10 +0000</pubDate>
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<p>La metropoli più attenta agli sviluppi culturali e alle evoluzioni continue ospita al <b>Teatro Nuovo</b> di Milano una delle opere più emozionanti dell’XIII &#8211; XIX secolo: <b>Il Lago dei Cigni</b>. Sabato 24 Novembre, l’importante compagnia <b>Kiev Grand Classic Star</b> ci concederà la visione di un sogno ad occhi aperti, illudendoci che magari, in un tempo futuro, anche ognuno di noi potrà vivere una favola burrascosa ma al tempo stesso suadente.</p>
<h3>Tchaikovsky: un uomo tormentato</h3>
<p>Dopo la laurea in giurisprudenza, <b>Tchaikovsky </b>viene accettato al conservatorio di San Pietroburgo dove, nonostante notevoli difficoltà che ogni giorno doveva affrontare per non far trapelare la sua omosessualità, ottiene con successo il ruolo di docente di armonia musicale. Questo suo lato sensibile lo porta a comporre opere di diverso genere, includendo 6 sinfonie, opere, balletti e musica sacra, facendo di lui un talento a tutto tondo.</p>
<h3>Principe e Cigno: quando l’amore allontana</h3>
<p>Il Lago dei Cigni è stata la prima composizione di Tchaikovsky, un balletto di <b>ispirazione folkloristica russa</b>. Rappresentato in Europa Occidentale in 3 atti e 4 scene, si apre con una melodia ricorrente in tutta l’opera e che rappresenta il primo tema del cigno, sul quale a risuonare è la scala che simboleggia il fatto che i due amanti non potranno sottrarsi al loro destino.</p>
<p>Il balletto racconta, infatti, la triste storia di due giovani, il <b>principe Siegfried</b> e il <b>cigno Odette</b>. Odette in realtà era una fanciulla che, a causa di una terribile maledizione, è stata tramutata in cigno. Soltanto una promessa di matrimonio avrebbe potuto sciogliere l’incantesimo. Questo, purtroppo, non accadrà, in quanto il principe verrà ingannato dal mago stesso. Così resterà soltanto il ricordo di quel meraviglioso pas de trois e della bella Odette.</p>
<p>Per maggiori informazioni sullo spettacolo e sulle prevendite consultare i siti:</p>
<p><a href="https://www.teatronuovo.it/acquista-biglietti/90263-il-lago-dei-cigni.htm">https://www.teatronuovo.it/acquista-biglietti/90263-il-lago-dei-cigni.htm</a></p>
<p><a href="https://www.ticketone.it/il-lago-dei-cigni-milano-biglietti.html?affiliate=ITT&amp;doc=artistPages%2Ftickets&amp;fun=artist&amp;action=tickets&amp;key=2317713$11294231">https://www.ticketone.it/il-lago-dei-cigni-milano-biglietti.html?affiliate=ITT&amp;doc=artistPages%2Ftickets&amp;fun=artist&amp;action=tickets&amp;key=2317713%2411294231</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>Tutte al “Grand Bal” di Dior</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 11:06:37 +0000</pubDate>
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<p>Non a caso l’<strong>oro</strong> è il colore principale, il fil rouge dell’intera collezione, come si può notare anche dal packaging dei prodotti.</p>
<p><strong>Dior</strong> trasforma il <strong>Carnet de Bal</strong>, utilizzato dalle dame del passato per ricordare la lista dei partner per il ballo, in un <strong>accessorio di bellezza</strong>: una <strong>palette</strong> composta di un duo di ombretti madreperlati platino e oro e due gloss. Per gli <strong>occhi</strong> poi non si possono dimenticare le <strong>5 Couleurs Designer</strong> <strong>Eyeshadow Palettes Night Golds</strong> e <strong>Fairy Golds</strong>, che offrono infinite possibilità di utilizzo con colori intensi e a lunga durata che spaziano dal <strong>bianco</strong> al <strong>nero</strong>, da usare da soli o con tonalità shimmer, luminose ma naturali, quali <strong>oro, marrone </strong>o <strong>nude</strong>. Infine un tratto di <strong>eyeliner Diorshow Waterproof Liner </strong>per definire gli occhi e allungare lo sguardo, conferendogli maggiore luminosità. Tuttavia, ciò che non può di certo mancare è un <strong>paio di ciglia finte</strong>: lo sguardo, ornato di sottili perle argentate o sublimato da strass Swarovski dalla trasparenza dorata, si tinge di mistero e scintilla di glamour, proiettandoci al centro delle occhiate maschili.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>labbra</strong>, non possono mancare gli <strong>Ultra-Gloss Lamè Gold </strong>e <strong>Ceremony Red </strong>per rendere le labbra brillanti come diamanti, e <strong>Diorific,</strong> l&#8217;accessorio leggendario per le labbra dalla finitura di Alta Moda, in un nuovo <strong>scrigno gioiello</strong> molto chic. <strong>Quattro tonalità di rosso</strong> dal risultato mat-luminoso ( <strong>Diorling, Diva, Lady e Marylin</strong>) per labbra perfette e seducenti.</p>
<p>La collezione si completa con <strong>quattro smalti gioiello</strong> a lunga tenuta, da abbinare al rossetto <strong>Diorific</strong> o da applicare in contrasto: <strong>Diorling Diorific</strong>, color oro, <strong>Diorific Marilyn</strong>, lo smalto rosso, <strong>Diva Diorific</strong>, verde scuro che rimanda al verde dei pini e <strong>Lady Diorific</strong>, dalla nuance candida come la neve.</p>
