Le Palais Ronsard, Relais & Châteaux: un’oasi privata a Marrakech

Un rifugio a 5 stelle che sposa perfettamente le esigenze del traveller moderno in un connubio tra la frenetica vita cittadina del Marocco e la calma di giardini segreti

Il nuovo resort di super lusso costruito nel cuore di Marrakech è dotato di 28 suite, compresi sei splendidi pavillons, con piscine private e sei padiglioni incorniciati da giardini segreti ricchi di natura e circondati dalle montagne Atlas.

Un rifugio a 5 stelle che sposa perfettamente le esigenze del traveller moderno in un connubio tra la frenetica vita cittadina del Marocco e la calma di giardini segreti. Caratterizzato da un ristorante unico nel suo genere, Le Jardin d’hiver, questo relais offre una cucina con a capo lo chef Alexandre Thomas, che combina la tradizione culinaria marocchina a tocchi di Mediterraneo e influenze internazionali, garantendo un’altissima qualità anche grazie all’orto personale presente nella struttura. 

Disegnato dai migliori architetti marocchini con una collaborazione europea, Aram Ohanian e Adriana Ohanian Karembeu, questo palazzo è stato studiato su misura in ogni angolo al fine di ricreare una vera esperienza da mille e una notte. Non mancano hammam, centro benessere e attività personalizzabili per un’esperienza esclusiva del cliente. La Spa è immersa, nonché nascosta per garantire massima privacy e relax, all’interno dei fantastici giardini ricolmi di rose, bouganville, palme e ulivi.

Tutto è curato nei minimi dettagli: le piastrelle finemente posate per creare composizioni di mosaici uniche nella pavimentazione, le porcellane e i piatti finemente rifiniti con le iniziali dello châteaux, la disposizione perfettamente simmetrica dei lettini a bordo della magistrale piscina che regna al centro della struttura. Il concetto di well-being viene rispettato e avvalorato con palestre attrezzate e saune per rigenerarsi. Sapienti esperti si occupano di massaggi e trattamenti benessere e di bellezza. Ogni minimo particolare è a favore del cliente, dall’architettura al servizio.

di Camilla Prampolini

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