La moda torna a dialogare con il cibo, e per la stagione SS26 il legame si fa ancora più evidente: stampe gourmand, palette ispirate ai mercati mediterranei, accessori che sembrano dessert couture e nuove aperture hospitality firmate dalle maison trasformano l’esperienza del lusso in qualcosa di sempre più multisensoriale. Dalle passerelle ai rooftop restaurant, il fashion system sembra voler sedurre non solo lo sguardo, ma anche il palato.
Accessori tutti da mangiare
Ironia e surrealismo sono gli ingredienti chiave per dare un sapore diverso al proprio stile in questa Spring Summer 2026. A seguire una lista della spesa, o shopping, delle proposte delle griffe più irriverenti.
Jacquemus propone la The Poireau Clutch, ovvero la pochette porro, presentata come parte della collezione Primavera/Estate 2026 intitolata: Le Paysan. Una borsa a mano che riproduce le sembianze di un porro, con una parte superiore verde sfrangiata e una base color crema che ricorda il bulbo dell’ortaggio. Il designer Simon Porte Jacquemus ha tratto ispirazione dalle sue radici rurali nel sud della Francia e dalle tradizioni della sua famiglia legate alla raccolta di frutta e verdura. Questa collezione è descritta come un omaggio sentimentale e intimo al suo passato.
Moschino, con la sua collezione dal titolo Niente, sotto la direzione di Adrian Appiolaza, ha presentato borse che sembrano veri e propri sacchetti di carta marrone e borse in pelle stampate con la scritta Fragile che ricordano scatole di spedizione. Tra gli accessori più iconici della collezione spicca una borsa che riproduce una cassetta di mele da supermercato con cartone, pvc ed etichette minuziosamente realizzate a mano. Una borsa al giorno leva il medico di torno? Forse non era così!
Loewe, dopo aver normalizzato asparagi e pomodori come accessorio luxury, torna meno letterale ma comunque chic con le sue Shell bags. Il modello bucket in pelle intrecciata con elementi glossy a forma di conchiglia richiama una impepata di cozze da gustare vista mare.
Café couture e ristoranti firmati: il lusso passa dalla tavola
Parallelamente alle passerelle, le maison continuano a investire nell’hospitality trasformando café e ristoranti in estensioni del proprio universo estetico.
Louis Vuitton accelera sul fronte dining con format immersivi dove interior, menu e mise en place diventano strumenti narrativi del brand. Anche Gucci continua a sviluppare concept che fondono cucina contemporanea, mixology e design, mentre Prada rafforza il proprio immaginario lifestyle attraverso café e pasticcerie dal forte impatto culturale.
L’esperienza gastronomica diventa così parte integrante del lusso contemporaneo: non basta più indossare una griffe, bisogna viverla. Un dessert monogrammato, una lounge tropicale o un cappuccino servito in porcellane brandizzate, diventano oggi potenti strumenti di desiderabilità digitale.
Il futuro? Sempre più multisensoriale
La contaminazione tra moda e food è destinata a crescere. Le maison intercettano un consumatore che cerca esperienze complete, capaci di fondere estetica, viaggio, convivialità e cultura gastronomica. E mentre le collezioni SS26 celebrano il piacere visivo del cibo attraverso accessori ironici e colori gourmand, bar e ristoranti firmati trasformano le griffe in veri universi esperienziali.
In fondo, moda e cucina condividono la stessa missione: creare desiderio attraverso i sensi.
