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	<title>yoko ono &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Dylan / Schatzberg: gli scatti dell’uomo dietro il mito</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 08:41:35 +0000</pubDate>
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<p>Tra i primi a far vivere questi movimenti vi erano i <b>musicisti</b>, impegnati non solo sul piano artistico, ma  soprattutto su quello politico. A distanza di quasi mezzo secolo, le uniche testimonianze che ci rimangono di questi pezzi di storia vengono dagli obiettivi dei grandi fotografi. Proprio da qui nasce il nuovo volume del fotografo newyorkese Jerry Schatzberg, edito da Skira, che racconta un Bob Dylan nascosto, malinconico e gioioso allo stesso tempo.</p>
<h3>Dylan e Schatzberg: la crescita di un’amicizia</h3>
<p>Spiare le grandi star del rock, umanizzarle, coglierne i momenti più intimi era il compito di persone come <b>Annie Leibovitz</b> o <b>Jerry Schatzberg</b>. La prima è la donna che ha immortalato John Lennon e Yoko Ono per Rolling Stones. Il secondo, è il fotografo che sarà dietro la copertina di <b>Blonde on Blonde </b>di Bob Dylan, che diventerà il suo “soggetto migliore”.</p>
<p>La prima volta che si sono conosciuti è stato nel 1965, mentre Dylan incideva Highway 61 Revisited. Dylan era già Dylan, l’uomo che avrebbe creato il folk-rock e che stava rivoluzionando il mondo della musica. La vera svolta è avvenuta però nel <b>1966</b>, proprio alla pubblicazione di Blonde on Blonde. L’album diverrà un monumento della musica proprio perché “<i>è il dialogo di due culture che si scontrano con un&#8217;enorme esplosione</i>”, come dirà Al Kooper.</p>
<p>Bob viene consacrato, e lo scatto di Schatzberg diviene immortale. Leggermente sfocato, semplice nel suo essere particolare, l’immagine creata da Jerry occupa entrambe le facciate del disco. Nella prima versione dell’album, all’interno, c’era una foto della bellissima <b>Claudia Cardinale</b>, che però è stata rimossa perché l’attrice non aveva prestato il consenso. Ma non è solo questo che il volume racconta: racconta dell’uomo del Minnesota, del lavoro dietro alle più grandi hit, dei momenti di leggerezza e quelli di riflessione di due amici.</p>
<h3>Jerry Schatzberg: molto più di un semplice fotografo</h3>
<p>Nato nel <b>Bronx</b> di New York, Jerry Schatzberg ha vissuto il momento più florido, artisticamente parlando, della sua città. Tutti gli artisti trovavano infatti nella Grande Mela un punto di incontro, di crescita e di confronto. È così che inizia la sua carriera, che annovera anni di collaborazione con celebri riviste come <b>Vogue</b> e <b>Esquire</b>.</p>
<p>Ma la sua passione non si ferma solo a questo: diventa inoltre un <b>regista</b> di successo. Esordisce con “Mannequin &#8211; Frammenti di una donna”, in cui <b>Faye Dunaway </b>è protagonista, per poi dirigere <b>Al Pacino</b> in “Panico a Needle Park” e “Lo spaventapasseri”. Entrambe le pellicole hanno vinto diversi riconoscimenti internazionali.</p>
<p>Possiamo concludere dicendo che la forza di questo volume sta proprio nell’<b>intimità</b> e nella sincerità degli scatti riportati. Come dirà lo stesso autore infatti, con Bob Dylan “bastava puntargli addosso l’obiettivo e le cose semplicemente accadevano”. Un’occasione imperdibile, dunque, per chi vuole conoscere ancora meglio il dietro le quinte di questo eclettico e immemorabile artista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Maria Concetta Porricelli</i></b></p>
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		<title>Give your smile to Yoko Ono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Aug 2012 22:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/08/visore1_yokoono-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/08/visore1_yokoono-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/08/visore1_yokoono-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/08/visore1_yokoono-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/08/visore1_yokoono.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>To the Light: a Londra la nuova mostra dedicata a Yoko Ono.</p>
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È il 19 maggio 1968 quando John Lennon invita Yoko Ono: a passare insieme la notte in bianco oppure a chiacchierare e comporre musica. Lei certo non si tira indietro e quella notte nasce il primo disco della coppia e, i due, capiscono di essere fatti l’uno per l’altra. Di John e Yoko, giorno dopo giorno, si pedinano incontri, conversazioni, creazioni. E non si provi a dire che fu Yoko ad intralciare i Beatles, più certo è che l’imprevista e dolorosa morte di John oscurò le grandi capacità artistiche della moglie.<br />
<em>To the light</em> vuole riflettere oggi sul contributo di Yoko Ono all’arte contemporanea durante la sua carriera ricca ed eclettica. Un’artista che sa oltrepassare i confini tradizionali esplorando una vasta gamma di espressioni e restituendoci un nuovo modo di pensare.<br />
La mostra è composta da opere nuove e pezzi storici, tra cui spicca il progetto work in progress<em> Smilesfilm</em>. Un’opera contemporanea, che parla di attualità, con i linguaggi dei new media: attraverso Twitter, Facebook, Tumblr e Instagram vengono raccolte le fotografie di persone per creare un film che unisce i sorrisi di tutti gli esseri umani: “Give us your smile! I love you!”.<br />
&nbsp;<br />
dal 19 giugno al 9 settembre 2012<br />
Luogo: Serpentine Gallery, Kensington Gardens, London<br />
Biglietto: ingresso libero<br />
www.serpentinegallery.org<br />
&nbsp;<br />
<em>Fotografie di&nbsp;&nbsp;Jerry Hardman-Jones</em><br />
&nbsp;<br />
di Marta Falcon</p>
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