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	<title>Viggo Mortensen &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>The Dead Don&#8217;t Hurt: un western di poesia e forza femminile</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 16:08:00 +0000</pubDate>
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<p><em>The Dead Don&#8217;t Hurt &#8211; I morti non soffrono</em>, la seconda prova da regista di Viggo Mortensen, è un film che trascende i confini tradizionali del western, presentando una narrazione poetica e intensa dedicata a temi come la forza, la vulnerabilità e il coraggio femminile.<br>Presentato alla Festa del Cinema di Roma e in uscita il 24 ottobre, il film racconta la storia di Vivienne Le Coudy, interpretata magistralmente da Vicky Krieps, e del suo tumultuoso rapporto con Holger Olsen, interpretato dallo stesso Mortensen.</p>



<p><strong>Una storia di amore e resilienza</strong></p>



<p>Ambientato negli anni &#8217;60 dell&#8217;Ottocento, il film segue Vivienne, una donna indipendente e forte, che incontra Holger a San Francisco. Nonostante le pressioni sociali e il contesto difficile, i due si innamorano, ma le loro vite vengono presto stravolte dallo scoppio della Guerra Civile. La loro relazione, quindi, diventa un microcosmo di lotte più ampie: Vivienne deve affrontare la corruzione e la violenza che la circondano, mentre Holger è costretto a confrontarsi con la guerra e le sue conseguenze.</p>



<p><strong>Un western rinnovato</strong></p>



<p>Viggo Mortensen non si limita a presentare un classico racconto western; piuttosto, utilizza il genere per esplorare questioni di identità, lotta e accettazione. La scelta narrativa di aprire il film con eventi che si svolgeranno alla fine, seguita da un uso sapiente dei flashback, offre una struttura che invita lo spettatore a riflettere su come le esperienze passate influenzino il presente. Questo approccio quasi “anti-climatico” permette al film di concentrarsi sull&#8217;interiorità dei personaggi, in particolare quella di Vivienne, che emerge come un&#8217;eroina complessa, capace di affrontare la violenza del mondo maschile senza mai perdere la propria dignità.</p>



<p><strong>Vicky Krieps: il cuore del film</strong></p>



<p>Vicky Krieps, con il suo volto espressivo e magnetico, è il cuore pulsante di <em>The Dead Don&#8217;t Hurt</em>. La sua interpretazione di Vivienne va oltre il mero simbolismo di forza femminile, incarnando una donna che vive con passione e determinazione. Krieps riesce a trasmettere una gamma di emozioni che va dalla vulnerabilità alla ribellione, rendendo il suo personaggio memorabile e profondo. La sua chimica con Mortensen è palpabile, e i momenti in cui i due si confrontano sono tra i più toccanti del film.</p>



<p><strong>Un&#8217;analisi profonda della violenza e del potere</strong></p>



<p>Mortensen utilizza la violenza non come fine a sé stessa, ma come mezzo per esplorare la condizione umana e le dinamiche di potere. La rappresentazione del capitalismo come legato al maschilismo è una delle chiavi di lettura del film, evidenziando come la lotta per il possesso, sia esso materiale o corporeo, definisca le relazioni tra i personaggi. La violenza subita da Vivienne non è solo fisica; è anche una riflessione delle pressioni sociali e delle aspettative di genere che permeano la sua vita.</p>



<p>Mortensen riesce a creare un&#8217;opera che parla di amore, guerra e resilienza, mantenendo il focus sui volti e sulle emozioni piuttosto che sulle splendide immagini paesaggistiche tipiche del genere. Con un messaggio che risuona con forza nella contemporaneità, il film invita gli spettatori a riflettere sulle sfide delle relazioni umane e sul potere della scelta in un mondo spietato.</p>
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		<title>Viggo Mortensen protagonista nel nuovo film di Ron Howard</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2022 12:05:45 +0000</pubDate>
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<p><strong>La vera storia di “Thirteen Lives”</strong></p>