<p>Prima di uscire non dobbiamo dimenticarci di applicare un sottile strato di <strong>Diorskin Gold Powder</strong>, una polvere dorata che rende la pelle luminosa, trasformandola in un sottile strato di seta.</p>
<p>Ora siamo davvero pronte per andare al ballo…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Paola Redaelli</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fellini, “Amarcord” in punta di scarpette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 20:36:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Balletto dedicato al regista, dopo il Satyricon restaurato con D&#038;G.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Fellini-Amarcord-in-punta-di-scarpette_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><em>“Amarcord voleva essere l’addio a una certa stagione della vita, quell’inguaribile adolescenza che rischia di possederci per sempre, e con la quale io non ho ancora capito bene che si deve fare, se portarsela appresso fino alla fine o archiviarla in qualche modo. Diciamo la verità. Questo moralistico traguardo del divenire adulti, che cosa si fa quando lo si è diventati?”</em></p>
<p>Così, <strong>Federico Fellini,</strong> uno dei massimi registi italiani, amava raccontare uno dei suoi capolavori cinematografici, giunto quest&#8217;anno al suo quarantesimo compleanno. Era il <strong>1972</strong> quando Fellini batteva il <em>primo ciak del film</em>; era il 18 dicembre 1973, quando <strong><em>Amarcord</em></strong> usciva nelle sale. <strong>Il compleanno della pellicola sarà celebrato, il prossimo 14 novembre al Teatro Brancaccio di Roma</strong>, con la <strong>prima nazionale dell&#8217;omonimo balletto</strong>: liberamente ispirato al film in cui Fellini ricorda-reinventa la sua vita di ragazzo in una Rimini della prima metà degli anni Trenta, lo spettacolo è in due atti per la regia e la coreografia di <strong>Luciano Cannito</strong>, le scenografie di <strong>Carlo Centolavigna</strong> e le musiche di <strong>Nino Rota</strong>. Sul palco si esibiranno <strong>Rossella Brescia</strong>, nei panni di <em>“Gradisca”</em> e il giovane talento della danza <strong>Nicolò Noto,</strong> nel ruolo di <em>“Titta”</em>.</p>
<p>Dopo la “prima” romana, &#8220;Amarcord&#8221; sarà <strong>in tour fino a febbraio 2013, toccando Milano il 21 e 22 dicembre 2012 al Teatro della Luna e Rimini al Teatro Comunale il 10 febbraio</strong>.</p>
<p>Ma le celebrazioni di<strong> Fellini</strong> non sono finite qui. <strong>Anche New York, lo scorso 13 ottobre</strong>,&nbsp;ha infatti reso omaggio al regista italiano, con la proiezione del “<strong>Satyricon</strong>&nbsp;” felliniano. In chiave “<strong>D&amp;G</strong>”. Un vero tripudio del made in Italy&nbsp;messo in scena&nbsp;in occasione del 50° “<strong>New York Film Festival</strong>”: un evento straordinario, uno dei più attesi della prestigiosa rassegna cinematografica americana non competitiva.&nbsp;Tra i lavori più emblematici e visionari del regista riminese, il film è liberamente tratto dall&#8217;omonimo classico dello scrittore latino Petronio Arbitro. Si tratta di un viaggio dark nel dissoluto impero romano di Nerone. Interpreti sono&nbsp;<strong>Martin Potter</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Hiram Keller</strong>, rispettivamente nel ruolo di Encolpio e Ascilto, i due protagonisti del romanzo. &#8220;Un testo misterioso prima di tutto per la sua frammentarietà emblematica del mondo antico quale appare a noi oggi&#8221;, lo aveva definito lo stesso Fellini, che oggi rivive anche grazie al contributo del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno, già a fianco del regista nel 1969 nella realizzazione del film.</p>
<p>Più che di un ritorno, si tratta in realtà di una “prima assoluta”, dal momento che per la prima volta un&#8217;opera felliniana è stata proiettata al festival newyorkese. Una prima volta così attesa che lo stesso catalogo della rassegna titola pungente ma entusiasta “meglio tardi che mai”. Ed entusiasti si sono definiti anche&nbsp;<strong>Domenico Dolce</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Stefano Gabbana,</strong>&nbsp;grazie al cui contributo, insieme a quello della Cineteca Nazionale, l&nbsp;a pellicola firmata da Federico Fellini nel 1969 è tornata all’antico splendore:&nbsp;“Fellini ci ha permesso di sognare e ha ispirato la moda e le immagini che utilizziamo per raccontare la vita. E&#8217; un regista che amiamo e che vorremmo che i più giovani di tutto il mondo conoscessero meglio&#8221;.</p>
<p>La pellicola valse al regista, nel &#8217;70, quattro Nastri d&#8217;Argento e una nomination all&#8217;Oscar. Ciak.</p>
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