“Unboxing”: la collezione SS23 di Valentino

Minimalismo e massimalismo sono le parole chiave della nuova collezione di Valentino, in cui il corpo viene celebrato, esaltato e non costretto

Pierpaolo Piccioli racconta il suo concetto di inclusività

Una platea di persone vestite in fucsia non può che significare una cosa: la collezione Primavera/Estate 2023 di Valentino sta per calcare le passerelle. Domenica 2 ottobre è stata infatti la volta del direttore creativo Pierpaolo Piccioli di presentare la collezione della prossima estate alla Parigi Fashion Week. La sfilata ha preso il titolo di “Unboxing”, nel tentativo (riuscito) di raccontare abiti diversi, dai più minimali ai più complessi, creati per corpi diversi.

«Shapes differenti convivono e si sovrappongono, perché l’inclusione è nel processo e non nell’immagine», racconta Pierpaolo Piccioli. Un tipo di inclusione di cui il direttore creativo non vorrebbe più parlare all’interno di quell’esclusività che è l’unicità di ciascuno di noi. Ma poiché la moda ha bisogno di parlarne, PPP decide di farlo attraverso i fatti con “Unboxing”, facendo un regalo a tutti noi. 

La collezione Valentino SS23 tra minimalismi massimali e maestose sobrietà 

La collezione Valentino Primavera/Estate 2023 si presenta a un occhio superficiale quasi come un’opposizione alla sfilata di marzo 2022. Se, infatti, ricordiamo quell’evento come il tripudio del colore fucsia, questa volta Valentino presenta una varietà di capi che costituiscono una collezione altamente eterogenea.

Minimalismo e massimalismo sono le parole chiave di questo gioco in cui il corpo viene celebrato, esaltato e non costretto. E da queste complessità e contrapposizioni partono le forme e i volumi degli abiti. Apre la passerella un total look in cui il logo V si espande fino a coprire mani e volto. Un tocco esagerato tanto quanto giovanile e attuale, che mantiene il brand italiano al passo coi tempi.

Seguono miniabiti che raccontano la tradizione delle shapes anni Sessanta tipiche di Valentino, uniti ai monocromi che tanto identificano l’operato di Pierpaolo per la Maison. Al mini si contrappone il maxi e al corto il lungo: è ora il turno di luminosi abiti di paillettes, cui seguono giacche piumate. Chiude la collezione un corteo di abiti neri, in una maestosa sobrietà.

di Chiara Pellini

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