Iran: il desiderio di rivalsa e la protesta femminile

Donna, vita e libertà. Una nuova rivoluzione in Iran che ha sottolineato la necessità di riscatto e di libertà di espressione da parte delle donne

L’inizio di tutto

Tutto è cominciato il 12 luglio 2022, giornata nazionale dell’Hijab, in cui alcune donne si sono rifiutate di onorare il velo. Come risposta, il governo Raisi ha approvato una legge per garantirne l’obbligatorietà e per punire le donne che non rispettavano tale regolamento. 

La goccia che ha fatto traboccare il vaso

Le manifestazioni in Iran sono scoppiate ormai da settimane, ma l’evento clou che ha fatto scaldare e muovere l’animo delle giovani donne è coinciso con la morte di Masha Amini. La ragazza è stata arrestata poiché non indossava il velo in maniera corretta. Da questo momento si sono verificate numerose proteste e le donne hanno iniziato a tirare fuori coraggio per far valere i propri diritti; hanno iniziato a parlare invece di continuare a subire. Il gesto di Christiane Amanpour, che si è rifiutata di indossare il velo dinanzi al Presidente, è stata la dimostrazione di tutto questo all’ennesima potenza.

Come hanno reagito i social

Onde evitare l’espandersi dei movimenti di protesta e per tenere all’oscuro il tutto, il governo iraniano ha aggiunto pesanti restrizioni all’utilizzo dei social. Il Ministro degli Esteri ha infatti più volte negato la veridicità delle immagini comparse nelle tv occidentali. La donna ha trovato il coraggio di combattere, di farsi valere anche in questo Paese; forse proprio perché chi non ha nulla, non ha niente da perdere.

a cura della Redazione

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