Taba di Moroso: Häberli e il suo osso di mucca

1 Luglio 2020 • Design, Lifestyle

Dall’avvincente collaborazione tra il designer svizzero/argentino Häberli e l’azienda Moroso, nasce TABA. Una collezione tutta ispirata all’infanzia argentina dell’artista.

Il designer

Quella di Alfredo Häberli è una carriera che, dal 1991 a questa parte, ha collezionato sempre più conquiste e onori. Classe ’64, argentino di nascita, si trasferisce a Zurigo con la famiglia, dove sceglie la strada dell’Industrial Design. Si ferma nella capitale svizzera anche dopo gli studi e inizia un viaggio ricco di esposizioni, collaborazioni e riconoscimenti. Tra le aziende che lo hanno scelto come designer spiccano la BMW, Alias e Baufritz, l’azienda tedesca di abitazioni prefabbricate. Per quest’ultima l’artista ha progettato una struttura a metà tra oggetto e architettura.

Il grande talento di Häberli, infatti, è quello di saper unire il reale all’impossibile, di far convergere tradizione e innovazione. Riesce a sovvertire la normalità in qualcosa di bello, quasi in modo inusuale, semplicemente spostando l’attenzione dello spettatore verso angolazioni diverse. Tra le sue esposizioni spicca l’evento “Surround Things” al MfGZ di Zurigo e la mostra allo Zentrum Paul Klee di Berna, entrambi nel 2008. Per i suoi lavori iconici Häberli si è conquistato un posto nella storia del design contemporaneo. Nel 2014 ha vinto il titolo “Grand Prix Design” dello Swiss Federal Office for Culture.

TABA

Häberli conferma la felice collaborazione con il brand di design Moroso disegnando la collezione TABA. La collezione è progettata partendo da una personalissima rivisitazione del designer di uno strumento appartenente alla sua infanzia. Taba, infatti, è il nome di un gioco rurale argentino realizzato con un osso di mucca alle cui estremità vengono poste due piastre metalliche.

Alla sinuosità irregolare dell’osso, l’artista svizzero-argentino unisce la rigidità geometrica di elementi basici come sedie e divani. Il risultato è, come sempre, innovativo: un divano, due poltrone e cinque ottoman dalle forme irregolari e poetiche.

Häberli stesso dichiara che il suo obiettivo era quello di realizzare qualcosa che unisse forma ed ispirasse poesia. Famoso per il suo progettare fuori dagli schemi, neanche questa volta delude le aspettative di Moroso, abituata al suo estro innovativo. E l’aggiunta di quel richiamo commovente all’infanzia nella lontana Buenos Aires, fa ancora più breccia nel cuore dello spettatore.

 

di Annastella Versace

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *