Se pensavate che le rimpatriate di liceo fossero solo un’occasione per sfoggiare foto imbarazzanti e rivivere vecchie glorie, “Cena di classe” (2026) vi farà ricredere. La nuova commedia diretta da Francesco Mandelli, distribuita da Medusa Film, trasforma la nostalgia in un’esplorazione intelligente e imprevedibile dei legami, del tempo e di ciò che resta di noi dopo gli anni più spensierati.
Un incontro tra ricordi e verità nascoste
A diciassette anni dalla maturità, un gruppo di ex compagni si ritrova per una serata che sembra inizialmente innocua, ma che presto si rivela carica di emozioni e tensioni sotterranee. Tra risate, confessioni e vecchi rancori, la cena diventa un palcoscenico per esplorare i percorsi di vita rimasti in sospeso, mostrando quanto il tempo possa trasformare persone e relazioni. Mandelli e il team di sceneggiatori – tra cui Roberto Lipari, Andrea Pisani, Tiziana Martini e Ignazio Rosato – costruiscono una narrazione corale che passa con agilità dalla leggerezza alla riflessione, senza mai perdere ritmo.
Una produzione italiana dal gusto contemporaneo
Prodotto da Massimo Schiavon e Andrea Italia per Roadmovie e Medusa Film, “Cena di classe” è un progetto tutto italiano che mescola sceneggiatura brillante e fotografia curata (Massimo Schiavon) a un montaggio incisivo firmato da Julien Panzarasa.
Dal cinema alla realtà
Distribuito nelle sale italiane a partire dal 26 marzo, “Cena di classe” promette di far parlare di sé per la capacità di coniugare divertimento e introspezione, trasformando una semplice rimpatriata in un piccolo esperimento sociale sul tempo, sull’amicizia e sulle aspettative della vita adulta. Un film che invita a ridere, riflettere e, perché no, a guardarsi allo specchio con un pizzico di curiosità in più.