<p>Sarà disponibile sulla piattaforma <strong>Amazon Prime Video</strong> il prossimo 5 agosto “<strong>Thirteen Lives</strong>”, il nuovo film di <strong>Ron Howard</strong>, con protagonisti <strong>Viggo Mortensen e Colin Farrell</strong>.</p>



<p>La pellicola si basa sulla <strong>storia vera</strong> del salvataggio della squadra di calcio Moo Pa (Cinghiali); i dodici ragazzi, insieme al loro allenatore, rimasero bloccati nella grotta di Tham Luang, nel nord della Thailandia, per 18 giorni, dal 23 giugno al 10 luglio 2018. I giovani, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, insieme al loro coach di 25, si erano addentrati nella caverna per esplorarla per poi rimanere bloccati nei cunicoli a causa di un improvviso e incessante nubifragio scoppiato dopo il loro ingresso.</p>



<p>Mortensen interpreta uno dei due speleologi che hanno diretto le operazioni di soccorso, Richard Stanton, che ha anche partecipato alle prove per la realizzazione del film e gli ha insegnato come nuotare e muoversi in sicurezza in quell’ambiente ostile. Tra le motivazioni che lo hanno spinto a scegliere di lavorare in “Thirteen Lives”, l’attore ha compreso lo spirito di quel salvataggio, un lavoro di squadra davvero altruista.&nbsp;</p>



<p><strong>“Crimes of the Future” di Cronenberg</strong></p>



<p>Non stiamo parlando del film del 1970, anche se titolo e regista sono gli stessi. Sarà nelle sale alla fine del mese, precisamente il 24 agosto, però, l’ultima opera di David Cronenberg, pioniere del body horror, che torna a mostrare una sorta di transumanesimo distopico con “<strong>Crimes of the Future</strong>” (il cui collegamento con l’omologo di cinquant’anni fa sembra proprio essere la mutazione della natura umana ai limiti dell’eccesso).</p>



<p>Protagonista del nuovo “Crimes of the Future” è Saul, interpretato da Viggo Mortensen, un uomo affetto dalla continua formazione di nuovi organi che rimuove con l&#8217;aiuto dell&#8217;ex chirurgo Caprice (Léa Seydoux), diventando, attraverso queste operazioni eseguite dal vivo, una coppia di veri e propri artisti performativi. Accanto a loro anche Kristen Stewart. È la quarta collaborazione dell’attore con Cronenberg, dopo “A History of Violence”, “La promessa dell&#8217;assassino” e “A Dangerous Method”. Il film, inoltre, è stato presentato all’ultima edizione del Festival di Cannes.</p>



<p>E mentre su Amazon Prime Video sta per approdare la serie su “Il Signore degli Anelli” (trilogia cinematografica che ha consolidato la fama di Mortensen), la nota azienda di distribuzione ha confessato di aver rifiutato la realizzazione di uno show tv dedicata al giovane Aragorn, personaggio interpretato proprio dall’attore nell’originale.</p>



<p>I suoi progetti futuri, al momento, sono sconosciuti e non è escluso che possa magari tornare dietro la telecamera come in “Falling”, che ha diretto nel 2020.</p>
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		<title>Viggo Mortensen: un passo dietro la telecamera</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 14:57:57 +0000</pubDate>
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<p><strong>Il debutto come regista</strong></p>



<p>È al cinema dal 26 agosto il primo film di <strong>Viggo Mortensen</strong> come regista; si intitola “<strong>Falling – Storia di un padre</strong>” e narra le vicende di Willis (interpretato da Lance Henriksen), un uomo costretto dalla demenza senile a trasferirsi dalla sua casa in campagna a Los Angeles, per vivere insieme al figlio John (Mortensen), il marito di lui, Eric, e loro figlia.</p>



<p>L’aggressività della malattia è accentuata dal carattere dell’anziano uomo, che da sempre ha un animo testardo e vive da molti anni in solitudine. Ripercorrendo attraverso flashback la gioventù di Willis, si scoprirà un passato greve, composto soprattutto da rabbia e aridità.</p>



