Maria Vittoria Baravelli, l’arte di essere in tutte le sue forme

9 Marzo 2020 • Bloggers

Art Sharer, curatrice d’arte e fotografia, ma prima di tutto una ragazza dinamica, creativa e curiosa della vita. Lei è Maria Vittoria Baravelli che con grande cuore, carico di passione per la cultura e “R moscia”, come definisce nella sua bio, ha coniato per la prima volta il termine di ART SHARER, di cui ne ha fatto un vero e proprio lavoro attraverso il suo profilo Instagram. Immergersi in questa meravigliosa realtà, trasmettere il proprio sapere al pubblico, e a sua volta imparare da esso, semplicemente condividendo. Il vero segreto, per lei, è riuscire proprio ad affacciarsi e guardare al mondo ogni giorno con occhi diversi. Noi di Gilt abbiamo avuto la fortuna di conoscerla e toglierci qualche curiosità in più in merito al “suo mondo”.

Ciao Maria Vittoria, partiamo con una domanda che definisce proprio il tuo essere, il tuo lavoro appunto. Ti mostri al pubblico come un Art Sharer più che un influencer, quindi piuttosto che influenzare il pubblico, condividere questa passione con esso. Che emozioni suscitano in te l’arte e la cultura?

Ho creato il termine art sharer proprio perché la condivisione è un atto importante, per me vieppiù quando si parla di cultura in generale, che nel particolare diviene arte, letteratura, cinema e persino musica. Si condivide il sapere, si crea un rapporto osmotico con il pubblico e per questo si acquisiscono informazioni dagli altri, c’è un mutuo scambio con il pubblico e, per l’appunto, c’è uno sharing, non una volontà di influenzare.

Ormai diciamo che sei una figlia dell’arte a tutti gli effetti. Se per te le mostre sono pane quotidiano, posso chiederti cosa provi o quali sono le sensazioni maggiori ogni volta che varchi la porta di una di queste?

Sarei felice di essere figlia d’arte. Lavoro per questo, ma spero di non arrivare mai a pensare di sapere, perché gli approfondimenti personali, leggere e studiare, sono alla base di quello che sono e di quello che cerco di fare. Mossa da una insaziabile curiosità. Quindi sì, ogni mostra è un’occasione nuova, e cerco di rivivere l’entusiasmo come se non ne avessi mai vista una. Cerco di capire il perché una mostra mi piaccia piuttosto che un’altra; cosa riesca effettivamente a comunicare, e soprattutto quanto un’esposizione ed un percorso espositivo possano abbattere le barriere tra arte e pubblico creando un dialogo ad ampio raggio. Odio le situazioni in cui il visitatore, lo spettatore, si sente tagliato fuori, come se gli venisse detto “tu non sei all’altezza”.

Mi ha molto colpito il tuo motto “Cambio occhiali per guardare il mondo con occhi diversi”. Immaginare, lasciarsi meravigliare, riuscire sempre a guardare oltre, è sicuramente la cosa più importante. Pensi che le nuove generazioni, trascinate da quelle che sono un po’ le nuove mode, riusciranno mai a mettersi in quest’ottica? Fare della cultura un punto di forza per il loro futuro?

Spero che la cultura possa essere un nuovo punto di forza delle nuove generazioni. Conoscere ed acquisire un senso critico è fondamentale per orientarsi, per guardare avanti. Una volta ho letto una frase che diceva più o meno così “se esiste il passato è perché esiste il futuro”. Abbiamo bisogno  di innovare, di crescere, di essere proiettati in avanti, e questo possiamo farlo solo se sappiamo realmente da dove siamo venuti, non perdendo la nostra identità

Nonostante il tuo lavoro sia principalmente concentrato sui social, riesci mai a prenderti una pausa dal telefono, godendoti la lettura del buon vecchio quotidiano? Magari perdendoti proprio tra le pagine della cultura e dell’arte, da cui trarre ispirazione. 

Prendersi una pausa dal telefono, godersi un pranzo oppure un tè con una amica senza dover per forza essere online sarebbe una buona abitudine da non perdere, se non vogliamo farne una questione di mera educazione, a volte mi rendo conto che sia difficile. Tuttavia io amo profondamente la mia vita analogica, la mia lettura di quotidiani e riviste. Sono un rito ormai consolidato, che vorrei non perdere mai, a parte quando mi trovo a fare un trasloco e non riuscendo ad eliminare una, e dico una rivista sola, mi maledico. La domenica leggo La Lettura, amo le copertine d’artista che di settimana in settimana vengono scelte dalla redazione.

Non potrei non sfogliare Io donna, oppure trovare qualche nuova tendenza per l’arredamento e la casa su Living Corriere, anche se devo dire che sia Icon Design che Marie Claire Maison hanno dedicato all’arte pagine interessanti. Poi dovete assolutamente guardare Rivista Studio, che seguo da quando si chiamava solo Studio.

Fotografare, l’arte di comunicare la realtà dal proprio punto di vista. È possibile che le persone abbiano un po’ perso il vero significato che la fotografia porta, magari abusandone? 

Viviamo in un mondo in cui la cultura visuale, l’immagine regna sovrana. Ogni anno su internet vengono pubblicate oltre mille miliardi di fotografie. Qual è quindi il valore di ogni singolo scatto? Un’immagine vale più di mille parole ma, come dico sempre, quelle mille parole vanno sapute dire prima di poterle sintetizzare. Abbiamo iPhone e telefoni con fotocamere potentissime, oggi tutti possiamo fare fotografia costantemente, di gatti, di cibo e di quello che ci piace fare. Tuttavia questa possibilità non implica il fatto di diventare automaticamente dei fotografi. Noi tutti sappiamo usare una matita, eppure nessuno di noi è Michelangelo oppure Leonardo.

In questo momento storico così particolare, che tutti quanti stiamo vivendo, in cui soprattutto il mondo della cultura e dello spettacolo sono stati messi in pausa, cosa ti senti di dire al pubblico? 

Mi sento di dire che bisogna avere pazienza. Passerà ma ci vorrà tempo. Ovviamente nei momenti di grande crisi sono soprattutto gli enti culturali, i musei, le case museo o le piccole fondazioni a risentirne maggiormente. Per non parlare dei teatri! Dovremo metterci di impegno e quando tutto questo sarà finito, recuperare il tempo perduto organizzando un sacco di visite guidate! Lo facciamo insieme?

Ringraziamo Maria Vittoria Baravelli per la sua disponibilità e il suo carisma coinvolgente, facendole un grande in bocca al lupo per tutti i suoi progetti futuri!

 

di Elena Strappa

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