“Curare i dettagli e pensare fuori dalle righe”: Gaia Miacola

8 Giugno 2020 • Bloggers

Architetto e interior design, curiosa e creativa, colei che trasforma i desideri in emozioni da abitare. Lei è Gaia Miacola, che grazie all’intervista che ha rilasciato a noi di Gilt, ci ha insegnato che in questo lavoro quello che conta è il saper ascoltare le esigenze del cliente, da lì poi la fantasia si scatena e nascono le idee migliori. La casa è il porto sicuro di ogni persona, è giusto prendersene cura nei minimi dettagli.

Buongiorno Gaia, se ci vuoi raccontare innanzitutto come è iniziato il tuo percorso lavorativo. Dopo la laurea in architettura cosa ti ha portato a scegliere la strada professionale dell’interior design?

Da neolaureata, seppur architetto, hai un panorama vastissimo di scelte davanti a te. Puoi diventare urbanista, designer, interior, paesaggista…insomma, puoi fare tanto, ma è più giusto scegliere una specializzazione. L’interior design era una mia passione sin da piccola, quando “arredavo” su carta millimetrata spazi inventati. Dopo la laurea ho cominciato a collaborare con alcuni studi della mia città che si occupavano di interni e poi la vita ha scelto per me! Lavorare sugli ambienti domestici, sulla parte più intima della vita delle persone, è una delle soddisfazioni più interessanti. Una casa è sempre una stratificazione di idee e amore. E non basta che sia bella. Deve diventare l’ambiente che hai sempre desiderato, che senti tuo, come se fosse da sempre una parte di te.

Video Call Idea sembra un format molto innovativo e penso anche molto efficace per poter instaurare con il cliente un rapporto di fiducia e anche più diretto. Come è nata questa idea di consulenza online?

Le idee migliori scaturiscono dal dialogo con i clienti. Molti mi chiedono consigli per cambiare un solo colore o scegliere il pavimento. Alcuni hanno semplicemente bisogno di essere rassicurati delle scelte in termini di abbinamento. Per rinnovare una parete non sempre serve un progetto complesso e articolato. Questa tipologia di servizio è studiata appositamente per consulenze smart, quasi in tempo reale. Il report che invio a fine call è una mia ulteriore riflessione utile per focalizzare i vari dubbi e aiutare il cliente a prendere delle decisioni importanti.

Come definiresti il tuo stile?

Cerco di creare case eleganti che rispecchino la personalità di chi le deve abitare. Il mio stile spazia dal contemporaneo al classico contemporaneo, ma i gusti del cliente sono sempre al centro. L’architetto deve essere abile a costruire spazi e ambientazioni, mai imporre il proprio stile o determinati materiali. Non mi piace disegnare case tutte uguali, preferisco cercare il meglio per ogni esigenza.

Qual è secondo te il segreto per far si che funzionalità ed estetica vadano di pari passo?

Il segreto sta nello studio approfondito degli spazi e di come saranno vissuti una volta realizzati. Il “su misura” spesso permette di creare arredi perfettamente funzionali, frutto di un’evoluzione dell’uso delle nostre case. I dettagli non devono mai distrarre, ma accompagnare la comprensione generale delle “scenografie” che creiamo.

Da cosa trai maggiormente ispirazione?

Osservo molto e ho una buona memoria visiva. Sono curiosa e “prendo appunti” delle cose che mi piacciono. Mi ispirano i grandi designer, gli ambienti dei film, la natura e l’uso coerente dei materiali.

Ponendo per un attimo uno sguardo al futuro, credi che questa pandemia che stiamo vivendo possa portare dei cambiamenti al tuo lavoro? Che le scelte e i gusti dei clienti possano modificarsi?

La pandemia ha messo prepotentemente l’accento sulla casa. Se davvero vogliamo trovare un aspetto positivo del Covid-19 è che ha saputo rianimare l’interesse sugli spazi domestici, sia interni che esterni. Ci si è resi conto di quanto vivere a lungo in un ambiente che non ci rappresenta e che non sentiamo nostro sia davvero difficile. Se parliamo di gusti modificati non ci riferiamo tanto agli stili di arredamento, bensì alla capacità degli spazi di farci stare bene.

Nel corso della tua carriera ti è mai capitato di ricevere richieste bizzarre da parte di qualche cliente? 

Ogni giorno! Alcuni clienti hanno in realtà delle “fisse” che in genere derivano da un utilizzo errato di una casa precedente. Sai, quando gli spazi non ti corrispondono a livello emotivo è automatico il riscatto su una casa nuova. Le richieste più strambe riguardano la creazione di ripostigli enormi oppure di cabine armadio gigantesche in case piuttosto piccole o la possibilità di creare vani a giorno per l’esibizione di collezioni personali di oggetti più disparati. Sempre di più si è attenti alle zone benessere, all’installazione di vasche in camera da letto o docce multifunzione in aree che non sono bagni. Non sono richieste impossibili, a parte quando mi viene implicitamente richiesto di aumentare i metri quadri…e qui non posso far nulla purtroppo!

Ci teniamo a ringraziare Gaia Miacola per la sua disponibilità e le nozioni che ci ha fornito, augurandole una buon proseguimento di brillante carriera.

 

di Elena Strappa

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