<p>Si tratta di una pellicola che, seppur non sia una storia autobiografica, racconta qualcosa di personale, di <strong>dolore e incomunicabilità</strong>, di una malattia che ha colpito spesso la sua famiglia.</p>



<p><strong>La carriera di attore</strong></p>



<p>Viggo Mortensen debutta come attore nel <strong>1985</strong> nel film “Witness &#8211; Il testimone” di Peter Weir, dove ha un piccolo ruolo. È solo qualche anno più tardi, nel 1991, che ottiene un ruolo più importante: è, infatti, uno dei protagonisti di “Lupo solitario” (prima regia di Sean Penn).</p>



<p>Nonostante continui a lavorare nei successivi dieci anni accanto a colleghi illustri, come Al Pacino, e diretto da registi importanti, è con il ruolo di<strong> Aragorn</strong> ne “<strong>Il signore degli anelli</strong>” che Mortensen conosce il grande successo di pubblico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/09/Viggo-Mortensen-1.jpg" alt="" class="wp-image-80564" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/09/Viggo-Mortensen-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/09/Viggo-Mortensen-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/09/Viggo-Mortensen-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/09/Viggo-Mortensen-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Seguono altri film di successo, tra cui “Oceano di fuoco – Hidalgo”, “La promessa dell&#8217;assassino” e “Captain Fantastic”, per queste ultime due pellicole viene anche candidato al premio Oscar.</p>



<p>Si giunge così agli ultimi anni e in particolare al 2018, quando recita accanto a Mahershala Ali in “Green Book”, premiato l’anno seguente con l’Oscar come miglior film. Quell’anno Mortensen era nuovamente candidato come miglior attore protagonista.</p>



<p><strong>Un futuro “criminale”</strong></p>



<p>La carriera di Viggo Mortensen prevede ancora dei lavori davanti alla cinepresa; sono infatti iniziate le riprese ad Atene di “<strong>Crimes of the Future</strong>” di David Cronenberg, rifacimento della pellicola del 1970 dello stesso regista. Nel cast, oltre a Mortensen, Kirsten Stewart e Léa Seydoux.</p>



<p>Il film è ambientato in un futuro in cui l’umanità è colpita dalla “Sindrome da evoluzione accelerata”, ovvero una sorta di transumanesimo in cui gli uomini si stanno evolvendo modificando la propria composizione biologica, riuscendo a far crescere nuovi organi nel proprio corpo.&nbsp;</p>



<p>In attesa di vedere altre storie narrate dal Viggo Mortensen regista, ci godiamo, dunque, l’attore, che a quasi quarant’anni di carriera sembra avere ancora molto da raccontarci.</p>



