<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>VUN Andrea aprea &#8211; Gilt Magazine</title>
	<atom:link href="https://www.giltmagazine.it/tag/vun-andrea-aprea/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Jun 2025 11:50:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.2</generator>

<image>
	<url>https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/03/cropped-giltmagazine-favicon-32x32.jpeg</url>
	<title>VUN Andrea aprea &#8211; Gilt Magazine</title>
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Andrea Aprea: la tavola come luogo di bellezza e memoria</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/interview/andrea-aprea-la-tavola-come-luogo-di-bellezza-e-memoria/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/interview/andrea-aprea-la-tavola-come-luogo-di-bellezza-e-memoria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 10:39:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Aprea]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Aprea chef]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Aprea milano]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Aprea ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[VUN Andrea aprea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giltmagazine.it/?p=135166</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Andrea Aprea trasforma ogni piatto in un racconto di memoria, gusto e bellezza, in un'esperienza che va oltre la cucina</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/andrea-aprea-la-tavola-come-luogo-di-bellezza-e-memoria/">Andrea Aprea: la tavola come luogo di bellezza e memoria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/aprea-immagine.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Chef napoletano di fama internazionale, Andrea Aprea ha ridefinito il concetto di alta cucina in Italia, portando avanti una visione capace di fondere memoria e innovazione. Dopo aver ottenuto due stelle Michelin al VUN&nbsp;Andrea Aprea&nbsp;&nbsp;di Milano, nel 2022 ha aperto il suo ristorante all’interno della Fondazione Luigi Rovati, nel cuore di Porta Venezia. Un progetto raffinato, dove la cucina dialoga con l’arte e la cultura, dando vita a un’esperienza sensoriale unica. Nei suoi piatti convivono tecnica ed emozione, passato e presente, in un equilibrio fatto di ricordi e sperimentazione. In questa intervista racconta come nasce la sua cucina, il ruolo centrale della memoria e la sfida quotidiana dell’eccellenza.</p>



<p><strong>La memoria è un ingrediente fondamentale nella tua cucina. Qual è il primo sapore d’infanzia che ti viene in mente e che ancora oggi ti ispira?</strong></p>



<p>Senza dubbio il pomodoro. È un ingrediente che ritorna spesso nelle mie preparazioni, ma per me ha un significato speciale. Fa parte della mia infanzia, è legato ai ricordi più autentici della mia terra, e non a caso è anche uno degli elementi centrali del menù “Partenope”.</p>



<p><strong>Il tuo ristorante unisce gusto, arte e cultura. Che tipo di esperienza vuoi offrire a chi entra per la prima volta?</strong></p>



<p>Lavorare all’interno di una fondazione che unisce arte e cultura è una fortuna. Ma per me il fulcro resta sempre la tavola. L’ambiente&nbsp;è il&nbsp;servizio &nbsp;sono&nbsp;di&nbsp;fondamentale importanza, certo&nbsp;è&nbsp;che il&nbsp;cuore dell’esperienza è quello che accade nel piatto. È lì che si gioca tutto.</p>



<p><strong>Cos’è per te la contemporaneità in cucina?</strong></p>



<p>Per me è uno sguardo sul presente, che parte dal passato ma guarda avanti. Nei miei tre menù – “Contemporaneità”,&nbsp;“Partenope” e&nbsp;“Signature” – cerco di raccontare diverse prospettive.&nbsp;“Contemporaneità” interpreta il qui e ora,&nbsp;“Partenope” è un omaggio alle mie radici campane, mentre&nbsp;“Signature” raccoglie i piatti che sono diventati parte del mio percorso. È un modo per rappresentare, ogni volta, chi sono oggi.</p>



<p><strong>Come nasce la costruzione di un menù degustazione?</strong></p>



<p>Ogni percorso ha una sua identità ben definita.&nbsp;“Contemporaneità” ruota intorno all’idea di attualità gastronomica,&nbsp;“Partenope” è un viaggio nella tradizione della mia terra, e&nbsp;“Signature” raccoglie le preparazioni più rappresentative del mio stile. Tre visioni diverse che si completano e si arricchiscono a vicenda.</p>



<p><strong>Il dialogo con la Fondazione Rovati è stato fondamentale per la nascita del tuo ristorante. In che modo l’arte ha influenzato il progetto?</strong></p>



<p>Credo che la cucina sia una forma d’arte ma effimera: un piatto nasce e viene consumato, a differenza di un’opera visiva che resta. Condividere lo spazio con opere permanenti rende il nostro lavoro ancora più stimolante. Abbiamo voluto creare un legame concreto tra il ristorante e la fondazione attraverso il bucchero, una ceramica etrusca. Due pareti del ristorante sono fatte con questo materiale, e per me rappresentano il trait d’union tra l’ambiente in cui cucino e quello che mi circonda.</p>



<p>&nbsp;D<strong>opo il successo del bistrot, stai pensando a nuove aperture o a progetti futuri?</strong></p>



<p>In questo momento sono molto soddisfatto di quello che stiamo facendo. Non amo parlare troppo presto dei progetti in cantiere, anche per un po’&nbsp;di sana scaramanzia partenopea. Quando sarà il momento, li condividerò volentieri.</p>



<p><strong>Cosa significa oggi essere uno chef italiano in un panorama sempre più globale e competitivo?</strong></p>



<p>Vuol dire mettersi in gioco ogni giorno e mantenere uno standard altissimo. Le aspettative sono tante, ma credo che sia l’identità personale a fare la differenza. Il fatto che molti ospiti vengano apposta da tutta Italia per cenare qui è, per me, una delle soddisfazioni più grandi.</p>



<p><strong>Qual&nbsp;è la sfida più grande, e quella più gratificante, nel dirigere un ristorante che è anche un’esperienza culturale a tutto tondo?</strong></p>



<p>L’eccellenza richiede impegno costante, ma ho la fortuna di fare un lavoro che amo. Non sono il tipo che si lamenta: se voglio fare qualcosa, cerco di farla bene. Le difficoltà fanno parte del mestiere, e anche questo è un segno di passione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/andrea-aprea-la-tavola-come-luogo-di-bellezza-e-memoria/">Andrea Aprea: la tavola come luogo di bellezza e memoria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/interview/andrea-aprea-la-tavola-come-luogo-di-bellezza-e-memoria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
