Riviera Reawakening: Saint-Tropez e Cap d’Antibes inaugurano la stagione del lusso senza tempo

La riapertura di Hôtel La Ponche e Cap d’Antibes Beach Hotel segna l’inizio della stagione 2026 sulla Riviera tra lusso discreto e lifestyle mediterraneo.

a cura della Redazione

Ogni primavera la Costa Azzurra ritrova il suo ritmo più autentico: la luce accarezza le facciate ocra, il mare invade i vicoli e il tempo sembra dilatarsi. A Saint-Tropez e Cap d’Antibes, la stagione 2026 si apre con due indirizzi iconici che tornano a vivere: Hôtel La Ponche e Cap d’Antibes Beach Hotel. Due luoghi, un’unica promessa: riscoprire il lusso nella sua forma più intima e sensoriale.

Tra memoria e mito: il ritorno di La Ponche

Nel cuore del villaggio, lontano dagli eccessi più patinati della Riviera, La Ponche riapre le sue porte come una casa segreta che non ha mai smesso di esistere. Qui, la discrezione è sempre stata una filosofia, quasi una forma d’arte. Tra queste mura sono passati nomi come Françoise Sagan, Brigitte Bardot e Jean-Paul Sartre, trasformando l’hotel in un rifugio creativo più che in una semplice destinazione.

Rinnovato dall’interior designer Fabrizio Casiraghi, l’hotel conserva la sua anima domestica: 21 camere che raccontano storie, materiali caldi, dettagli raccolti come ricordi. La nuova House, affacciata sui tetti e sul Mediterraneo, amplifica questa sensazione di intimità esclusiva.

Arte, cucina e notti senza tempo
La Ponche continua a essere un crocevia culturale, dove le serate riecheggiano lo spirito di Saint-Germain-des-Prés. Tra vinili, letteratura e incontri, l’hotel celebra una convivialità intellettuale che unisce passato e presente. In cucina, lo chef Simon Pinault interpreta il territorio con autenticità: pesce locale, prodotti stagionali e una bouillabaisse da condividere, simbolo di una convivialità elegante e senza sforzo.

Cap d’Antibes: lusso naturale e architettura essenziale
Più a nord, il Cap d’Antibes Beach Hotel riapre come un rifugio sospeso tra pinete e mare. Progettato dall’architetto Bernard Dubois, l’hotel evoca una villa modernista affacciata sul Mediterraneo: linee pulite, materiali minerali e una continuità fluida tra interno ed esterno.

Qui, il tempo si misura tra una nuotata, una pedalata lungo la costa e un pranzo che si prolunga fino al tramonto. Le 35 camere e suite guardano tutte verso il mare, mentre la vista sulle Îles de Lérins completa un paesaggio di rara intensità.

Due tavole, una destinazione
L’esperienza gastronomica si divide tra due anime. Da un lato BABA, con la cucina levantina dello chef Assaf Granit, fatta di condivisione e convivialità. Dall’altro Les Pêcheurs, ristorante stellato guidato da Nicolas Rondelli, dove il menu nasce ogni giorno dal pescato locale, in un dialogo continuo con il mare.

Wellness e ritorno all’essenziale
Entrambe le destinazioni celebrano un lusso più silenzioso, legato al benessere e alla natura. Tra yoga all’alba, trattamenti botanici e ritiri immersivi, il corpo ritrova il suo equilibrio in armonia con il paesaggio. Qui, il vero privilegio è rallentare.

Con queste riaperture, la Riviera non si limita a inaugurare una stagione: riafferma un’idea di lifestyle fatta di eleganza spontanea, memoria e piaceri essenziali. Un invito a vivere il Mediterraneo nella sua forma più autentica.

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