<p><strong><em>di Maria Giulia Gatti</em></strong></p>
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		<title>La 91esima Notte degli Oscar: nomination e novità</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 10:54:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Oscar" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Oscar 2019: nella notte del 24 Febbraio, il Dolby Theatre di Los Angeles sarà pronto ad accogliere la 91esima edizione degli Oscar. Che vincano i migliori!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Oscar" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Oscar-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Nella notte del 24 Febbraio si terranno gli <b>Academy Awards</b>, dove verranno consegnate le famose statuette dorate alle personalità più meritevoli del panorama cinematografico. Nella notte degli <b>Oscar</b>, il <b>Dolby Theatre</b> di <b>Los Angeles</b> sarà illuminato dalla testa ai piedi, e il famoso tappeto rosso accompagnerà l’entrata dei candidati.</p>
<h3>Le novità degli Oscar</h3>
<p>In questa edizione degli Oscar ci saranno delle novità, o meglio, delle storie che si ripetono. Come successe trent’anni fa, questa edizione non avrà un <b>presentatore</b>. Saranno infatti i vari ospiti, con i loro interventi, a condurre la serata, e a consegnare i tanto ambiti premi. Un’altra novità sarà la <b>durata</b>: infatti, la cerimonia durerà meno rispetto alle precedenti. Questa modalità condivisa da molti, e con altrettanti contrari, sarà possibile grazie ad un taglio dei premi consegnati.</p>
<p>Ovviamente i riconoscimenti saranno comunque assegnati, ma senza la premiazione. Il 2019 segna anche l’inserimento di una nuova categoria, quella del <b>Miglior Film Popolare</b>. L’<b>Academy </b>ha deciso di dare spazio al <b>pubblico </b>(vero e ultimo destinatario), che difficilmente viene soddisfatto dalle premiazioni. Una categoria che rispecchi dunque i suoi gusti e le sue scelte.</p>
<h3>Oscar 2019: le nomination</h3>
<p>Lo scorso 22 Gennaio sono state pubblicate le <b>nomination</b> per tutte le categorie, e già molti hanno visto il sogno sgretolarsi tra le mani. Per la categoria <b>Miglior Film</b>, per la prima volta si aggiudica un posto un film della Marvel, <b>Black Panther</b>. I più quotati però sembrerebbero altri, per esempio <b>La Favorita</b>, che, con un cast d’eccellenza e tutto al femminile, sembrerebbe vicino alla vittoria. <b>BlacKkKlansman</b> e <b>Green Book</b> si contendono invece il posto per il miglior film sull’amicizia e sulla discriminazione razziale.</p>
<p>Per la famiglia dei film <b>biografici</b> vediamo <b>Vice- L’uomo nell’ombra</b>, storia dell’uomo che ha governato il mondo, senza che il mondo se ne accorgesse. Veniamo ora ai due film che più abbiamo amato, quelli che hanno conquistato cuori e menti: <b>Bohemian Rapsody</b> e <b>A Star is Born</b>. Due pellicole che ci hanno fatto venire i brividi, per musiche ed interpretazioni. Come ultimo, ma non meno importante, <b>Roma</b>, straniero e con lo spessore di un film d’autore.</p>
<h3>Miglior attore e attrice protagonista</h3>
<p>Per la categoria <b>Migliore Attore Protagonista</b>, abbiamo quest’anno una lista di nomi che meriterebbero tutti la vittoria. <b>Christian Bale, Bradley Cooper, William Dafoe, Rami Malek, Viggo Mortensen</b> si contenderanno l’ambita statuetta. Accomunati da un grande spessore interpretativo e da una grande maestria nell’immedesimarsi nei personaggi, portano sullo schermo personalità controverse e ben studiate.</p>
<p>Le candidate per la categoria <b>Migliore Attrice Protagonista</b> non hanno certamente nulla da invidiare ai loro colleghi, e anche per loro non mancheranno i complimenti. <b>Eliza Aparicio, Glenn Close, Olivia Colman, Lady Gaga, Melissa McCarthy</b>. Nomi che racchiudono bellezza, personalità diverse che riescono a fare onore a tutte le donne del mondo cinematografico. Interpretando un singolo personaggio, riescono a parlare a tutte le donne, che guardandole attraverso lo schermo si rivedono in loro. La lista delle nomination non si ferma qui. Altre categorie, come <b>Miglior Regia</b>, <b>Miglior Sceneggiatura</b> e <b>Miglior Film Straniero</b>, daranno la possibilità di aggiudicarsi il tanto ambito riconoscimento.</p>
<p>La notte degli <b>Oscar</b> segna un traguardo. Un premio che definisce tutto il percorso, il tempo e le energie spese per realizzare un capolavoro, degno dell’obiettivo che ci si contende. Quando l’ospite si avvicina al microfono e pronuncia la frase “<b>and the Oscar goes to</b>&#8230;” la sala si ferma, cadendo in un silenzio impareggiabile. Tutti riconoscono l’importanza di quel momento, come fosse sacro. Momento in cui si definiscono i vincitori, tra soddisfazioni memorabili e svanite speranze. E allora che inizi lo spettacolo, la <b>Notte degli Oscar</b> sta per cominciare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Eleonora Valente</i></b></p>
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