Vivienne Westwood FW26: la libertà come estetica radicale

La collezione FW26 di Vivienne Westwood celebra la libertà individuale attraverso un’estetica fluida, provocatoria e profondamente legata alla sua eredità punk.

a cura della Redazione

Una sfilata che rifiuta definizioni rigide e abbraccia l’imprevedibilità: la collezione Autunno/Inverno 2026/27 firmata da Andreas Kronthaler per Vivienne Westwood si muove tra provocazione, memoria e libertà espressiva. In passerella, l’identità non è mai fissa ma fluida, costruita attraverso contrasti, citazioni e una forte componente teatrale.

Il linguaggio della libertà
Al centro della collezione c’è un messaggio chiaro: la moda come spazio di autodeterminazione. Kronthaler prosegue il percorso tracciato dalla fondatrice, eliminando i confini tra maschile e femminile e trasformando la sfilata in un racconto libero da codici prestabiliti. Tacchi indossati da uomini, lingerie esibita senza filtri, silhouette che oscillano tra struttura e decostruzione: ogni look diventa un’affermazione di indipendenza.

Le costruzioni sartoriali riflettono questa visione. Cuciture a vista, drappeggi irregolari e layering spontanei restituiscono un senso di imperfezione studiata, dove l’abito appare vivo, in continua evoluzione. Anche la palette cromatica segue questa logica, accostando tonalità in modo inaspettato e anticonvenzionale.

Tra citazione e provocazione
La collezione intreccia riferimenti culturali eterogenei, dal cinema europeo all’estetica teatrale, dando vita a un immaginario stratificato e sensuale. L’eleganza classica viene riletta in chiave irriverente, mentre elementi storici e costumi diventano strumenti per ridefinire il presente.

Non manca l’ironia, cifra distintiva della maison: il finale con una sposa fuori dagli schemi, che sostituisce il bouquet tradizionale con un elemento inaspettato, suggella la volontà di sovvertire le convenzioni anche nei simboli più consolidati.


Tra spirito punk e sensibilità contemporanea, la FW26 di Vivienne Westwood si conferma un manifesto di libertà creativa. Una collezione che non cerca di piacere a tutti, ma che invita a scegliere — e soprattutto a scegliere sé stessi.

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